Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Cancelliamo la parola “pensione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2011

Al solo pensarlo dovremmo inorridire. A darne la versione alternativa si può avere l’impressione di aver scoperto l’uovo di Colombo. Senza avere la pretesa, in questa sede, di voler scendere nei dettagli posso dire che il meccanismo proposto è semplice ed efficace. La formula è assicurativa e consentirebbe, ogni 10 anni di attività lavorativa di poter godere di una rendita mensile pari al 20% della media retributiva percepita in tale periodo. In questo modo non avrebbe più senso affermare che si debba andare in pensione ad una certa età o iniziare a lavorare ad un’altra. Si incomincia e si finisce quanto si vuole. I vantaggi sono indubbi e si possono migliorare con alcuni correttivi. Faccio un esempio classico pensando ad un giocatore di calcio professionista. Di solito appende gli scarpini a 35-30 anni ma non per questo va in pensione. Si cerca un altro lavoro. Lo stesso è pensabile per chi è sottoposto ad un lavoro usurante o semplicemente vuole cambiare attività e l’alternativa può essere offerta sia nell’ambito della propria azienda sia altrove. Un poliziotto, ad esempio, addetto alle volanti a 45-50 anni troverà più congeniale, per la sua età, essere adibito negli uffici amministrativi o altri incarichi interni. L’aspetto è anche pratico se si considera il rischio di perdere il lavoro, diciamo dopo 10 o 20 anni potendo contare, in tale circostanza, oltre alla possibile cassa integrazione, anche su una rendita del 20 o del 40% della media stipendiale percepita. Ora se pensiamo che il risparmio in Italia è in caduta libera questa formula previdenziale potrebbe favorire un “impiego” dei propri risparmi in maniera più adeguata alla natura stessa di ciò che costituisce la ratio di chi pensa ad economizzare secondo la logica della formica. Ma per far funzionare il sistema è necessario stabilire un rapporto diverso nell’impatto lavorativo favorendo sia la mobilità sia l’aggiornamento professionale. Un altro esempio che possiamo fare, in proposito, è dato dai lavoretti che i giovanissimi possono fare in part-time durante le vacanze estive o natalizie. Per loro potrebbe essere messo in pratica un ticket dotato di due aree contributive: il primo monetizzabile da subito e l’altro per costituire il fondo previdenziale-assicurativo. Lo stesso discorso varrebbe per i disoccupati. La mission di questo progetto ha un solo fine: quello di non lasciare le persone prive di risorse nel corso della loro esistenza e recuperando i possibili e modesti “ritagli lavorativi” sporadici e occasionali. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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