Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 20 novembre 2011

Passera e il conflitto di interessi

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

FONDAZIONE FILARETE LANCIO CON CORRADO PASSERA

Image by Michele Ficara Manganelli via Flickr

Corrado Passera è presidente della Società Autostradale Brescia-Padova (meglio nota come Serenissima). Al momento della fusione della Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno in Unicredit, quest’ultima eredita una quota del 20% della Serenissima. Biasi (monarca da quasi vent’anni della banca e della fondazione che non sono organismi privati in senso stretto) non riuscendo ad utilizzarla per un controllo sostanziale sulla società, la mette in vendita. Si fa avanti il finanziere bresciano Gambari (un passato con vicende penali di natura tributaria), che non avendo i 200 milioni di euro richiesti li deve prendere a prestito. Sapete chi glieli dà? Il Gruppo Intesa, guidato da Passera: siamo nel 2004 ma le cose non vanno come dovrebbero andare, in particolare nella società Infracom, che fa capo a Gambari, il quale non trova di meglio che coinvolgervi Serenissima, con operazioni assai discutibili anche attraverso paradisi fiscali, fino a rischiare di trascinarla nello stato di decozione della società, di cui l’autostrada si fa garante nei confronti di Intesa San Paolo. Risultato: alla fine della giostra in soccorso di Gambari entra in campo ancora Passera. Lo scorso anno infatti Biis-Banca infrastrutture innovazione e sviluppo, braccio operativo di Intesa Sanpaolo che Corrado Passera ha affidato all’ amministratore delegato Mario Ciaccia, rileva il 66% circa delle quote di Invester, la holding con cui l’imprenditore bresciano controlla il 25% dell’Autostrada Brescia Padova. Complessivamente Intesa Sanpaolo, che ha già in portafoglio il 6% di Serenissima, viene a detenere così il 31% del capitale. Secondo Gambari, Biis, che è specializzata nel settore delle infrastrutture, può dare un forte impulso al piano di efficienza. Intesa Sanpaolo fornirà le risorse finanziarie necessarie per ricapitalizzare la concessionaria Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, che sarà chiamata nei prossimi anni a realizzare un importante programma di investimenti. E l’amministratore delegato Ciaccia dichiara: «Oggi abbiamo definito un capitolo importante per favorire lo sviluppo in Serenissima che rappresenta un asse autostradale essenziale e strategico per il nord-est …».
D’altronde Intesa Sanpaolo ha messo in campo con la Biis una vera e propria banca dedicata alle infrastrutture, con la quale ha collezionato una serie di partecipazioni e progetti con notevole impiego di risorse. Infatti Passera già da qualche anno auspica il varo di un progetto di ampio respiro, in grado di mobilitare risorse per 250 miliardi in un quinquennio, pari a13% del Pil, da reperire attraverso recuperi di sprechi sulla spesa pubblica, miglior utilizzo di fondi Ue, lotta all’evasione e altre misure ad hoc senza appesantire il bilancio dello Stato. Un progetto di stampo keynesiano che finora non ha trovato risposta nella politica economica ma che è completamente condiviso da Palenzona, anch’esso considerato un uomo delle infrastrutture per i suoi molteplici impegni in questo campo, sia attraverso Unicredit sia con la presidenza di Aeroporti di Roma che sta portando avanti faticosamente il mega progetto di Fiumicino per le Olimpiadi del 2020. Al riguardo non dimentichiamo che la Brebemi (Brescia-Bergamo-Milano), ha nel Gruppo Intesa il socio di riferimento, ed ha deliberato un maxi aumento di capitale funzionale a proseguire la costruzione dell’arteria autostradale tra Milano e Brescia. Biis è anche socia di Tem (Tangenziale esterna Milano). Non si deve poi dimenticare che nel 2003, con Riccardo Illy e Giancarlo Galan a capo delle rispettive regioni e con Mediobanca advisor finanziario, venne lanciato il progetto “Autostrade del Nord”, fortemente sponsorizzato da Passera. Probabilmente rientra in un tale progetto anche ciò che in quegli anni avviene, cambiando orizzonte geografico, sull’asse Milano-Genova. Anche nella vicenda delle vendita del 15% della dell’Autostrada Serravalle dal Gruppo Gavio alla Provincia di Milano (Presidente Penati oggi ben noto alle cronache giudiziarie) entra di prepotenza Passera. E’ lui che fornisce ad Asam i 240 milioni di euro necessari per l’operazione: in cambio si prende in pegno il 53% di quote in mano alla Provincia e nomina un suo uomo, il vicepresidente di Intesa Bracchi. Per ridurre il debito la Provincia di Milano venderà poi le quote che possiede della Serenissima (ma guardate un po’) alla stessa Serravalle (così Passera le controllava avendola in pegno).
Per finire il Gruppo Intesa possiede il 2% circa di Atlantia (che controlla Autostrade Spa).
Oggi Corrado Passera, come Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, detiene il potere della vigilanza sulle concessionarie autostradali. Come è possibile che il Presidente del Consiglio Monti, che è stato in Europa rigoroso garante delle regole della concorrenza, finga di non sapere che in nessun Paese europeo, e meno che meno negli Stati Uniti, un manager, appena uscito da vicende come questa, mai avrebbe potuto ricoprire un tale incarico per un evidente ed insormontabile conflitto di interessi? Una cosa del genere sarebbe stata possibile solo dopo alcuni anni dall’abbandono degli incarichi ricoperti. Abbia per lo meno la saggezza di ritirare le deleghe sulla vigilanza alle concessionarie autostradali attribuendole ad altro Ministro o tenendole egli stesso per sé. (Antonio Borghesi deputato)

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Tourism in fostering regional integration in the Americas

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

Colombian diplomat and former minister of econ...

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Ortaleza, Brazil, 28- 29 November 2011. The Inter-American Development Bank (IDB), the World Tourism Organization (UNWTO) and the Government of Ceará, Brazil, will bring together international and national experts to debate the impact of tourism on development, social inclusion and regional integration in the Americas The conference will focus on the relationship between the economic impact of tourism and social inclusion, regional integration, mega sporting events and natural and cultural heritage.
The event, organized with the support of the Government of Brazil and the Banco do Nordeste (BNB), will count on the participation of high profile speakers, including the President of the IDB, Luis Alberto Moreno, UNWTO Secretary-General, Taleb Rifai, and the Minister of Tourism of Brazil, Gastão Vieira, as well as other ministers of tourism from Latin America. The Conference is a major step towards consolidating the cooperation between the IDB and UNWTO, as well as a platform to strengthen multilateral and bilateral coordination and joint tourism development strategies in the region.

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Primo aeromobile Continental Airlines

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

Boeing 767-400ER, fleet of Continental Airline...

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United Continental Holdings, Inc. (NYSE:UAL) ha annunciato che il primo aeromobile Continental Airlines dotato di posti Economy Plus è entrato in esercizio, mettendo a disposizione dei passeggeri di Continental oltre 10 centimetri di spazio supplementare per le gambe nelle prime file della cabina Economy. L’aeromobile, un Boeing 767-400, disporrà inoltre di nuove poltrone flat-bed in BusinessFirst e di nuovi monitor touch screen, posizionati sullo schienale della poltrona antecedente, in Economy. L’aeromobile sarà anche il primo della flotta Continental a mettere a disposizione l’apprezzatissimo “Channel 9”, un canale collegato con il controllo del traffico aereo. I passeggeri di entrambe le cabine disporranno inoltre di un avanzato sistema audio/video on demand e di presa di corrente integrata su ciascuna poltrona. “La fusione di United e Continental è un’opportunità straordinaria di creare una compagnia con prodotti e servizi di qualità che i passeggeri apprezzino e per i quali siano disposti a pagare”, ha dichiarato Jim Compton, Executive Vice President e Chief Revenue Officer di United Continental Holdings. “I passeggeri di United che viaggiano in Economy Plus ci raccontano costantemente che sono più soddisfatti della loro esperienza di viaggio, e siamo entusiasti di estendere questa opzione a un maggior numero di passeggeri della nuova United”. United ha introdotto Economy Plus nel 1999. Oggi, la compagnia mette a disposizione questi posti con spazio supplementare per le gambe su tutti gli aeromobili mainline e su oltre 150 tra i più grandi jet regionali di United Express. Quando la compagnia avrà terminato l’installazione di Economy Plus sugli aeromobili Continental e sugli aeromobili regionali Q400, la flotta della nuova United disporrà di oltre 40.000 posti Economy Plus, garantendo ogni giorno ai passeggeri oltre 122.000 posti di classe Economy con spazio extra per le gambe, più di qualsiasi altra compagnia al mondo. I passeggeri con status Elite nei programmi frequent flyer MileagePlus di United e OnePass di Continental possono confermare, quando disponibile, l’assegnazione gratuita di un posto Economy Plus. I passeggeri possono acquistare un posto Economy Plus su aeromobili United e United Express tramite il sito united.com, tramite unaddetto alle prenotazioni o mentre effettuano il check-in, sia on-line che in aeroporto. I passeggeri prenotati su voli Continental che propongono Economy Plus possono acquistare questa tipologia di posto, se disponibile, in fase di check in. Nel 2012, quando la compagnia avrà riequipaggiato un maggior numero di aeromobili Continental, i passeggeri potranno acquistare posti Economy Plus su voli operati da Continental sia on-line che tramite un addetto alle prenotazioni. L’estensione di Economy Plus agli aeromobili Continental è parte del piano di investimento di oltre 550 milioni di dollari che la compagnia ha varato per miglioramenti al prodotto di bordo e che prevede l’introduzione di nuove poltrone flat-bed nelle cabine premium, di cappelliere più capienti e di migliorate opzioni di intrattenimento. Le nuove poltrone flat-bed sono oggi disponibili su oltre 125 aeromobili. Inoltre, più di 160 aeromobili dispongono diUnited Continental Holdings, Inc. (NYSE: UAL) è la società holding sia per United Airlines che per Continental Airlines. Insieme a United Express, Continental Express e Continental Connection, queste compagnie operano in media 5.675 voli al giorno verso 372 aeroporti in 6 continenti dai loro hub di Chicago, Cleveland, Denver, Guam, Houston, Los Angeles, New York/Newark Liberty, San Francisco, Tokyo e Washington. D.C. United e Continental sono membri di Star Alliance, che mette a disposizione 21.200 voli al giorno verso 1.185 aeroporti in 185 paesi. United e Continental hanno dipendenti (oltre 80.000 in totale) residenti in ciascuno degli stati degli Stati Uniti e in molte nazioni del mondo. Ulteriori informazioni su United Continental Holdings, Inc. sono disponibili sul sito UnitedContinentalHoldings.com.

