Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 3 ottobre 2011

Le novità del software Rational

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

Rational Software Conference (RSDC)

Image by cote via Flickr

11 Ottobre Milano – Officine del Volo, via Mecenate 76 ore 14; Roma 13 Ottobre – Hotel Aran Mantegna Innovate 2011 Via Mantegna è l’evento dedicato alla presentazione dei temi legati allo sviluppo e al rilascio di software – il cui valore risulta fondamentale non solo come aspetto chiave per la crescita aziendale, ma anche come elemento di differenziazione competitiva. Quest’anno la conferenza Innovate, che si terrà l’11 di ottobre a Milano e il 13 ottobre a Roma, sarà totalmente focalizzata sulla trasformazione dello sviluppo software e sulla possibilità di accelelare i risultati di business. Questo evento, che rappresenta il più importante appuntamento IBM Rational del 2011, è l’occasione per comprendere comeridurre la complessità dello sviluppo di prodotti sempre più intelligenti e interconnessi – il software pervade e collega infiniti aspetti della realtà quotidiana e del business – e scoprire come rilasciare sul mercato sistemi e software più velocemente.
Grazie all’integrazione di persone, processi e dati e soprattutto facilitando la collaborazione, i team possono diventare più agili e reattivi nell’ottimizzazione dei prodotti e nel rilascio dei sistemi. Rational è in grado di fornire piattaforme collaborative per lo sviluppo, know-how e servizi che possono trasformare software e sistemi di delivery migliorando notevolmente le capacità del cliente nell’ambito del Design, Development and Deployment, Integrated Application and Systems Lifecycle Management, Business Planning & Alignment, Application Security and Enterprise Modernization.
Il tema conduttore di tutto l’evento sarà la qualità del software declinata nelle sue forme principali. Nella sessione plenaria è previsto un intervento di Stefano Stinchi – Direttore Europeo Rational Software – e uno del comandante Alberto Colautti, Fleet Manager Airbus A330 di Alitalia – che dimostreranno attraverso video ed esperienze dirette quanto sia importante la qualità del software partendo da casi legati al mondo del volo e trasferiti anche ad altri mercati, si pensi alla medicina, alla robotica o al software installato nelle nostre auto. Sono previste anche sessioni parallele con approfondimenti su CLM (Collaborative Application LifeCycle) Qualità e Sicurezza sia per il mondo IT sia per il mondo System.

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Politica: hic sunt leones

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

Prototipo chiosco voto elettronico

Continua il tiro alla fune sul tema della politica tra chi la indica il peggiore dei mali e chi la sostiene a spada tratta. Due aspetti di segno opposto che da una parte radicalizzano il concetto e dall’altra c’è anche chi si inserisce con tracce più sfumate. Come dire: la politica fa parte della nostra vita, ma entro certi limiti. A me sembra che chi teme la politica si comporti come chi, non conoscendola, la guarda prevenuto, in una sorta di diffidenza preconcetta. E ancora chi pur avendo dimestichezza la considera un intralcio per i suoi affari. Non sta certo a me, e meno che mai in questa sede, fare un discorso sulla politica. Mi limito, semmai, ad osservare, che in una società composita come la nostra un mediatore è necessario, se non indispensabile. Questo compito oggi è affidato alla politica per comporre e calmierare gli interessi contrapposti che, le varie categorie sociali, mettono in campo per far prevalere e privilegiare certe posizioni a scapito di altre. La politica, quindi, più che rappresentare attenzioni lobbistiche deve saper individuare un interesse generale ed operarvi a favore. Se, per contro, si cerca di “ciurlare nel manico” sostenendo la causa dei più deboli per catturarne il consenso per poi favorire i più dotati, una volta eletti, questa devianza non certo è punibile da chi disgustato decide di non votare. Tutt’altro. Vuol dire, semmai, che dovremmo dotarci della memoria di un elefante e ricordare al momento opportuno chi gioca correttamente rispetto al baro. Dobbiamo imparare, dai più giovani, a discernere i valori dalle taroccate, a riconoscere l’essenzialità di una società ordinata nella quale la vita ha un senso se garantiamo a chi vive un’esistenza degna di questo nome. Se in qualche parte del mondo vi sono ancora bambini che muoiono di fame e per mancanza di assistenza sanitaria, se sotto i ponti delle città opulente sverna una popolazione di diseredati, se si condiziona la nostra vita in rapporto a ciò che si ha e non per quello che si è, allora noi non dobbiamo inveire prendendocela con la politica, ma con noi stessi, per le nostre disattenzioni, per le nostre indifferenze, per le nostre tolleranze, per il nostro egoismo. La politica è sana se si partecipa, se la si vive, se si lotta per garantirci l’uomo o la donna giusti al posto giusto. Non possiamo, probabilmente, pretendere l’assoluto ma di certo potremo arrivare al relativo con uomini e donne che sappiano fare della politica ciò che la politica chiede ad essi, anche se non operano in maniera perfetta. E dobbiamo cambiare cavallo, se zoppica, e l’occasione non manca ad ogni mandato elettorale. Basta seguire e non essere distratti. Basta partecipare e non chiudersi in una campana di vetro. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sturzo: messa suffragio

