Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 17 novembre 2011

The Other Art Fair

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2011

Bargehouse,Thursday 24th November 2011 – 5pm – 9pm* Oxo Tower Wharf, London, SE1 9QS Opening Hours: Friday 25th November 2011 – 11am – 7.30pm, Saturday 26th November 2011 – 11am – 6pm, Sunday 27th November 2011 – 11am – 6pmLaunching 25 November at The Bargehouse in South Bank. Sponsored by Club Monaco, the fair is unlike anything else out there because the 100 chosen artists participating will be selling their work directly to the public. The three day fair will also feature a Tom’s Shoes Competition, curated walks, a secret picnic garden and a 99p pop up art shop selling original art works.This autumn, London will see the launch of a new Contemporary art fair to be held at The Bargehouse on the Southbank. Launching this November, The Other Art Fair will provide a unique platform that will allow 100 specially chosen artists to showcase their work to collectors, curators and gallerists on their own terms. This is an exclusive and unique opportunity to see and buy work directly from 100 of the brightest talents in the UK, thus allowing them to keep 100% of the profits, as they will not have to pay gallery commission.
Hundreds of artists applied to the fair before being whittled down to 100 of the most exciting young emerging artists and established independent artists demonstrating the new era in the British art market. The range of contemporary art expertise within our committee is reflected in the widespread styles and genres, from Paul Larricart’s urban spray-paint designs to the haunting landscapes of Emma Kemp. Other highlights will include Tahnee Lonsdale’s allegorical colour abstractions; whilst favourite contemporary art duo Twinkle Troughton and Tinsel Edwards will present their wickedly satirical canvases. As the celebrated contemporary British artist Charming Baker commented, “The Other Art Fair is a wonderful door-opener for some major new talent.’’ His example of operating as an unsigned but highly successful artist is a sign of the changes going on within the London art scene with artists and collectors looking to forge new connections for themselves.(the art fair)

