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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 27 novembre 2011

Riccardo Muti e residenza fiscale

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Riccardo Muti nach einer Opernaufführung der S...

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“Ho la residenza in Italia e so che molti miei colleghi, direttori, registi e cantanti, non hanno la residenza in Italia; E’ una loro scelta e ognuno è libero di fare quello che vuole. Però non sopporto chi poi polemizza contro la politica e i ministri. Non si può tenere la residenza fuori dall’Italia e poi sputare sul proprio paese”. Lo ha detto ai microfoni di Armando Torno per Radio 24 il maestro Riccardo Muti parlando del premio a lui conferito Premio “Paolo Borsellino, eroe italiano”, “per gli altissimi meriti artistici e morali”. Stasera Muti inaugurerà la stagione dell’Opera di Roma dirigendo il verdiano Macbeth, trasposizione in musica della tragedia scespiriana sulla tirannide che cade grazie all’eroismo del popolo insorto, al Teatro dell’Opera di Roma che qualche mese fa ha nominato Muti «direttore onorario a vita del teatro». “E’ chiaro che questo premio verrà tassato, (Paolo Borsellino, ndr) ma sono comunque contento di avere la residenza fiscale in Italia” conclude il direttore a Radio 24. (Chioda Maria Luisa)

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Successo orchestra Rai

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Bratislava

Image by Richard Lehoux via Flickr

“Il successo dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nella sua importante tournée europea è – lo dico con una battuta – musica per le mie orecchie. Il grandissimo favore di pubblico e critica testimonia il prestigio che la compagine ha saputo guadagnarsi anche al di là dei confini nazionali. Questo, dunque, conferma quanto sostengo da tempo: l’Orchestra Sinfonica Nazionale è uno dei tratti distintivi e irrinunciabili per l’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo, è un’eccellenza culturale assoluta. Gli applausi ottenuti in due autentici templi della musica, come la Philharmonie di Berlino e il Musikverein di Vienna, mi rendono particolarmente orgoglioso”. Così il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha commentato il successo che ha accompagnato ieri sera, sabato 26 novembre, il concerto dell’Orchestra Rai, guidata dal suo Direttore principale Juraj Valčuha, al suo debutto al Musikverein di Vienna, la storica sala del Concerto di Capodanno, i cui 2100 posti erano tutti esauriti per l’occasione. Il programma prevedeva la Sinfonia dal Guglielmo Tell di Rossini, il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra con Evgenij Bozhanov solista, e la Sinfonia n. 3 di Rachmaninov. L’Orchestra, che ha ottenuto un successo trionfale, a fine concerto, come già a Friburgo e Berlino, precedenti tappe della tournée, ha offerto al pubblico viennese un fuori programma dall’intenso calore mediterraneo: l’Intermezzo dalla Cavalleria rusticana di Mascagni.
Questa sera, domenica 27 novembre, la tournée si conclude al Teatro Nazionale Slovacco di Bratislava, città natale del Direttore principale del’Orchestra Rai, Juraj Valčuha.

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Posizioni orbitali Astra per il Belgio

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Satellite image of Great Britain and Northern ...

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Roma SES (Euronext Paris e Luxembourg Stock Exchange: SESG) annuncia di aver siglato un accordo di capacità e uplink con M7 Group, l’operatore televisivo via satellite del Lussemburgo, secondo il quale il Gruppo trasmetterà contenuti dalla posizione orbitale ASTRA 19.2° Est. Il nuovo contratto di capacità su 19.2° Est verrà utilizzato per la diffusione Direct-to-Home (DTH) di canali francofoni sul mercato belga, tra i quali La Une e La Deux di RTBF, così come quelli di RTL quali RTL TVi, RTL Club e Plug RTL. Questi canali saranno inclusi nell’offerta TéléSAT, il brand per la televisione satellitare di M7 Group in Wallonia. A partire da gennaio 2012, M7 Group espanderà l’offerta TéléSAT sulla posizione a 19.2° Est, con l’arrivo del canale La Trois di RTBF. M7 Group offre servizi DTH ad oltre tre milioni di case nei Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia, utilizzando i brand CanalDigitaal, TV Vlaanderen, TéléSAT, AustriaSat, Skylink e CS Link. Per raggiungere questi diversi mercati europei, M7 Group attualmente utilizza quattro trasponder sulla posizione orbitale ASTRA 19.2°Est ed otto su ASTRA 23.5° Est.
Ferdinand Kayser, Chief Commercial Officer di SES, afferma: “L’accordo rafforza ulteriormente la già stretta e duratura partnership con M7 Group. Inoltre, ci consentirà di raggiungere un obiettivo importante: coprire il mercato DTH del Belgio francofono. Siamo orgogliosi di ospitare sui nostri satelliti i canali RTBF e Walloon RTL. In seguito alle recenti attività di espansione nei mercati del Benelux e dell’Europa Centrale e Orientale, M7 Group è ora uno dei nostri più grandi clienti. Siamo convinti che la nostra collaborazione continuerà ad essere vantaggiosa e proficua.” Hans Troelstra, Chief Operating Officer di M7 Group, aggiunge: “Siamo entusiasti di questo nuovo accordo di capacità per il Belgio. L’eccellente bouquet di canali e l’elevata qualità della distribuzione, grazie alla posizione 19.2° Est, sono di fondamentale importanza per servire il mercato DTH in lingua francese in Belgio. Inoltre, l’accordo ci consente di ampliare ulteriormente la nostra offerta nel prossimo futuro. SES si è dimostrato un partner valido e professionale, supportandoci nella nostra strategia di espansione verso mercati esistenti e nuovi. Siamo certi che la nostra collaborazione continuerà con successo.”