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

Luigi Sturzo

Image via Wikipedia

Roma, 5 ottobre 2011, alle ore 18,30, presso la Chiesa di Sant’Agostino i avrà luogo la celebrazione di una Santa Messa in suffragio di don Luigi Sturzo. Presiederà la Santa Messa S.E. Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI.
“Don Luigi Sturzo nacque a Caltagirone il 26 novembre 1871 da Felice e Caterina Boscarelli: il padre faceva parte della nobile famiglia dei Baroni d’Altobrando e la madre faceva parte di una famiglia borghese calatina. Nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano (del quale divenne segretario politico fino al 1923) e il 18 gennaio 1919 si compie ciò che a molti è apparso l’evento politico più significativo dall’unità d’Italia: dall’albergo Santa Chiara di Roma, don Sturzo lancia “l’Appello ai Liberi e Forti”, carta istitutiva del Partito Popolare Italiano”. E’ morto a Roma l’8 agosto 1959. (fonte wikipedia)

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Carcere tra vittime e carnefici

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

Il carcere

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In questi giorni sento dichiarazioni importanti da parte di uomini autorevoli, leggo lettere drammatiche scritte da persone detenute, che fino a ieri erano riferimenti certi per l’intero paese. Uomini di comando e di strategia politica incappano negli errori propri, nelle malefatte agite alle spalle, nei ripieghi del denaro che non fa prigionieri, scivolano dentro una cella dove rasentano la follia di una giustizia in solitudine, una legalità presa per il bavero, una equità che veste i panni del clown. Terribile e disperato l’urlo che si alza da quelle righe scritte in affanno, che ora fanno i conti con ciò che in carcere accade, ma che pure ieri era all’ordine del giorno, senza morso allo stomaco, senza un moto di consapevole disgusto civico. Qualcuno si sente in diritto di ridere e gioire del dramma di un onorevole caduto in disgrazia, invece è un liscio e busso che non assolve alcuno, che non fa scomparire la carenza di spazi, di materiali didattici e di mezzi, di attività trattamentali degne di questo nome, la disperante necessità di impiegare la volontà umana per riuscire diversamente dal passato. Il carcere è materia estremamente sdrucciolevole, addirittura ingannevole, ma quale pena, quale percorso occorre consegnare, quale significato, quale insegnamento fare scaturire da una carcerazione che riguarda tutti, vittime e carnefici, innocenti e colpevoli, perseguitati e furbi di vecchio e nuovo conio. E’ forse sufficiente buttarla nel ridicolo, costruendo abbellimenti dialettici, nelle parole di qualche ex potente finito in galera, che riconosce la barbarie penitenziaria italiana, le tumefazioni alla dignità di ciascuno, ben sapendo che quando la dignità è trucidata, la stessa umanità scompare, non resta che l’indifferenza a fare da sepolcro.
Non è limitativo ovviare a questa illegalità istituzionale, a questa ingiustizia statuale, attraverso la domanda fatidica: ma tu dov’eri quando urlavamo di una prigione irrappresentabile almeno quanto il reato commesso. Tu dov’eri quando altri parlamentari girovagavano per le prigioni della penisola, denunciando lo stato di abbandono, di violenza, la disperazione dei restanti neuroni ingabbiati tra le sinapsi del cervello, oramai in balia della follia. Ti sei mai chiesto quanti suicidi quest’anno hanno sancito l’edema della violenza dentro un carcere, quanta morte quest’anno ha alimentato l’illiceità di un girone dantesco camuffato da percorso di riparazione e riconciliazione. Della vera emergenza interpretata male, in questo recinto chiuso per il mantenimento dell’ordine e la sicurezza, ma irriguardoso e soprattutto antitetico a quel rispetto richiesto e auspicato per ogni persona umana, libera o detenuta che sia. Un carcere popolato di diseredati da ogni possibile eredità valoriale, del valore insito in ogni cittadino, dove ora “fanno vasche” pure gli uomini di vertice, eppure quante volte si è consigliata maggiore prudenza e attenzione, perchè in carcere potrebbe finirci chiunque, perfino chi oggi si sente impunito per vocazione e chi invece innocente lo è per davvero. Chissà se almeno adesso le parole pronunciate da un grande Direttore di prigione: “ il carcere dovrebbe arretrare nella sua voglia di dominare, controllare, punire, e mettere al centro della propria filosofia di vita la persona, diventando un’istituzione di servizio”, saranno ben di più del solito scatto in piedi, finalmente materia importante per un preciso interesse collettivo. (Vincenzo Andraous)

