Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 10 dicembre 2011

Politiche etiche di gestione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

Loveable Pets

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Nei mesi scorsi il C.C.S.A. (Comitato Contro la Sperimentazione Animale) in collaborazione con l’associazione “Vita – Una Zampa per la Spagna” ha iniziato una raccolta firme sostenuta e diffusa dall’OIPA, oltre che da altre associazioni ed organizzazioni internazionali, per diffondere la realtà delle condizioni in cui vengono detenuti i cani e gatti in Spagna e altri paesi europei, arrivando a raccoglierne 112.683. Un vero e proprio record, tanto che la Commissione Petizioni ha confermato di essere di fronte alla più consistente raccolta firme del 2011. L’incontro con il gabinetto del Commissario Dalli era mirato a far presente l’indignazione dei cittadini europei riguardo alle barbarie perpetrate in alcuni Paesi membri, come la Spagna e la Romania, e a evidenziare come siano in disaccordo con quanto portato avanti dagli stessi europarlamentari che il 14 ottobre scorso hanno firmato una dichiarazione scritta auspicando politiche etiche per la gestione della popolazione canina nell’Ue. Con il supporto di Zanoni, l’OIPA ha chiesto che venga considerato l’articolo 13 del Trattato di Lisbona che riconosce gli animali in quanto esseri senzienti e il Programma d’azione comunitario per la protezione ed il benessere degli animali 2006-2010, affinchè sia emanata una direttiva che obblighi tutti i paesi membri dell’UE a mettere in pratica misure di prevenzione come sterilizzazione massiva, informazione e sensibilizzazione. I membri dello staff di Dalli hanno confermato di essere a conoscenza del problema e di ricevere molte pressioni da cittadini e politici, tuttavia hanno fatto presente che l’art.13 del Trattato di Lisbona è solo il principio generale e manca ancora una legge applicativa sulla quale basarsi per intervenire in questi casi. La questione verrà ora portata all’attenzione della Commissione che darà un riscontro sulla strategia che intenderà adottare.“Questo è senza dubbio il primo importante passo sulla strada per l’approvazione di una norma europea sulla tutela dei randagi – ha commentato Massimo Pradella, Presidente dell’OIPA – ma è necessario continuare a fare pressione affinché lo sdegno dei cittadini europei venga ascoltato e azioni vergognose e indegne di una società civile, come il trattamento riservato ai randagi in Spagna e Romania, vengano portate sul tavolo di chi ha il potere di porvi fine”.

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Imbarcazioni e tassa sul lusso

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

Italiano: Immagine dal porto antico di Genova,...

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La Federazione del Mare, che riunisce il cluster marittimo italiano, condivide gli obbiettivi di urgenza, equità e rilancio della crescita economica alla base del decreto del governo per il consolidamento dei conti pubblici. Proprio per questo, la Federazione esprime forte perplessità riguardo alla decisione governativa di imporre una tassazione sullo stazionamento nelle acque nazionali di imbarcazioni italiane o estere, tassazione che tende ad allontanarle dal nostro Paese, penalizzando così la non irrilevante quota dell’economia che trae alimento dalla nautica da diporto e dal turismo ad essa legato. La Federazione raccomanda pertanto che nell’iter di conversione della norma in Parlamento venga valutata la possibilità di ricorrere a forme di tassazione alternative delle unità da diporto, che non ne scoraggino la permanenza nelle nostre acque. Il sistema marittimo italiano costituisce uno dei soggetti economici dello sviluppo, come rilevato dal Censis nel 45′ Rapporto Annuale presentato nei giorni scorsi a Roma e Milano, e produce complessivamente beni e servizi per un valore di 39,5 miliardi di Euro (2,6% del PIL). L’Italia è prima in Europa nell’interscambio via mare con 240 milioni di tonnellate di merci e nel turismo crocieristico con 6,7 milioni di passeggeri, nonché nel mondo nella costruzione di navi passeggeri e motoryacht di lusso, fornendo occupazione a circa il 2% della forza lavoro del Paese (480mila addetti).
Il Presidente OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) Massimo Pradella, insieme all’eurodeputato Andrea Zanoni, ha incontrato a Bruxelles il responsabile Benessere animali del gabinetto del Commissario Europeo John Dalli per chiedere azioni concrete per la tutela di cani e gatti randagi in tutta Europa. Per sottolineare l’urgenza di prendere misure concrete per la gestione del problema, è stata inoltre consegnata una petizione supportata da 112.683 firme di cittadini europei che chiedono lo stop immediato delle uccisioni nelle perreras spagnole.