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Ecografia 3D per la diagnosi di Artrite Reumatoide

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Rimini. L’ecografia tridimensionale (ultrasonografia 3D) potrebbe modificare e migliorare l’approccio tradizionale all’ecografia muscolo-scheletrica in Reumatologia. È uno dei principali dati emersi in occasione XLVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Reumatologia in corso a Rimini (Palacongressi, 23-26 novembre), appuntamento di aggiornamento medico-scientifico che riunisce tutti i reumatologi italiani. E’ stato evidenziato che la metodica ultrasonografica tridimensionale può risultare utile per identificare precocemente le erosioni articolari in corso di Artrite Reumatoide e consentire al Reumatologo di intervenire tempestivamente con la terapia più idonea, evitando ritardi e progressione della malattia. “I recenti sviluppi nel campo dell’ecografia tridimensionale e i risultati ottenuti in altri settori della medicina, come ad esempio quello ostetrico-ginecologico o nefrologico, sono tali da spingerci a ipotizzare un suo utilizzo sempre più ampio in Reumatologia per aggiungere, attraverso lo studio volumetrico dei tessuti, elementi di valore pratico rispetto all’ecografia convenzionale – ha spiegato il Prof. Giovanni Minisola, Presidente della Società Italiana di Reumatologia e Direttore della Divisione di Reumatologia dell’Ospedale “San Camillo” di Roma – Inoltre, rispetto alla TAC, considerata una metodica di riferimento per l’individuazione delle erosioni ossee nell’artrite reumatoide iniziale, l’ecografia 3D presenta i vantaggi tipici dell’ecografia, vale a dire costi contenuti, rapidità di esecuzione e ripetibilità sullo stesso paziente, in assenza di esposizione a radiazioni. In generale, l’utilizzo dell’ecografia in Reumatologia consente lo studio delle anomalie morfologiche e strutturali dei tessuti molli in pazienti con sindromi dolorose distrettuali, la precoce identificazione della flogosi e del danno articolare e/o tendineo in pazienti con reumatismo infiammatorio cronico all’esordio, la valutazione dell’attività di sinovite ed entesite, il monitoraggio dell’efficacia della terapia e guida per l’esecuzione di procedure invasive. “L’ecografia è considerata attualmente una tecnica di fondamentale importanza nella valutazione dell’attività flogistica nelle artriti infiammatorie – ha continuato Minisola – In una singola immagine ecografica si può documentare l’attività del processo infiammatorio e i suoi effetti sull’integrità dei tendini, della cartilagine e dell’osso. L’applicazione dell’innovazione 3D consente di aggiungere ai vantaggi dell’ecografia quelli della valutazione tridimensionale dell’articolazione, con una minore dipendenza dall’operatore. Gli studi, per acquisire nuovi dati, proseguono presso i più prestigiosi centri italiani di ricerca reumatologici”.

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Libro di Massimo Zamorani

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

The first Corto Maltese adventure, Una ballata...

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Dalle navi bianche alla linea gorica Prefazione di Mario Cervi il 1941 e il 1943 quattro transatlantici della Marina mercantile italiana – Saturnia, Vulcania, Giulio Cesare e Caio Duilio – furono trasformati nelle cosiddette Navi Bianche per riportare in patria dall’Africa Orientale migliaia di civili rinchiusi nei campi di concentramento britannici: donne, anziani, invalidi e tantissimi bambini. Tra questi c’era anche Massimo Zamorani che racconta il viaggio epico vissuto in prima persona, a quindici anni, attraverso mari invasi dai sommergibili in guerra. Come altri giovani rimpatriati – fra questi anche l’allora sconosciuto Hugo Pratt, futuro creatore di Corto Maltese – Zamorani si arruolò poi come volontario nell’esercito della Repubblica Sociale e combatté sulla Linea Gotica dove, dato disperso in combattimento, finì ancora una volta prigioniero in Algeria e poi a Taranto. Pagine 244 (testo: 234 + inserto: 1/10) 16,00 Codice 14128Y EAN 978-88-425-4377-0