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Politica al servizio dell’economia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

Europe According to Silvio Berlusconi

Accusiamo la politica di fare tante cose impopolari ma al tempo stesso pensiamo che gran parte di questi comportamenti dipendano dal cinismo dei leader che guidano i movimenti politici costruttori di consensi e strumenti passivi di poteri occulti, di comitati d’affari e di lobby. Non ci rendiamo, forse del tutto conto, che la politica non è altro che la longa mano dell’economia e che questa economia ha una centrale operativa internazionale dove a controllarla sono in pochi, ma tanto potenti e determinanti da fare il bello e il cattivo tempo in aree del nostro pianeta vaste e diverse toccando, in pratica, parte di un continente o tutto intero uno di essi. Mi spiegava un opinion leader italiano che tutto sommato Berlusconi si sarebbe guardato bene, per sua stessa natura, ad avventurarsi in opzioni militari come lo è stato in Irak, in Afghanistan e in Libano e in ultimo in Libia. Se lo ha fatto è perché altri lo hanno imposto e lui è stato costretto a fare buon viso a cattivo gioco. Ma se vi fosse stato un altro governo e un altro leader, ovviamente, le cose non sarebbero cambiate come accadde con l’intervento militare italiano nei Balcani e con l’autorizzazione della coalizione occidentale ad usare le basi italiane per bombardare quell’area. Che alla fine Berlusconi ci abbia anche guadagnato, come qualcuno insinua, è del tutto irrilevante ai fini della logica interventista. Tanto sarebbe stata la stessa cosa. Meglio per lui se almeno ne ha ricavato un certo profitto per le sue aziende. Questa premessa ci può meglio spiegare quanto accade oggi in Italia e le resistenze messe in cantiere per sostenere l’attuale leadership, pur così pesantemente compromessa. Qualcuno vuole che l’Italia resti paralizzata economicamente e socialmente per favorire i giochi di potere di livello internazionale e le cui trame possono oggi sfuggire alla nostra comprensione perché occulte o coperte dalla cortina fumogena della disinformazione. Sta di fatto che l’attacco concentrico di queste ore al governo non è casuale, ma segue una regia occulta volta a stabilire equilibri altrove da ricomporre con determinati accordi. Ma sono attacchi strumentali nel senso che tendono ad indebolirlo sempre di più ma non a defenestrarlo, La stessa rivolta libica nascondevano interessi di parte francesi e britannici che andavano raddrizzati e l’Italia si era messa di traverso per cui andava screditata ed isolata in quell’area. Se noi oggi insistiamo per un cambio della guardia, alla guida della coalizione governativa, è perché siamo consapevoli che oggi a reggere l’esecutivo sono proprio quegli interessi che provengono dall’estero e che sono contrari alle nostre convenienze e sono solo capaci di destabilizzare il sistema e renderci ancora più dipendenti dalle centrali internazionali di potere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Forum mondiale sulle frane