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Scuola italiana di potatura della vite

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

Italiano: Uva Durella

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Al via fra gennaio e febbraio il terzo anno della Scuola Italiana di potatura della Vite ideata dai Preparatori d’uva, ovvero i due tecnici friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch che, dopo oltre 20 anni di lavoro sperimentale nei vigneti di tutt’Italia, hanno dato vita a questa singolare e ormai seguitissima scuola nelle grandi regioni del vino della penisola : new entry 2012 sarà il Veneto. Venendo incontro alle molteplici richieste, i corsi saranno 10, organizzati in collaborazione con prestigiose università e istituti di ricerca legati al mondo della vite, interessati al Metodo Simonit&Sirch di potatura ramificata della vite: l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food in Piemonte, la Fachschule, l’Istituto Sperimentale e l’ Associazione ex alunni di Laimburg in Alto Adige, l’ Istituto Agrario di San Michele all’Adige e la Fondazione Edmund Mach in Trentino, il Dipartimento di viticoltura ed enologia dell’Università di Udine in Friuli Venezia Giulia, il Centro Studi Enzo Morganti a Castelnuovo Berardenga e il Dipartimento di patologia del Corso di laurea di viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze in Toscana, l’Istituto Agrario De Sanctis di Avellino in Campania, Centopassi-Libera Terra in Sicilia. Corsi si terranno anche al CIRVE di Conegliano Veneto e in due storiche cantine: Bellavista di Terre Moretti in Franciacorta, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Milano, e Bolla del GIV in Veneto in collaborazione con il prof. Maurizio Boselli del Dipartimento di biotecnologie dell’Università di Verona e il prof. Attilio Scienza della Facoltà di agraria dell’Università di Milano. A numero chiuso (massimo 35 partecipanti), aperte a viticoltori e non, le Scuole sono un centro di formazione permanente. Organizzeranno 3 giorni di lezioni invernali, con 20 ore di corso focalizzate su teoria e pratica della potatura ramificata sulle forme di allevamento a spalliera e della tradizione presenti nei vari territori in cui ciascuna di loro si trova. Alla parte teorica si affiancherà quella pratica, in vigneti già potati secondo il Metodo Simonit&Sirch. Nei successivi 2 giorni (12 ore) primaverili si affronterà teoricamente e praticamente la gestione del verde. Il programma si trova sul sito http://www.simonitesirch.it, dove si possono anche fare le iscrizioni online. L’obiettivo della Scuola, in cui viene insegnato il metodo di potatura ramificata della vite messo a punto da Simonit&Sirch ormai adottato da una sessantina di primarie aziende in Italia ed Europa, è quello di recuperare l’antico mestiere del potatore che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta, che permettono di allungarne considerevolmente il ciclo vitale: spesso infatti le viti si ammalano per una dissennata impostazione delle potature che fanno crescere, in misura esponenziale, le infezioni al legno. Il che implica un importante risparmio per le aziende, la riduzione considerevole dei costi in vigna con la diminuzione delle ore di potatura (dal 30 al 50%) e, soprattutto, piante più sane e longeve che danno uve, e quindi vini, di qualità superiore.
“L’interesse suscitato dalla Scuola ha superato ogni nostra aspettativa – commenta Marco Simonit – In questi tre anni vi hanno partecipato vignaioli, studenti, appassionati del verde e ora abbiamo decine di richieste da tutt’Italia. Siamo orgogliosi delle importanti partnership con istituti di ricerca e università che abbiamo instaurato. E lo siamo altrettanto per il fatto di aver contribuito a recuperare un mestiere antichissimo, quello del potatore, e di averlo aperto ai giovani, che vi possono trovare interessanti prospettive di lavoro.”

