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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Malattia: nel sangue le impronte digitali

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2011

Telethon

Image by Thomas Pietrement via Flickr

Un semplice prelievo di sangue come potenziale strumento per diagnosticare la sclerosi laterale amiotrofica e definirne gravità e capacità di risposta ai trattamenti sperimentali. A spiegarlo sulle pagine di PloS ONE è Valentina Bonetto, ricercatrice dell’Istituto Telethon Dulbecco che lavora presso l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. “Il lavoro di Valentina Bonetto è stato sostenuto anche dalla nostra onlus. Nel corso della maratona Telethon del 2009, infatti, la Fondazione Vialli e Mauro ha scelto di impegnarsi nel finanziamento di una borsa di studio del valore di 30.000,00 euro sul progetto di ricerca “Nuovi biomarcatori della Sclerosi Laterale Amiotrofica: ruolo nella patogenesi e possibili bersagli terapeutici”condotto proprio dalla Dr.ssa Bonetto, la quale spiega: «Non esistono attualmente test specifici per diagnosticare in maniera precoce questa grave malattia. Per la prima volta sono state analizzate e messe a confronto le proteine espresse dalle cellule del sangue di individui sani, malati di Sla e altri pazienti con neuropatie caratterizzate da sintomi simili: abbiamo così identificato delle proteine i cui livelli sono alterati in maniera specifica solo in caso di Sla e, in parte, in correlazione con la progressione della malattia. Non solo: nel modello animale della patologia i livelli di alcune di queste proteine risultano alterati già prima dell’esordio dei sintomi. Questo ci fa pensare che la valutazione di tali “biomarcatori” possa essere sfruttata per diagnosticare precocemente la malattia anche nell’uomo». È importante definire al più presto quali fattori possano servire da segnale di avvertimento precoce per la malattia e per seguirne il decorso. Fino a oggi questi segnali sono stati cercati principalmente nel liquido cerebro-spinale: si tratta però di un’analisi altamente invasiva, non facilmente attuabile per fini sperimentali. Da qui l’importanza dello studio dei ricercatori Telethon che ha dimostrato per la prima volta che alcune delle proteine presenti nelle cellule del sangue dei pazienti sono riscontrabili anche nel modello animale della malattia: un parallelo importante utile a studiare i meccanismi che causano la Sla, ancora poco chiari. Il lavoro è stato possibile grazie alla stretta collaborazione dei neurologi Massimo Corbo, del Centro clinico Nemo di Milano, e di Gabriele Mora, della Fondazione Salvatore Maugeri di Milano. Come ha affermato il Professor Mario Melazzini, presidente dell’Agenzia Italiana di Ricerca per la Sla (AriSLA), nonché direttore scientifico del centro clinico Nemo: “il lavoro condotto da Valentina Bonetto è un altro mattone importante per la costruzione di una risposta efficace contro la Sla”.
L’Istituto Telethon Dulbecco (Dti) è un istituto virtuale creato da Telethon nel 1999 per fornire a un gruppo selezionato di ricercatori la possibilità di una carriera indipendente. Questo “istituto” è intitolato al premio Nobel per la medicina Renato Dulbecco, che nel 1999 decise di devolvere a Telethon il compenso ricevuto per la partecipazione al Festival di Sanremo, ponendo le basi per questa importante iniziativa.

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