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Summit dialisi peritoneale

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Roma. La scelta del trattamento curativo più appropriato per un paziente affetto da insufficienza renale grave non deve dipendere esclusivamente da valutazioni di carattere clinico, bensì può e deve tener conto degli aspetti psicologici, emotivi e delle necessità del paziente, puntando così a fornire una terapia che può davvero definirsi personalizzata sulla base delle sue necessità ed aspettative di vita. In questo contesto, quindi, occorre conoscere e valutare accuratamente l’approccio dialitico più opportuno, valutando le peculiarità della Dialisi Peritoneale o domiciliare. E’ questo lo spirito con il quale sono riuniti a Roma oltre 150 nefrologi italiani, chiamati da Fresenius Medical Care ad un confronto sulle prospettive di questa tecnica dialitica che in Italia, rispetto ad altri paesi occidentali, risulta essere poco diffusa, sebbene presenti nei pazienti non critici, vantaggi sia in termini di qualità della vita sia di sicurezza ed impatto per la spesa sanitaria.
L’incontro di Roma ha inoltre permesso di presentare i più recenti risultati – sia clinici sia tecnologici – ottenuti da P3 Expanded, un nuovo approccio terapeutico per la Dialisi Peritoneale, appositamente studiato per migliorare la qualità di vita dei pazienti, prolungando al tempo stesso ed in modo sicuro il tempo di trattamento con le metodiche PD.
Si tratta di una soluzione integrata grazie alla quale le migliori tecnologie disponibili (sistemi di connessione, soluzioni biocompatibili e appositi software per il modelling della prescrizione) permettono al paziente di sottoporsi ad un trattamento dialitico più efficace, sicuro e in grado di preservare al meglio e più a lungo sia la funzionalità della membrana peritoneale che quella residua dei propri reni. Inoltre, il software di controllo e di gestione utilizzato in P3 Expanded, consente al paziente una monitorizzazione continua sull’andamento della terapia e della sua personalizzazione a seconda delle esigenze cliniche.
Questo approccio alla cura del paziente, dapprima definito P3, viene ufficialmente introdotto in Italia con una nuova veste definita P3 Expanded, in occasione dell’evento PD@FME in corso di svolgimento a Roma. P3 Expanded è frutto dell’arricchimento del precedente approccio terapeutico e del portafoglio terapeutico introdotto grazie all’acquisizione della Dialisi Peritoneale Gambro avvenuta ad inizio anno.
Nella Dialisi Peritoneale, come noto, il peritoneo, la membrana che riveste la cavità addominale, viene utilizzato come membrana dializzante. Attraverso l’introduzione di una soluzione dialitica, il peritoneo funziona da filtro naturale trattenendo le impurità e i liquidi in eccesso, i quali sono successivamente estratti attraverso un catetere impiantato nell’addome del paziente.
La Dialisi Peritoneale offre un’aspettativa di vita assolutamente sovrapponibile a quella della emodialisi garantendo una miglior qualità di vita ed una miglior gestione del tempo del paziente. In questo momento di crisi finanziaria e di necessità di ottimizzazione delle risorse, il collocamento a domicilio del paziente per una terapia renale sostitutiva con tutte le attenzioni e le sicurezze possibili, rappresenta un vantaggio in termini di salute e benessere del paziente, in termini sociali e di riabilitazione ed in termini finanziari e di spesa pubblica. Quindi oggi la Dialisi Peritoneale non è più un’alternativa ma una scelta consapevole che può rappresentare la soluzione ideale per moltissimi pazienti in un mondo con risorse limitate che vede sempre di più il paziente stesso come risorsa attiva nella gestione del suo stato di salute. Tutto ciò va affiancato da tecnologie sicure, da una formazione del personale accurata e da un programma di assistenza domiciliare di alto profilo che faccia sentire i pazienti e le famiglie, assistiti e affiancati da professionisti tecnicamente ed umanamente preparati. Diventa pertanto essenziale un patto di collaborazione fra sanitari, pazienti e famiglie, e industria del settore. Tutte queste componenti sono fondamentali per un trattamento efficace, sicuro e soprattutto fruibile sul territorio”.
La dialisi domiciliare quindi consente di gestire meglio il trattamento, adattandolo alle necessità personali, di eliminare i costi e il disagio del viaggio casa-ospedale, di usare le ore diurne per le esigenze di lavoro o sociali, migliorando quindi la qualità della vita. La Dialisi Peritoneale a domicilio fa risparmiare circa il 25% rispetto alla dialisi ospedaliera, come dimostra uno studio Censis condotto nel 2007.
“Nel passato la Dialisi Peritoneale era considerata un’alternativa alla dialisi extracorporea, oggi si tende a dar risalto al concetto dell’integrazione delle tre modalità di trattamento dell’insufficienza renale (Dialisi Peritoneale, dialisi extracorporea e trapianto) nell’ambito di una strategia globale nella cura a lungo termine di questa patologia. Nel paziente giovane la Dialisi Peritoneale può essere considerata un ponte tra la fase non dialitica ed il trapianto perché conserva la funzione renale residua, mentre nel paziente anziano consente, nel periodo del suo utilizzo, di risparmiare gli accessi vascolari, punto debole della metodica extracorporea, prolungando così la potenzialità di trattamento in questi pazienti” ha affermato il Prof. Mariano Feriani – U.O. Nefrologia e Dialisi – Ospedale dell’Angelo di Mestre.Oggi si sta diffondendo la possibilità di espandere il ruolo della Dialisi Peritoneale anche in altri contesti, oltre al trattamento dell’insufficienza renale, come ad esempio nello scompenso cardiaco cronico refrattario alle terapie mediche. In tali pazienti, in cui vi è un’elevata mortalità, è necessario spesso ricorrere a metodiche di ultrafiltrazione extracorporea che sono estremamente complesse e possono essere effettuate soltanto in regime di ricovero. L’ultrafiltrazione peritoneale, effettuata dal paziente o da un suo familiare a domicilio, essendo un trattamento continuo può rappresentare il trattamento elettivo in alcuni di questi pazienti. Naturalmente tale metodica è proponibile quando si ha una stretta collaborazione fra i Nefrologi e i Cardiologi che gestiscono in prima persona questi pazienti ed è quindi compito dei Nefrologi far conoscere ai Colleghi Cardiologi la possibilità di potere utilizzare tale metodica”, ha ricordato il Prof. Vincenzo La Milia – U.O. Nefrologia e Dialisi, Ospedale A. Manzoni, Lecco – Coordinatore Gruppo di Studio di Dialisi Peritoneale – SIN.

