Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 3 dicembre 2011

Finmeccanica: Guargualini si è dimesso

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Dopo un regno incontrastato lungo dieci anni. Travolto dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie che lo riguardano. L’accusa è quella di aver creato un sistema di fondi neri e di aver elargito e dato ordini per dare denaro a politici e partiti. Ieri la notizia delle dimissioni di Guarguaglini ed il passaggio ad Orsi, amministratore delegato dell’ex presidente” lo scrive sul suo blog, Massimo Donadi, presidente di IDV alla Camera. “Una scelta, quella del Cda che sorprende e lascia perplessi perché in piena continuità con il passato: perché Guarguaglini va a casa e chi, fino a ieri era amministratore delegato sotto la sua presidenza, fa un passo avanti? Quale è la ratio? Dove è la logica? Che fine hanno fatto le ragioni di verità e trasparenza? Non solo” scrive Donadi. Per la fine del suo decennato Guarguaglini, dopo aver ridotto Finmeccanica con un’esposizione debitoria di oltre un miliardo di euro e aver fatto perdere al titolo in Borsa il 46 per cento in meno di un anno, riceve una liquidazione, tra buonuscita e clausola di non concorrenza, di 5,5 milioni di euro. Ora, tralasciando per un istante la questione giudiziaria, che già di per sé imporrebbe una seria riflessione, in un paese normale, la liquidazione di un manager di Stato dovrebbe essere legata indissolubilmente ai risultati raggiunti. Non in Italia. Piccola ma succosa digressione. Il Governo Prodi, su richiesta ed insistenza di Italia dei Valori, che ne fece una sua battaglia di principio nella scorsa legislatura, impose un tetto agli stipendi dei manager pubblici. Il Governo Berlusconi, con un decreto legislativo, ha non solo cancellato il tetto agli stipendi dei manager pubblici ma ha anche respinto la nostra proposta di legare indissolubilmente la liquidazione dei manager pubblici ai risultati raggiunti. Chiusa parentesi, torniamo al punto. “Una liquidazione di 5.5 MILIONI di euro a chi ha messo in ginocchio un’azienda fiore all’occhiello nel settore difesa e aerospazio, è una vergogna. Per questo, martedì, in Aula, Italia dei Valori non solo chiederà che tutto il Cda di Finmeccanica venga azzerato ma che si faccia tabula rasa anche su queste liquidazioni inconcepibili, indecenti, immorali. Serve cambiare anche queste regole per ridare slancio al Paese, rimetterlo sui binari della crescita e della legalità”.

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NATO Warship stops pirate attack group

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

London. The Royal Navy vessel, RFA Fort Victoria was patrolling in an area approximately 420 nautical miles from the Seychelles and 350 nautical miles from the Somali coast as part of NATO’s counter piracy task force 508.
Early that morning, she received information that a Spanish fishing vessel operating to the north of their position had come under attack from a group of pirate vessels to the North of their position. The ship’s Lynx helicopter was quickly despatched to investigate. Once at the scene, the helicopter identified two suspect vessels, a whaler and a skiff, in the vicinity of the fishing vessel. The faster of the two, a skiff, sped away at over 25 knots as the helicopter gave chase. When the skiff ignored orders to stop, the Lynx helicopter fired warning shots ahead of the fleeing vessel which stopped and the suspected pirates onboard were then transferred to Fort Victoria via boat. Fort Victoria’s Royal Marines boarding team then boarded the whaler and another skiff in the vicinity. As a result of the day’s action, a total of seven suspected pirates were detained onboard Fort Victoria along with their whaler as evidence, with no injuries being sustained by either side.
NATO has contributed to the international counter piracy effort off the Horn of Africa since December 2008. The mission has expanded from escorting UN and World Food Programme Shipping under Operation Allied Provider and protecting merchant traffic in the Gulf of Aden under Operation Allied Protector. In addition to these activities and as part of the latest mission, Operation Ocean Shield, NATO is working with other international bodies to help develop capacity of countries in the region to tackle piracy on their own. Standing NATO Maritime Group 1 is permanently assigned to NATO. It is a multi-national Naval Group that provides the NATO Alliance with the ability to quickly respond to crisis situations anywhere in the world. A capable, stand-alone task group and one of four standing maritime elements that form a flexible core around which NATO can build a larger force to meet a wide range of missions that will include non-combatant evacuations, consequence management, counter terrorism, crisis response, embargo operations, etc.
NATO has announced its continuing commitment to counter-piracy by extending Operation Ocean Shield to December 2012. (FH110244007)