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Patoloogie vertebrali

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2011

Artificial Intervertebral disc

Image via Wikipedia

Il “mal di schiena” affligge, nei paesi industrializzati, circa l’80% della popolazione: in Italia, in particolare, sono circa 15 milioni le persone che soffrono di dolori alla colonna vertebrale, causati da malattie degenerative, e da patologie legate ai traumi. Un fenomeno che comporta altissimi costi, poiché si stima che un paziente su tre deve sospendere temporaneamente l’attività lavorativa, con conseguenti problemi economici e sociali. Alla luce di queste considerazioni, risulta chiara la necessità di definire l’approccio ottimale alla gestione del paziente con patologie della colonna, alla luce delle valide alternative offerte oggi dalla chirurgia mininvasiva, frutto dei più recenti progressi tecnologici compiuti nell’ambito dei dispositivi medici. La definizione del trattamento ideale e le problematiche di accesso alle terapie innovative oggi esistenti sono stati alcuni dei temi espressi nel corso del seminario dal titolo: “Nuovi percorsi per l’accesso all’innovazione in chirurgia vertebrale”, tenutosi oggi a Roma presso il Senato della Repubblica, organizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore Sanità e promosso dalla SINCH – Società Italiana di Neurochirurgia insieme all’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione, con il Patrocinio del Senato della Repubblica e il supporto non condizionato di Medtronic Italia. L’incontro ha visto la partecipazione del Senatore Antonio Tomassini, Presidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato e Presidente dell’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione, il dottor Giuseppe Lippi, Esperto di Activity Based Costing dell’Azienda Sanitaria di Firenze, il professor Franco Servadei, Presidente Società Italiana di Neurochirurgia (SINCH), il professor Giancarlo Guizzardi, Responsabile Chirurgia Spinale dell’azienda ospedaliero – universitaria Careggi di Firenze, il dottor Natale Francaviglia, Direttore dell’Unità Complessa di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera S. Elia di Caltanissetta e il professor Maurizio Fornari, Responsabile Unità Operativa di Neurochirurgia dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano. “Gli indiscussi progressi nel campo tecnologico e l’entrata in uso di diversi sistemi mininvasivi hanno contribuito ad accendere vivaci dibattiti sui tempi, sulle modalità e sulla scelta di un ideale trattamento per le patologie della colonna – dichiara il Senatore Tomassini – Le tecnologie all’avanguardia comportano costi iniziali maggiori, ma, in una prospettiva di lungo periodo il risparmio in termini di accessi impropri sarà evidente.” Nei paesi occidentali la degenerazione della colonna vertebrale è legata, oltre che al naturale invecchiamento dell’organismo, anche allo stile di vita spesso dominato dalle cattive abitudini (sedentarietà e sovrappeso in primis) e dallo “stress”, che determina una contrattura costante e continua dei muscoli. Non tutte le patologie del rachide – discopatie degenerative, ernie del disco, stenosi lombari, fratture vertebrali – possono essere risolte efficacemente con i trattamenti conservativi come fisioterapia, busto o terapie farmacologiche. Quando questi approcci, infatti, risultano fallimentari, è possibile oggi ricorrere ad approcci chirurgici percutanei mininvasivi, grazie anche all’utilizzo di dispositivi all’avanguardia che permettono di far recuperare nel modo migliore l’assetto anatomico – funzionale della colonna vertebrale, a fronte di una riduzione sostanziale del trauma chirurgico, e delle complicanze post operatorie. “La chirurgia delle forme degenerative della colonna vertebrale lombare – dichiara Guizzardi – può essere eseguita da mani esperte, sempre dopo il fallimento della terapia conservativa, con metodiche mini-invasive (purché sempre adeguate), dal costo iniziale lievemente più alto, ma con costi sanitari, sociali e personali per il paziente che, soprattutto alla distanza, sono minori che in passato, come dimostrano gli ultimi studi. Alla conoscenza di tali metodiche, al loro rigore scientifico, alla corretta indicazione chirurgica e a un’adeguata scelta dei numerosi devices oggi disponibili, sul mercato deve però corrispondere un aggiornato riconoscimento economico da parte del nostro SSN.” Questa considerazione ovviamente si lega con le problematiche di accesso alle terapie innovative oggi esistenti. Definire adeguati sistemi di remunerazione per tali terapie, in grado di coprire i costi finali dell’ospedalizzazione e conseguentemente garantire l’accesso all’innovazione, diventa presupposto imprescindibile per la garanzia della qualità delle cure. “Molti degli attuali rimborsi sono vecchi e non più corrispondenti alla realtà chirurgica, mentre le nuove procedure non sono ancora state prese in considerazione e sono oggi classificate con codici non corrispondenti.” – conclude Guizzardi. Un discorso simile è applicabile anche per le patologie da trauma vertebro-midollari. “L’incidenza dei traumi è notevolmente aumentata proporzionalmente all’incremento degli incidenti stradali e sul lavoro. – dichiara Francaviglia – La popolazione maggiormente colpita è quella socialmente più attiva, di età medio-giovanile. Il trattamento di un trauma vertebrale, sia esso conservativo sia chirurgico ha notevoli costi sociali ed economici in quanto, nel primo caso limita la ripresa delle normali attività lavorative, mentre nel secondo prevede una lunga ospedalizzazione. A ciò devono essere aggiunti i costi per la spesa farmacologica di antidolorifici, antibiotici ed antitrombotici. Una metodica percutanea mininvasiva, come la cifoplastica con palloncino, consente un abbattimento della spesa di ospedalizzazione pari a circa 2.000 euro per paziente, poiché si riduce il timing chirurgico, preservando l’integrità anatomica dell’apparato muscolo-ligamentoso e si può dimettere il paziente già in prima giornata post-operatoria, con una rapida ripresa delle attività quotidiane e lavorative. Una “learning curve” appropriata consente di estendere tale metodica anche alle fratture più gravi, riducendo quasi a zero le possibili complicanze.”
