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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Italia: Una crisi senza precedenti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2011

Mario Monti, President of Università Bocconi a...

Image by FriendsofEurope via Flickr

Da come sono stati affrontati i tempi che hanno segnato la fine di questa esperienza politica del governo Berlusconi e della sua maggioranza ci restano non poche perplessità. Credo che l’errore che ha segnato il declino parta dal 14 dicembre del 2010 allorché, dopo una affannosa campagna “acquisti”; si riuscì a raggiungere una fiducia fondata su una manciata di numeri. Fu una vittoria di Pirro poiché se allora fosse stata sancita la crisi gli scenari del “dopo” avrebbero assunto una colorazione diversa considerando che l’acuirsi della crisi era ancora lungi dal verificarsi. D’altra parte non si può dire che gli addetti ai lavori non sapessero le difficoltà oggettive del sistema paese e la sua immanenza. Il fatto è che allora, come oggi, la preoccupazione del cavaliere era solo personale per i processi in corso e il rischio di una condanna era alquanto concreto, se non altro nel primo grado di giudizio. Ora mi chiedo se l’attuale appoggio alla formazione di un nuovo esecutivo, reso inevitabile con l’acuirsi della crisi economica e la palese incapacità del governo dimissionario di mantenere le promesse assunte a livello internazionale per rimettere in carreggiata l’economia italiana, non sia dettato dalle stesse ragioni che l’hanno spinto in passato a “resistere, resistere, resistere”. Si dice che abbia sollecitato la neutralità del premier in pectore Mario Monti per i suoi guai giudiziari raccomandando la presenza, alla guida del Ministero di Grazia e Giustizia, di un uomo di sua fiducia. Ma vi è anche un altro aspetto che lascia molte ombre al suo passaggio: si tratta di “un cedimento” che taluni vedono legato all’andamento negativo in borsa delle azioni Fininvest. La discontinuità, quindi, si legava non certo allo spread dei nostri titoli del tesoro, pur fortemente negativo rispetto ai bond tedeschi, ma a qualcosa di più personale. D’altra parte questo “cedimento” solo in apparenza strutturale nasconde un altro calcolo che è quello di allontanare lo spettro delle elezioni anticipate, anche se formalmente auspicate solo per gettare fumo sul popolo degli allocchi, perchè come ha insegnato il referendum sul nucleare, l’onda emotiva dell’elettore avrebbe provocato una inevitabile debacle del suo partito e di conseguenza personale. In prospettiva, invece, potrebbe persino sperare in un recupero di consensi forte dell’idea che in Italia non esiste una opposizione credibile ma solo un’armata Brancaleone. E le opposizioni lo hanno assecondato perchè, sotto sotto, sono consapevoli dei loro limiti. D’altra parte l’attuale compromesso di un governo tecnico è solo un espediente legato alle reciproche e condivise convenienze. Se si ragionasse senza calcoli e tatticismi di maniera la strada più giusta sarebbe quella di andare subito al voto, possibilmente con una legge elettorale diversa, e in questo modo far esplodere le contraddizioni che attraversano tutti i partiti e metterli davanti alle loro responsabilità rispetto alle attese del Paese. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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