Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Pesi e contrappesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2011

el camino del consumismo

Image by tnarik via Flickr

Le logiche consumistiche, l’economia globale, l’espansione frenetica della crescita hanno delle pesanti ricadute nel nostro sistema bilanciato dalla necessità di colmare il rapporto sempre più conflittuale tra l’area del benessere e quella del disagio. Stiamo facendo di tutto per far transitare la mano pubblica in quella privata dove il profitto ha una sola legge e solo chi sta bene può stare meglio ma chi non sta bene, e non solo economicamente, è destinato ad essere sfruttato ed emarginato. Ciò significa che ci avviamo verso una società altamente conflittuale che non vede solo contrapposti i poveri e i ricchi ma anche le categorie sociali: anziani e giovani, lavoratori e disoccupati o sottoccupati o precari, e ancora le diverse professioni di fede, Nord e Sul del mondo, pregiudizi razziali e conflitti tribali, contese di genere. Il tutto diventa una polveriera sempre più esposta ai rischi di una esplosione e qualche segno inequivocabile l’abbiamo avuto con la “primavera araba” che è riuscita a provocare il tracollo di regimi ritenuti inossidabili come quello tunisino, libico ed egiziano ma ha anche provocato una profonda frattura tra il popolo e il regime in Siria e in Iran. Ci hanno anche provato i moti di piazza in Spagna, in Gran Bretagna, in Francia e in Italia ma con il risultato di spegnersi per mancanza di una guida carismatica. Oggi si cerca in qualche modo di tamponare con vari espedienti questa tensione sociale o di lasciarla sfogare come è accaduto nel Nord Africa, al fine d’imbrigliarla in un contesto di interessi occidentali di dubbia valenza. Se, a questo punto, non siamo in grado di fermare questa pulsione esistenziale che attraversa le generazioni e le umilia nel lavoro, nella tutela degli interessi legittimi e nella scarsità di risorse messe a disposizione per la previdenza e l’assistenza pubblica ci troveremo di fronte a continue manifestazioni di protesta sempre più conflittuali e violente. E’ tempo di capire che la nostra società, posta sotto tutte e diverse bandiere del mondo, ha bisogno di rivedere alla radice il nostro rapporto nello stare insieme. Ha bisogno di rendersi conto che è giunto il momento di capire i valori e dare ad essi le giuste priorità come quelle prioritarie della vita e del vivere. Valori che non si esauriscono ma si rigenerano nel rapporto generazionale e si accomunano in una sola identità. Solo così possono realisticamente dare un senso alla vita. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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