Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 2 novembre 2011

Sicurezza, Fornicola (CoCeR CC): riforma legge 121/1981

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Carabinieri

Image via Wikipedia

Milano. Si è svolta oggi a Milano la riunione del Consiglio Intermedio Carabinieri Pastrengo con i CoBaR delle Legioni Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta a Milano. Nel corso dell’incotro è stato trattato il tema della raccomandazione del Consiglio d’Europa in data 19 settembre 2001 (2001/10E) con cui si statuisce, sostanzialmente, che le organizzazioni di polizia, nell’assolvimento dei compiti di polizia nella società civile, debbano essere poste sotto la responsabilità di autorità civili. Le funzioni di polizia dell’Arma dei Carabinieri dovrebbero quindi confluire sotto la responsabilità del Ministro dell’Interno. Il documento formalizzato dai delegati rappresentanti la categoria degli Appuntati e dei Carabinieri non è stato recepito dal CoIR Pastrengo che, a maggioranza, ha deliberato di interessare il CoCeR Carabinieri senza fare cenno della seguente osservazione/richiesta. “La storia e le tradizioni della Benemerita non possono essere l’alibi per cercare di mantenere ancora inalterate, fra le FF.OO., le discriminatorie condizioni nell’impiego dei Carabinieri. In merito alle conclusioni che saranno prodotte dalla Commissione istituita dal

Ministro Maroni per la revisione della legge 121/1981 è confermata una chiara e netta contrarietà alla possibilità che siano mantenute le attuali condizioni nell’impiego fra gli operatori delle FF.OO. La maggior parte dei delegati CoBaR (categoria c) delle Legioni Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta ribadiscono, peraltro, che la Legge di Specificità ottenuta con questo governo ha già sufficientemente mostrato i suoi limiti e che per i Carabinieri di ogni ordine e grado non vi è ancora stato quell’auspicato trattamento economico da riconoscere come “valore aggiunto” per i particolari disagi conseguenti allo “status di militare” ed anche la sfavorevole congiuntura economica rende ormai
impensabile ipotizzare la realizzazione delle anzidette giuste aspettative. La nuova Legge di riferimento riguarderà tutte le FF.OO. conseguentemente dovrà contenere anche la previsione di una forma di rappresentanza dei militari paritetica come per le altre forze di polizia ad ordinamento civile in modo che sia garantita individualmente pari dignità nell’impiego degli operatori tutti” (Michele Fornicola delegato del consiglio centrale di rappresentanza del CoCeR CC)

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Auto blu con la triplice A

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

auto blu

“Qualche tempo fa le aziende produttrici di elettrodomestici inventarono le lavatrici tripla A, quelle che risparmiavano più energia: il nostro Governo ha inventato invece le auto doppio Blu, quelle per intendersi di rappresentanza politico-istituzionale a disposizione di autorità ed alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali. E tra auto Blu, auto Blu Blu e auto grigie, il parco macchine conta 72.000 mezzi. Cosa dire? Vergogna ”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta con molto sdegno la notizia secondo la quale gli addetti al parco auto “istituzionale” sono 35 mila (di cui 14 mila autisti), la spesa per il personale è di 1,2 miliardi di euro all’anno. La spesa di gestione di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni “E mentre i rappresentati dei cittadini – continua Maccari – pensano a fare le loro parate, di cui quella del 4 novembre sarà solo l’ultima in ordine di tempo, a bordo di auto costose, i rappresentati dello Stato e cioè le Forze dell’Ordine, si auto-tassano per acquistare il carburante, vengono invitate a volte a manutenere le macchine a loro spese e non hanno i soldi neanche per portare un fiore ai caduti in servizio”. “Abbiamo condiviso sempre le posizioni del Capo dello Stato, portiamo rispetto alle Istituzioni, perché noi stessi siamo Istituzione – dice ancora Maccari – però ora chiediamo al Presidente Giorgio Napolitano di dire BASTA! BASTA con questi che sono dei veri e propri insulti alle Forze dell’Ordine, BASTA con gli sprechi, BASTA con l’indifferenza verso chi, indossando una divisa serve un Paese intero, più di quanto faccia chi, in doppio petto, sfila su auto costose ignorando lo sfacelo verso cui la Nazione si avvia”. “Il 4 novembre – conclude Maccari – data di grande significato simbolico per il Paese verso la quale nutriamo il rispetto della memoria, è il giorno giusto per dare un segnale concreto. Venga dismesso il parco auto nella sua eccedenza, ciò che verrà realizzato venga destinato alle Forze dell’ordine. Si ridia dignità a un Paese intero”

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Crisi: a un passo dal fallimento per colpa del Governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Palazzo Chigi

Image by Simone Ramella via Flickr

«Il tempo è scaduto. Questo Governo ci sta trascinando verso il fallimento. Lo sanno tutti e il presidente del Consiglio non può far finta di nulla. Il tempo per fare le riforme e mettere in pratica le misure promesse a Bruxelles non c’è più. Ci uniamo al grido d’allarme di Abi, Confindustria, Rete imprese Italia e Alleanza delle cooperative: si dia vita a un nuovo esecutivo che faccia respirare il Paese. Chiediamo anche al presidente della Repubblica, nel suo ruolo di garante della Costituzione e dell’unità del Paese, di intervenire con determinazione perché siamo veramente a un passo dal default».Luca Pozzoli, 46 anni, è il presidente di Univendita, l’associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende italiane operanti nel campo della vendita diretta a domicilio. Le imprese associate a Univendita contano oltre 55mila collaboratori in tutta Italia e superano il miliardo di euro di fatturato annuo.

