Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Pensionati: l’anello debole

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2011

"A sud di nessun nord" / South of no...

Image by emilius da atlantide via Flickr

Se parliamo degli over sessantenni che fino a qualche giorno fa potevano staccare la spina e pensionarsi e con essi tutti gli altri “over” che in Italia raggiungono la bella cifra di 18 milioni, ovvero un terzo della popolazione complessiva, dobbiamo sottolineare al riguardo che stanno diventando una fascia sempre meno gradita nella considerazione di chi ci governa. Ma sia chiaro. C’è sempre qualcuno di costoro che fa eccezione e pur canuto e avanti nell’età esce dal coro dei “ragazzi da casa di riposo o da frequentatori di giardinetti” perchè alberga nei piani alti del potere, dispone di ampie risorse economiche, ha saputo ritagliarsi un posticino nel palazzo della politica. Ma quanti potranno essere? Ventimila, trentamila contro i 18 milioni di coloro che si trovano in ben altra posizione? Ebbene per questa esigua minoranza gli altri anziani non ne traggono conforto ma rischiano di subire i mugugni di quei giovani che si sentono estraniati dal lavoro, dalla carriera, per quei bacucchi che fanno come quel certo signore in politica che “resiste, resiste, resiste e… resiste ancora, tanto, dice lui, vivrò fino a 120 anni. Per costoro e non con costoro 18 milioni di italiani se la vedranno sempre più brutta anche se la vita è una ruota e chi oggi sbraita contro gli anziani vorrei vederlo fra 40-50 anni se è dello stesso parere. Ma in fatto di anelli deboli la società in generale, e quella italiana in particolare, ne ha fin troppi. Esiste una povertà diffusa che tocca il fondo con milioni di persone, e non solo anziani, purtroppo. Esiste un precariato che rende incerto l’avvenire dei giovani. Esiste una disoccupazione sempre più diffusa e che se scolpisce un lavoratore trentenne può essere preoccupante ma diventa una tragedia per un cinquantenne. E poi le famiglie monoreddito alle prese con i figli, i costi dell’istruzione, dell’assistenza, dell’alimentazione, dell’abitazione, dell’abbigliamento, ecc. E sono milioni di persone che fanno dire agli statisti che rappresentano l’80% della popolazione italiana che beneficia del 30% delle risorse disponibili mentre il restante 20% può attingerne il 70%. Tutti costoro se senza sbavature votassero per un solo partito potrebbero trasformarlo in forza di maggioranza del paese ed essere legittimati a governarlo a pieno titolo. Ma non è così. L’arte dei potenti sta nella capacità di sfruttare e di asservire e coloro che subiscono tali e tante vessazioni invece di reagire sperano solo di raccattare qualche briciola dai loro lauti pasti. E allora non si tratta di una guerra di genere, di giovani contro anziani, ma di ricchi contro i poveri, ma la democrazia ci insegna che le maggioranze contano poco se non sono coscienti di esserlo, se non riescono ad essere compatte e ad avere la consapevolezza che solo numericamente si può essere forti e dominanti per dettare le condizioni nella formazione di una società più giusta e più equa. Alla fine non meravigliamoci più di tanto se Monti ignora i pensionati, salvo chiedere loro nuovi sacrifici, perchè la colpa non è sua ma nostra e chi è causa del suo mal… (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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