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

macchina utilizzata dalla Protezione Civile

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Roma Forum Mondiale sulle Frane organizzato dalla Fao. “Ben 485.000 sono le frane censite in Italia, ed è forse una stima per difetto, 5.581 comuni, pari al 68,9% del totale presentano aree a rischio idrogeologico elevato, negli ultimi 80 anni si sono succedute 11.000 frane e 5.400 alluvioni e secondo l’ultimo dossier di Legambiente ogni anno in Italia vengono consumati circa 500 kmq di suolo, che equivale a dire che ogni 4 mesi sul territorio della nazione nasce un’altra Milano”. Lo ha ricordato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano. “Chiediamo dunque allo Stato italiano, una legge organica di governo del territorio – ha continuato Graziano – che ricostruisca la filiera delle competenze, metta in campo azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria dei nostri bacini idrografici, ponga le base di una riforma urbanistica e che faccia tesoro di quelle
Molta è la strada da percorrere, soprattutto in un momento di evidente decadimento del sistema politico ed istituzionale e di grande crisi economica globale, ma spero che i governi di tutto il mondo, e non solo quello italiano, comprendano che investire in difesa del suolo, investire in geologia, aiuta ad uscire dalla crisi, perchè crea risparmi economici notevoli rispetto alle spese del post-emergenza e soprattutto definisce modelli di comportamento per tutti i cittadini”.
“Assistiamo anche, quasi senza più indignarci, alla distruzione del nostro patrimonio edilizio – ha continuato il Presidente – anche quando questo ha un elevato valore architettonico e/o archeologico, come nel caso di Pompei.
E intanto permettiamo che continuino a dilagare le violenze sul territorio, fatte di incendi, di abusi edilizi, di piani regolatori dissennati, di assenza di manutenzione, che creano sì le condizioni perché si compiano altri disastri, ma che di fatto accettiamo con sempre meno indignazione.
“Credo che nessuno abbia delle ricette di sicuro effetto – ha affermato Graziano – ma di certo occorre partire dal concetto di “emergenza”. Il dissesto idrogeologico mette a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini, dunque è una emergenza e come tale va affrontato.Quando in Sicilia il problema dell’acqua e quello dei rifiuti assunse livelli di preoccupazione particolarmente elevati, il governo regionale varò una struttura d’emergenza, poi trasformata in agenzia regionale.
Se i Governi nazionale e regionale ritengono che gli oltre 30 morti del messinese, aggiunti ai tanti altri della Valtellina, di Sarno, di Soverato, cui si aggiungono i più recenti crolli di Pompei e l’alluvione del Veneto, abbiano fatto superare la soglia della fatale accettazione del problema e dunque si siano superati i limiti per un Paese cosiddetto civile, vadano allora oltre le condivisibili dichiarazioni rilasciate a poche ore dalla tragedia ed affrontino il dissesto idrogeologico come una emergenza, mettendo in campo le risorse economiche e strutture d’intervento che, prima di tutto, sappiano fare sistema tra le diverse competenze (Ambiente, Protezione Civile, Geni Civili, Forestale, ecc.).
Il problema investe, lo abbiamo visto, l’intero territorio nazionale ed anche Roma non è esente da rischi idrogeologici e da fenomeni di dissesto idrogeologico come le frane, anche se meno eclatanti, localizzate soprattutto lungo i margini occidentali dell’alto di Monte Mario – Gianicolo , o interessanti i versanti più acclini delle valli , approfondite dal reticolo fluviale , anche queste innescate spesso dall’intervento dell’uomo”. Graziano ha sottolineato l’importanza del protocollo di intesa firmato tra Ordine dei Geologi del Lazio e la Protezione Civile che “consentirà di avere il geologo di città. I geologi sono le vere sentinelle del territorio – ha proseguito Graziano – che spesso, in Italia , vengono considerate poco . Quanti Comuni, quanti Enti in Italia hanno il geologo nella loro pianta organica? La risposta la possiamo dare subito, perchè di geologi nelle amministrazioni pubbliche ne abbiamo pochi”.