Proprio l’esame degli aspetti economici dei percorsi sanitari, da analizzare attraverso l’activity-based cost management (il metodo di analisi economica che fornisce dati sull’effettiva incidenza dei costi di ciascun prodotto e servizio venduto) è un punto essenziale da chiarire quando si parla di nuove terapie, al fine di permettere ai decisori di effettuare scelte consapevoli. “Valutare gli aspetti economici dei percorsi sanitari non è mai cosa banale – dichiara Lippi – L’activity-based cost management si propone come una moderna tecnica per gestire attivamente i costi, anziché subirli passivamente a posteriori.” Tuttavia, il solo costo sanitario del percorso terapeutico rappresenta soltanto una parte delle conseguenze economiche che un paziente deve affrontare. La malattia, infatti, costringe il paziente a sottostare alle disposizioni di chi lo ha in cura, influenzando la vita del paziente e spesso dei familiari: in sintesi, gli effetti economici non sanitari rappresentano il “costo sociale” di una malattia, spesso trascurato da analisi contabili focalizzate sulle sole spese sanitarie. “Appartengono al costo sociale tutte le spese non sanitarie direttamente sostenute dal nucleo familiare dell’ammalato (ad esempio i trasporti e gli spostamenti) e i costi indiretti (ad esempio la riduzione del reddito) che influenzano il comportamento economico della famiglia. – prosegue Lippi – Tutto questo senza considerare il ruolo suppletivo diretto svolto dalle assicurazioni sociali, come INPS, INAIL, le quali si sostituiscono al datore di lavoro nel garantire il reddito al dipendente durante la malattia. Di certo i direttori delle aziende sanitarie, ai quali, di solito, vengono proposte solo informazioni relative ai costi sanitari diretti, saranno poco attenti al costo sociale. Altra cosa è il decisore politico, al quale spettano scelte economiche che siano convenienti alla società nel suo insieme. Trascurare gli effetti economici sociali, diretti o indiretti, di diversi atteggiamenti terapeutici nei confronti della stessa patologia, può condurre a risultati finanziari non desiderati.”
Protagonista della complessa e delicata gestione economica e organizzativa di un’azienda ospedaliera è anche lo specialista clinico, che ormai deve bilanciarsi tra il ruolo di medico, con un codice deontologico e una missione nei confronti del paziente, per il quale deve garantire la migliore scelta terapeutica, e quello di soggetto che partecipa alle decisioni amministrative della struttura di cui fa parte, su cui pesano le indicazioni della Direzione Generale.
Una possibile risposta alla necessità di bilanciare sostenibilità ed efficacia terapeutica potrebbe essere quella di concentrare i pazienti e le risorse in isole di eccellenza.
“Quando si parla di patologie spinali, la centralizzazione diventa necessaria, soprattutto nei casi di trauma ed in quelli in cui in cui si eseguono procedure all’avanguardia. – dichiara il professor Servadei – Un primo modello organizzativo di questo tipo è il centro unico unipolare: strutture all’avanguardia caratterizzate dalla concentrazione dell´assistenza a elevata complessità in centri di eccellenza. Un’alternativa è il sistema in rete, denominato Hub And Spoke (centri hub) supportati da una rete di servizi (centri spoke). –in cui il percorso sanitario del paziente è inserito in una rete di centri che seguono gli stessi protocolli. Con questo modello il paziente con patologia vertebrale segue un percorso unico che, grazie a un link telematico, lo porta dalla struttura di pronto soccorso, dove può non essere presente un reparto di neurochirurgia, all’ospedale centrale dove viene operato e infine al centro specializzato per la riabilitazione.”
“Il concetto chiave è che, al di là dei diversi sistemi, l’importante è che il percorso sia personalizzato e miri a un’ottimizzazione dei costi. Pertanto, è necessario che, all’interno di questi centri, le patologie spinali siano trattate in volumi consistenti.” – conclude Servadei.
Con la centralizzazione in isole di riferimento (come è stato anche messo in luce nel VI Rapporto Meridiano Sanità presentato recentemente), si otterrebbero risultati positivi in termini di efficienza e di efficacia, ovvero qualità delle prestazioni ed economie di specializzazione e di scala. La concentrazione dei pazienti in centri d’eccellenza, per effettuare prestazioni ad alta specialità al di fuori della propria Regione, è un aspetto positivo e talvolta trascurato della mobilità sanitaria – fenomeno che di solito è associato negativamente alla carenza o inefficienza di alcune realtà regionali rispetto ad altre. Alla luce di quanto è emerso appare chiaro che il percorso terapeutico esige continuità di cura e corretta identificazione della popolazione target. “Nell’ambito del trattamento della patologia spinale degenerativa uno dei provvedimenti più urgenti riguarda la creazione di uno strumento per la definizione degli indicatori clinici dei risultati e l’istituzione di protocolli di reclutamento e controllo dei pazienti, un organismo che generi la sinergia delle società scientifiche, dei Dipartimenti di Bioingegneria dei Politecnici interessati, e delle principali ditte di strumentazione spinale, sotto l’egida delle Regioni e del Ministero della Sanità – dichiara Fornari – La finalità principale potrebbe riassumersi nella creazione di un Registro Italiano della Chirurgia Spinale, in cui convergano i dati clinici, economici e tecnici relativi alla chirurgia spinale “strumentata”, per cui sarebbe necessario creare un apposito sito web accessibile a tutti. Si tratterebbe di un’iniziativa di sicuro rilievo a livello internazionale in un settore in pieno boom a livello Europeo. Dall’analisi degli strumenti terapeutici disponibili e dei risultati clinici potrebbero, così, più chiaramente emergere comportamenti tali da ottimizzare i risultati clinici e generare formidabili economie di spesa. Questo programma si potrebbe avvalere della collaborazione di ricercatori, clinici, marketing manager, studenti, borsisti sostanzialmente a costo zero, con la possibilità di creare uno strumento informatico vendibile a terzi (altri paesi o società della Comunità Europea).”