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Abolizione vitalizi con trucco

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Con la sonora grancassa dei mezzi di informazione radiotelevisivi è stata data la notizia che dal prossimo anno saranno aboliti i vitalizi, o meglio si passerà al sistema contributivo. E’ stata data con altrettanta enfasi la notizia che, per effetto delle nuove regole, la ex deputata e Presidente della Camera, Irene Pivetti, invece di ottenere il vitalizio di 6.200 euro mensili (è stata 9 anni in parlamento) dal compimento di 50 anni, lo conseguirà da quando avrà 60 anni.
Credo che sia necessario fare chiarezza sui provvedimenti che saranno presi, poiché si capirà bene che non ci sarà nessuna mannaia a carico della casta ma solo un temperino. Ricordo che attualmente sono in vigore tre differenti situazioni a seconda che un parlamentare sia stato eletto prima del 1994, prima del 2006, dal 2006 in avanti. In ciascun periodo sono cambiati gli importi conseguibili, il tempo necessario (anche un solo giorno per gli eletti fino al 1994, 2 anni e sei mesi per quelli entrati fino al 2006, 5 anni per gli eletti dal 2006), l’anno di inizio del beneficio (60 anni fino al 2006, 65 anni dopo), la possibilità di anticipo in funzione del numero di anni da parlamentare (senza limiti per gli eletti fino al 1994, fino a 60 dopo). L’unica parte del provvedimento annunciato ieri, che colpisce tutti, è che da questo momento in avanti l’età di percezione è a 65 anni, riducibili fino a 60 in caso di più legislature. Come grande effetto di questa misura è stata citata la Pivetti. Ma in realtà è un caso raro, perché altri sono tutt’ora parlamentari (come al Melandri), per altri forse si tratta di ritardare di uno o due anni. Meglio è andata a Ilona Staller (al secolo Cicciolina) che ha compiuto 60 anni qualche giorno fa e da questo mese percepirà 3.108 euro (con le nuove regole avrebbe dovuto aspettare altri 5 anni). Ma per molti non cambierà nulla . Giuseppe Gambale, entrato ragazzino nel 92′, è andato in pensione nel 2006 a 42 anni con 8.455 euro lordi al mese e continuerà a prenderli. Così come tutti coloro che seguono (l’età è quella in cui hanno iniziato a percepire il vitalizio): Antonio Martusciello, Fi, , 46 anni, dal 1° maggio 2008, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio; lo stesso avviene per Rino Piscitello, Pd, 47 anni e mezzo; Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), 49 anni, deputato dal 1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di 8.836 euro lordi al mese; Enrico Boselli (Sdi), 51 anni, 4 mandati e 7.958 al mese; Oliviero Diliberto, già segretario del Pdci, 52 anni; ricevono 6.203 euro al mese: Mauro Fabris (Udeur) e Franco Giordano (Prc) entrambi da quando avevano 50 anni, Stefano Boco (Verdi), 52 anni, Carlo Leoni (SD), 53 anni, Gloria Buffo (SD) 54 anni, Marco Fumagalli (SD), Maurizio Ronconi (Udc), 55 anni, Dario Rivolta (FI) 55 anni, Salvatore Buglio (RnP), 57 anni, Tana de Zulueta (Verdi), 57 anni, Mauro del Bue (Psi), 57 anni, Francesco Monaco (Pd), 57 anni. Hanno un mensile di 3.636 euro: Dario Galli (Lega), 57 anni, Giannicola Sinisi (Pd), 51 anni, Natale D’Amico (Dini), 52 anni, Roberto Barbieri (Psi), 55 anni, Roberto Manzione (Consumatori), Gianni Nieddu (Pd), 56 anni; percepiscono 7.959 euro al mese Ettore Peretti (Udc), 50 anni, Ramon Mantovani (Prc), 53 anni, Enrico Nan (FI), 55 anni, Fulvia Bandoli (SD), 56 anni. Pietro Folena (Prc), 50 anni, 8.836 euro; incassano 