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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Il sedotto

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2011

Picture from "I promessi sposi" of R...

Image via Wikipedia

Nella girandola delle intercettazioni, delle escort, alias prostitute, ma di alto bordo, nelle cene a luci rosse esiste la seduzione alla quale i “poveri maschi” non riescono a sottrarsi, anzi ne restano “inconsapevoli vittime”. E’ questa la tesi di una delle “avvocatesse” che sostengono l’innocenza degli uomini al cospetto di una femminilità aggressiva, seducente, ammaliatrice, ovvero da moderne sirene. Se vogliamo reggere il paragone con la storia di Ulisse, raccontata da Omero, potremmo dire che il nostro eroe seppe bene come porvi riparo facendosi legare all’albero maestro della sua nave per non gettarsi tra le braccia di cotante femmine ardenti e suadenti. Ma di là delle arzigogolate esternazioni dell’azzeccagarbugli di turno, memore dei capponi di Renzo in quel dei Promessi Sposi, vi è l’aspetto etico dell’uomo pubblico che per sua stessa natura è destinato ad una trasparenza nel privato che diventa d’obbligo poiché costituisce un modello da imitare ed è giusto che nella società di oggi prevalgano i valori della cultura e dell’ingegno in luogo del fruscio delle banconote e delle cortigianerie per entrarne in possesso. Non ci sentiamo “bacchettoni” ma solo persone di buon senso che amano ricercare il bello non nella procacità, ma nell’erudito. Le donne belle o brutte che siano vanno ammirate o rispettate non per quello che fisicamente esprimono ma per ciò che il loro intelletto sa manifestare nella costruzione di una società dove non vi è una competizione di genere come non vi è tra generazioni. Il nostro cammino è segnato dal tempo e sta a noi saper cogliere in ogni stagione i pregi dell’età respingendone i difetti. Ciò ci matura e ci fa grandi. Ciò ci assicura una continuità dove il crescere ci modella nella costruzione di una società più solidale, più equa, più eticamente civilizzata. Per questo noi abbiamo bisogno di punti di riferimento che sappiano sottrarci al contingente e farci svettare verso i valori fondanti una civiltà nella quale il concetto di identità non si misura con la ricchezza o la povertà con il bello o il brutto, con un colore della pelle in luogo di un altro, ma con l’idea che siamo nati per essere fratelli nella grande avventura che si chiama la vita e che la livella di Totò non è fatta per i morti ma per i vivi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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