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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 3 novembre 2011

La vendita diretta a domicilio è etica sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2011

Vendita Diretta

Image by alee_04 via Flickr

Univendita adotta un documento di comportamento per aziende associate e incaricati alla vendita. Pozzoli: «Un passo decisivo per la credibilità e la crescita del settore» Sostenibilità, trasparenza, correttezza, rispetto. Sono queste le parole chiave contenute nel Codice etico di Univendita (Unione italiana vendita diretta), l’associazione di categoria che si è dotata di un documento d’indirizzo sia per le imprese associate sia per gli incaricati alla vendita. Dopo la Carta dei valori, primo passo dell’associazione nei confronti del rispetto del mercato e dei consumatori, il direttivo di Univendita ha approvato all’unanimità i 20 articoli del Codice che prendono in considerazione tutti gli aspetti legati alla vendita diretta a domicilio: dai rapporti associativi a quelli tra aziende associate, passando per quelli tra imprese e incaricati alla vendita fino alle imprese concorrenti e i consumatori, vero e proprio cuore del documento. «Il Codice etico di Univendita -dice il presidente, Luca Pozzoli- ha lo scopo di garantire che l’attività di vendita diretta delle imprese associate e di tutti i loro incaricati si svolgano nel rispetto del mercato e dei consumatori e della dignità delle persone, nella tutela dei diritti dei consumatori e secondo i principi enunciati nella Carta dei valori». Fin dalla sua costituzione, avvenuta nel settembre dello scorso anno, Univendita ha sottoposto alle imprese associate un documento d’indirizzo incentrato sull’importanza della persona: sia essa l’incaricato alla vendita, siano essi i quadri aziendali, siano essi i consumatori: «La Carta dei valori è stato il primo passo perché l’associazione mettesse bene in chiaro che le aziende associate Univendita devono interpretare al meglio i comportamenti di correttezza e trasparenza, sia nei rapporti associativi sia nei rapporti con il mercato e i consumatori -continua Pozzoli-. Il nostro sistema distributivo, che è il più antico del mondo, ha avuto nel corso della sua storia troppe zone opache che le aziende d’eccellenza hanno subito e da cui, con la consapevolezza della serietà, sono uscite sempre a testa alta. Univendita, per prima, intende mettere dei paletti di comportamento ben chiari che le aziende associate si impegnano a rispettare e a divulgare». Un segnale ulteriore dell’autorevolezza del Codice etico è dato dal fatto che è stato nominato un amministratore indipendente per il controllo dei comportamenti delle aziende associate e degli incaricati alla vendita.

Venti articoli suddivisi in quattro capitoli che analizzano nel dettaglio tutti gli aspetti della vendita diretta a domicilio: dai rapporti con i consumatori, passando per i rapporti con gli incaricati alla vendita, fino ai sistemi di controllo e alle sanzioni previste in caso di inadempienze: «Il Codice definisce le regole per lo svolgimento di attività sostenibili nell’ambito della vendita diretta ed evidenzia le attività che sono considerate in contrasto con le sue finalità, anche se conformi alle norme vigenti» precisa Pozzoli. È proprio questo uno degli aspetti più importanti del documento: le leggi esistono, ma Univendita va ben oltre le normative e pone ulteriori paletti che le aziende associate s’impegnano a rispettare: condizione essenziale per poter associarsi, e rimanere associati, a Univendita. Le sanzioni previste dal codice vanno dal richiamo alla censura, fino all’esclusione e alla pubblicazione dei provvedimenti sanzionatori. Un passo in avanti rispetto alla legge 173/2005 che ha messo fuorilegge le cosiddette vendite piramidali e ha regolamentato, per la prima volta in Italia, il settore della vendita diretta a domicilio, ma che «non ha contribuito alla totale trasparenza del settore -conclude Pozzoli-. Il codice impegna le imprese associate e tutti i loro incaricati a mantenere comportamenti etici volti a garantire la correttezza dell’attività commerciale e la sostenibilità economica della vendita diretta. Il contenuto dell’articolo 15 del Codice è molto chiaro: alle imprese associate è vietato richiedere agli incaricati di acquistare scorte di prodotti, di imporre acquisti di prodotti, di proporre sconti per acquisti di ingenti quantitativi di prodotti. Inoltre, è vietato proporre l’acquisto di una qualsiasi posizione all’interno della struttura di vendita delle imprese. Le imprese, inoltre, non devono consentire ai propri venditori l’acquisto di prodotti per uso personale a condizioni vantaggiose, che non siano riconducibili alle reali ed effettive esigenze dell’incaricato o della propria famiglia. Punti imprescindibili per una vendita diretta sempre più sostenibile e credibile». Il documento integrale è consultabile sul sito dell’associazione all’indirizzo internet http://www.univendita.it.

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Atac disdice contratto con metrebus

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2011

Interior of rolling stock on the Rome-Lido Rai...

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Roma. “Apprendiamo con estrema preoccupazione l’annuncio dell’uscita di Atac dal consorzio Metrebus a partire da gennaio 2012 – ha detto Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La decisione non sarebbe affatto indolore, anzi a pagarne il prezzo più alto sarebbero come al solito i cittadini pendolari che ogni giorno si servono della rete integrata per i loro spostamenti. L’integrazione tariffaria tra i vari mezzi pubblici è stata un’importantissima introduzione degli anni ’90, ora sarebbe come tornare indietro di 20 anni penalizzando chi viene da fuori Roma e dalle estreme periferie romane verso il cuore della città.” Ogni giorno, più di mezzo milione di pendolari si muove coi mezzi pubblici verso la Capitale: circa 360mila sui treni della rete metropolitana, 75mila sulla ferrovia Roma Nord, 90mila sulla ferrovia Roma-Lido e molti altri sulle tratte servite da Cotral. “Il Metrebus non si tocca, basta con le minacce e stop a tagli del servizio, licenziamenti, serve un miglioramento della qualità, ancor di più in questi anni nei quali i numeri del pendolarismo continuano a crescere – ha continuato Avenali-. Se il motivo di queste notizie fossero, poi, scaramucce politiche tra Regione, Comune e Atac, o addirittura l’assenza di un indirizzo politico a favore del trasporto pubblico da parte dell’amministrazione, allora saremmo alla follia. Chiediamo a tutti un’assunzione di responsabilità: di mezzo c’è la delicatissima questione della mobilità di quelle fasce di popolazione -spesso le più deboli- che fanno affidamento per i loro spostamenti sul trasporto pubblico. È ora che Regione e Comune convochino incontri specifici con le associazioni, i sindacati, i comitati: tra annunci di tagli in manovra finanziaria, aumenti del biglietto e licenziamenti dei lavoratori, il servizio pubblico è sempre più appeso a un filo e da parte delle istituzioni non c’è nessuna ricerca del confronto con chi quotidianamente lavora sul tema.”

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Seminario “Lo sport nel diritto costituzionale, civile e tributario italiano ed europeo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2011