8.164 euro al mese Franco Danieli (PD), 52 anni, Stefano Morselli (La Destra), 54 anni, Euprepio Curto (An), 56 anni, Aniello Palumbo (Pd), 56 anni, Tiziana Valpiana (Prc), 57 anni. Ancora, tra coloro che hanno iniziato da giovani a fare i pensionati, ritroviamo Marco Taradash, 57 anni, ex deputato di Forza Italia, un tempo radicale, Alfonso Gianni, 58 anni, 15 di anzianità parlamentare, di Rifondazione , Valerio Calzolaio (Pd), e Vittorio Sgarbi, 55 anni, con 8.455 euro al mese. Hanno iniziato sotto i sessant’anni anche l’ex magistrato di «Mani pulite» Tiziana Parenti, Maura Cossutta, figlia del fondatore dei Comunisti italiani Armando; e Annamaria Donati, Verde della prima ora, Peppino Calderisi, storico combattente contro il finanziamento dei partiti quando era seguace di Marco Pannella, ora in Forza Italia e Nando Dalla Chiesa, 58, Pd. Così gli ex senatori Edo Ronchi (Pd), da 58 anni,e Willer Bordon, da 59 anni: entrambi con il massimo del vitalizio senatoriale di 9.604 euro. Così come non è cambiato nulla per tutti i condannati con sentenze passate in giudicato per gravi reati (corruzione, concussione, finanziamento illecito, banda armata, ed altro ancora), come Cirino Pomicino, come Altissimo, Di Donato, Pillitteri, La Ganga, De Lorenzo, Martelli, Tognoli. Senza dimenticare i falsi testimoni come Formica, e i condannati ante Tangentopoli: Pietro Longo, Franco Nicolazzi e Mario Tanassi(poi deceduto). Così come continueranno a percepire i vitalizi le vedove ( o i vedovi) degli ex parlamentari scomparsi.
L’altra questione riguarda il passaggio al sistema contributivo. Io ho chiesto ripetutamente che l’effetto del cambiamento dovesse essere quello di accantonare al “Fondo separato presso l’Inps” quanto attualmente trattenuto al parlamentare ogni mese (circa 1000 euro). Dopo 5 anni verrebbero versati circa 60.000 euro, che permetterebbero a 65 anni di percepire un vitalizio di circa 500 euro mensili. Ma i parlamentari non si accontentano e pretendono lo stesso trattamento previsto per i precari (i contributi, pari a circa il 30% delle somme pagate vengo versati per un terzo dal dipendente e per due terzi dal datore di lavoro). Il Parlamento, di conseguenza, sarà chiamato d’ora in avanti a sostenere ogni mese e per ogni parlamentare un costo di circa 2.000 euro: ciò darà luogo alla erogazione di un vitalizio da parte dell’Inps, a partire dal compimenti dal 65° anno in poi di circa 1.500 euro mensili. In conclusione e per riassumere, le nuove regole: -non toccheranno il passato e gli ex parlamentari continueranno a percepire lo stesso assegno ed in futuro anche coloro che, essendo attualmente in carica, cesseranno dal mandato. Dunque per almeno 20 anni i cittadini italiani dovranno sborsare non meno di 200 milioni di euro all’anno;
-vi sarà un modesto effetto di riduzione dei costi in relazione ai parlamentari che “andranno in pensione” a 60 anni, pur avendo la possibilità di farlo, con le vecchie regole, a meno di 60;
-dal prossimo anno con il passaggio al sistema contributivo i contribuenti italiani dovranno sopportare un ulteriore onere di circa 25 milioni di euro all’anno, per la quota contributiva a carico del Parlamento (due terzi dei contributi).
Ci voleva davvero più coraggio facendo passare al sistema contributivo tutti, ricalcolando i vitalizi sulla base dei contributi effettivamente versati da ogni parlamentare! (Antonio Di Pietro)

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McAfee ha completato l’acquisizione di NitroSecurity