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Minacce antisemite

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2011

Entrance to Crematorium III in the concentrati...

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Dichiarazione dell’On. Luigi BOBBA (PD) “Condanno con fermezza l’attacco subito dalla Comunità ebraica alla quale va la piena solidarietà e la vicinanza dei Democratici vercellesi. Il deprecabile episodio dimostra, ancora una volta, come i vili sentimenti antisemiti siano ancora diffusi e che è necessario essere vigili e non abbassare mai la guardia.
Poche settimane fa ho partecipato, con una delegazione di 50 colleghi parlamentari, a una visita ad Auschwitz e Birkenau. Un’esperienza, quella del viaggio della memoria, che dovrebbe diventare un elemento ordinario nel percorso di istruzione dei nostri ragazzi. Andare ad Auschwitz è un modo non solo di riaffermare l’intangibilità dei valori della libertà e della dignità, ma anche un voler rinnovare l’impegno a coltivarli perché possano ancora sbocciare nella coscienza delle persone. Bisogna perseverare in queste ‘azioni di memoria’ per estirpare l’odio e la stupidità che alberga negli antisemiti e nei razzisti”.

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Prevenzione cardiovascolare

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2011

Gropello Cairoli

Image by _ Night Flier _ via Flickr

Gropello Cairoli (PV). Prosegue il programma di prevenzione cardiovascolare “DireFareCuore”: da novembre fino al mese di gennaio, alla farmacia Bonacossa di Gropello Cairoli, i cittadini riceveranno consigli utili per prevenire le malattie cardiovascolari. Misurazioni gratuite della pressione arteriosa a novembre, dell’indice di massa corporea a dicembre e della glicemia a gennaio. Sarà inoltre distribuito un omaggio a tutte le signore.
L’iniziativa si inserisce nella campagna di prevenzione “DireFareCuore – un patto contro il rischio cardiovascolare”, resa possibile grazie al contributo di Teva Italia, azienda leader mondiale nel settore dei farmaci equivalenti.
“Una dieta corretta ed equilibrata è essenziale per la sua azione stabilizzante e curativa, che potrebbe aiutare a risolvere le forme di patologie meno gravi”, sottolinea la dottoressa Paola Angela Guagnini. “Una sana alimentazione è importante per rallentare o impedire lo sviluppo di varie patologie, quindi ha un’azione preventiva. Inoltre non sono da trascurare le interazioni che si instaurano tra le caratteristiche che contraddistinguono alcune patologie, e spesso anche quelle tra i farmaci utilizzati per controllarle, e certi cibi tanto da considerali come un veri e propri farmaci”.
Gli studi scientifici dimostrano infatti che ridurre il sovrappeso, mantenersi attivi e consumare più frutta e verdura consentono non solo di vivere più a lungo, ma anche di sentirsi meglio, prevenendo malattie cardiovascolari. Diagnosi precoce e controllo di malattie quali ipertensione, iperglicemia, sindrome metabolica, diabete e obesità hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione di scompenso cardiaco, ictus e infarto, che oggi, in Europa, sono causa del 48% dei decessi. E quando è necessario ricorrere a farmaci è bene ricordare che esistono gli equivalenti (o generici). A parità di qualità, sicurezza ed efficacia costano meno, assicurando un risparmio sia ai cittadini sia al Sistema Sanitario Nazionale.
Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morte nei Paesi industrializzati. Ipertensione arteriosa, iperglicemia, coronaropatie e vasculopatie, infarto e ictus sono patologie spesso invalidanti, destinate a crescere a causa dell’aumento dell’età media. Si stima che gli ipertesi nel nostro Paese siano più di 12 milioni. Ne conseguono circa 195mila episodi di ictus ogni anno (uno ogni 4 minuti e, in 12mila casi, si tratta di persone con meno di 45 anni) e 160mila infarti.
I farmaci equivalenti (detti anche farmaci generici), pur avendo lo stesso principio attivo, presente alla medesima dose, la stessa forma farmaceutica, la stessa via di somministrazione e le stesse indicazioni terapeutiche del farmaco originale, costano meno, per motivi indipendenti dalla qualità del prodotto, legati alla commercializzazione e sviluppo. Forniscono le medesime garanzie di sicurezza, efficacia e qualità dei farmaci originali ma ad un prezzo inferiore. Questo a tutto vantaggio delle tasche dei cittadini e del Sistema Sanitario Nazionale. Per maggiori informazioni: http://www.equivalente.it