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Arriva il “Personal trainer” del medico di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

È l’assistente ideale: super informato, sempre disponibile e capace di rispondere in tempo reale. Questo straordinario “personal trainer” è virtuale, un programma informatico di ultima generazione, unico in Europa, già adottato da oltre 2.000 medici di famiglia e destinato a diffondersi a macchia d’olio in tutti gli ambulatori del Paese. “Con un semplice clic ci aiuta a disegnare il percorso su misura per il malato, dimezza i tempi, riduce le possibilità di errore ed anche i costi per il sistema – spiega il dr. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che ha ideato questo strumento -. Sulla salute degli italiani già pesano 8 miliardi di euro di tagli e altri sono all’orizzonte. La risposta della SIMG è investire in appropriatezza e innovazione. Oggi la medicina generale deve sempre più farsi carico delle carenze del sistema. Ciascuno di noi è responsabile della salute di una media di 1.114 assistiti e ci sono oltre 25 milioni di malati cronici cui dobbiamo garantire continuità di cura per evitare ricoveri e prestazioni inutili: oggi circa il 30% degli esami diagnostici potrebbe essere evitato con un risparmio di risorse da reinvestire in altri settori critici dell’assistenza. Una vigorosa valorizzazione delle potenzialità della Medicina generale di qualità è la base imprescindibile della riforma delle cure primarie. Nessuna aggregazione e organizzazione sono in grado di funzionare senza una radicale operazione di sviluppo della professionalità e del processo di valutazione puntuale dei risultati prodotti dal lavoro del medico”. Il XXVIII Congresso nazionale della SIMG che si apre oggi a Firenze mette in testa all’agenda dei lavori sostenibilità e appropriatezza, parole chiave soprattutto in questo momento politico-economico. “Vi sono medici di famiglia in questo Paese che più di altri hanno scelto di praticare una professione ispirata al rigore, alla qualità della cura ed alla valutazione dei risultati prodotti. Sono un’avanguardia, avanti anni luce nella capacità di controllare i costi e garantire la accontabilità dei risultati e della qualità dell’assistenza. In questo senso e solo con questi presupposti la Medicina generale è in grado di assicurare la sostenibilità del sistema con iniziative e strumenti di contenimento dei costi e di valutazione e pesature dei processi di cura acuti e cronici dei cittadini italiani”. Il presidente SIMG aggiunge poi un appello al nuovo Ministro della Salute, atteso al Congresso di Firenze: “Nessuna riforma è possibile senza l’adozione di strumenti di valutazione e controllo dei risultati prodotti da ogni euro speso per la sanità. Chiediamo al Ministro che nei primi 30 giorni apra un confronto sulla sostenibilità futura del sistema sanitario e sulle iniziative che siamo in grado di offrire al Paese. Ormai da anni non vengono prese in considerazione, anzi in alcuni casi sono avversate e contrastate. Siamo pronti a fare la nostra parte per continuare a garantire il diritto alla salute in un sistema pubblico e universalistico anche dando sempre più valore e prospettive ai giovani”. Un medico fortemente responsabilizzato evita gli sprechi e utilizza al meglio le risorse disponibili ma per raggiungere questo obiettivo anche l’informazione al cittadino è fondamentale. Un esempio di stretta attualità è l’immunizzazione contro il virus dell’influenza, isolato ieri a Genova. “Ogni singolo giorno di ospedalizzazione costa al Servizio Sanitario Nazionale tra i 400 e i 600 euro – spiega il dott. Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG –. Con il vaccino si possono evitare. Quindi, fatelo: ad oggi abbiamo coperto il 60% della popolazione a rischio ma mancano all’appello ancora 8 milioni di italiani”. Da anni la SIMG si è concentrata nella definizione di strumenti tecnici per favorire la qualità della professione. “Un patrimonio che mettiamo a disposizione del nuovo Governo per definire insieme il futuro delle cure territoriali – continua Cricelli -. Ci troviamo ora alla vigilia di una rivoluzione che vedrà l’applicazione dei costi standard nel governo economico della Sanità. Abbiamo bisogno di sapere, ad esempio, quanti siano i pazienti con particolari malattie ed eventuali comorbilità, come sono trattati, se hanno raggiunto determinati obiettivi di salute, se hanno criticità gestionali (e quindi se corrono particolari rischi clinici) e quali sottogruppi generano costi elevati o comprimibili con una migliore strategia assistenziale. Con i nostri strumenti e la nostra rete noi siamo in grado di avere questi numeri e possiamo indirizzare la qualità delle cure e misurarla. Questo ci permette inoltre di dialogare in maniera più efficace con gli amministratori sanitari ed avere un peso sempre maggiore anche sui tavoli regionali, in cui si gioca oggi la vera partita del diritto alla salute”.
Il nuovo software, “MilleGPG Patient”, è sviluppato da Genomedics e Millennium per supportare i medici di famiglia nel Governo clinico delle Cure primarie. È possibile scaricarlo e provarlo gratuitamente collegandosi al sito http://www.millegpg.it.