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

McAfee ha completato l’acquisizione della società a capitale privato NitroSecurity, un fornitore di soluzioni SIEM (Security Information and Event Management) di classe enterprise. E’ uno dei leader nel Quadrante Magico di Gartner del 2011 per le soluzioni SIEM e negli ultimi tre anni è stata un partner McAfee® Security Innovation Alliance; inoltre, la soluzione NitroView Enterprise Security Manager (ESM) è già integrata con la piattaforma per la gestione della sicurezza McAfee ePolicy Orchestrator® (McAfee ePO™). Questa acquisizione sottolinea ulteriormente l’impegno di McAfee nel confermarsi l’azienda focalizzata sulla sicurezza in più rapida crescita a livello globale e leader nelle soluzioni per la gestione proattiva di sicurezza e rischio. “Con quest’acquisizione, abbiamo fatto un altro significativo passo in avanti verso il raggiungimento di questi obiettivi.” afferma Stuart McClure, general manager e senior vice president della business unit Risk and Compliance di McAfee, nel blog pubblicato per l’occasione “Riteniamo che la tecnologia NitroSecurity fornirà ai nostri preziosi clienti come lei il più elevato livello di sicurezza e conformità per tutti gli ambienti IT per consentirle di rispondere alle più complesse esigenze in termini di conformità e protezione della sua azienda.”

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Prevenzione cardiovascolare

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Roma. “Le malattie cardiovascolari costituiscono la più importante causa di morte nel mondo e la loro elevata, crescente prevalenza incide, anche in Italia, sulla salute pubblica e sulle risorse sanitarie ed economiche. I recenti dati Istat riportano che 1 italiano su 4 è affetto da malattie cardiache, che rappresentano la principale causa di disabilità fra gli anziani. La frequenza di nuovi eventi coronarici avviene nella fascia di età 35-69 anni è di 5,7/ 1000/ anno negli uomini e di 1,7/ 1000/ anno nelle donne e la spesa per gli interventi cardiochirurgici è stimabile in circa 650 milioni di euro/anno e rappresenta da sola l’1% della spesa sanitaria. L’invecchiamento della popolazione e l’aumentata sopravvivenza dopo eventi cardiaci acuti ne giustificano l’aumento di prevalenza negli ultimi anni e l’ulteriore incremento previsto nei prossimi decenni”. Questo è l’incipit del capitolo “Malattie cardiovascolari” del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013 predisposto dal Ministero della Salute.Un quadro allarmante eppure le malattie cardiovascolari si possono prevenire. Le strategie su cui puntare si basano sul cambiamento di particolari abitudini comportamentali e in particolare su una corretta alimentazione. Le attuali indicazioni nutrizionali per prevenire le malattie cardiovascolari puntano meno sui divieti e più sulle qualità positive dei cibi.Un’alimentazione corretta ed equilibrata, sullo stile della dieta mediterranea, infatti è in grado di offrire un maggiore effetto protettivo del cuore e dei vasi sanguigni senza rinunciare ai piaceri della buona tavola.
In questo ambito è nata l’agenda per la prevenzione cardiovascolare 2012 promossa dalla Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) che si pone l’obiettivo di dimostrare che la prevenzione può essere fatta quotidianamente, anche tra le mura di casa, non necessariamente in ospedale o in uno studio medico. E il primo passo è in cucina.L’iniziativa conta del supporto di Teva, azienda farmaceutica leader nella produzione di farmaci equivalenti e impegnata nel miglioramento della qualità dell’assistenza ai pazienti associato al concetto di risparmio e di rispetto dell’ambiente.
L’agenda, oltre a offrire un diario dove annotare i valori di pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, ore di attività fisica e calorie assunte, presenta 33 ricette regionali che hanno un effetto positivo sul cuore e che sono adatte a tutta la famiglia. Ogni mese vengono proposte ricette semplici e gustose da preparare con frutta e ortaggi di stagione, alleati della sostenibilità. Infatti scegliendo prodotti di stagione si riducono gli sprechi energetici necessari a produrre le primizie e l’inquinamento del trasporto di questi beni sulle lunghe distanze. In questi mesi invernali meglio portare in tavola barbabietole, broccoli, cavolfiori, finocchi, patate, ananas, arance, mandarini, cachi, kiwi, pere, noci e pompelmi. Senza dimenticare il pesce, il cui consumo settimanale può ridurre del 30% la probabilità di malattie cardiache e vascolari grazie all’apporto degli acidi grassi Omega-3 sia nelle donne sia negli uomini.
Le ricette sono state approvate dal cuoco Filippo La Mantia, dell’omonimo ristorante dell’Hotel Majestic di Roma, che ha letto con attenzione ogni piatto, riconoscendone la genuinità, la semplicità di preparazione e gli effetti positivi sulla salute. Sua una ricetta speciale, tutta salute e tutto gusto: il pesto agli agrumi. “Mangiare bene con ingredienti di qualità per me è una componente imprescindibile della nostra esistenza” dichiara La Mantia. “Avvicinarsi alla cultura alimentare sana deve rappresentare uno stile di vita per ciascuno di noi e non essere visto come un sacrificio, bensì come un piacere in grado di soddisfare corpo e mente”.Seguire un’alimentazione equilibrata significa avere uno stile di vita più salutare e ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari. Attraverso una dieta bilanciata si può arrivare a una consapevolezza alimentare indispensabile per una vita in salute. “Siamo convinti che la prevenzione cardiovascolare possa e debba essere un percorso ricco di stimoli per poter privilegiare la salute a tavola, coniugando il rispetto delle regole di una sana alimentazione al gusto, alle tradizioni regionali e alla convivialità del pasto” conclude Laura Ebbli, dietista S.C. Direzione Medica, Ospedale San Paolo di Savona. “L’agenda SIPREC è l’esempio pratico di come tutto ciò sia realmente e piacevolmente realizzabile”.

