Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

“Fino All’Ultima Goccia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2011

Acqua

Roma 18/19 Ottobre – Ore 10 – Conferenza Stampa Ore 11 – Piazza Capranica 101  Forum Nazionale sull’Acqua organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi. “Nel Lazio fortunatamente non si hanno problematiche relative a carenze idriche, in quanto il fabbisogno viene sufficientemente garantito da sistemi idrogeologici, contenuti sia in sequenze carbonatiche che vulcaniche, che ospitano enormi “reservoir” acquiferi ed offrono ampie disponibilità. Di fatto però la fornitura diretta e finale alle utenze subisce un drastico decremento, con forti riduzioni di erogazione e limitazioni di utilizzo, per effetto di due concause. La prima è di natura infrastrutturale ed endemica, diffusa più o meno su tutto il territorio nazionale e risiede nell’elevatissimo grado di fatiscenza e scarsità di manutenzione delle reti di distribuzione, con percentuali di perdita che, nei casi di alcuni vecchi impianti comunali della nostra Regione, raggiunge anche il 75%”. Lo dichiara Roberto Troncarelli, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, alla vigilia dell’importante
“La seconda causa, particolarmente sentita nelle zone della Regione Lazio dove le falde freatiche sono ospitate in sequenze magmatiche – ha proseguitoTroncarelli – è quella legata alle alte percentuali di arsenico e fluoro presenti nelle acque destinate al consumo umano. Come, ad esempio, nei distretti vulcanici del Lazio centro-settentrionale, Sabatino, Vulsino, Vicano, Cimino e Colli Albani, dove circa il 65% dei campioni analizzati dai diversi enti ha presentato concentrazioni di arsenico superiori a 10 mg/l, che rappresentano la concentrazione massima ammissibile (CMA) per le acque destinate al consumo umano, stabilita dalle norme comunitarie. Questi valori non sono in aumento rispetto al passato poiché non dipendono dalle attività umane ma dalla naturale “contaminazione” che subiscono le acque attraversando i terreni vulcanici. Tuttavia, direttive europee hanno ridotto nel tempo i limiti di accettabilità della concentrazione di questi elementi nelle acque le quali, quindi, oggi risultano “non a norma”. Questo non ha destato affatto preoccupazione tra gli amministratori regionali e locali che invece di predisporre, in generale, programmi seri e a lungo termine per perseguire un’efficace politica di prevenzione e tutela della qualità dell’ambiente e della salute pubblica ed in particolare della salubrità delle acque destinate all’uso idropotabile, non hanno trovato di meglio che l’inerzia assoluta, movimentata solo da una lunga serie di richieste di deroghe inoltrate alla Comunità Europea. Con l’ultima deroga, che scadrà il 31.12.2012, provvedimento tipicamente italico, era stato chiesto di innalzare di 5 volte (!!) la CMA rispetto ai limiti europei, portandola a 50 mg/l.

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