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Il noto critico d’arte di origine salernitana Achille Bonito Oliva e il Direttore Artistico Umberto Scrocca presentano “352”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Il 27 ottobre è stata inaugurata nella “città eterna” presso Camponeschi Wine Bar in Piazza Farnese, uno spazio espositivo tra i più eleganti della capitale, attento alla contemporaneità innovativa, la Mostra fotografica di Yuri Antonosante. Un giovane artista, già apprezzato come promettente attore. Il reportage di Antonosante è accompagnato dalle elaborazioni grafiche di Alessandra Sorge, mentre i brani che vivificano le immagini sono di Giovanni Minio, l’artista recentemente ha ottenuto un prestigioso riconoscimento. La Mostra dal titolo enigmatico “352” è particolarmente attuale. L’autore delle fotografie infatti, in modo rocambolesco, soltanto con l’ausilio di un cellulare, ha catturato furtivamente le immagini crude e violente del territorio libico nel caldo “infernale” d’agosto, mentre era impegnato in una spedizione umanitaria accompagnata dalla scorta. Era un’ardua impresa riprendere questa drammatica realtà. Come ci ha ricordato Yuri Antonosante: “… queste immagini che non giudicano e non polemizzano; raccontano e mostrano, senza intenti, ne recriminazioni ma esclusivamente nel segno della libertà d’espressione”. Per questo l’autore della Mostra, che sarà possibile visitare sino al 2 novembre, ne stigmatizza il vero significato: “ … lo spirito estraneo a motivazioni politiche, che diversamente è legato alla spinta emozionale. Ciò mi ha portato a fotografare quegli attimi e quelle persone. Credo che in questo modo possa originarsi negli spettatori un’empatia profonda, ed emozioni basate sulla sincerità e sulla semplicità”. L’esposizione è curata: nell’allestimento dello spazio e nel percorso tematico da Manuela Vannozzi, una valente critica d’arte. La Mostra che non ha motivazioni politiche, pone l’attenzione esclusivamente sulla quotidianità della condizione umana in soggetti eterogenei: bambini, persone dalla veneranda età, uomini e donne in una cornice seppure apocalittica, costretti a vivere con continui condizionamenti ed in una dimensione al limite della sopravvivenza. Pertanto il percorso espositivo si snoda nei mille rivoli dei diversi protagonisti che costellano la difficile realtà del territorio libico, dove nonostante tutto: continuano a giocare i bambini, mentre tra i paesaggi urbani abbandonati si palesano seppure furtivamente momenti vissuti per strada attraverso gli incontri con la gente del posto. La Mostra “352” continua a suscitare un grande interesse ed una partecipazione delle autorità politiche e dei personaggi della cultura, ma soprattutto della gente comune, consapevole che nell’eterna lotta tra il bene ed il male, soltanto l’amore di Dio ci può salvare. Alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto il territorio iracheno, dopo la fine cruenta del suo dittatore si dischiude una nuova realtà, che rappresenta altresì una grande opportunità per esorcizzare un “modus vivendi” impregnato di aberrazioni. La raccolta di fotografie non poteva avere una migliore presentazione. Infatti hanno offerto un valido contributo il noto critico d’arte di origine salernitana, Achille Bonito Oliva, nato a Caggiano nel 1939 ed attualmente Docente di storia dell’arte contemporanea alla Facoltà di Architettura dell’Università “la Sapienza” di Roma, che ha curato mostre prestigiose in Italia e all’estero, affiancato dall’esperienza giovanile ma non meno pregnante dell’amico Umberto Scrocca, nato a Roma nel 1960, professionalmente impegnato da anni nell’attività di Direttore Artistico.(Alberto De Marco)

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G20 leaders to cut fossil fuel subsidies and kick start Climate Fund

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

CANNES

Image by TOMOYOSHI via Flickr

Cannes 2/11/2011 Greenpeace today challenged G20 leaders attending this week’s summit in Cannes to deliver on their pledge to cut fossil fuel subsidies and instead invest in green jobs, in response to the current global financial, economic, and environmental crisis. A World Bank report prepared for the G20 shows that if developed countries transferred $10 billion from fossil fuel subsidies to climate finance, this could kick start the $100 billion Green Climate Fund and pay for real solutions that cut emissions, create jobs and help the most vulnerable countries adapt to climate change. This $10 billion funding would represent only 20 percent of the current spend on climate-destroying subsidies.“G20 leaders must deliver on their 2009 pledge by setting a clear timetable for cutting fossil fuel subsidies”, said Patricia Lerner, Greenpeace International Senior Political Advisor. “Instead of lining the pockets of oil companies during a time of financial crisis, this is an opportunity for world leaders to act in the interests of the people instead of polluting corporations.”Greenpeace is calling on the G20 to formulate a timetable for the phase-out of fossil fuel production subsidies. The consumption subsidy reforms required for this phase-out need to be delivered through socially just transition plans, designed to protect the poor in developing countries.The international environmental organization also issued a checklist (4) today of four key criteria for a successful G20, calling on leaders to honour their promises to protect their citizens from the climate crisis, which will make the current economic crisis look small, if leaders fail to act decisively to prevent catastrophic climate change. “Time is of the essence for bailing out the climate”, Lerner added. “With just weeks to go before the climate summit in Durban, governments must show that the G20 can be a calming force for both the world economy and climate, by cutting polluting subsidies and shifting that money to create the green jobs and climate protection investments the world so urgently needs.”
Greenpeace is an independent global campaigning organisation that acts to change attitudes and behaviour, to protect and conserve the environment and to promote peace.