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Vietnam: partnership aziende toscane

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Un paese con novanta milioni di abitanti, 55 dei quali attivi nella produzione, e un tasso di sviluppo del 7,26 che si è mantenuto costante negli ultimi dieci anni attirando investimenti per oltre 200 miliardi di dollari fino al 2020. Le risorse sono canalizzate soprattutto nel campo delle infrastrutture e dell’edilizia per dare al paese un’impronta moderna e uno sviluppo duraturo. Questa la fotografia del Vietnam illustrata dall’ambasciatore Dang Khanh Thoai nel corso di un workshop che si è svolto nella sede dell’Internazionale Marmi e Macchine Carrara con la partecipazione di un folto numero di operatori del settore marmo, tecnologie e servizi ai quali sono state prospettate eccellenti possibilità di investire in un paese che ha grandi margini di crescita sostenuta da una forte stabilità politica e finanziaria. Proprio in relazione a questo quadro di stabilità e di sviluppo l’ambasciatore ha sollecitato gli imprenditori italiani a verificare le possibilità di investire e di partecipare ad un processo di sviluppo che proseguirà nei prossimi anni con un impulso decisivo anche al lapideo vista la disponibilità di materiali molto interessanti.
“Sottolineo con piacere che c’è stata un’ottima risposta dei nostri imprenditori a questa opportunità di conoscenza e di confronto – ha detto il presidente di IMM Giorgio Bianchini salutando gli ospiti – e mi auguro che da questo incontro nascano opportunità concrete di collaborazione”. In un paese che ha un’estensione di 331.00 chilometri quadrati con uno sviluppo costiero di oltre tremila chilometri, sono state censite oltre duecento cave, con materiali di diversi colori che le autorità vietnamite vogliono sfruttare per impieghi sul mercato interno dell’edilizia che, per i manufatti in marmo e granito, dipende in larga parte dall’industria di trasformazione cinese, ma che si rivolge all’Italia per i prodotti di alta qualità. Quello del lapideo è perciò un segmento al quale il governo vietnamita guarda con grande attenzione nell’ottica di uno sviluppo degli investimenti che sostenga il paese in una transizione veloce verso l’industrializzazione. L’invito a confronto è stato raccolto dal sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, intervenuto non solo per portare i saluti della città e dell’amministrazione comunale ma anche per ricordare che “Carrara è una città che ha una storia di rapporti internazionali formidabile grazie al marmo che è stato determinante per farla conoscere nel mondo. A Carrara – ha proseguito il sindaco – c’è il marmo, la tecnologia, i saperi ma c’è anche un territorio che, con il porto, la cantieristica e la meccanica, può attivare rapporti anche in altri settori: si tratta di opportunità, che mi auguro, siano colte nel migliore dei modi.”Il Consigliere commerciale Tran Thanh Hai ha poi illustrato nei dettagli i trend nei diversi settori dell’economia vietnamita e le opportunità che si aprono per le aziende italiane.
Al termine di un ampio confronto con i presenti ha chiuso i lavori Ambrogio Brenna della Martini Venturi Consulting, società impegnata in una collaborazione a tutto campo, sottolineando che “per le aziende italiane investire in Vietnam significa confrontarsi con un paese che ha tassi di sviluppo sessanta volta superiori a quelli dell’Italia e con un’area “asian” in grande crescita: dunque in grado di offrire garanzie non solo per il presente ma anche per un futuro che, se continuano questi tassi di crescita, vedrà l’Italia protagonista anche nel campo della cultura che la vede collocata su posizioni di grande prestigio rispetto ad un paese che vuole aprirsi decisamente all’occidente”.