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L’incertezza sul deficit fiscale

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2011

Bottom of Wall Street from FDR

Image by SheepGuardingLlama via Flickr

Londra. È improbabile che nei prossimi 18 mesi siano adottate le misure incisive per affrontare il problema dell’enorme debito fiscale degli Usa. E anche se la ripresa della crescita procede e si risolvesse il problema della crisi del debito dell’eurozona, ciò creerà per gli investitori un clima di grande incertezza, avverte Stephen Walsh, CIO di Western Asset Management. Walsh, che supervisiona investimenti nel reddito fisso per 433 miliardi di dollari* presso Western, il più grande gestore del reddito fisso di Legg Mason, dubita che il governo e i legislatori americani saranno in grado di contrastare efficacemente le paure del mercato riguardo al deficit e di implementare le necessarie riforme strutturali pro-crescita prima del marzo-aprile 2013. “I democratici e i repubblicani non riescono a mettersi d’accordo su niente e le politiche proposte finora hanno orizzonti troppo brevi”. “È poco probabile che prima delle elezioni del 2012 e dell’insediamento del nuovo Congresso nel gennaio 2013 accada qualcosa di importante nella politica fiscale americana. E anche successivamente, quando i partiti avranno superato le procedure post elezioni, dubito che riusciranno a trovare un accordo prima del marzo-aprile 2013 su politiche concrete tese a ridurre il deficit. Ciò non può che creare una grande paura nei mercati e un ambiente di notevole incertezza che si protarrà per un periodo di tempo prolungato”. Walsh e gli esperti di Western sono dell’avviso che i passi intrapresi finora, come, per esempio, i tagli una tantum e temporanei in certi capitoli specifici, non avranno implicazioni a lungo termine sulla crescita. Piuttosto che concentrarsi solo su politiche fiscali di austerity, occorrerebbe invece un consenso trasversale tra i partiti per riuscire a esperire misure di lungo respiro tese a ridare vigore all’economia americana. “I partiti devono trovare un terreno comune per risolvere i problemi a lungo termine, in altre parole, una riforma strutturale della previdenza, nonché politiche fiscali concepite per sostenere la crescita e non solo per imporre l’austerità”.
Nonostante questa incertezza sulle prospettive fiscali, Walsh ritiene che l’economia Usa riuscirà probabilmente a evitare una recessione nel 2012, anche se le sue aspettative per la crescita restano basse. “Sostanzialmente riteniamo che la ripresa negli Stati Uniti e nel mondo continuerà anche se a un ritmo molto debole”, conclude Walsh. “A nostro avviso, negli Stati Uniti, la crescita nella prima parte del 2012 non supererà l’1-2%. I rischi di una tendenza dell’economia verso il basso sono ultimamente aumentati parecchio, ma non prevediamo un precipitare nella recessione”.

