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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Cibi e presenza pesticidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2011

Le Giornate di Ipack-Ima - Tecnologie per la S...

Image by http://www.myfruit.it via Flickr

Secondo l’ultima relazione dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) il 97,4% dei campioni analizzati rientra nei livelli massimi di residui consentiti, con un incremento di circa un punto percentuale rispetto al 2008. I Paesi relatori (tutti i paesi Ue, Islanda e Norvegia) hanno analizzato quasi 68.000 campioni di prodotti alimentari alla ricerca di 834 pesticidi, e il numero dei prodotti alimentari analizzati è aumentato da quasi 200 nel 2008 a circa 300 nel 2009. I livelli massimi residui, si legge in una nota Efsa, «sono stati superati più frequentemente nei campioni provenienti da Paesi esterni allo spazio economico europeo (6,9% dei campioni) che in quelli provenienti dai Paesi UE ed Efta (1,5% dei campioni)». L’Agenzia ha anche sottolineato che la presenza negli alimenti di pesticidi a livelli superiori ai livelli massimi residui «non comporta necessariamente timori sulla sicurezza», occorre poi valutare l’esposizione potenziale dei consumatori a tali residui attraverso la dieta. Rispetto al 2006, anno dell’ultima analisi, «la percentuale di superamento dei livelli massimi residui è scesa dal 4,4% all’1,4 %» ha sottolineato l’Authority con sede a Parma e questo dato potrebbe essere attribuito «in parte all’armonizzazione dei Livelli massimi residui, entrata in vigore nel settembre 2008». Tuttavia al miglioramento potrebbero avere contribuito anche altri fattori, «quali» ha ricordato l’Agenzia «l’impiego più efficace degli strumenti legislativi che impongono a produttori e altri soggetti dell’industria di attuare sistemi di sicurezza, nonché le mutate modalità di impiego dei pesticidi in Europa». L’Efsa ha concluso che, sulla base delle attuali conoscenze, «l’esposizione a lungo termine ai residui individuati nei principali alimenti che fanno parte della dieta degli europei non desterebbe preoccupazioni per la salute». (fonte farmacista33)

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