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Il governo di Banca Intesa

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

Alessandra Mussolini, Italian conservative pol...

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Così lo ha definito l’on.le Alessandra Mussolini ed è anche il mio pensiero. Per la seconda volta nel giro di 24 ore ho dovuto dare ragione ad un partito di sinistra e ora a destra. Di certo la situazione è grave anche perché mi sembra strano che circa mille parlamentari, ad eccezione della Lega, non abbiano avuto la consapevolezza che l’Italia politica sia stata commissariata e di brutto. Hanno incominciato a farlo il Consiglio europeo seguito dalla Commissione europea e poi ancora la Bce, il Fondo monetario internazionale e perfino il governo statunitense. Poi, come se non bastasse, hanno preteso un nuovo governo considerando l’amministrazione italiana come una sorta di società per azioni che in odore di fallimento fosse necessario preservarla con un concordato preventivo che è, come noto, una procedura concorsuale attraverso la quale l’impreditore-Stato ricerca un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito. Ma non basta. A gestire questa fase critica è stato imposta la presenza di un rappresentante delle banche creditrici (in questo caso l’amministratore delegato di Intesa-San Paolo Corrado Passaro) ed è indubbio che in questa evenienza si guarderà poco per il sottile pur di tutelare i capitali privati insidiati, ad avviso degli istituti di credito, dai tanti miliardi di titoli di stato depositati nei loro forzieri e che rischiano di perdere valore. Nell’insieme si tratta di una vera e propria task force che mette in ginocchio la politica, la democrazia, l’orgoglio nazionale, la tutela delle parti più deboli della società in nome del Dio denaro. E tutti sembrano se non proprio felici di certo rassegnati. Ma ci vogliamo rendere conto del come siamo caduti in basso? Del come ci siamo ridotti? Abbiamo avuto a ripetizione dei diktat umilianti attraverso i quali abbiamo buttato letteralmente alle ortiche la nostra sovranità e la nostra indipendenza economica. E tutto questo lo dobbiamo in primis a Silvio Berlusconi che pur di mantenersi a galla ha ignorato, già tre anni fa, i numerosi segnali d’allarme che provenivano dai mercati e alla fine ha fatto incancrenire la situazione e oggi, come se nulla fosse, si propone come “salvatore della patria”. Ciò che fa specie in questa circostanza non è Berlusconi ma il sistema Italia che continua a dargli credito e quasi plaude alla sua idea di continuare a calcare il palcoscenico della politica. In secundis è da deplorare l’atteggiamento delle opposizioni che invece di presentare un piano alternativo, una capacità di governare la crisi, si divide in tanti distinguo e finisce con il fare la parte di un’armata Brancaleone nella quale si discute di tutto fuorché di un’alternanza credibile al berlusconismo. E’ uno spettacolo tra il surreale e il comico ma diventa tremendamente serio se si pensa che noi stiamo recitando il de profundis dello stato sociale e tutto quel che ne segue e rischiamo di diventare una colonia nelle mani della finanza internazionale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Governo Monti: Dalla padella alla brace

