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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Il microcredito come fattore di sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2011

no compassion

Image by Giulia Riccobono via Flickr

Nei paesi in via di sviluppo tante famiglie vivono con i proventi delle loro piccole imprese. Spesso, però, hanno difficoltà ad accedere al prestito bancario e questo ostacolo impedisce l’avvio e la crescita delle loro attività.
I programmi di microcredito, in questi anni, hanno rappresentato una soluzione al problema e hanno permesso l’accesso ai servizi finanziari anche a persone che vivono in condizioni di povertà ed emarginazione.
Di questo si è parlato  nel convegno dell’Università Europea di Roma, “Il microcredito come fattore di sviluppo”, moderato da Padre Paolo Scarafoni LC, Rettore della stessa università.
Nel suo intervento introduttivo la Prof.ssa Matilde Bini, Coordinatrice dell’Ambito di Economia dell’Università Europea di Roma, ha spiegato che il microcredito consiste in “piccoli prestiti, quelli che le banche non trattano, erogati a fronte dell’assenza di un deposito o di garanzie reali. Sono i prestiti per gli ultimi della Terra. Secondo lo schema più noto, i prenditori del prestito si impegnano a onorare il debito collettivamente: sono cioè responsabili l’uno con l’altro, prima ancora che con l’istituto che eroga il microcredito. Dal successo del progetto imprenditoriale e dalla restituzione di tutti i prenditori dipende la possibilità di accedere a un nuovo piccolo prestito. Il sistema è quindi basato essenzialmente sulla fiducia, sulla libertà, sulla responsabilità di ciascuno. Al centro vi è la persona, che come tale e non come individuo, è costitutivamente in relazione con gli altri. Si tratta di una nuova prospettiva per un’economia al servizio della persona”.Il Prof. Fulvio Milano, Docente di Finanza Aziendale presso l’Ambito di Economia dell’Università Europea di Roma, ha spiegato che il microcredito interviene “con organismi di credito specializzati, situati nei paesi poveri e promossi dai paesi sviluppati, che rendono ‘bancabili’ le situazioni personali non bancabili con i criteri tradizionali”. “I risultati concreti di questa attività – ha ricordato il Prof. Milano – sono assai soddisfacenti, poiché il tasso di rimborso è altissimo, ben il 97% (con una ‘sofferenza’ quindi del 3%, quando in Italia i crediti in sofferenza sono il 10% del totale prestiti)”. Il Prof. Daniele Ciravegna, Ordinario di Economia Politica presso l’Università degli Studi di Torino, ha sottolineato l’importanza dell’attenzione alla persona come caratteristica positiva e virtuosa del microcredito, basata su valori fondamentali come la cultura dell’accoglienza, dell’ascolto e dell’accompagnamento. Il tutto grazie al sostegno di tanti volontari qualificati che mettono a disposizione degli altri la loro esperienza.
Il Dott. Pietro Masci, già Direttore dell’ufficio Mediterraneo e Balcani della BEI e già vice-Direttore dell’ufficio infrastrutture e finanza del Banco Interamericano di sviluppo, ha spiegato che “il microcredito emerge come risposta alla domanda di credito dei micro-imprenditori, stimati in oltre 90 milioni in tutto il mondo con un potenziale di oltre 2 miliardi, che dimostrano iniziativa, disciplina e capacità di pagamento. La micro finanza include, oltre al credito, altri servizi finanziari come depositi, risparmi e assicurazioni. In questo senso il ruolo della micro finanza è cruciale per rompere il cerchio vizioso della povertà”. Il convegno dell’Università Europea di Roma è stato aperto da un saluto dell’On. Mario Baccini, Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, che ha definito il microcredito “una speranza nella lotta alla povertà e all’emarginazione”. L’incontro si è tenuto nell’ambito delle attività collegate alla mostra “Amazzonia una diversa prospettiva”, realizzata dall’Associazione Impegnarsi Serve Onlus con l’obiettivo di offrire un percorso di sensibilizzazione alle tematiche dell’ambiente in un’ottica interculturale, ispirandosi ai principi di solidarietà e di sviluppo integrale dell’uomo.

Una Risposta to “Il microcredito come fattore di sviluppo”

  1. debrideurs said

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