Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

“Inciucio politico” tra parole e fatti

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

#nobday2 - San Giovanni

Image by jcp.im via Flickr

Siamo tutti convinti che la nostra palla al piede è il vertiginoso debito pubblico che di anno in anno non abbiamo fatto altro che accrescerlo invece, semmai, di contenerlo. Ora qualcuno ha presentato il conto e dobbiamo, in qualche modo, onorarlo. Ma se questa è la consapevolezza che ci rende pragmatici, sull’altra faccia della medaglia si affaccia l’incapacità della classe politica italiana a ristabilire l’ordine economico richiesto e necessitato dalle circostanze, non solo di natura internazionale. Questo perché siamo nella logica armiamoci e partite e ciò vuol dire: sono gli altri a fare i sacrifici noi, invece, ci sottraiamo ad essi perché siamo i più furbi, i più scaltri, i più intrallazzatori e di conseguenza ci meritiamo un distinguo.
Se questa situazione accadesse in una famiglia sono certo che a fronte di misere entrate i suoi componenti farebbero a gara per tagliare i rami secchi e puntare all’essenziale. Lo Stato, invece, attraverso la sua longa manu burocratica-clientelare, e il Parlamento che ne è l’emanazione, pensa solo all’interesse dei suoi componenti perché si ritengono al di sopra e al di fuori delle parti.
E’ un grave errore e lo rileva soprattutto Antonio di Pietro allorchè ci ammonisce: qui ci può scappare il morto, perché la rivolta sociale aspetta solo una scintilla per esplodere.
Ma cosa chiediamo ai signori che formano oggi la maggioranza politica del Paese? Innanzitutto di rinfoderare le solite tattiche diversive da furbastri da imbonitori dei mercati rionali e di sfoderare iniziative degne di questo nome anche a costo di passare per populisti.
Incominciamo con il dire che l’Italia non può permettersi sprechi nelle amministrazioni e che la Corte dei conti ha già quantificato in 70 miliardi di euro. Non può permettersi l’esistenza di oltre 200 mila auto blu, checché il ministro Brunetta dica. Non può permettersi un sistema assistenziale che per operare disperde risorse che non vanno di certo a beneficio di coloro che intende assistere tanto che un istituto di ricerca ha rilevato che per far funzionare la sola macchina burocratica si assorbono risorse del 35% del suo totale mentre in altri paesi la percentuale è più bassa (la media è del 20%). Ma dobbiamo mettere in conto anche i nostri “gioielli” di famiglia (enti a partecipazione statale che operano in regime di monopolio ma si sono rivelati più costosi degli omologhi stranieri che sono privati).
Tutte queste cose i nostri governanti come le opposizioni le sanno ma continuano a giocare sulle parole e alla fine non troveranno di meglio, come hanno già fatto in passato, anche recente, che continuare a succhiare il sangue dalle rape, e sembra, a dispetto della natura, che ci stanno riuscendo, Altro che neutrini che superano la velocità della luce. Costoro l’hanno già superata da un pezzo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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