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Il futuro ha radici antiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

Torino 6 ottobre ore 11 presso il Sereno Regis via Garibaldi 13 conferenza stampa sul convegno che si terrà l’8 ottobre 2011 – dalle ore 9 alle ore 18.30 presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino – via Giolitti 36 su “Il futuro ha radici antiche La via della nonviolenza in un pianeta limitato” Programma Mattino: “La forza dell’anima, essendo naturale, non viene registrata dalla storia” (M. K. Gandhi). Programma:
• Angela Dogliotti Accoglienza come rappresentante del Centro Studi Sereno Regis e richiamo alla Giornata Mondiale Gandhiana della Nonviolenza
• Marinella Correggia Presentazione del convegno come moderatrice e introduzione sul recupero del pensiero di Gandhi e di Kumarappa
• Francesco Tuccari Le illusioni del progresso: l’organizzazione della violenza, la distruzione dell’ambiente, la crisi dei legami sociali
• Luca Giunti Quali diritti per l’ambiente in una democrazia sostenibile?
• Guido Viale Modernizzazione o riconversione? Modelli per una transizione dei sistemi produttivi verso la sostenibilità
Pomeriggio: “Vivere semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere” (M. K. Gandhi)
Compagnia Alnair (playback theatre): Introduzione Attività del pubblico, facilitate da formatori del Gruppo di Educazione alla Pace Marilena Cardone del CSSR (EdaP), da membri dell’Ecoistituto Pasquale Cavaliere del CSSR, in collaborazione con gli elementi della Compagnia Alnair Condivisione in assemblea e conclusioni
Quest’anno il Centro Studi Sereno Regis ha dedicato le principali attività di ricerca e di divulgazione al legame fra umanità e mondo. Riscoprire le nostre risorse scientifiche e morali ed impiegarle per una cultura di pace, rispettosa degli equilibri naturali, è stato lo scopo caratteristico delle iniziative del 2011, articolate in due fasi:
● da marzo a maggio un ciclo di cinque incontri, chiamato L’apporto della nonviolenza nell’odierno sistema socio economico;
● ad ottobre un Convegno focalizzato sulle condizioni per una democrazia, basata sui pilastri della nonviolenza e della sostenibilità ambientale.
Nella ricorrenza della Giornata Mondiale della Nonviolenza, indetta dall’ONU per commemorare la nascita di Gandhi (2 ottobre 1869), il Convegno accosta la storicità e la natura. L’idea di fondo è l’urgenza di progettare l’avvenire a partire dall’eredità del passato, salvaguardando tutte le specie e i loro habitat. Infatti solo quando accettiamo le profonde relazioni che ci uniscono ad ogni organismo vivente, siamo in grado di aprirci all’altro da noi in atteggiamento di accoglienzae di solidarietà. Al contrario ignorare i propri limiti conduce alla strumentalizzazione, allo sfruttamento e all’autodistruzione. In questa luce la consapevolezza di appartenere a un destino comune discrimina le vie della violenza e della nonviolenza. (logo convegno)

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La spiritualité laique et l’éducation

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

Université Paris 8 Samedi 8 octobre 2011 à 10h00, salle D 002 2, rue de Liberté (M° ligne 13 Saint Denis Université) Thèse de doctorat en Sciences de l’Education “La spiritualité laique et l’éducation. De la pensée de J. Krishnamurti à la recherche action dans une école italienne” présentée et soutenue publiquement par Giusi LUMARE Directeur de recherche René BARBIER, professeur émérite Sciences de l’Éducation Paris VIII. JURY :
• Michel MAFFESOLI, professeur Sciences Humaines Paris V – Sorbonne et membre de l’Institut Universitaire de France
• Gabriel SALA, professeur Sciences de la Formation, Université de Verone (Italie)
• Remi HESS, professeur Sciences de l’Éducation Paris VIII
• Hélène BEZILLE, professeure Paris Est-Créteil
• François FOURCADE, professeur et codirecteur scientifique ESCP-Paris (matisse)

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Watch the Digital Agenda Summit Live

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

European Parliament II

Image by Emil Valdelin via Flickr

Brussels on Monday 3 October 2011 at 9.30am the Square Brussels Meeting Centre The Digital Agenda Summit has generated such interest that it has now reached full capacity. With a few days to go until the Summit, ETNO and The Financial Times are pleased to announce that we already have over 250 senior representatives registered to attend, including members from the European Parliament, European Commission, permanent representations, national regulators and ministries and chief executives from ETNO member companies and the ICT sector at large.

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