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Attività Abbazia Benedettina di Cava de’ Tirreni

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

Abbazia Benedettina di Cava de' Tirreni

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Roma 13 dicembre alle ore 12.00 presso il Salone del Consiglio Nazionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in Via del Collegio Romano 27 verrà presentato alla stampa il resoconto delle attività svolte durante il 2011 dal Comitato Nazionale per la valorizzazione dell’Abbazia Benedettina di Cava de’ Tirreni.
Il programma, organizzato in stretta collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha previsto la realizzazione di numerose attività svolte durante il 2011 per la valorizzazione dell’Abbazia, e verrà presentato dal presidente del Comitato Gennaro Malgieri, alla presenza del Direttore Generale Antonia Pasqua Recchia, del Presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli, del Sindaco di Cava de’ Tirreni Marco Galdi, dell’Abate Dom Giordano Rota, della direttrice dell’Istituto Centrale per gli Archivi Marina Giannetto.

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I soldi sporchi

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

Money for Nothing (film)

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Secondo l’FMI il denaro sporco muove tra il 3 e il 5% del Pil del pianeta, pari a una cifra che oscilla tra 600 e 1500 miliardi di dollari solo negli Usa, come dire: l’intera economia italiana.
E secondo Bankitalia, in Italia l’industria del riciclaggio rappresenta da sola il 10% del Pil, ossia 150 miliardi di euro. «Il riciclaggio – ha detto il vice direttore generale Anna Maria Tarantola – è una sfida per il Paese». In gioco è «la tutela dell’integrità del sistema finanziario». Ma su scala internazionale vi sono allarmi ancor più preoccupanti. È passata quasi inosservata la denuncia pubblica di Antonio Maria Costa – per otto anni, fino al 2010, direttore dell’Unodc – secondo cui con il denaro del narcotraffico sarebbero state salvate «numerose banche» coinvolte nel crac finanziario del 2008 di Lehman Brothers. A fronte di debiti per 1400 miliardi di dollari, una boccata d’ossigeno per il mondo della finanza in crisi sarebbe arrivata da oltre 350 miliardi di narcodollari. Del resto nella severissima America, prima del Patriot Act diverse banche erano state coinvolte in casi di riciclaggio: il più eclatante quello della Wachovia che in tre anni ha favorito il riciclaggio di 378 miliardi di narcodollari dei cartelli messicani.
Per un lettore comune è sconvolgente scoprire che gli stessi Stati uniti e l’Europa sono disseminati di staterelli che costituiscono dei buchi neri per la tracciabilità dei capitali. Dal Delaware, dove nascondono i soldi grandi Corporation e faccendieri italiani, all’Austria che ha l’anomalia di 25 milioni di conti anonimi su una popolazione di appena 8 milioni di persone. Alla garantista Inghilterra dove un solo ufficio di cambio ha smerciato 4 milioni di euro in banconote da 500, più di un colosso bancario. Un mondo popolato da figure sfuggenti, dai magnati della mafia russa che agiscono in mezzo mondo, ad avvocati d’affari come il tedesco Herbert Batliner, coinvolto nello scandalo dei fondi neri della Cdu, nel riciclaggio di 15 milioni di euro di un narcos, ma condannato solo per una mega evasione da 250 milioni. Quanto ai tanto vituperati paradisi fiscali, la guerra lanciata da Obama due anni fa, e più recentemente da Sarkozy e Merkel, ha prodotto ben miseri risultati. All’ultimo G20 la Cina ha ottenuto che non si accendessero i fari su Hong Kong e Macao. Sono solo alcune delle storie e dei dati con cui il libro racconta le forme e le figure del riciclaggio, dai paradisi fiscali a quelli virtuali fino ai money transfer, e dai banchieri fino ai semplici prestanome. I confini della complicità sono sfuggenti, la lotta è impari. Ma il messaggio è chiaro: bisogna colmare un deficit culturale e legislativo fra i vari Stati, per contrastare un fenomeno che per dimensioni e pervasività è diventato la minaccia più grande al sistema economico mondiale.

