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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Fecondazione eterologa

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2011

fecondazione in vitro

Image by vignettando con Dario Levi via Flickr

E’ stata resa pubblica la decisione della Grande Camera della Corte di Strasburgo che ritiene non sussistere la violazione dell’art.8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (EDU) da parte dell’Austria e della sua normativa sulla fecondazione assistita, che consente solo la donazione di gamete maschile in vivo, e non in vitro, e fa divieto della donazione di gamete femminile. Costituite nel procedimento anche due associazioni di pazienti italiane: l’Associazione Hera Onlus di Catania e la SOS Infertilità di Milano. “Se oggetto della Corte di Strasburgo fosse stata la legge italiana – ha affermato Francesco Gerardi, Presidente Associazione di Pazienti Hera – probabilmente l’esito sarebbe stato diverso: la legge 40 vieta in assoluto la donazione di gamete e non ammette deroghe e possibilità intermedie come nel caso austriaco. La legge austriaca infatti consente la donazione di gamete maschile in vivo. La Corte ha riconosciuto nuovamente che il diritto a crearsi una famiglia e ad avere bambini con la fecondazione in vitro rientra ed è sotto la protezione dell’art. 8 della Convenzione Edu, che concerne il rispetto della vita privata e famigliare. Se nel caso dell’Austria tale diritto è parzialmente tutelato, in Italia non è ancora così dato il divieto assoluto di eterologa.”
Il collegio di difesa dell’Associazione Hera Onlus di Catania e della SOS Infertilità di Milana, che hanno sostenuto le coppie austriache, era costituito dall’Avv. Maria Paola Costantini del Foro di Firenze e dalla Prof. Marilisa D’Amico del Foro di Milano e Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Statale di Milano (nel collegio anche i colleghi avv. Sebastiano Papandrea, Massimo Clara, Cesare Pitea). Le Associazioni italiane di pazienti nel procedimento di Strasburgo
“Il fatto che la Corte inviti esplicitamente tutti i Paesi aderente alla CEDU ad adeguarsi ai cambiamenti della società – affermano l’Avv. to Maria Paola Costantini e la Prof. ssa Marilisa D’Amico – è un chiaro monito all’Italia. Ora ci sono i casi portati davanti alla Corte Costituzionale italiana, una coppia siciliana e una milanese con problemi gravi di salute (menopausa precoce e sterilità maschile genetica), profili differenti rispetto alla vicenda austriaca, per i quali si chiede l’eliminazione delle discriminazioni oggi esistenti tra coppie infertili dal punto di vista sanitario ed economico e il riconoscimento di un diritto di autodeterminazione e di scelta sulla propria vita famigliare. La modifica della Legge 40 su questo punto risponderebbe ai criteri di ragionevolezza e di tutela peraltro indicati nella pronuncia di Strasburgo.
Avv. Maria Paola Costantini e Prof. Marilisa D’Amico

Una Risposta a “Fecondazione eterologa”

  1. Esistono al mondo tanti bambini che aspettano di essere adottati.La genitorialità è valida e soddisfacente anche con l’adozione,vero fatto di amore.Si continua a dire che al mondo siamo in troppi e non si capisce perchè si vuole generare a tutti i costi,incentivando così il numero dei mortali.

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