Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Perchè vogliamo farci male?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

CONSTANTINE PALACE, STRELNA. Italian Prime Min...

Image via Wikipedia

I tamburi delle opposizioni rullano: è tempo di cambiamento, e qui nulla da eccepire. Resta, tuttavia, una riflessione da fare, che è di merito. Se noi immaginiamo che questo invito diventato “perentorio” da almeno un anno a questa parte di colpo si concretizzasse noi ci troveremmo a prefigurare un possibile immediato scenario: quello di un governo senza Berlusconi ma con il sostegno del Pdl e del terzo polo e con la compiacente astensione delle opposizioni, che restano. Una simile compagine si troverebbe pari pari a dover risolvere gli stessi problemi che ora si pongono sul tappeto ma privati di un mediatore, per quanto criticato e messo alla berlina, che sino ad oggi ha mostrato di tenere ben salde le redini del potere e a trasformare un partito, la Lega, in suddito fedele sino all’obbedienza cieca. Se ci pensiamo bene è proprio questo il motivo che i potenziali transfughi si trattengono dal passare dall’altra sponda secondo l’antico detto che lasciare la vecchia strada per la nuova si sa quel che si lascia ma non si sa quel che si trova. Ragione vorrebbe che se si vuole accelerare il processo legato al ricambio della leadership occorre contrapporre un’altra dello stesso spessore e capace d’essere tanto credibile proprio in virtù di un consenso parlamentare ampio e convinto. Non si può chiedere la fiducia di un nuovo esecutivo e inncassare solo una manciata di voti in parlamento, oltre la maggioranza assoluta richiesta. Ci immaginiamo un rigore economico, scelte difficili, opinioni tanto contrastanti al riguardo che di colpo riescano a trovare la sintesi se a tutt’oggi i distinguo restano forti anche se diplomaticamente sopiti al solo scopo di raggiungere un fine che riguarda unicamente la persona del presidente del Consiglio? Come dire: intanto lo mandiamo via e poi si vedrà. E quel poi che si vedrà che pesa come un macigno. Giustamente Di Pietro lo ha intuito proponendo che le opposizioni scrivano una lettera unitaria alla comunità europea indicando la volontà di mettere mano alle riforme richieste per ristabilire la fiducia del mercati e nel rimettere in ordine i conti dell’azienda italia incidendo proprio sui temi più ostici: i tagli alla politica, la patrimoniale e le riforme della sanita, della giustizia, della previdenza e dell’assistenza sanitaria. E tutto questo per farlo tra il fiato grosso di chi le pretende con urgenza e l’affanno di chi deve metterle in cantiere. E il rischio è di finire dalla padella nella brace non è solo teorico. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta to “Perchè vogliamo farci male?”

  1. Chiunque dopo Berlusconi prendesse le redini del paese ha più di lui probabilità di successo perchè non è distolto dalla guida da conflitti di interesse e non deve difendersi dalla giustizia. Chi stà al governo deve solo pensare all’interesse del popolo e non deve essere distolto da problemi personali di nessun genere. L’ esperienza insegna.

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