Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

I radicali e il ruolo istituzionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2011

Italian Radicals

Image via Wikipedia

Editoriale Fidest. Oggi i radicali sono al “secondo strappo” con il Pd partecipando alla comunicazione del presidente del consiglio mentre le opposizioni disertano l’aula. Lo giustificano asserendo di voler rispettare il ruolo istituzionale del capo dell’esecutivo e anche aggiungendovi le passate contraddizioni con un’aula “desertificata” allorchè prendeva la parola Almirante salvo poi, ipocritamente, avvalersi dei voti del Movimento sociale se si trattava di eleggere i presidenti della Repubblica o spartirsi la torta del finanziamento pubblico ai partiti.
Incominciamo con il rispetto. Ci sembra singolare che dopo le tante “stravaganti” esternazioni del capo del governo si possa ancora considerare questa posizione anche perché si tratta di un personaggio che ha pervicacemente perseguito il fine di mettere gli italiani gli uni contro gli altri per generazioni, per genere e per umiliare le categorie più deboli e infliggere un duro colpo alla scuola pubblica, alla ricerca e ad insabbiare gli stessi problemi vicini ai radicali quali la questione delle carceri e della giustizia. Il rispetto non si acquista con una “patacca” ma con un’azione di governo, seria, responsabile, saggia e con un profilo umano e comportamentale conseguente così come la Costituzione ci insegna mentre nelle stesse file della coalizione governativa vi sono ben altri motivi di sconcerto come la conclamata volontà secessionista della Lega.
Se facciamo riferimento al passato di certo i Radicali hanno ragione. Ma a mio avviso oggi vi è una ragione in più dettata dal fatto che un’alternativa è possibile solo se si mostra di essere uniti e di poter sacrificare quale “principio” nell’interesse generale del paese. La storia ci insegna che le svolte involutive che hanno aperto la strada alle dittature o a poteri anomali provengono tutte dalla incapacità delle opposizioni di parlare una sola lingua e su valori irrinunciabili per altro insiti nella stessa cultura radicale. Ecco perché ogni segno di tentennamento che offra il fianco ad una sorta di distinguo, per non dire defezione, ci mette in allarme, perché è in gioco proprio quello che tutti noi vogliamo: la credibilità delle istituzioni, una guida da statista, una pacificazione nazionale, il rispetto della nostra identità nazionale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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