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EP supports measures to facilitate local border traffic in the Kaliningrad area

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Measures to make it easier for people living in the Kaliningrad region to cross the border with Poland and enter neighbouring districts were backed by Parliament on Thursday. The Commission proposal would amend current rules on local border traffic in order to treat the entire Kaliningrad region, together with a specific border area on the Polish side, as a single border zone. This would prevent an artificial division of the Kaliningrad enclave, enable more people in the area to cross the border and travel within the neighbouring districts more easily, and enhance economic and cultural exchanges.The EU’s 2006 local border traffic regulation allows Member States to negotiate bilateral agreements with neighbouring countries to grant special permits to citizens living in border areas. With these permits, residents can cross the border frequently and stay on the other side for a few hours or days each time. They also face fewer systematic checks at crossing points (no stamping of documents, special lanes, etc). Moreover, the local border traffic permits may be issued free of charge. Treating the whole Kaliningrad region as a single border zone means allowing an exemption to the 2006 regulation that defines border areas as extending no further than 50 km from the border line. This does not create a precedent and responds to the unique situation of the Kaliningrad enclave, say MEPs, stressing that this exception does not affect the general definition laid down in the regulation.
The Kaliningrad region of the Russian Federation, which has a population of almost one million inhabitants, became the only enclave inside the European Union following EU enlargement in 2004. Four local border traffic agreements have entered into force so far: Hungary-Ukraine in January 2008, Slovakia-Ukraine in September 2008, Poland-Ukraine in July 2009 and Romania-Moldova in October 2010. Other agreements have been signed and are expected to enter into force soon: Poland-Belarus, Latvia-Belarus, Lithuania-Belarus and Norway-Russia.
The Commission proposal should now be approved by Council. It will enter into force 20 days after its publication in the EU Official Journal.

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Il prof. Palmisano nominato Direttore dell’Istituto di Studi Giuridici Internazionali del CNR

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Camerino. Ancora un prestigioso incarico per il prof. Giuseppe Palmisano, docente della Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino. Il prof. Palmisano è stato infatti nominato Direttore dell’Istituto di Studi Giuridici Internazionali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). “Si tratta di una nomina prestigiosa – ha dichiarato il prof. Palmisano – per chi come me si occupa di materie quali il Diritto Internazionale, l’impatto del Diritto Internazionale sulla nostra Società, sull’Ordinamento Giuridico Italiano ma anche nelle relazioni Internazionali tra Stati. Quello che andrò a dirigere è un istituto di ricerca, probabilmente il più importante tra quelli pubblici su queste tematiche. Un incarico dunque che mi riempie di orgoglio”.“Tra le attività – ha proseguito il prof. Palmisano – di questo centro di ricerca c’è quella di raccogliere, esaminare e commentare la prassi italiana in materia di Diritto Internazionale, documentazione che viene poi utilizzata dal nostro Stato nell’ambito delle relazioni con gli altri Stati per ricostruire diciamo così gli orientamenti giuridici a cui attenersi. Proprio per questo tipo di attività l’Istituto ha ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui un encomio da parte del segretario generale delle Nazioni Unite”.
L’Istituto di Studi Giuridici Internazionali del CNR svolge anche attività di ricerca in materia di tutela dell’ambiente nel bacino del Mediterraneo, volte a favorire la cooperazione fra Stati sia europei che nord africani, per realizzare delle forme di sviluppo sostenibili.Dal 1 gennaio 2011, poi, il Prof. Giuseppe Palmisano è anche membro del Comitato europeo dei diritti sociali, eletto dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. L’incarico avrà una durata pari a sei annIl Comitato europeo è un organo composto da quindici esperti indipendenti ed è preposto al controllo del rispetto della Carta sociale europea da parte degli stati membri del Consiglio d’Europa che l’abbiano ratificata.

