Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Crisi e ora la verità

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2011

"If I, taking care of everyone's interest...

Image by Foto_di_Signorina via Flickr

Se vogliamo avvalorare la tesi che il governo Berlusconi si è retto sul compromesso con i “poteri forti” di restare al governo del paese alla sola condizione di gestire solo l’ordinaria amministrazione, anche se, da imbonitore da pari suo, è stato largo di promesse ma scarsissimo in realizzazioni, dobbiamo arguire che nel momento in cui gli è toccato di porre mano alle riforme è entrato letteralmente in tilt. La stessa sua squadra e gli stessi parlamentari che ha personalmente avallati, dopo accurata selezione, hanno avuto, indistintamente, i requisiti gattopardeschi del “tutto cambiare per nulla cambiare”. Se questo è lo scenario ragione vuole che la sua uscita di campo è stata avallata a tavolino. D’altra parte non poteva far saltare letteralmente quel poco di buono che aveva fatto in politica con la nascita di un movimento di centro destra e che costituisce non tanto una sua eredità politica quanto quella di un sistema alternativo posto nella natura delle cose. In altri termini una scelta che nel 1994 era valida e che oggi non è escludibile, anche se a reggerne le sorti saranno altri. Se tutto questo ha una ragione d’essere Mario Monti ha oggi il solo compito di “decantare” una situazione politica conflittuale e una logica di mercato che non consente giochi di potere e si richiama a scelte immediate e risolutive in tempi brevi poiché il caso Italia va ad intrecciarsi seriamente con quello della finanza e dell’economia internazionale. Noi, come sistema Italia, non abbiamo ancora assimilato del tutto la rottura di una logica protezionistica dell’occidente che aveva una sua ragione d’essere ante caduta del muro di Berlino per cui l’Italia andava preservata dall’influenza imperialista dell’Urss e che oggi ci lascia decisamente fuori dal suo ombrello protettivo essendo venute meno le ragioni di allora. Ma Berlusconi ha anche un altro peccato da farsi perdonare: è la sua solida amicizia con Putin che, tra l’altro, lo ha spinto nelle braccia di Gheddafi e ad intrallazzare con i governi amici della Russia: Iran e Siria in testa. Ora, fatte tutte queste premesse, logica vuole che il governo Monti debba solo servire, da una parte a tranquillizzare i mercati e, dall’altra, a preparare i partiti alle prossime elezioni politiche che, verosimilmente, dovrebbero tenersi prima della prossima estate. E’ come se sul ring i due pugili contendendi fossero stati messi in condizioni di parità iniziale e che l’incontro che ne segue è affidato alla bravura che sanno mettere a frutto che può essere un Ko di uno dei due ma più versosimilmente una vittoria ai punti. E i segnali in questo senso ci sono tutti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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