Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Come si costruisce il consenso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2011

(cominciamo bene #2)

Image by l3m4ns via Flickr

Non sono di certo i risultati elettorali che oggi dimostrano chi vince o chi perde. Lo sono, a monte, le tattiche per confondere, vanificare, disinformare l’elettorato che fanno la differenza. Nel caso italiano due sono gli aspetti più eclatanti. Il primo nel demonizzare la politica associandola al mal governo, agli intrallazzi, agli scandali e quel che ne segue per spingere gli elettori all’astensinismo. In questo modo si possono meglio controllare i voti e concentrarsi su coloro che si sanno fedeli. L’altro è nel frazionare le forze opposte. Un esempio tipico lo abbiamo avuto nel 2006 allorchè il partito pensionati lasciò l’area del centro destra per passare all’altra sponda. Subito si attivarono le contromisure costituendo un partito antagonista e in questo modo i voti si dispersero vanificandoli. Oggi la tecnica è ancora più raffinata costituendo partiti filo meridionali, di protesta ecc. e con il solo intento di dimostrare all’elettorato che se si scende dallAventino e si ha in uggia i partiti tradizionali vi possono essere quelli alternativi. Ma non si dice loro che sono solo dei masticatori di voti per poi sputarli nella pattumiera. Infatti con il premio di maggioranza basta un solo partito per incassare un risultato record a scapito del perdente, sia pure di poco. E il laboratorio molisano di queste ore lo ha dimostrato ampiamente. Hanno funzionato sia l’astensionismo, sia le liste di disturbo ma capaci di attrarre un elettorato scontento ma speranzoso di poter dare, comunque, un contributo ad una causa che hanno creduto di riscatto e di cambiamento. Più in generale la tecnica è quella di far affiorare il dissenso non dall’altra parte della barricata ma al proprio interno facendo apparire personaggi che protestano, che dissentono e che in questo modo riescono ad individuare per poi neutralizzarli. Lo stiamo verificando in maniera “scientifica” con le esternazioni di Bossi che dal martedì alla domenica tuona contro il governo e il lunedì sera si riallinea con lo stesso oppure lascia intendere che vi sia un’opposizione maroniana all’interno della Lega e così riesce ad individuare e poi ad isolare i dissensi. Il risultato che gran parte del popolo leghista resta ancorato al proprio partito convinto che se le cose non funzionano vi è, comunque, un dissenso che potrebbe raddrizzare le sorti del movimento e resta ben lungi dal pensare che è uno “scontento pilotato”. Se noi non impariamo a fare dei distinguo e a seguire meglio la politica è difficile che con il solo esercizio del voto o, peggio ancora, astenendosi si possa ottenere ciò che dal voto intendiamo esprimere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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