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Securing EU10 Economic Recovery Amid Headwinds

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2011

The member states of the Medieval Livonia and ...

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WARSAW.The economic recovery of the EU10 countries was well on track in the first half of 2011, but has moderated in the second half of 2011 in response to the deterioration of the external environment, according to the World Bank’s latest EU10 Regular Economic Report, launched today in Warsaw. According to the report, progress has been difficult to achieve in some areas, although the EU10 countries have shown remarkable resilience in others. Strong points in 2011 include solid EU10 growth; fast rebounds in Estonia, Lithuania, and Latvia; and significant reductions in fiscal deficits in most EU10 countries. These achievements are impressive, as they have come in spite of the challenging external environment. Growth of the global economy is now losing momentum and the expansion of the EU15[2] is expected to slow down further in 2012. Since the EU10 is closely tied through production, trade, and finance with the EU15, growth in the EU10 is also projected to weaken, but is set to remain higher than in the EU15.

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Pensionati: l’anello debole

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2011

"A sud di nessun nord" / South of no...

Image by emilius da atlantide via Flickr

Se parliamo degli over sessantenni che fino a qualche giorno fa potevano staccare la spina e pensionarsi e con essi tutti gli altri “over” che in Italia raggiungono la bella cifra di 18 milioni, ovvero un terzo della popolazione complessiva, dobbiamo sottolineare al riguardo che stanno diventando una fascia sempre meno gradita nella considerazione di chi ci governa. Ma sia chiaro. C’è sempre qualcuno di costoro che fa eccezione e pur canuto e avanti nell’età esce dal coro dei “ragazzi da casa di riposo o da frequentatori di giardinetti” perchè alberga nei piani alti del potere, dispone di ampie risorse economiche, ha saputo ritagliarsi un posticino nel palazzo della politica. Ma quanti potranno essere? Ventimila, trentamila contro i 18 milioni di coloro che si trovano in ben altra posizione? Ebbene per questa esigua minoranza gli altri anziani non ne traggono conforto ma rischiano di subire i mugugni di quei giovani che si sentono estraniati dal lavoro, dalla carriera, per quei bacucchi che fanno come quel certo signore in politica che “resiste, resiste, resiste e… resiste ancora, tanto, dice lui, vivrò fino a 120 anni. Per costoro e non con costoro 18 milioni di italiani se la vedranno sempre più brutta anche se la vita è una ruota e chi oggi sbraita contro gli anziani vorrei vederlo fra 40-50 anni se è dello stesso parere. Ma in fatto di anelli deboli la società in generale, e quella italiana in particolare, ne ha fin troppi. Esiste una povertà diffusa che tocca il fondo con milioni di persone, e non solo anziani, purtroppo. Esiste un precariato che rende incerto l’avvenire dei giovani. Esiste una disoccupazione sempre più diffusa e che se scolpisce un lavoratore trentenne può essere preoccupante ma diventa una tragedia per un cinquantenne. E poi le famiglie monoreddito alle prese con i figli, i costi dell’istruzione, dell’assistenza, dell’alimentazione, dell’abitazione, dell’abbigliamento, ecc. E sono milioni di persone che fanno dire agli statisti che rappresentano l’80% della popolazione italiana che beneficia del 30% delle risorse disponibili mentre il restante 20% può attingerne il 70%. Tutti costoro se senza sbavature votassero per un solo partito potrebbero trasformarlo in forza di maggioranza del paese ed essere legittimati a governarlo a pieno titolo. Ma non è così. L’arte dei potenti sta nella capacità di sfruttare e di asservire e coloro che subiscono tali e tante vessazioni invece di reagire sperano solo di raccattare qualche briciola dai loro lauti pasti. E allora non si tratta di una guerra di genere, di giovani contro anziani, ma di ricchi contro i poveri, ma la democrazia ci insegna che le maggioranze contano poco se non sono coscienti di esserlo, se non riescono ad essere compatte e ad avere la consapevolezza che solo numericamente si può essere forti e dominanti per dettare le condizioni nella formazione di una società più giusta e più equa. Alla fine non meravigliamoci più di tanto se Monti ignora i pensionati, salvo chiedere loro nuovi sacrifici, perchè la colpa non è sua ma nostra e chi è causa del suo mal… (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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