Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Crisi italiana: un’altra storia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2011

I fatti odierni hanno un precedente e la complicità di tutto lo schieramento politico partitico che si richiama agli anni novanta. Abbiamo cominciato con il grande inganno della moneta unica che è costata la perdita secca del 50% della ricchezza nazionale. Altro che svalutazione e calo di competitività se fossimo rimasti fuori dall’eurozona come ha fatto, giustamente, la Bretagna. Allora facemmo un favore ai grandi interessi e la macelleria sociale fu affidata nelle mani “esperte” di Ciampi e di Amato. Avremmo dovuto, per lo meno, essere conseguenti e aggredire da subito il debito primario per non farlo almeno crescere con i suoi interessi passivi. Non lo facemmo e continuammo nel limbo delle spese clientelari, dei lobbisti et similia compresa la criminalità organizzata. Tutti a bagnarci il pane in quella mangiatoia che sembrava sempre generosa. Abbiamo persino avuta la “fortuna” di trovare un leader che ha saputo perpetuare il sogno italiano del vivere ricco alle spalle dei poveri e con il tocco magico e mediatico di illudere che chi ha può dare e chi non ha può spendere. Alla fine tutti i nodi sono arrivati al pettine e l’imbonitore di turno, dopo essere riuscito a succhiare il sangue da una rapa, ha mollato la presa e siamo passati all’era dei tecnocrati che trovano persino il tempo di spendere una lacrima sul mancato livellamento delle pensioni al costo della vita dopo che in quindici anni tutti i nostri redditi, da lavoro e da pensione, hanno perso il 60% del loro potere di acquisto.
Ora siamo nel pieno del psicodramma con una Europa che ci chiede l’impossibile e se non lo facciamo ci ricatta con l’idea che saremmo la classica buccia di banana che farebbe cadere l’intera impalcatura in cui si regge l’eurozona. E noi che facciamo? Da buon popolo latino votato alla commozione e alla generosità tout court non sappiamo dire di no distruggendo in questo modo il nostro stato sociale, la nostra libertà, il lavoro dei nostri figli e nipoti di ora e di domani, il diritto alla vita e a vivere. Abbiamo dovuto subire la vergogna di una debacle della politica che ha rinunciato al suo ruolo di mediatore per affidarlo ai tecnocrati mentre altrove accade l’esatto contrario, Dobbiamo subire questa indecente messa in scena con un tam tam mediatico al limite del messaggio subliminale come un topo in trappola per un odore di parmigiano. Cosa possiamo fare? Ciò che la stessa Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda non hanno saputo fare: ovvero rompere come hanno fatto per similare situazione l’Argentina e il Brasile. Uscire, in pratica, dal sistema e crearne un altro. Niente sudditanza economica dai poteri forti. Saranno forse momenti difficili ma è uno sbocco che almeno ci darebbe una chance mentre ora non ne abbiamo nemmeno l’ombra. Ma sappiamo bene che tutto ciò non accadrà perchè siamo troppo illusi e disillusi per avere la mente per le lucide decisioni e ci porteremo con noi un severo giudizio storico dei posteri dove la sentenza non sarà poi tanto ardua. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: