Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Apolidia sostegno ai trattati

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2011

Refugee day_1

Image by UN in Armenia via Flickr

Significativi sviluppi in materia di apolidia questa settimana a margine della sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Sono tre infatti gli stati – Croazia, Filippine e Nigeria – che hanno aderito a uno o entrambi i trattati internazionali sul tema. Questo importante passo dimostra l’impegno dei tre paesi nel contrastare il problema dell’apolidia. E fornisce loro gli strumenti giuridici per identificare e proteggere le persone apolidi, oltre che per prevenire e ridurre il fenomeno.
Sono 12 milioni – secondo le stime – gli apolidi in tutto il mondo. Sono persone che non hanno nazionalità, generalmente non hanno documenti d’identità validi e spesso si vedono negati anche i diritti fondamentali, come l’accesso alla salute, all’istruzione, all’alloggio e al lavoro. Per far fronte a questi problemi la Convenzione relativa allo status delle persone apolidi del 1954 definisce chi è considerato apolide e stabilisce standard minimi di trattamento. La Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961, poi, fornisce principi e un quadro giuridico per prevenire il fenomeno.
Attualmente la maggior parte dei nuovi casi di apolidia riguarda bambini che nascono da genitori apolidi. È un problema che potrebbe essere prevenuto se un numero maggiore di paesi aderisse alla Convenzione del 1961 e garantisse la cittadinanza alla nascita ai bambini.
Dato il peso diplomatico di un paese come la Nigeria, l’UNHCR auspica che la sua adesione dia un nuovo impulso all’impegno internazionale per promuovere l’adesione e contrastare l’apolidia in Africa. Con queste ultime adesioni, il numero degli stati parte delle Convenzioni del 1954 e del 1961 ora ammonta rispettivamente a 68 e 40. Considerando che l’Organizzazione delle Nazioni Unite conta 193 stati membri, tali cifre appaiono tristemente basse. Il sostegno internazionale è certamente in crescita, ma non è stata ancora raggiunta la massa critica che faccia una differenza sostanziale. L’UNHCR esorta i governi a considerare seriamente la possibilità di accedere a entrambi i trattati. L’Agenzia invita inoltre quegli stati che stanno valutando l’adesione ad avviare le procedure al livello nazionale.

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