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Cooperazione allo sviluppo

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Busan. Si è appena concluso il Forum di Busan con la presentazione in plenaria del documento intitolato: “Busan Partnership for Effective Development Cooperation”. “Accogliamo positivamente, anche se con alcune riserve, il documento conclusivo del 4HLF”, dichiara Maria Egizia Petroccione, Portavoce del CINI – Coordinamento Italiano ONG Internazionali.
“La buona notizia è che i paesi emergenti e nuovi donatori tra cui la Cina, l’India e il Brasile, dopo giorni di negoziazione serrata, hanno aderito al documento conclusivo del forum; la notizia meno buona è che, per far si che ciò avvenisse, è stato necessario fare delle concessioni sul carattere volontario di applicazione dei principi e degli impegni presenti nel documento”, continua Petroccione.Il documento, che segna una svolta molto significativa e sancisce il definitivo passaggio dal concetto di efficacia degli aiuti a quello di efficacia dello sviluppo, riafferma la necessità di adempiere agli impegni derivanti dalla Dichiarazione di Parigi del 2005 e dalla Accra Agenda for Action del 2008, rimasti inevasi. L’accordo ribadisce alcuni principi condivisi per raggiungere gli obiettivi comuni: principi già ritenuti fondamentali quali la titolarità dei paesi partners (Ownership), ed introduce nuovi principi quali lo sviluppo basato sui risultati (Result Based Development), la partnership inclusiva per lo sviluppo, la trasparenza e la comune responsabilità di tutti gli attori della cooperazione (Joint and Mutual Accountability). L’accordo, definito “storico” da diversi partecipanti tra cui il Presidente dell’OCSE-DAC Brian Atwood e il Primo Ministro Coreano Kim Hwang-sik, è il più inclusivo accordo mai raggiunto in materia di cooperazione allo sviluppo. Per la prima volta infatti sono stati pienamente coinvolti nella sua formulazione i paesi emergenti divenuti donatori, i rappresentanti del settore privato, i parlamentari, la società civile oltre che naturalmente i paesi partner ed i paesi donatori tradizionali. “La società civile, plaude a questo importante risultato, in particolare il riconoscimento del ruolo delle organizzazioni della società civile nello sviluppo, l’enfasi sull’ownership democratica e la trasparenza, il riferimento ai principi di Istambul e al Siem Reap Consensus e l’impegno a creare un ambiente favorevole al lavoro delle organizzazioni della società civile. Tuttavia, aggiunge Petroccione, esistono alcuni aspetti certamente meno positivi: la mancanza di impegno chiaro circa un approccio allo sviluppo basato sui diritti umani, l’assenza di una scadenza temporale entro la quale onorare gli impegni presi a Parigi e ad Accra, il carattere volontario e non vincolante dei principi ed impegni sottoscritti, il ruolo troppo centrale che viene affidato alla crescita economica, e dunque al settore privato, nel processo di sviluppo.” Infine, i firmatari riconoscono che per far avanzare la nuova agenda dell’efficacia occorrerà un impegno ed un sostegno politico continuo e di alto livello. Tale impegno dovrà concretizzarsi in una nuova struttura globale molto leggera chiamata “Global Partneship for Effective Development Cooperation”, che sostituirà, entro giugno 2012, l’attuale “Working Party on Aid Effectiveness”.