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Malgarotto ( Liguria): “Continua l’emergenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

I geologi offrono la disponibilità ad intervenire come tecnici volontari”. Graziano : “ Che queste morti non siano inutili . Poniamo al centro dell’azione la prevenzione”. “Continua l’emergenza, e l’Ordine dei Geologi della Liguria dopo aver dato ufficialmente in data 26 ottobre la disponibilità ad intervenire come tecnici volontari a Prefettura e Protezione Civile, disponibilità peraltro accolta solo in minima parte, è intenzionato a concludere il già avviato iter di convenzione con la Protezione Civile di Regione Liguria nel minor tempo possibile”. Lo ha affermato Carlo Malgarotto, Vice Presidente dell’Ordine dei Geologi della Liguria che in questo momento è costantemente sui luoghi dell’alluvione come accaduto dal primo minuto. “Sviluppo economico e prevenzione dal dissesto idrogeologico sono due concetti che possono andare di pari passo – ha proseguito Malgarotto – solo coniugando una nuova politica di difesa del suolo con incentivi all’imprenditoria agricola e forestale possiamo risollevare le sorti di un territorio dalle straordinarie potenzialità, ottenendo prodotti di qualità e manutenzione del territorio”.Chiaro Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi . “Prendiamo atto delle dichiarazioni del Ministro Prestigiacomo circa la necessità di intraprendere una seria politica di difesa del suolo, ma il Ministro dovrà prima convincere l’esecutivo di cui fa parte – ha proseguito Graziano – che non pare abbia proprio a cuore le sorti del territorio italiano, se è vero che puntualmente destina ad altri scopi le già esigue somme destinate alla manutenzione dei nostri bacini”.Ed oggi 2 Novembre il “ Consiglio Nazionale dei Geologi è vicino a tutti i familiari delle vittime – ha concluso Gian Vito Graziano Presidente del Consiglio Nazionaledei Geologi – e la speranza è che quando i fari mediatici si abbasseranno non venga dimenticato quanto è accaduto . Personalmente sono al fianco di tutti coloro i quali hanno perso i propri cari. Tanti i morti , le devastazioni , dunque è davvero il momento di fermarsi e di riflettere per rimettere al centro della politica un concetto fondamentale : prevenzione . Dobbiamo farlo tutti, dai cittadini alle istituzioni . Cerchiamo di fare tesoro finalmente di quanto è accaduto in questi anni . Aumentano le tragedie e ad ogni precipitazione subito si teme il peggio . Credo che non si possa più continuare così in un Paese civile come l’Italia . Dobbiamo dare risposte e fare in modo che queste vittime non siano vane . Il dissesto idrogeologico spesso uccide ma è anche figlio di un mancato rispetto per il territorio”.

