Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Volontà politica e sudditanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2011

night piazza colonna

Image by antmoose via Flickr

Il rituale che ho avuto modo di segnalare tempo fa sembra diventare sempre di più istituzionale. Mi riferisco ai pranzi e alle cene di lavoro di Arcore e sedi affini. Qui non parlo ovviamente degli intrattenimenti ludici del capo ma dei suoi incontri con esponenti politici e in particolare con i leghisti, Bossi in testa. Mi sono sempre chiesto, a questo proposito, che genere di pietanza il cuoco della casa prepara per trasformare i più tenaci e convinti sostenitori di una tesi chiaramente anti-governativa, in persone pronte a cambiare opinione. E pare che lo stesso effetto è riproducibile anche a Palazzo Chigi dove di recente Berlusconi ha ricevuto due suoi tenaci oppositori interni e che, a loro dire, erano pronti con un manipolo di fedelissimi a toglierli la fiducia e che dopo una “colazione di lavoro” sono usciti sorprendentemente rinfrancati e quel che più conta, convinti sostenitori delle tesi del capo anche se per la platea hanno lasciato “cadere” qualche dubbiosa riflessione. E, per contro, una parlamentare del Pdl, che ha lasciato la “casa madre” per parcheggiare nel gruppo misto, ha tenuto a precisare, in una intervista, che pur invitata a “colazione” ha preferito rinunciarvi. Forse per questo motivo non recede nei suoi intendimenti. Persino il nodo cruciale posto poche ore fa dalla Lega sul tema delle pensioni che l’esecutivo intende inserire nella manovra economica in procinto d’essere varata sembra sciogliersi dopo, guarda caso, una cena che supponiamo essersi prolungata per qualche ora e passa tra un aperitivo e un digestivo e una boccata al toscano di Bossi. Ma ciò che pesa di più grave sono gli strascichi di antieuropeismo lasciati trasparire dalla dichiarazioni di Berlusconi per il quale se si impongono sacrifici non è colpa sua ma dell’Europa. Non si precisa, ovviamente, che da tre anni il governo non ha fatto altro che dirci che tutto andava bene mentre avrebbe potuto mettere mano, con la maggioranza che si ritrovava prima dello strappo di Fini, a quelle riforme strutturali che continuano a far parte del programma elettorale del 2008 della coalizione. Oggi fa di moda affermare che la colpa è sempre degli altri. E gli italiani? Sembra che siamo stati tutti invitati a colazione dal capo e da quella mensa il clamore si sta trasformando in brusio. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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