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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

I soldi sporchi

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2011

Money for Nothing (film)

Image via Wikipedia

Secondo l’FMI il denaro sporco muove tra il 3 e il 5% del Pil del pianeta, pari a una cifra che oscilla tra 600 e 1500 miliardi di dollari solo negli Usa, come dire: l’intera economia italiana.
E secondo Bankitalia, in Italia l’industria del riciclaggio rappresenta da sola il 10% del Pil, ossia 150 miliardi di euro. «Il riciclaggio – ha detto il vice direttore generale Anna Maria Tarantola – è una sfida per il Paese». In gioco è «la tutela dell’integrità del sistema finanziario». Ma su scala internazionale vi sono allarmi ancor più preoccupanti. È passata quasi inosservata la denuncia pubblica di Antonio Maria Costa – per otto anni, fino al 2010, direttore dell’Unodc – secondo cui con il denaro del narcotraffico sarebbero state salvate «numerose banche» coinvolte nel crac finanziario del 2008 di Lehman Brothers. A fronte di debiti per 1400 miliardi di dollari, una boccata d’ossigeno per il mondo della finanza in crisi sarebbe arrivata da oltre 350 miliardi di narcodollari. Del resto nella severissima America, prima del Patriot Act diverse banche erano state coinvolte in casi di riciclaggio: il più eclatante quello della Wachovia che in tre anni ha favorito il riciclaggio di 378 miliardi di narcodollari dei cartelli messicani.
Per un lettore comune è sconvolgente scoprire che gli stessi Stati uniti e l’Europa sono disseminati di staterelli che costituiscono dei buchi neri per la tracciabilità dei capitali. Dal Delaware, dove nascondono i soldi grandi Corporation e faccendieri italiani, all’Austria che ha l’anomalia di 25 milioni di conti anonimi su una popolazione di appena 8 milioni di persone. Alla garantista Inghilterra dove un solo ufficio di cambio ha smerciato 4 milioni di euro in banconote da 500, più di un colosso bancario. Un mondo popolato da figure sfuggenti, dai magnati della mafia russa che agiscono in mezzo mondo, ad avvocati d’affari come il tedesco Herbert Batliner, coinvolto nello scandalo dei fondi neri della Cdu, nel riciclaggio di 15 milioni di euro di un narcos, ma condannato solo per una mega evasione da 250 milioni. Quanto ai tanto vituperati paradisi fiscali, la guerra lanciata da Obama due anni fa, e più recentemente da Sarkozy e Merkel, ha prodotto ben miseri risultati. All’ultimo G20 la Cina ha ottenuto che non si accendessero i fari su Hong Kong e Macao. Sono solo alcune delle storie e dei dati con cui il libro racconta le forme e le figure del riciclaggio, dai paradisi fiscali a quelli virtuali fino ai money transfer, e dai banchieri fino ai semplici prestanome. I confini della complicità sono sfuggenti, la lotta è impari. Ma il messaggio è chiaro: bisogna colmare un deficit culturale e legislativo fra i vari Stati, per contrastare un fenomeno che per dimensioni e pervasività è diventato la minaccia più grande al sistema economico mondiale.

Una Risposta to “I soldi sporchi”

  1. Molti adoratori del dio denaro non capiscono di esserne loro schiavi.Non possono però comprare la rettitudine, la serenità e la gioia di vivere,che fà parte delle persone semplici ed oneste.

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