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Cena-incontro con Massimo Bubola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Taneto di Gattatico (Reggio Emilia) 2 novembre al circolo Arci Fuori Orario di Taneto, ore 20.30 È dedicata alle «terre basse» la cena-incontro che ha per protagonista Massimo Bubola, cantante, autore di diverse canzoni per Fabrizio De André e del recente libro «Rapsodia delle terre basse». La serata prevede anche la proiezione del lungometraggio «Mondo Piccolo» del regista Alessandro Scillitani, progetto di ricerca sulle realtà segrete della Bassa parmense e reggiana (citando Giovannino Guareschi e i suoi Don Camillo e Peppone), e la mostra di foto del reggiano Paolo Simonazzi, già musicista del gruppo folk La Piva dal Carnèr.In collaborazione con Epoché ArtEventi, la cena comincia alle ore 20.30, seguita alle 21.30 dall’incontro, tra musica, parole e immagini: menù con tortelli di erbette, involtini di pollo, torte della casa e… piatti appositi per i vegetariani prenotati. Ingresso con tessera Arci, a 12 euro per chi partecipa alla cena e gratuito per chi entra dopo le 21.30 per assistere al solo dibattito; info e prenotazioni su http://www.arcifuori.it o allo 0522-671970 in orari di ufficio.«Rapsodia delle terre basse» è dunque il libro folk-rock scritto con impareggiabile fantasia e stile da Massimo Bubola. Musicalità e poesia, immaginazione e trama per un vero, grande romanzo composto come un affresco medioevale. Una lunga ballata elettrica scritta da un rapsodo cinquantenne, un cavaliere elettrico, con l’amplificatore della sua classicità e della sua eretica gratitudine. Tre generazioni venete, dai tempi arcaici delle campagne ottocentesche alla modernità industriale e post-industriale. Raccontate con l’affetto dell’ultimo discendente e l’energia di questi anni elettrici: «C’e` una colomba inseguita da due falconi / e un agnello diviso tra due leoni / c’e` un silenzio potente come due tuoni / ed un cielo soltanto per due ladroni. / E una sola chitarra, una sola chitarra, / ma una sola chitarra per due canzoni».Pubblicato da Gallucci editore (208 pagine, 15 euro), con i disegni di Lorenzo Mattotti, «Rapsodia delle terre basse» rappresenta la prima prova da scrittore di Massimo Bubola, coautore di alcune tra le più belle canzoni di Fabrizio De André, da «Rimini» a «Fiume Sand Creek», da «Sally» a «Hotel Supramonte», da «Andrea» a «Volta la carta», nonché autore de «Il cielo d’Irlanda» per Fiorella Mannoia.Ecco le prossime cene-incontri al Fuori Orario: mercoledì 9 novembre «Nessuno escluso», sul tema dell’integrazione, con Raul Daoli, sindaco di Novellara, Emergency (progetto di Diritto alla salute in Italia), Giuseppe Villarusso e proiezione del documentario «Life in Italy is ok»; mercoledì 16 novembre Francesca Fornario, attrice satirica e vignettista, in «Lezioni di femminismo: serata terapeutica per maschiliste e maschilisti anonimi…»; giovedì 24 novembre Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, col suo libro «Nel labirinto degli dèi. Storie di mafia e di antimafia».Nell’imminente weekend il circolo di Taneto propone due serate di concerti: venerdì 4 novembre > i Casino Royale con il loro ultimo album (biglietti a 12 euro) e sabato 5 > i Riff Raff in un «Tributo agli AC/DC» a base di hard rock-metal.

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The right question for Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

A San (Bushman) who gave us an exhibition of t...

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Progress in achieving the Millennium Development Goals (MDGs) in Africa, based on progress reports from WHO and other international agencies, is far off target in many areas. Yet, it is precisely in these areas that improving the quality and safety of health care can have the biggest impact, namely in MDGs 4 and 5 focused on mothers and children. Sub-Saharan Africa in particular still accounts for half of the 8.8 million deaths in children under five worldwide (1). For mothers in sub-Saharan Africa, the risk of dying is still very much higher than elsewhere in the world, 1 in 22 compared with 1 in 8 000 in industrialized countries and there has been little progress on improving this in all the run up to 2015. (2) Why is it, though, that when the crisis of maternal, neonatal and child mortality in Africa is raised by global experts and policy wonks, the issue of safe health care is not discussed?
When WHO started the Patient Safety programme in 2004, health systems around the world were only just beginning to focus on issues surrounding the quality of health care delivery and the importance of measuring and assuring quality of care as a basic system goal. Since 2004, much work has been done around the globe to establish the systems of quality measurement and assurance. In OECD countries, initial efforts at cross-country measurement of quality and safety included only a handful of countries. Now, the Health Care Quality Indicators Project provides regular data to the OECD’s Health-at-a-Glance. Ministers gathered in Paris this year to focus on the issues raised by these in terms of differences across countries in quality and safety.Although these investments have not been completely matched outside the OECD, there have been investments in quality and safety systems in all WHO regions in the last five years. All regions, that is, with the exception of the African Region, where in most countries there is not even a quality unit in the Ministry of Health, much less national expertise on safety . The question, rather than asking why safety and quality has not “caught on” in Africa, should be how can we ourselves be more effective at addressing the basic issues of maternal, neonatal and child mortality?
In Africa, the task of improving health care is daunting for many reasons, some of which are discussed in the excellent editorial in this issue by Dr Sam Zaramba of Uganda, my former colleague on the WHO Executive Board for many years. In fact, in the early years of successful implementation of our First Global Patient Safety Challenge, Clean Care is Safer Care, where we “challenged” ministers of the world to sign up to improve their country’s record on health care-associated infection, we had massive uptake in all regions of the world. All except Africa.
So, we at WHO set out to show how patient safety and quality methods could be adapted to lower resource settings. We worked with our colleagues in the Eastern Mediterranean Regional Office and countries in the region to build capacity in assessing adverse event rates in East and North Africa. We worked with ministries to develop the capacity for local production of alcohol-based handrub to combat health care-associated infection in West Africa. We established pilot sites for our Surgical Safety Checklist work in East Africa. And, we worked with local organizations to expand our Patients for Patient Safety Network right across Africa.These efforts have yielded progress, not just because they were based on sound evidence and the experience of knowledgeable partners, but also because they were adapted to the local situation. In our hand hygiene work, we looked to provide guidance for alcohol-based hand rub use in Muslim majority countries. In our safe surgery work, we encouraged and facilitated local adaptations of the WHO Surgical Safety Checklist. In our research work, we recently completed a Methodological Guide for Data-Poor Settings. Finally, just this year, we held the first local Patients for Patient Safety workshop in Africa and have used patients themselves from Africa to help us develop a new mobile phone-based tool for mothers to use in the high-risk seven days following delivery of their baby.These efforts to build improvement on local adaptation and knowledge have continued in the creation of the African Partnerships for Patient Safety. This project, discussed elsewhere in this edition, is based on a grant from the UK Government and focuses on 12 “action areas” of safety and quality identified by the ministers of health at the 2008 African Regional Committee meeting. The project works to create centres of safety and quality excellence in Africa, supported by partners in the UK and across Europe. While the experience is still in its infancy, the lessons from the first wave of six countries have shown that partnerships can be the foundation on which local improvements and national policy shifts in quality and safety can happen.
We have learned a lot about how to advance the safety and quality agenda in Africa in the past five years. However, it is clear that we do not have the formula exactly right for addressing safety and quality in Africa. Future work needs to focus on both the “technical” solutions as well as the “adaptive” solutions that help change behaviour over the long term. We at WHO need to work more closely with other partners in Africa to ensure synergies in our agendas. Finally, our greatest task is to show more explicitly, with hard data, how applying safety and quality improvement tools can improve maternal, neonatal and child mortality in Africa. When we as a global quality and safety community have done this, we will be able to stop questioning ourselves and allow ourselves to start demanding that the global development community step forward with us to support improved safety and quality in Africa. (from Sir Liam Donaldso world health organisation)