Parma 4 novembre, a partire dalle ore 15, presso l’Aula Lauree della Facoltà di Economia ’Università di (via J.F. Kennedy 6), organizzato dalCentro di Ricerche sullo Sport (Ce.R.S.) dell’Ateneo con la collaborazione del Comune di Parma, dell’AIGA – Sezione di Parma, e delle Edizioni Scientifiche Italiane spa.L’evento tratterà alcuni aspetti del diritto dello sport, a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 49 del 2011 che ha dichiarato la legittimità della legge sulla giustizia sportiva, dando un inquadramento del fenomeno sportivo nel contesto costituzionale.Il seminario sarà presieduto da S.E. Dott. Alberto De Roberto, Presidente del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport del C.O.N.I. Relatori saranno il Prof. Avv. Tommaso Edoardo Frosini, dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, che si occuperà dei profili costituzionali italiani e comparati dello sport, il Prof. Avv. Luca Di Nella e il Prof. Adriano Benazzi, entrambi dell’Università di Parma, che affronteranno rispettivamente le questioni civilistiche e quelle tributarie nell’ordinamento italiano ed europeo.Durante il convegno saranno inoltre presentati il volume «Il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport: aspetti processuali e sostanziali», contenente gli Atti dell’omonimo Convegno di Parma del 12 febbraio 2010, e il Centro di Ricerche sullo Sport (Ce.R.S.), istituito da poco presso l’Ateneo di Parma, il cui Direttore è il Prof. Avv. Luca Di Nella. Il seminario vuole dunque essere l’occasione sia per discutere dei più recenti temi del diritto dello sport, sia per diffondere i risultati delle prime attività scientifiche realizzate dal Centro e per far conoscere lo stesso. Le relazioni pubblicate nel volume «Il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport: aspetti processuali e sostanziali», edito dalle Edizioni Scientifiche Italiane di Napoli, portano la firma di autorevoli studiosi ed esperti di diritto dello sport e di arbitrato – alcuni dei quali anche arbitri del predetto Tribunale – e hanno ad oggetto l’inquadramento complessivo della giustizia sportiva, i profili relativi alla procedura e alla natura dei lodi arbitrali, i principali orientamenti formatisi, la tecnica ermeneutica e il diritto applicato nei lodi nonché la comparazione con il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. Le relazioni sono precedute da una introduzione del Presidente del Tribunale, S.E. Dott. Alberto De Roberto, e i rilievi conclusivi sono affidati al Prof. Pietro Perlingieri.
Il Ce.R.S. è stato costituito congiuntamente dai Dipartimenti di Economia, di Beni Culturali e dello Spettacolo e di Anatomia Umana, Farmacologia e Scienze Medico-Forensi dell’Ateneo parmigiano, con sede presso il Dipartimento di Economia.
Il Centro è finalizzato alla ricerca interdisciplinare sul fenomeno sportivo in ogni suo aspetto. I suoi scopi istituzionali sono pertanto l’effettuazione di ricerche sullo sport a livello nazionale e internazionale, l’attività di ricerca e consulenza ad alto livello, anche per conto di soggetti terzi, sui temi dell’organizzazione, dell’economia, della legislazione, della medicina, della comunicazione dello sport e dello spettacolo sportivo; l’istituzione di rapporti qualificati con soggetti pubblici e privati attivi a vario titolo nel settore, anche con la stipula di convenzioni o contratti; l’attività di divulgazione e di pubblicazione delle ricerche attraverso seminari, convegni, mostre, prodotti editoriali tramite qualsiasi supporto.
Al Centro possono aderire altre Università italiane e straniere, enti pubblici o privati, società e persone fisiche; attualmente sono in itinere accordi di cooperazione con enti del mondo dello sport italiano e con Atenei stranieri, tra cui uno brasiliano di San Paolo.
Il Ce.R.S. è affiancato da un Board scientifico di cui, al momento, fanno parte S.E. Presidente Dott. Alberto De Roberto, Presidente emerito del Consiglio di Stato e Presidente del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport, il Dott. Marco Brunelli, Direttore generale della Lega Calcio Serie A,Demetrio Albertini, Vicepresidente F.I.G.C., il Dott. Roberto Ghiretti, il Dott. Carlo Manca, Direttore del Servizio Advisory e Studi dell’Istituto per il Credito Sportivo, l’Avv. Matteo De Sensi, il Prof. Tommaso Edoardo Frosini e il Prof. Luigi Fumagalli.
La partecipazione al seminario consente agli avvocati e praticanti di maturare 3 crediti formativi ai fini dell’aggiornamento professionale.(giornata della cultura)

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Che succede nei labirinti della moneta?