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

(terza parte) Una nota a parte la scrivo con il Pmli nei confronti di coloro che hanno votato e accreditato il governo Monti e ci riferiamo, in particolare, all’area di centro sinistra che ha tradito se stessa incarnando un ruolo diverso da quello che dovrebbe, naturalmente, appartenergli nella difesa degli interessi delle aree sociali più sensibili. Qui non parlo più né di comunisti né più in generale di sinistra poiché sono convinto con Cacciari che la nostra società ha solo due classi: quella di chi ha e quella di chi è. E noi che siamo e non abbiamo non possiamo accettare che pur affratellati nel comune destino dell’essere dobbiamo accettare l’anomalia di quanti appartengono alla nostra area per censo ma ci tradiscono per pochezza di spirito. Si sono macchiati di un crimine politico, sociale e istituzionale. Non è accaduta la stessa cosa al “movimento studentesco, che ha compreso subito la natura di classe, le funzioni e gli scopi del governo Monti ed è immediatamente sceso in 60 piazze d’Italia per denunciarne la mistificazione. Sicuramente anche il movimento operaio ha la stessa consapevolezza, ma tarda a seguire l’esempio delle studentesse e degli studenti. Ma prima o poi, sviluppandosi la macelleria sociale e la politica di lacrime e sangue, è inevitabile che si renderà conto del peso che graverà sulle loro teste”. A questo punto come uscirne? Io so indicare una sola strada, forse tremendamente lunga ed irta di ostacoli, che è quella culturale, perchè dobbiamo sentirci parte della comune natura e appartenenza per acquistare la convinzione che siamo l’espressione di una grande maggioranza, che siamo antesignani al nostro futuro e che in quel futuro non potranno avere diritto d’esistere due distinte identità tra l’essere e l’avere e che necessariamente saranno proiettate verso una sola. Questo non è solo un auspicio, ma una certezza se vogliamo dare un futuro al genere umano. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Governo Monti: Dalla padella alla brace

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

(Seconda parte). Scrive in una nota il Pmli: “Il programma che Monti ha presentato al parlamento è di chiara matrice capitalista e liberista, coerente con quello che l’Ue e la Banca centrale europea hanno imposto all’Italia e che già il governo Berlusconi aveva cominciato ad attuare. Nessuna discontinuità, dunque. Ci sono le privatizzazioni, le liberalizzazioni, il taglio alla spesa pubblica, il taglio alle pensioni (passaggio per tutti al contributivo e abolizione delle pensioni di anzianità?), la “riforma” del “mercato del lavoro”, libertà di impresa, lo svuotamento del contratto nazionale di lavoro, il modello di relazioni industriali mussoliniane introdotto da Marchionne, il massacro dell’istruzione pubblica stabilito dalla “riforma” Gelmini, il pareggio di bilancio in Costituzione, di cui ora si chiede addirittura una società privata che vigili sulla sua applicazione, il federalismo fiscale, la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, la svendita del patrimonio pubblico, le infrastrutture con il coinvolgimento dei capitali privati, una possibile nuova manovra finanziaria di 20 miliardi, licenziamenti facili per i nuovi assunti secondo la ricetta Ichino (PD). Per i giovani “mobilità a scala europea”, ossia emigrazione. Non una parola sul Mezzogiorno, sulla messa in sicurezza del territorio e delle scuole. Non una parola sulla riduzione della spesa militare e di quella delle grandi opere. Non una parola sulla tassazione delle rendite e sulle transazioni finanziarie. Solo mezze parole per la patrimoniale. C’è da mettersi le mani nei capelli se poi si tiene presente che il neoministro dell’ambiente, tutela del territorio e del mare Corrado Clini si è detto favorevole alla Tav della Val di Susa, al Ponte sullo Stretto, al nucleare e alle ogm. Se il buon dì si vede dal mattino è più che sicuro che questo governo procederà senza indugio, sia pure con accortezza e gradualità, nella macelleria sociale e istituzionale, smantellando i residui dello “Stato sociale” e riducendo ulteriormente i diritti di parte. Monti ha dichiarato che i sacrifici saranno “equi”. Una colossale menzogna. Perché i sacrifici sono sacrifici, e mai giusti nel capitalismo, perché a farli sono soltanto i lavoratori, i pensionati e le masse popolari, servono solo a ingrassare i padroni, a favorire i profitti dei capitalisti e arricchire i banchieri e i finanzieri”. In tutto questo io vi intravedo un solco sempre più profondo tracciato dalle minoranze che si sentono sempre più sicure di trovarsi al cospetto di masse sempre più prone ad accettare la loro condizione di sudditanza sociale e civile perché drogate dal martellante imperio delle logiche di mercato, dall’assordante tam tam dei media e dal clamore dei cortigiani di turno che si vendono per un piatto di lenticchie. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Governo Monti: Dalla padella alla brace