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Combattere l’epatite

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

in Senato, è stato presentato l’accordo tra il Prof. Antonio Gasbarrini, Presidente FIRE Onlus (Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia), e Ivan Gardini, Presidente EpaC Onlus (Associazione di pazienti), alla presenza del Sen. Antonio Tomassini, Presidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, ed di altri Illustri esponenti del mondo della Salute.
Le due Onlus sono espressione diretta della comunità scientifica e dei pazienti. Considerato il momento storico particolarmente importante per migliaia di pazienti con l’epatite, hanno deciso di realizzare un Manifesto, dando vita ad un’alleanza fondata su obiettivi comuni: sensibilizzare opinione pubblica e Istituzioni sulla rilevanza e sulla necessità di attenzione sulle epatiti e malattie del fegato. “I dati epidemiologici italiani sulle epatiti e sulle conseguenti complicanze rendono necessari interventi mirati a sostegno degli ammalati” afferma il Senatore Antonio Tomassini. “La XII Commissione Igiene e Sanità del Senato (e l’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione) considerano questa lotta un impegno che merita attenzione particolare da parte delle Istituzioni, come dimostrato nell’audizione di oggi. È quindi indispensabile attivarsi in varie direzioni, dalla prevenzione alla ricerca al supporto alle famiglie: la nascita di un sodalizio tra medici specialisti e pazienti epatopatici costituisce il miglior avvio auspicabile di un percorso al quale le Istituzioni plaudono con grande interesse”.
Nel quantificare l’impatto delle malattie epatiche sul Servizio Sanitario Nazionale appare evidente la rilevanza sia in termini numerici che in termini epidemiologici delle malattie del fegato. Globalmente le malattie di fegato incidono per il 5% dei rimborsi spettanti alle Regioni per l’attività ospedaliera per una remunerazione teorica superiore al miliardo di euro. Questo è quanto emerge dal ‘Libro Bianco AISF 2011: Proposta per un piano nazionale per il controllo delle malattie epatiche’. “Questi numeri fanno capire quanto siano onerosi per il nostro SSN i ricoveri per malattie di fegato.” – sottolinea Raffaele Bruno, Presidente dell’AISF (Associazione Italiana Studio Fegato) – “La gestione dei pazienti epatologici è caratterizzata da un’ampia variabilità territoriale. Come dimostrato dalla ‘Analisi di variabilità delle prestazioni ospedaliere. Dati SDO 2008’, il tasso di ospedalizzazione per 100.000 abitanti varia da meno dello 0,5 del Piemonte al 3,2 della Campania con un’ulteriore disomogeneità nelle diverse aggregazioni territoriali. Queste differenze riflettono, oltre alla ovvia variabilità degli approcci clinici, l’esistenza di contesti organizzativi molto diversi.”
Il Presidente FIRE Onlus, Prof. Antonio Gasbarrini, professore ordinario di Gastroenterologia all’Università Cattolica di Roma, sostiene: “Diventa fondamentale aumentare la consapevolezza delle Istituzioni e dei cittadini sul problema delle infezioni virali da virus B e C nel nostro Paese. L’Italia infatti ha il primato europeo nell’infezione da virus C con oltre 1.5 milioni di persone infette e tra le più elevate mortalità europee per quanto riguarda cirrosi epatica e tumore del fegato da epatite C o B. Tali infezioni virali inoltre sono la causa di oltre il 70% dei trapianti di fegato e combatterle porterebbe ad un crollo dell’uso di organi per tale patologia. La nostra attenzione verso tali infezioni è ancor più fondamentale in questo periodo storico dove si possono rendere disponibili organi per altre indicazioni. Infine la disponibilità di nuove terapie per l’epatite C che possono eliminare il virus in oltre il 70% dei pazienti, rende cruciale l’innalzamento del livello di attenzione delle Istituzioni verso questa terribile epidemia silenziosa che tanti morti ha e sta determinando tra i nostri concittadini”.Il Presidente EpaC Onlus, Ivan Gardini, spiega “le nuove terapie innovative per curare l’epatite C – oltre ad aumentare i tassi di guarigione – eleveranno sensibilmente il costo della terapia. Si parla di cifre importanti e, in presenza di mancanza di risorse, i medici potrebbero essere costretti verosimilmente a selezionare il paziente da curare. Far slittare e rimandare terapie, dal nostro punto di vista, può risultare in una lesione del diritto alla salute. In un tale scenario non si può neppure escludere che la scarsità di fondi possa costituire la base di costose e snervanti migrazioni dei pazienti in cerca del medico in grado di prescrivere la terapia. Una caccia al tesoro in piena regola che va evitata. Il desiderio dell’Associazione è che siano stanziate le risorse per curare tutti i pazienti eleggibili alle cure, creando una parità di accesso al trattamento, al netto della discrezionalità del medico, ovvero nel rispetto delle scelte mediche operate dal professionista. Per questa ragione, insieme a FIRE Onlus, abbiamo dato vita all’Alleanza contro l’Epatite, e a un Manifesto che, basandosi sulla risoluzione OMS 63.18, richiede per l’Italia un piano d’azione urgente per ridurre il peso sociale delle epatiti virali. Invitiamo tutti gli Italiani sensibili a questo problema a sottoscrivere il Manifesto ACE al sito http://www.alleanzacontroepatite.it”.
“I dati inerenti la diffusione delle infezioni virali da virus b e c, il loro impatto in termini di costi sul Servizio Sanitario Nazionale, nonché sullo stato di salute e sulla qualità di vita dei cittadini, rappresentano tutti elementi che rendono improcrastinabile, su questo tema, una risposta organica da parte delle istituzioni in termini di politiche sociali e sanitarie. Consideriamo necessario che sia riconosciuta a tali infezioni virali una specifica rilevanza in termini di programmazione socio-sanitaria ai diversi livelli: nazionali, regionali e locali. Evidenziamo come l’ultimo Piano Sanitario Nazionale 2011- 2013 non sembra rispondere adeguatamente a quest’esigenza. Questo, dal nostro punto di vista, il primo passo per garantire ai cittadini la presa in carico e l’accesso alle prestazioni, che deve essere tempestivo, uniforme su tutto il territorio nazionale e caratterizzato da un alto tasso di innovazione”. Tiene a precisare Tonino Aceti, Coordinatore Nazionale CnAMC – Cittadinanzattiva
Anche il Dr. Giorgio Barbarini, responsabile dell’Unità Semplice “Diagnosi e cura delle malattie infettive nei soggetti tossicodipendenti” presso il Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali della Fondazione IRCCS San Matteo di Pavia, e Componente del Comitato Scientifico Nazionale di FeDerSerD (Federazione dei SerD italiani), a nome di FeDerSerd sottoscrive il Manifesto di ACE.