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Liberalizzazione mercato farmaci. Le corporazioni all’attacco

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

Firenze. Federfarma Lazio, nota associazione che difende gli interessi dei consumatori di farmaci, rispetto ai farmaci con ricetta non rimborsabili dal Ssn, si pone una domanda: “Siamo veramente sicuri che il ‘salvataggio dell’Italia’ debba passare anche attraverso la liberalizzazione dei farmaci di fascia C?”. Grossomodo la stessa domanda che si pongono i possessori degli yacht di lusso…. e mentre questi ultimi delineano scenari di moli abbandonati ed economie sottozero, i farmacisti di Federfarma, volutamente non menzionando i loro fatturati che ne potrebbero risentire di 380 euro al mese per farmacia * (i farmacisti, nell’ambito dei redditi -126.000 euro all’anno- sono secondi solo ai notai), prevedono aumenti potenzialmente pericolosi di consumi. Alla loro domanda la nostra risposta e’ NO!! E siamo stufi di essere presi in giro da questa corporazione che valuta i consumatori solo come utili idioti da costringere ad acquistare farmaci solo da loro…. altrimenti si fanno male. Nello specifico: ma perche’ dovrebbe farsi male un consumatore che acquista un farmaco vendibile solo con ricetta, se l’acquisto lo fa al supermercato e non in farmacia? E perche’ dovrebbero aumentare i consumi se comunque si acquista solo con ricetta del medico? Noi, consumatori del popolo che Federfarma considera pecora, abbiamo capito solo una cosa: la corporazione ha timore dello sgretolamento del proprio potere, non di mercato ma di posizione acquisita e pagata negli anni con profumate prebende verso il potere costituito. Sgretolamento che se oggi prevede la perdita di bruscolini (380 euro al mese), un domani, quando forse riusciremo a liberalizzare del tutto il mercato levando qualunque monopolio alle farmacie, potrebbe costringerli a doversi confrontare col mercato come qualunque altro commerciante, e non continuare a vivere di rendita corporativa.
Questo per dire che nostro obiettivo e’ andare oltre gli attuali provvedimenti del Governo Monti, un andare oltre che non potra’ che essere nelle dinamiche dell’economia e della sicurezza dei cittadini: in qualunque settore le economie hanno superato le tenaglie corporative, ne ha guadagnato il cittadino, le categorie, il lavoro e lo Stato. Basta guardarsi intorno senza farsi distrarre da quelle liberalizzazioni che sono finte (un esempio per tutti: ferrovie).

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Seminario giovani su crisi e emigrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

Marseille

Image by -eko- via Flickr

Terminato il Congresso del Partito Popolare Europeo, che si è tenuto a Marsiglia, è iniziato il Seminario dei Giovani Italiani del Ppe (G.I.P.P.E.), che si riuniscono a Bruxelles per redigere dei documenti programmatici e per eleggere il nuovo Segretariato Nazionale. “Un’esperienza importante per i 300 giovani delegati che, nelle sale del Parlamento europeo, simulano i lavori d’aula degli eurodeputati adulti.” Lo dichiara Carlo De Romanis, Consigliere regionale del Lazio e Fondatore del Gippe, il quale aggiunge: “Dopo il Congresso di Marsiglia, al quale ho avuto l’onore di coordinare la delegazione del Pdl, ho capito ancora di piú che abbiamo bisogno di creare una nuova generazione che si senta realmente europea, altrimenti gli egoismi nazionali continueranno a prevalere. Allo stesso tempo, ispirandosi ai valori fondanti del Ppe, nessuno di noi dovrà rinunciare alle caratteristiche culturali e identitarie della propria regione. Per rispondere agli euroscettiscismi, dobbiamo rispondere con piú Europa. Ma un’Europa dei popoli e dei cittadini, non un’Europa dei burocrati.” Quest’anno le Commissioni tematiche del Seminario Giovanile sono: Crisi economica, New Economy, Primavera Araba e Immigrazione. Vi è anche una mozione d’urgenza sul dissesto idrogeologico, a seguito dei tragici fatti accaduti nel mese scorso in Liguria e in Sicilia. Dopo la loro approvazione, i testi verranno inviati agli europarlamentari popolari, affinché possano prenderne spunto nelle loro azioni politiche quotidiane.
Ad aprire l’Assemblea plenaria del GIPPE sarà, questo pomeriggio, il Presidente del Partito Popolare Europeo Wilfried Martens. Ultima curiosità: i giovani italiani si riuniscono nel palazzo di fronte quello del Consiglio europeo, proprio in contemporanea alla riunione dei Capi di Stato e di Governo dell’UE. “Chissà che le decisioni prese dai giovanissimi, per affrontare la crisi, non siano in fin dei conti migliori di quelle che prenderanno questo pomeriggio gli adulti che ci governano.” commenta De Romanis in conclusione.