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2011

Moneta 100zł z Przemysławem II

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Ancona 3 novembre alle 17 nella Sala del Consiglio della Facoltà di Economia. Il funzionamento dei sistemi monetari moderni è assai complesso: si basa su decisioni in condizioni di incertezza e su delicati rapporti fiduciari, deve tener conto delle aspettative di molteplici attori, viene condizionato da un’ampia gamma di rischi da valutare e gestire, pone alle autorità monetarie il difficile problema di equilibrare efficienza e stabilità, liberalizzazione e regolamentazione di mercati interdipendenti e innovativi. Per fare il punto su così complesso meccanismo, il professore Pietro Alessandrini ha scritto un libro che è una mappa per orientarsi nei meandri dell’economia e della politica monetaria, di cui fornisce il quadro teorico di riferimento, i concetti chiave, gli strumenti interpretativi, i fattori di crisi, le politiche di intervento con un costante riferimento alla realtà senza tralasciare i problemi più discussi e attuali.Il libro, dal titolo “Economia e politica della moneta” (Il Mulino), sarà presentato nel corso di un incontro, presieduto da Alberto Zazzaro, che prevede gli interventi di Angelo Baglioni dell’Università Cattolica, di Riccardo De Bonis della Banca d’Italia, di Marcello De Cecco della Normale Superiore di Pisa, di Marcello Messori dell’Università Tor Vergata.
Tirerà le conclusioni Tirerà le conclusioni l’autore stesso, Pietro Alessandrini, docente di Politica Economica, di Economia Monetaria e di Politica monetaria europea all’Università Politecnica delle Marche, che chiarisce: “Avrei voluto intitolare il libro “Nel labirinto della moneta”, proprio per indicare la necessità di procedere con cautela, per non sperdersi nella rete intricata di rapporti entro la quale va collocato lo studio dell’economia monetaria: una rete che si estende a tutto il sistema finanziario, all’interno del quale è sempre più difficile isolare i confini dell’analisi monetaria. Non è soltanto un problema di aggregati monetari, che tendono ad ampliarsi. Riguarda soprattutto la rapida diffusione delle informazioni e la complessa trasmissione degli effetti su mercati più efficienti e più integrati”.

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Ponte di Messina e opere pubbliche, “Obiettivo” fallito

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2011

Calabria seen from Messina

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Previsto nella legge Obiettivo del 2001, il progetto è fermo al “preliminare”. E non è l’unico fiasco della normativa nata per accelerare i tempi di realizzazionedelle infrastrutture strategiche. Il monitoraggio completo sul mensile il Sud di novembre Nei programmi del governo Berlusconi resta un’opera prioritaria e strategica. Anche se l’esecutivo è pronto a tagliare i fondi in caso di riequilibrio di bilancio come previsto dalla mozione presentata dall’Idv e approvata alla Camera. Il Ponte di Messina resta argomento di dibattito acceso nel panorama politico nazionale. Ma a dimostrare che le opere pubbliche in Italia sono un tema spinosissimo lo dimostrano i dati e le statistiche. Nel numero de il Sud in edicola da venerdì 4 novembre in tutte le regioni del meridione e a Roma e Milano, uno speciale monitoraggio che mostra la totale inutilità della Legge Obiettivo. La normativa del 2001 voluta dall’ex ministro Pietro Lunardi nata per accelerare l’iter burocratico di approvazione dei progetti infrastrutturali, a dieci anni dalla sua promulgazione, può considerarsi un vero fallimento. Delle 189 infrastrutture previste nel piano strategico della legge Obiettivo, come si legge su il Sud, solo 40 sono quelle ultimate; 21 le opere in gara o in costruzione; 32 quelle arrivate alla progettazione definitiva; 52 al progetto preliminare (fra queste anche il Ponte sullo Stretto, visto che il progetto definitivo del general contractor Eurolink deve ancora essere approvato dal Cipe) mentre 44 sono ferme allo studio di fattibilità. Fra gli altri dati snocciolati nel servizio “Obiettivo fallimento” nel numero di novembre de il Sud anche quello relativo alla ripartizione territoriale delle risorse. Nel piano strategico delle infrastrutture da realizzarsi con le previsioni della Legge Obiettivo, ben il 71% dei finanziamenti – che sale all’88% fra le opere effettivamente deliberate dal Cipe – è destinato alle regioni del Centro Nord.

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