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L’Africa che cammina con i piedi delle donne

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

A composed satellite photograph of Africa.

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Roma 6 dicembre 2011, ore 09.00 Centro Congressi, Facoltà di scienze della comunicazione – Università La Sapienza Via Salaria, 113 le donne africane incontrano il mondo dell’imprenditoria, del lavoro e dell’economia. Pochi giorni prima dalla consegna del Nobel per la Pace alle tre donne vincitrici, che avverrà il 10 dicembre, si tiene infatti il seminario internazionale “Walking Africa. L’Africa che cammina con i piedi delle donne incontra il mondo dell’imprenditoria, del lavoro e dell’economia”, promosso dalla Campagna Noppaw, che ha proposto l’attribuzione del Nobel per la Pace 2011 a tutte le donne africane. La giornata inizierà alle ore 09.00 presso il Centro Congressi della facoltà di Scienze della comunicazione – Università La Sapienza (via Salaria 113, Roma). Tra le donne africane, interverranno l’imprenditrice egiziana Amany Asfour, la teologa e promotrice dell’educazione e dell’imprenditoria femminile in Camerun Hélène Yinda, la scrittrice e direttrice di una casa editrice Fatoumata Kane. L’economia africana, in particolare quella di sussistenza, si basa molto sul ruolo delle donne. Le donne africane, che quasi mai hanno accesso alla terra solo perché donne, costituiscono il 70% della forza agricola del continente, producono l’80% delle derrate alimentari e ne gestiscono la vendita per il 90%. Il 30 % delle aziende agricole familiari risulta guidato da donne (dati Ifad, 2009). Le donne in Africa provvedono inoltre per il 90% alla produzione di mais, riso, frumento facendo la semina, irrigando, applicando fertilizzanti e pesticidi, mietendo e trebbiando. Molte sono le aziende africane gestite da donne. La Banca mondiale, in un suo studio sull’imprenditorialità femminile in Africa e Medio Oriente (“The environment for women’s entrepreneurship in the Middle East and North Africa regions” – Washington 2007), evidenzia che le donne hanno una riuscita almeno pari agli uomini nelle imprese che possiedono, in settori tradizionali e non informali dell’economia. Lo studio confuta l’immagine delle donne imprenditrici quasi esclusivamente impegnate nel settore informale (o nelle micro imprese con meno di dieci dipendenti): nell’insieme delle imprese di tipo tradizionale d’imprenditrici donne, solo l’8% sono micro imprese. Oltre il 30% hanno più di 250 dipendenti. Nell’impresa al femminile, l’85% è nel settore manifatturiero e il 15% in quello dei servizi. Lo studio rileva ancora che le imprenditrici possiedono aziende che attirano un numero rilevante d’investitori stranieri, e utilizzano molto gli strumenti informatici e il web. Le imprese appartenenti a donne assumono più donne: il 25% contro il 22% delle imprese al maschile. E tra le assunte dalle imprenditrici, un numero rilevante ha un’altra qualifica, in ruoli direttivi. Di questi ed altri argomenti si dibatterà durante la mattinata con imprenditori e imprenditrici italiane, rappresentanti di istituzioni e docenti universitari. Il seminario, in particolare la tavola rotonda prevista alle 11.45, vuole presentare esperienze virtuose di partnership tra imprenditrici, per promuovere nuove relazioni e collaborazioni tra il mondo dell’imprenditoria femminile europeo ed africano.
In allegato la locandina dell’evento.

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Seminario Legge 231 – Regole e opportunità

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Si è tenuto il 17 novembre scorso, presso lo Starhotels Business Palace di Milano, la seconda edizione del seminario Legge 231 – Regole e opportunità, co-organizzato da Federcongressi&eventi e da FISM (Federazione Italiana delle Società Medico-scientifiche), sulla responsabilità penale delle imprese di organizzazione di eventi e delle società medico-scientifiche in ambito Sanità e Pubblica Amministrazione. Il seminario mirava a dare indicazioni concrete e operative in merito agli adempimenti previsti dal D. Lgs. 231 (che ha introdotto, per la prima volta nel nostro ordinamento, il concetto di responsabilità amministrativa – cioè penale – dei soggetti giuridici a fronte di determinati reati commessi al loro interno dai loro dipendenti nello svolgimento delle attività di competenza) e spiegare come gestire, in un’ottica di miglioramento e di efficacia dei processi, nonché soprattutto di prevenzione, le conseguenze e le ricadute organizzative interne, specialmente per le società medico-scientifiche e le società di organizzazione di eventi in ambito Sanità e Pubblica Amministrazione. Dal seminario è emersa l’adozione di un modello di organizzazione, gestione e controllo quale forma di tutela più sicura contro le gravissime sanzioni che, in forza della presunzione di colpevolezza prescritta dalla legge, colpirebbero immediatamente (anche in caso di illeciti non ancora accertati) sia le società, i cui dipendenti si fossero resi colpevoli di reati nello svolgimento delle proprie funzioni, sia i consiglieri d’amministrazione. Il D. Lgs. 231 parla di sospensione del C.d.A. e di interdizione ad operare per l’azienda. In allegato un comunicato con i dettagli del seminario, un articolato commento di Mauro Zaniboni, responsabile Federcongressi&eventi per la fiscalità, e una foto di quest’ultimo.

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“L’editoria restituita agli intellettuali”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

USO MANO / The LowCostBook

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Palermo. Un’opportunità perché la laurea sia molto più di un pezzo di carta. Nell’Italia della mobilità sociale ferma all’epoca delle corporazioni, se non delle caste, in cui nepotismo e clientelismo sono la regole ineludibile, la casa editrice Ex Libris propone a laureandi e laureati di trasformare il loro punto di approdo in un trampolino di lancio, grazie alla pubblicazione delle rispettive tesi con gli stessi crismi di un libro. Per farlo, si serve di una piattaforma, che ha davvero pochi precedenti Italia, il cui emblematico titolo è “Accademia”. A illustrarne i contenuti e gli obiettivi è il direttore editoriale, Fabio Bonasera, giornalista e scrittore con una vasta esperienza anche in Nord Italia: “Lo scopo principale che ci siamo intestati quando abbiamo pensato ad ‘Accademia’ era di dare l’opportunità di pubblicare un libro proprio a coloro che paradossalmente, oggi, sono esclusi dal mondo dell’editoria: gli intellettuali. La qualità dei libri è sempre più scadente e gli unici ad avere certe chance sono i calciatori, i politici, soprattutto quelli più discussi come Domenico Scilipoti, le escort e i protagonisti dei gossip. Occorre ripristinare determinate gerarchie in base a valori autentici”.Accademia è anche un modo per abbattere la subcultura della raccomandazione: “Pubblicare un libro con progetto ‘Accademia’ – prosegue Bonasera – significa immettere sul mercato un prodotto a regola d’arte, con codice Isbn, bollino Siae, codice a barre. Selezioneremo, tra le tesi, quelle più originali e brillanti, sia nella forma che nei contenuti. La distribuzione dei volumi avverrà su scala nazionale, dando agli autori l’opportunità di accumulare maggior punteggio nell’ottica di eventuali concorsi, oltre ad aggiungere una ulteriore tacca nel curriculum”.

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Le césium amer de Fukushima

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Cesium in incinerator dust across east Japan #9217

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Le est un génotoxique avéré et un poison radioactif mortel d’origine artificielle. C’est l’une des parts maudites de l’industrie atomique et c’est l’une de celles qui aujourd’hui ou demain nous emportera. Fragment d’un atome d’uranium éclaté, le Cs137 est un produit de fission du cycle atomique qui compte pour environ 3,6% de la masse de matière fissionnée d’un combustible nucléaire. Par exemple dans un carburant consommé à 35 GwJ/t on en trouve au déchargement environ 1210 grammes par tonne (environ 105210 Ci/t). Il est si dangereux que l’AIEA dans ses tables publiques signale en catimini dans son argot abscons qu’une déposition de 175 milligrammes pulvérisés par km2 (15 Ci par km2 donc 555000 Bq/m2) est une calamité sans remède qui oblige au relogement immédiat des habitants, à l’abandon sans appel de tous les biens matériels, des terres et des cultures; à l’abattage systématique des animaux domestiques et sauvages qui quittent la zone maudite. Vecteurs de contamination radioactive ces bêtes nous deviennent ennemies car leurs poils, leurs plumes et leurs pattes accumulent des poussières radioactives hautement nuisibles à l’homme. Ce Cs137 a une longue période atomique de 30,07 ans durant laquelle il décroit en mode bêta négatif avec une constante de désintégration s-1 de 7,30946E-10. Son activité spécifique s’élève à 3,2130E12 Bq/gr -86,84 Ci/gr.- Son facteur de dose officiel par ingestion étant de 1,30E-8 Sv/Bq, une dose létale par ingestion de 5 Sievert vaut approximativement, selon l’ICRP, 850 millions de Becquerel (5/1,3E-8 = 3,8462E8) et pèse 119,705 microgrammes. (3,8462E8 Bq/3,2130E12 Bq/gr = 0,000119705 gr). 1 gramme de Cs137 contient alors un potentiel officiel de 8353 doses létales par ingestion (1/0,000119705 gr = 8353,89). Selon l’IRSN Fukushima en a libéré en mer 2,70E16 Bq à savoir 8,4 kg. C’est là certes 28 fois plus que ce que les autorités nippones avancent mais c’est toutefois un chiffre également loin du véritable compte. A notre sens pas moins de 350 kg de césium, un fallout atomique militaire mondial, ont fui Fukushima notamment lors des explosions. Il incombe néanmoins de souligner que l’estimation de l’IRSN équivaut tout de même à plus de 70 millions de doses létales potentielles par ingestion. Cette émisssion est en outre théoriquement capable dans une retombée parfaite de produire 48000 km2 de fonds de mer interdits aux espèces (8400 gr/0,175 gr/km2 = 48000 km2). Ce sont des remarquables potentialités qu’il faut savoir élever à leur juste horreur.De Tokyo à Los Angeles les particules radioactives de Fukushima polluent ainsi désormais les eaux du Pacifique. Plusieurs milliards de Sievert éparpillés en plusieurs milliards de milliards de particules nourrissent maintenant poissons et planctons. Les jardins de la mer produisent des aliments toxiques. Des hommes mourront de s’en nourrir. La population marine connaitra sa seconde grande extinction « anthropique » après celle des essais atomiques (voir Sternglass). Les cimetières marins enfleront à nouveau inexorablement. La pire calamité atomique qui puisse être consume l’humanité en silence.(from Paolo Scampa http://www.aipri.blogspot.com)

