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G-20 le sfide dell’economia globale

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2011

Cannes

Image by TOMOYOSHI via Flickr

Cannes. Un vertice che può segnare una svolta nella lotta contro l’ingiustizia e la povertà globale, a patto che capi di Stato e di Governo rinuncino a visioni egoistiche e di corto respiro. E’ questo, secondo Oxfam, l’obiettivo che il G20, in programma a Cannes il 3 e il 4 novembre, può e deve assicurare. “La crisi dell’Eurozona dominerà la scena, ma se il G20 vuole lavorare per la stabilità e la prosperità globale deve agire con una visione più ampia”, dichiara Carlos Zarco Mera, portavoce di Oxfam. “Apprezziamo che il presidente Sarkozy abbia incluso in agenda questioni cruciali per la lotta alla povertà. Ma questo deve diventare il summit delle azioni concrete: milioni di persone dipendono dalle decisioni dei leader in questo vertice”. Con un’economia globale in grave crisi, il successo di questo G20 dipenderà da tre questioni chiave. In primis, i leader devono aumentare il consenso per l’adozione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie e per un’equa tassazione delle emissioni di carbonio nei trasporti marittimi internazionali: misure necessarie ora che la riduzione degli aiuti e i cambiamenti climatici mettono in pericolo la vita di milioni di persone che rischiano di morire di fame. Una tassa di solo lo 0,05% sulle transazioni finanziarie permetterebbe di raccogliere ben 400 miliardi di dollari all’anno, mentre un’addizionale sulle emissioni di carbonio dei trasporti marittimi potrebbe contribuire a ridurre l’inquinamento generando 25 miliardi di dollari l’anno. Entrambe le proposte godono già del sostegno di importanti paesi del G20: oltre alla Francia, paese ospite del Summit, la Germania e alcuni paesi emergenti sono a favore di questi provvedimenti,

In secondo luogo, il G20 deve affrontare la volatilità dei prezzi del cibo. Il problema è in agenda dal 2009 ma finora ben poco è stato fatto: 44 milioni di persone sono scivolate al di sotto della soglia di povertà nella seconda metà del 2010 a causa della crescita dei prezzi alimentari. Secondo Oxfam, tali prezzi potrebbero raddoppiare nei prossimi 20 anni. Il Presidente Sarkozy ha invocato una decisa regolazione del mercato, maggiore trasparenza e un maggiore sforzo per garantire scorte alimentari e coperture assicurative contro la volatilità dei prezzi.Infine, come promesso al Seul nel 2010, il G20 deve favorire una crescita “verde e condivisa” attivandosi in modo deciso contro i paradisi fiscali. Finora i membri del G20 non hanno fatto registrare nessun progresso duraturo in materia di cooperazione fiscale, mentre molti Paesi sono ancora esclusi dalle negoziazioni. Molte società continuano così a rifugiarsi nei paradisi fiscali senza sanzioni né obblighi di trasparenza: questo fa sì che per ogni dollaro di aiuto ricevuto,ne escano ancora 10 dai Paesi in via di sviluppo, per lo più diretti verso paradisi fiscali. “L’agenda del G20 contiene già riforme strutturali per rendere l’economia globale più equa: è necessario che queste si realizzino. Ci aspettiamo che i leader a Cannes rispondano a questa sfida”, conclude la Bacciotti.

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