Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

La crisi a stretto giro di posta

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2011

60 Wall Street

Image via Wikipedia

Non è facile per la gente, poca adusa agli intrighi di mercato con una borsa ad andamento altalenante, rendersi conto che il governo italiano ha cambiato il suo look e lo stesso abbia fatto la Spagna e la Grecia, ovvero le tre nazioni prese di mira dalla speculazione internazionale. Il timore prevalente è in effetti quello che si stia facendo di tutto per “non fare nulla o molto poco” ovvero come prima più di prima. La verità è che le scelte sono difficili per il semplice motivo che sono forti le resistenze di chi ha e non vuole dare mentre è difficile prendere da chi non ha. Il forte timore di questo governo è che per favorire gli interessi di pochi, ma agguerriti personaggi, si finisca con il provocare una reazione a catena tra coloro che si sentono spremuti oltre misura mentre ci sono fasce di ricchezza sproporzionate e che questo governo non osa intaccare. Gli italiani di certo non si sottraggono al sacrificio ma diventa oltremodo odioso sapere che esistono aree di benessere e che tali intendono restare e, possibilmente, continuare a speculare sulle miserie altrui. E queste cose le conosciamo molto bene. E’ stata l’incapacità di Berlusconi a sconfiggere siffatte “clientele corporative” e le perdite che provocava alle sue aziende ad un passo dalla bancarotta, a sancire il suo dimissionamento. Ora ci riprova Monti e il rituale sembra lo stesso. Grandi segnali, progetti ambizioni, riforme radicali, definite dalla cancelliera tedesca “impressionanti” e poi si viene a sapere, a spizzichi e bocconi, che il governo ci offrirà solo l’antipasto mentre il pasto centrale resta in grembo a Giove. Ancora una volta non si è capaci di prendere il toro per le corna e dire esplicitamente che il primo punto all’ordine del giorno è la riforma fiscale, quella stessa riforma che sei mesi fa Tremonti affermava di avere in tasca, ma forse non si era accorto di averle bucate. Una riforma fiscale che deve incoraggiare il contribuente e non vessarlo. Una riforma fiscale capace di colpire l’evasore con i riscontri incrociati. Qui parliamo di un mancato gettito che tocca un imponibile di ben 250 miliardi di euro e con entrate mancate di almeno 50 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti, secondo quanto ci informa la Corte di Conti, ben 70 miliardi di sprechi, di appalti truccati, di parcelle gonfiate e quel che ne segue. Sono soldi sufficienti per fare una grande manovra e per rimettere i conti dello Stato in ordine. Ma aggiungo di più. Noi per quanto piccoli e scarsissimi di mezzi avevamo proposto, ben 15 anni fa, attraverso i nostri centri studi, una riforma previdenziale e assistenziale che andando a regime avrebbe consentito ai giorni nostri minori spese per oltre 30 miliardi di euro. E sapete perchè non è stata presa in considerazione? Perchè avrebbe impedito che una pletora di funzionari et similia venisse esclusa dalla greppia. Ecco perchè oggi ci lascia molto scettici un governo che dice di voler operare con equità: la stadera è e resta mal tarata in uno dei suoi piatti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta to “La crisi a stretto giro di posta”

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