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United nations commends Nato coungter piracy efforts

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Arrrgh! | Pirates

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London: At its meeting in New York this week the United Nations Security Council voted to extend its mandate for those fighting piracy off the Horn of Africa by a further 12 months. NATO deployed on its Counter Piracy operations in response to the UN’s concern over the damage and disruption to world trade caused by the rapid growth in piracy off the Somali coast. The extension of the mandate through to the end of 2012 reflects the NATO mission sanctioned by the North Atlantic Council which is also due to expire at the end of 2012. In unanimously adopting resolution 2020, the Security Council stressed the need for the international community to not only tackle piracy but also to deal with the underlying causes i.e. the instability ashore in Somalia. The Security Council commended the efforts of NATO and the other international forces and nations as they “suppress piracy and protect vulnerable ships transiting through the waters off the coast of Somalia.” NATO began its continuous counter piracy mission with Operation Allied Protector in March 2009. Its aim was to deter and disrupt piracy in the Gulf of Aden. This was then superseded by Operation Ocean Shield which allowed greater geographical freedom to move into the Indian Ocean after the pirates turned their focus there and also allowed for regional capacity building if regional states requested it. In 2009, 45 ships were hijacked in the region; so far in 2011, 21 ships have been hijacked effectively halving the number of ships taken. Naval warships have been in the region constantly providing a visible presence and deterrence and this has undoubtedly contributed to the pirates’ lack of success. In addition NATO, along with its partners, has been working with the maritime community to ensure that both merchant ships and crews are aware of Best Management Practices 4 (BMP 4) which give advice on how to protect vessels against pirate attack.

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Why planning and execution are key to Ragsdale succeeding in naseba seven challenge

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Headquarters of ADMA-OPCO (Abu Dhabi Marine Op...

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Umm Al Quwain. With two iron-distance triathlons out of seven behind him, today Scott Ragsdale is in Umm Al Quwain – the least populated of the United Arab Emirates – for day three of naseba seven. The challenge has received support from Government bodies including UAE General Authority of Youth and Sports Welfare, Abu Dhabi Municipality and Abu Dhabi Sports Council – and during his swim this morning, Scott was under the watchful eye of a large UAE Government coastguard vessel.So given that he wakes up while it is still dark, is swimming by daybreak, cycling in the midday heat and running by nightfall; what is it like to spend a day with Scott during his naseba seven challenge? With a strict routine devised by his coach Mario Huys, he is up at 5.30am in preparation for starting the swimming-leg of the triathlon by 7.00am. Before he hits the water, Scott devours a breakfast consisting of muesli with warm milk, toast with syrup, energy bars and coffee. In fact, during the whole day’s activity he’ll put away between 9,000 and 11,000 calories together with at least seven litres of water. All of this with extremely limited opportunities to stop for a ‘bathroom break’ during what could potentially be a period of 15 hours.Food and liquid intake has to be meticulously planned to ensure he is eating and drinking at the optimum times – and is overseen by coach Huys. This is particularly crucial given that despite the fact it is November, the UAE is still experiencing temperatures of in excess of 30 degrees. There is no stopping either – with everything being consumed on the move.Following the swim, Scott must cycle for 180 km along the UAE roads whilst confronting and negotiating everyday traffic, as well as some indifferent quality of road surface. Understandably it was just not feasible to close specific roads on each route of the seven-day challenge, and so from the morning rush hour and through the lunchtime heat he is on the road while all manner of vehicles are overtaking him.It is a similar situation for his run. Ragsdale could be on foot for up to six hours whilst people eager to get home after a day’s work are speeding past him. Despite having a motorcade consisting of three cars and a motorcycle, he is still exposed to the hindrance of the daily traffic. He must also cope with the dusty conditions and pounding of joints on the hard Emirati asphalt – this just a few months after a knee operation and following a spectacular crash during training on October 31st. Scott’s days end with an ice bath to stem the wear and tear of muscles, coupled with a massage if necessary. He finally has the opportunity to eat properly and spend time with his family around 10.00pm – with his wife and two daughters supporting him all the way.

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3rd Annual Women In Leadership Forum

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Current President of the United Arab Emirates,...

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Abu Dhabi. Undoubtedly the showpiece of yesterday’s 3rd Annual Women In Leadership Forum was the Shamsa Bint Suhail Award for Creative Women.The two-day platform which ends today is being hosted at the Emirates Palace, and organised by French business information group naseba.Her Highness Sheikha Shamsa Bint Suhail, wife of His Highness, President Sheikh Khalifa Bin Zayed Al Nahyan, President of UAE and Supreme Commander of the UAE Armed Forces, gave a speech to the 600-strong audience before personally presenting the awards.The Award aims to support the efforts of Emirati woman, recognising their creative talents and expertise. It also rewards those who have delivered an outstanding contribution in building and promoting their community.
Naseba produces, promotes and hosts business summits, professional training courses and business exhibitions targeting executive level attendees across multiple industries. Each event is focused on re-education, networking and creating a deal-flow platform for all participating organisations. Whether it is raising capital, expanding to a new market, vendor sales contracts or sourcing a strategic partner, naseba facilitates and supports clients’ business development. Our team of experts conducts extensive research in conjunction with recognised thought leaders to ensure that all events are relevant, timely and at the forefront of market and industry trends.For more information on naseba, please visit http://www.naseba.com

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