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Mostra dedicata a Fernanda Gattinoni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Modena 006

Image by Udo Schröter via Flickr

Si è conclusa domenica la mostra “Fernanda Gattinoni. Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere”, allestita nel ridotto del Teatro Comunale Pavarotti di Modena. Straordinario l’afflusso di pubblico in 33 giorni di apertura: quasi 6.500 visitatori Sarà stato il tema affascinante – una grande maison che racconta un pezzo della propria storia – o la location prestigiosa – il ridotto del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena – oppure l’alchimia di diversi fattori. In ogni caso la risposta del pubblico è stata sorprendente: sono state circa 6.500 le persone che in poco più di un mese hanno visitato la mostra “Fernanda Gattinoni. Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere”, organizzata da Modenamoremio, il Consorzio che riunisce gli esercizi commerciali del Centro Storico di Modena. La mostra a ingresso gratuito, inaugurata il 28 settembre, si è conclusa domenica scorsa, il 30 ottobre: un successo straordinario in poco più di un mese di apertura. Curata da Sofia Gnoli, l’esposizione è stata promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, patrocinata dal Comune di Modena e dagli Assessorati al Centro Storico e agli Interventi Economici. L’esposizione ha voluto raccontare il rapporto tra la grande couturier italiana Fernanda Gattinoni e alcune tra le maggiori dive degli anni della Hollywood sul Tevere e della Dolce Vita, oltre a testimoniare la nascita del mito italiano dell’Alta moda, sinonimo di eccellenza e cultura riconosciuto in tutto il mondo. E se due visitatori su tre erano donne, non è mancato il pubblico da oltre confine: sono stati 80 gli stranieri che hanno voluto “toccare con mano” quei vestiti, icone dei tempi passati, che la Maison Gattinoni ha messo in mostra dal suo Archivio storico. successo reso possibile dai numerosi i sostenitori e dalle collaborazioni che hanno consentito la realizzazione della mostra modenese: Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Camera di Commercio di Modena, CNA Modena, Lapam Modena, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Gruppo Iris Ceramica e Granitifiandre, Gruppo Cremonini, Casa Modena, Pinomanna Gioielli, Usco e Mito Group.

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Showcase Company Web Videos to Wider Worldwide Audience

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Video Set for Episode 02 (Camera)

(Chicago, IL, USA) “Creative Videographers’ Eyes”, a growing online blog by experienced videographers, video production companies and corporate video producers who comment on best practice commercial videos that they have found especially inspirational, invites companies to submit their online videos and animations for inclusion in this globally publicized compendium of best-practice video tips. Amy Munice, creator of the Global B2B Communications web site that is hosting the “Creative Videographers ’ Eyes” blog assures companies that only positive promotional comments by videographers that reference their video submissions as website video success stories will be included.Munice comments, “The Creative Videographers’ Eyes” blog has a two-fold purpose. One, we hope to create a short cut to help global companies that go to some lengths to create quality videos gain a wider worldwide audience whose industry information might otherwise be too narrow in focus or too technical to easily become the type of global viral video that can be so important to driving traffic to web sites and assisting in search engine optimization. The second goal of the “Creative Videographers’ Eyes” is to showcase highly talented videographers, corporate video producers, and video production companies as a growing global roster of resources for web marketing videos and other commercial films that work.”To submit a video for consideration as a globally publicized video success story on “Creative Videographers’ Eyes”, companies need to send a link to their video posted a public video hosting service such as YouTube to MakeOurVideoViral@globalb2bcommunications.com .“Creative Videographers’ Eyes” and other high return-on-investment resources for both online and off-line marketing are promoted worldwide through a combination of news releases to both web and print outlets, hundreds of articles and columns written yearly by Global B2B Communications contributors on global marketing topics, pay per click advertising, and via global social networks such as Twitter, LinkedIn, Xing, Orkut, Viadeo and more.For more information on “Creative Videographers Eyes”, contact Amy Munice at +872-222-7361 (+872-B2B-SEO1) or amy(at)globalb2bcommunications.com.