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Lo “strappo” della Lega

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Due presidenti di Regione: Zaia per il Veneto e Cota per il Piemonte rifiutano l’incontro con il Presidente del Consiglio e preferiscono partecipare alla riunione del Parlamento Padano. E’ un gesto politico ai limiti della rottura istituzionale in quanto intendono avvalersi della loro carica per rappresentare un malessere diffuso anche in chi non lo vorrebbe espresso in questi termini e non si sente figlio naturale di un separatismo così marcatamente anti-italiano. Ma se dischiudiamo questa specie di vaso di pandora c’è qualcosa di più e di diverso di un separatismo che agita gli italiani e li rende irrequieti sebbene indecisi sul da farsi. Qui si parla diffusamente di sacrifici ma la politica è la prima a non volerli per sé anche se si battono i tamburi della giustizia previdenziale che coglie le sue briciole con un suggestivo ma poco reale taglio alle rendite di chi ha alle spalle un mandato elettorale. Perchè non si riducono gli oltre un milione di persone che ruota intorno alla politica e sono, per lo più, coloro che la sfruttano e non concorrono di certo ad esaltarla? Perché non si contraggono gli stipendi milionari (oltre 4 milioni di euro all’anno) di taluni manager pubblici? Perchè non si fa nulla ai ripetuti richiami della corte dei conti sugli sprechi nella pubblica amministrazione che raggiungono ben 70 miliardi di euro? Perchè si fa molto poco per contrastare un’evasione fiscale che raggiunge i 200 miliardi di euro? E per contro si sottraggono poche decine di euro ad un pensionato che rappresentano l’adeguamento al costo della vita, si impongono ticket sanitari ai redditi medio-bassi, si aumentano le tariffe dei mezzi pubblici e via di questo passo tanto che fa dire alla segretaria della Cgil che nemmeno con una lente di ingrandimento si possono notare i provvedimenti in favore delle classi sociali più deboli. Ecco perchè lo strappo della Lega e le perplessità dell’on.le Di Pietro, per quanto criticabili nella forma e nelle motivazioni, non lo sono nei fatti. E’ bene che i partiti lo sappiano se, acquiescenti a questa “macelleria sociale”, saranno abbandonati dai loro elettori. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Governo Monti: come prima più di prima

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Tutti con il naso all’insù in attesa che scocchi l’ora X, alias 5 dicembre p.v., allorquando si riunisce il consiglio dei ministri e saranno sparse le ceneri della nostra civiltà del diritto, dell’equità sociale, della concertazione. In nome di una emergenza non invocata ma subita e per tutelare interessi che non ci appartengono ma ci sono imposti. La mannaia delle restrizioni, delle imposizioni sta diventando il nostro pane quotidiano. L’Europa dei popoli ha scoperto il suo reale natura e si è rivelata l’Europa dei quartieri alti della finanza, dell’economia, dei poteri occulti. Il suo giocattolo, sino a qualche ora fa, è stato l’euro ora sta cercandone un altro. Non si pensa a chi ha speso, lavorando, un’intera vita, non si pensa ai giovani che non riescono a trovare un lavoro, e sono milioni, non si pensa ai precari che sono sballottati tra un lavoro e l’altro senza futuro, non si pensa ai valori ma agli interessi lucrosi e poca importa se sono a carico di chi ha già dato ma continua a subire in nome di un ideale costruito più sull’avere che sull’essere di chi possiede e gode del superfluo. Abbiamo sperato in una svolta insperata negli anni ’90 e il sogno lo abbiamo prolungato a dispetto della ragione che ci suggeriva prudenza e concretezza e ora dovremmo passare ad un altro sogno dove il fondo raschiato non sembra bastevole per una logica che non siamo, a tutt’oggi, in grado di percepire nella giusta misura. Dovremmo, invece, svegliarci e renderci conto che qualcuno ci ha messi sul limitare di un baratro e pretende da noi consapevolezza della nostra condizione di servus servorum Dei. E per i servi, come per gli schiavi, non esiste giustizia, non esiste libertà, non esistono diritti. Qui continuano a prenderci in giro con le parole: comunista, socialista, anarchico ecc. Noi,invece, stiamo raggiungendo la sintesi: o si è ricchi o si è poveri. Persino chi credeva di stare nel mezzo vede restringersi la sua posizione che non lo porta in alto ma semmai in basso perchè molti sono gli aspiranti ma pochi gli eletti. Perchè la schiavitù non si è spenta in nome di una civiltà che pensavamo di aver conquistato e fortificato con l’insegnamento dei nostri padri, dopo dure lotte e grandi sacrifici, perchè civiltà è morta e con essa ogni anelito di progresso e di benessere. Se non ritroviamo il senso della realtà, di là della cortina fumogena delle suggestio mediatiche, il nostro destino è segnato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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