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

Mario monti

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(Prima parte) Riprendo in parte quanto mi ha scritto la redazione del Pmli soprattutto sui punti che ritengo condivisibili.Un argomentare che ho suddiviso in tre parti. Incomincio dalla figura di Mario Monti, apprezzato economista secondo la “vulgata” corrente. Per questo, a differenza di chi si profonde in critiche con venature ideologiche, affermo ciò che appare più evidente. Monti è l’interfaccia del mondo capitalistico, delle sue logiche e dell’idea che occorra ridurre sempre di più, nel governo della politica, l’idea del pubblico per offrire maggiori spazi di manovra al privato. Cosa significa? Prendiamo un esempio: la sanità pubblica. Si deve dimostrare per prima cosa che essa non funziona e che solo quella privata può soddisfare le esigenze dei cittadini. E’ vero? No è falso per il semplice motivo che il privato, come accade negli Usa, si rivolge solo all’area del benessere mentre il diritto alla salute è di tutti e per tutti. La salute, infatti, è una condizione primaria che lo stato deve farsene carico integralmente. Il suo impegno, quindi, deve essere quello di favorire l’azione pubblica senza impaludarla di carichi burocratici economicamente onerosi. Ma il discorso si deve rendere ancora più ampio partendo dalla convinzione che esistono dei valori irrinunciabili che partono dal diritto alla vita e si dilatano in quello del vivere. In altri termini la società moderna ed evoluta deve poter garantire indistintamente a coloro che vengono al mondo condizioni di equità sociale e di giustizia distributiva riguardo le risorse disponibili. I punti salienti sono quelli fondanti: alimentazione, istruzione, lavoro, abitazione, previdenza e assistenza.
Sotto questo profilo Berlusconi prima e Monti oggi non si possono considerare dei garanti nel ricercare nella mano pubblica la riposta alla tutela degli interessi primari dell’essere umano e del suo vivere in società. Ma la verità è anche che i loro contraddittori di ieri e di oggi hanno fatto ben poco per richiamarsi ad una società aperta alla solidarietà civile nel governo della cosa pubblica. Questo spiega la ragione per la quale tutto l’arco di rappresentanza partitica, oggi esistente nel nostro Parlamento, si muove seguendo la stessa logica del capitalismo e della sua filosofia dell’avere per essere. Così ci troviamo divisi non tanto e non solo per schieramenti politici ma per quella che è la reale condizione nella quale possiamo dire che su 7 miliardi di persone solo 500 milioni possono godere i frutti della terra e per costoro i restanti sono condannati all’emarginazione sia pure graduata da livelli di povertà e di mediocrità.
E allora per rispondere al giusto risentimento del Pml ma esteriorizzando il concetto in modo diverso occorre soggiungere che prima di guardare il fuscello nell’occhio dell’altro bisogna riflettere sulla trave che si sta infilzando in quello nostro. Significa anche che dobbiamo dimostrare ciò che affermiamo prima ancora di enunciarlo perchè la vera rivoluzione non è quella che si fa ma quella che è in noi nel concepire la vita in un modo in luogo di un altro. E il nostro nemico dichiarato sta nella incapacità delle masse di saper maturare la realtà che li circonda e la consapevolezza che occorra invertire i termini e affermare che è l’essere e non l’avere il principio e non la fine della nostra condizione, del nostro vivere in comune. In altri termini l’uomo vive perchè è e non perchè ha, ma è un profilo che trova non pochi ostacoli per aprirsi alla nostra consapevolezza perchè è questa la vera e più grande rivoluzione di tutti i tempi e segnerebbe il passaggio per l’homo novus. Se questo percorso ci è, in qualche modo, impedito, la dittatura delle minoranze non mancherà di esprimere i suoi imbonitori di turno, reale e intangibile oppio dei popoli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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