Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Referendum e l’ultimo miglio dei politici

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2011

“La campagna elettorale è iniziata con la raccolta firme per il referendum, sia che si voti a scadenza naturale della legislatura sia che si voti anticipatamente”. E’ quanto scrive Roberto Menia, cooordinatore nazionale di FLI, sul sito http://www.areanazionale.it. “La relativa rapidità e la facilità con le quali si sta superando la quota di firme necessarie per presentare il referendum elettorale – sottolinea Menia – dimostrano a chi ancora non lo avesse capito che gli italiani non hanno un sentimento di antipolitica, ma solo un forte risentimento anti politici. La raccolta delle firme per il referendum – continua Menia – sta scardinando tutto questo. Abbiamo scelto anche noi questa strada in modo convinto e con la stessa forza vogliamo affrontare l’ultimo miglio. Siamo consapevoli, peraltro, che una volta accettato il referendum inizierà la vera partita. Il sistema della “nominocrazia” non vorrà correre il rischio di confrontarsi con l’elettorato e opterà per tutte le soluzioni possibili e persino quel voto anticipato, che oggi viene sbandierato come una minaccia, potrebbe rivelarsi un tentativo di sopravvivenza del leviatano. Nella migliore delle ipotesi il parlamento sarebbe costretto a scegliere un’alternativa valida al porcellum. Il referendum segna la fine di un sistema che invece della stabilità ha prodotto conflitti striscianti e spregio dei valori fondamentali del merito e della legalità. Le scelte tattiche, le alleanze ed addirittura i programmi possono passare in secondo piano di fronte al principio fondamentale della rappresentatività. Tornare a scegliere chi ci rappresenta e quindi ci governa è l’unico modo per affrontare tutti i nostri problemi e ricostruire il paese sulle rovine di questo declino. Il sistema, appunto, resisterà in tutti i modi, ma siamo pronti, anche, ad intraprendere da subito una campagna elettorale, che, si voti a scadenza naturale o anticipata, è di fatto iniziata con la raccolta delle firme. Tra la gente gli umori del paese si identificano meglio e chi tra noi ha raccolto firme ai banchetti ha trovato tanta partecipazione che, in attesa di proposte e programmi, sfocia nella volontà di abbattere questo muro di incomunicabilità tra politici e cittadini.

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