Global B2B Communications is both an online information source on up-to-date information on how world search engines work, web competitive analysis, and a compendium of internet marketing tools and services in synch with today’s search algorithms, as well as directories for marketing online and off-line, such as a global directory of editor-recommended translators.

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Global Food Prices Remain High and Volatile Affecting Poorest Countries the Most

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

The World Bank Group building in Washington, D.C.

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Washington. Global food prices remain high and volatile, hitting the poorest countries hardest and adding to the strains facing the global economy, according to the World Bank Group’s new Food Price Watch released ahead of the G-20 Summit in Cannes, France. While the Bank’s food price index has dropped 5 percent from its February 2011 peak and dipped marginally in September by one percent, it remains 19 percent above its September 2010 levels.
The Group of 20 heads of government, who are meeting in Cannes Nov. 3– 4 to discuss the global economy, are expected to endorse a package of concrete actions to improve transparency and policy coordination to detect and correct problems early; to help countries manage price volatility using sound risk management tools; to promote more productive and resilient agriculture; and to get food to the needy fast through emergency regional humanitarian food reserves and agreement not to ban exports of food for World Food Programme. As the world population reaches a staggering 7 billion people, it is more important than ever for the global community to galvanize around actions to improve food security.According to Food Price Watch, a quarterly report, recent floods in Thailand−the worst in 50 years−may add uncertainty in the short run following estimated production losses of between 16 to 24 percent of total production. In the meantime, the food crisis in the Horn of Africa continues, affecting over 13.3 million people in the region–an additional million since August, and the outlook remains frightening.The report said prices of grains rose 30 percent (September 2010–September 2011), with maize increasing by 43 percent, rice by 26 percent and wheat 16 percent. Soybean oil went up by 26 percent. Over the last quarter, however, an increase of 3 percent in the price of grains was roughly offset by a 3 percent decline in the prices of fats and oils. Volatility, which is higher in low income countries, is expected to persist in the medium term due to multiple global and domestic factors. Structural factors contributing to the volatility include rising populations and changing diets, increasingly intertwined relations between food and energy prices, and increasing production of biofuels.How the World Bank Group is helping to put food first
· In the Horn of Africa, the World Bank Group is providing $1.88 billion to save lives, improve social protection, and foster economic recovery and drought resilience. More than 13 million people are affected by the crisis.
· A first-of-its-kind World Bank Group risk management product, provided by the International Finance Corporation (IFC), will enable up to $4 billion in protection from volatile food prices for farmers, food producers, and consumers in developing countries.
· The Global Food Crisis Response Program (GFRP) is helping some 40 million people through $1.5 billion in support.
· The World Bank Group is boosting its spending on agriculture to some $6 to $8 billion a year from $4.1 billion in 2008.
· Supporting the Global Agriculture and Food Security Program (GAFSP), set up by the World Bank Group in April 2010 at G-20’s request, to assist country-led agriculture and food security plans and help promote investments in smallholder farmers. To date, six countries and the Gates Foundation have pledged about $971.5 million over the next three years, with $571 million received.
· The World Bank Group is coordinating with UN agencies through the High-Level task Force on the Global Food Security Crisis and with NGOs.
· The World Bank Group supports the Consultative Group for International Agriculture Research (CGIAR), which it helped to establish in 1971. In 2008, the CGIAR with the support of the World Bank and other donors launched a reform process, which culminated in the adoption of a comprehensive strategy that determines the new global research programs and a new funding model that prepares CGIAR to absorb and attract vastly more program funding, with a target annual budget of $1 billion by 2013, to which the World Bank contributes some $50 million per year. With agriculture production needing to rise some 70 percent by 2050, and with a five- to ten-year window to develop new varieties and get them to farmers, increased funding from the international community for global research is critical.

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Il sistema globale e lo starnuto greco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Grecia 20 drachme detailview