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La città si illumina di nuovo

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

L’Aquila. Questo lo slogan di “Re place 2. La città si illumina di nuovo”, evento di arte contemporanea organizzata dall’associazione Amici dei musei d’Abruzzo, che si terrà tra il 10 e il 31 dicembre all’Aquila.Cinque artisti presenteranno installazioni d’arte in quattro luoghi emblematici della città ferita dal terremoto: Giovanni Albanese, Carlo Bernardini, Fabrizio Corneli, Licia Galizia e Michelangelo Lupone, con la collaborazione degli studenti del Liceo Scientifico “A. Bafile”. L’iniziativa ha avuto un’anteprima il 24 novembre scorso. In occasione della giornata di apertura del Calre (Conferenza dei presidenti delle Regioni europee) svoltasi all’Aquila dal 24 al 26 novembre scorsi, agli ospiti provenienti da tutta Europa è stata presentata l’opera “Enigma del Centro” di Licia Galizia, per le sculture, e Michelangelo Lupone, per la musica, allestita davanti a palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo.”Re place 2″ è stata organizzata con il contributo del fondo europeo per lo Sviluppo regionale 2007/2013 dell’assessorato alle Politiche culturali della Regione Abruzzo, con il patrocinio del Consiglio regionale d’Abruzzo, della Provincia dell’Aquila, della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo e del vice commissario per la Tutela del patrimonio danneggiato dal sisma. Hanno contribuito alla realizzazione dell’evento il Comune dell’Aquila e la fondazione Cassa di risparmio della Provincia dell’Aquila.(re place)

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Il miglior sordo è chi non vuole sentire

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

Abbiamo scritto, e siamo già alla ventesima lettera che da 15 anni a questa parte inviamo al padrone di casa pro tempore della presidenza del Consiglio e a ministri vari, per una nostra proposta di costituire un dipartimento, a costo zero, per “il recupero delle risorse”. Lo scopo è quello, come fa già “striscia la notizia” in alcuni suoi servizi, di andare a caccia di costruzioni abbandonate e che possono essere recuperate, di servizi non utilizzati, di enti inutili e che sono attivi solo per incassare contributi, e via di questo passo. Lo stesso dicasi nelle pieghe dei bilanci pubblici per consulenze inutili, per spese di rappresentanza, ecc. Da un primo calcolo effettuato dai nostri Centri studi è emerso che è possibile ottenere delle economie quantificabili in circa due miliardi di euro tra amministrazioni centrali e periferiche. Una cifra, indubbiamente, interessante considerato che si continua a cercare risorse per ogni dove e, a volte, sono sotto il nostro naso e diamo l’impressione di non accorgercene. Una proposta che ha avuto dei buoni ascoltatori ma senza esito pratico perchè ci è stato detto, per vie confidenziali, che è meglio lasciar perdere altrimenti si scoprono altarini che devono restare in ombra in quanto toccano interessi corporativi fortemente sensibili e, quel che è peggio, ammanierati con la politica. Ma oggi, più che in passato, ci sembra giusto riprendere il discorso proprio perchè abbiamo bisogno, per ragioni di quadratura del bilancio pubblico, di risorse e non possiamo più permetterci che ci sfuggano per far piacere a qualcuno. Abbiamo contato molto su Mario Monti perchè ci era sembrata una persona seria ma temiamo, dai silenzi odierni, che quanto si raggiungono i quartieri alti della politica la “serietà” non basta, purtroppo. E alla fine sembra più comodo prendersela con i pensionati, i lavoratori con redditi medio bassi per i quali cento euro vogliono dire qualcosa mentre per chi percepisce retribuzioni da 4-5 mila euro in su sono appena una mancia. Eppure non mollano perchè a quei livelli la solidarietà è molto scarsa. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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