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Un sistema globalizzato è quel sistema all’interno del quale se in una Grecia molto più che fallita si starnutisce, l’intero mondo economico-finanziario vacilla. Un sistema così globalizzato non ammette errori, non consente inutili alzate di testa delle leadership nazionali, non accetta classi dirigenti malnate, malcresciute, malformate e maldestre, o malsinistre, come desidera l’inclinazione politica soggettiva. Così accade che in una Grecia ormai prossima al crac, la dirigenza politica ed istituzionale tenti una deresponsabilizzazione totale verso i propri doveri di governo attraverso una chiamata al voto referendario del popolo greco, esprimendo il suo parere sulle nuove misure di risanamento concordate in cambio degli aiuti europei, mettendo così a repentaglio la stabilità e la vita stessa dell’intera euro zona. Lo starnuto greco ha sconquassato però l’intero sistema finanziario, provocando reazione indignate da parte degli stessi enti preposti al salvataggio della Grecia dal fallimento ed una caduta verticale degli andamenti borsistici europei e mondiali. Ecco dimostrato come, in un sistema economico-finanziario globale, una politica dalle corte visioni, senza coraggio, senza alcun senso di responsabilità e spirito di sacrifico venga rifiutata e condannata dal mondo intero. Il monito implicito alla classe politica e burocratica (dirigente, ma non diligente) italiana appare evidente:
questo mondo contemporaneo in piena crisi non accetta deficienze, non tollera inettitudini, non sopporta incapacità.
Questo mondo globalizzato impone il dovere d’essere intolleranti, intransigenti, inflessibili, come ho già avuto modo di affermare e di approfondire in un post di questo stesso blog.
La scarsa capacità intellettiva, di razionalità, di fantasia, di ragionevolezza, di responsabilità, di sacrificio, di attaccamento alle istituzioni e non ai suoi simboli del potere (poltrone & privilegi) delle classi dirigenti italiane, di destra o di sinistra, politiche o sindacali, burocratiche o corporative, espone l’intero paese ad un elevatissimo rischio default.Inoltre, comparando la differenza di potenzialità economica e di capacità finanziaria fra italia e grecia, occorre comprendere che, se uno starnuto greco ha messo in panne l’intero establishment finanziario globale, un eventuale identico starnuto politico italiano, in proporzione (l’intero PIL greco è decine di volte meno importante del PIL della sola provincia di Vicenza), porterebbe sicuramente ad un crollo della intera euro zona, sia politica che economica e finanziaria, e condurrebbe l’italia verso il più profondo, buio, freddo e miserabile baratro nero della storia della sua pur breve vita comunitaria, affatto identitaria ed unitaria, peraltro.Sono certo che un simile ragionamento non provochi alcun mutamento dell’indirizzo politico italiano, troppo ignorante, arrogante e presuntuoso per poter anche solo comprendere lontanamente l’elevato rischio cui si espone il paese ogniqualvolta si commette un errore di governo: E’ una questione di sensibilità e di equilibrio, qualità sconosciute alla classe dirigente italiana. Così, nonostante lo starnuto greco possa insegnare qualcosa, alla casta politico-burocratico-partitocratico-sindacalista italiana, tutto questo, potrà apparire come insignificante, privo di senso e di peso. Sia pure emerga sempre più forte e condiviso un sentimento comune ed un pensiero unico che indichi come ad essere privi di peso e di senso, siano proprio le classi dirigenti italiane, dimostratesi in troppe occasioni eccessivamente egoiste, profondamente idiote, assolutamente incapaci di governare. Con buona pace dei no-global, per una volta almeno posti sulla stessa barricata della casta politica italiana. Una barricata costruita sull’argilla ed eretta con materiale umano troppo debole. Una barricata destinata a crollare al minimo errore politico. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X)

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Gulf Air expands operations into Saudi Arabia with three new destinations

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Manama, Kingdom of Bahrain  Bahrain’s national carrier Gulf Air, in further expanding its operations into the Kingdom of Saudi Arabia (KSA), today announced services to three more destinations – Gassim, Yanbu and Taif, taking the total number of cities to seven in the kingdom.   Services to Taif will begin from 15 January 2012 with four flights per week while flights to Gassim will start on 17 January with three flights per week. Yanbu services will begin from 15 February 2012 with three flights a week.   Announcing the new destinations today Gulf Air Chief Executive Officer Samer Majali said, “Bahrain’s relationship with the Kingdom of Saudi Arabia is historical dating back to centuries and, being the national carrier of Bahrain, we owe a special place for the Kingdom as it has also been part of the airline’s history since its beginning.  It is one of the first three countries that we began our services to, landing in Dhahran in 1950. Currently we operate to four destinations- Dammam, Jeddah, Riyadh and Medina. The launch of services to these new destinations further demonstrates this commitment by connecting people from far corners of the kingdom to travel across the world through Gulf Air.”  Gulf Air Chief Commercial Officer Mr. Karim Makhlouf added, “Saudi Arabia has always been, and will be, an important market for us as the announcement of these three new destinations reiterate. We are proud of the fact that we are the largest international carrier into Saudi Arabia in terms of connecting more destinations thus expanding the commercial, tourism and religious travel opportunities between the two countries and beyond.   He added, “As the Middle East’s largest network carrier, we are well positioned to connect all these seven cities to the vast MENA, Far East and Indian subcontinent markets and vice versa. With nearly 700 flights per week within the region, our Saudi customers will be able to find a flight to their destination in the shortest possible connecting time via our efficient hub Bahrain.”  “Just like the other recently launched routes that have been well-embraced by our customers, I am confident these three routes will also receive our customers’ support.” concluded Mr. Makhlouf. Gulf Air has announced special inaugural promotional fares to these three cities starting at BD 70 plus taxes that can be booked on gulfair.com, Gulf Air sales offices in Bahrain and KSA and through its Worldwide Contact Centre on 17335777.  The airline has also announced a triple bonus miles to its Falconflyer members travelling to these cities applicable from the date of travel for three months.
Taif is the fourth largest city in KSA and also one of the holy cities for Muslims worldwide because of its strategic location between Jeddah and Medina. With the KSA government earmarking a new industrial zone in Taif and the presence of a vast workforce from the Indian subcontinent region, the city presents potential opportunities for commercial and tourism growth.
Gassim will be served three times a week with an A319 and Embraer 170 aircraft in a two class configuration.Situated close to Riyadh, Gassim is the fifth largest city in KSA with hundreds of small and medium industries employing thousands of workforce from the Middle East and the Indian sub-continent. Inaugural fares to Gassim start at BD 70 plus taxes from Bahrain.
Yanbu is a thriving industrial and port city located in the Western KSA known for its several oil production facilities, a petrochemical complex, and a large desalination plant. Industries using gas and oil as raw materials to produce a variety of consumer products are also present in large numbers. Yanbu also boasts of a large commercial port and a naval base. As such the city is home to thousands of oil and gas contract professionals and workers from Europe and the Indian sub-continent. In addition, the city is a popular scuba diving location for foreigners based in GCC countries.  The inaugural promo fares from Bahrain to Yanbu starts at BD 70 plus taxes.(gf embraer)

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Aumenti record per fiori e lumini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Cemetery in Milan / Cimitero monumentale in Mi...

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Aumenti record per la festa dei morti. Anche quest’anno costerà molto alle famiglie italiane andare a trovare i propri cari a causa della tendenza al rialzo dei prezzi che si stanno registrando in questi giorni. Dall’indagine a campione effettuata nelle 10 principali città italiane emergono speculazioni che non risparmiano chi soffre per aver perso i propri cari.
Una sola rosa, in questi giorni, può arrivare a costare a Milano fino a 5 euro, se acquistata nei pressi di un cimitero. La media italiana comunque è di 4,10 euro, +5,6% rispetto al 2010. Ma se raffrontato con il mese di settembre l’incremento è del 410%. Contribuenti.it ha, infatti, rilevato che il prezzo medio di una rosa nella prima metà del mese di ottobre era di 1 euro. “La festa dei morti – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Ital iani – è vissuta dai vivi come la festa delle speculazioni. I fiori freschi, diversamente dagli altri beni, non possono che essere acquistati in loco, essendo beni deperibili”. Alla speculazione dei fiori si aggiunge quella dei lumini che vengono accesi sulle tombe, che sono passati da 2,50 euro del 2010 a 5 euro del 2011, con un aumento del 100%.
Secondo le stime effettuate da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Magazine, ogni famiglia italiana spenderà, per questa ricorrenza, mediamente 22,30 euro per ricordare i propri cari. Una speculazione da 410 milioni di euro che i contribuenti italiani subiscono, molto spesso, senza neanche ottenere, all’atto dell’acquisto, uno scontrino fiscale. «Dall’analisi degli studi di settore – conclude Carlomagno – emerge che i fiorai, unitamente alle agenzie di pompe funebri dichiarano redditi sotto la soglia della povertà».

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Perchè vogliamo farci male?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

CONSTANTINE PALACE, STRELNA. Italian Prime Min...

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I tamburi delle opposizioni rullano: è tempo di cambiamento, e qui nulla da eccepire. Resta, tuttavia, una riflessione da fare, che è di merito. Se noi immaginiamo che questo invito diventato “perentorio” da almeno un anno a questa parte di colpo si concretizzasse noi ci troveremmo a prefigurare un possibile immediato scenario: quello di un governo senza Berlusconi ma con il sostegno del Pdl e del terzo polo e con la compiacente astensione delle opposizioni, che restano. Una simile compagine si troverebbe pari pari a dover risolvere gli stessi problemi che ora si pongono sul tappeto ma privati di un mediatore, per quanto criticato e messo alla berlina, che sino ad oggi ha mostrato di tenere ben salde le redini del potere e a trasformare un partito, la Lega, in suddito fedele sino all’obbedienza cieca. Se ci pensiamo bene è proprio questo il motivo che i potenziali transfughi si trattengono dal passare dall’altra sponda secondo l’antico detto che lasciare la vecchia strada per la nuova si sa quel che si lascia ma non si sa quel che si trova. Ragione vorrebbe che se si vuole accelerare il processo legato al ricambio della leadership occorre contrapporre un’altra dello stesso spessore e capace d’essere tanto credibile proprio in virtù di un consenso parlamentare ampio e convinto. Non si può chiedere la fiducia di un nuovo esecutivo e inncassare solo una manciata di voti in parlamento, oltre la maggioranza assoluta richiesta. Ci immaginiamo un rigore economico, scelte difficili, opinioni tanto contrastanti al riguardo che di colpo riescano a trovare la sintesi se a tutt’oggi i distinguo restano forti anche se diplomaticamente sopiti al solo scopo di raggiungere un fine che riguarda unicamente la persona del presidente del Consiglio? Come dire: intanto lo mandiamo via e poi si vedrà. E quel poi che si vedrà che pesa come un macigno. Giustamente Di Pietro lo ha intuito proponendo che le opposizioni scrivano una lettera unitaria alla comunità europea indicando la volontà di mettere mano alle riforme richieste per ristabilire la fiducia del mercati e nel rimettere in ordine i conti dell’azienda italia incidendo proprio sui temi più ostici: i tagli alla politica, la patrimoniale e le riforme della sanita, della giustizia, della previdenza e dell’assistenza sanitaria. E tutto questo per farlo tra il fiato grosso di chi le pretende con urgenza e l’affanno di chi deve metterle in cantiere. E il rischio è di finire dalla padella nella brace non è solo teorico. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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