Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 12 dicembre 2011

La manovra e gli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Michel de Montaigne wrote of his condition tha...

Image via Wikipedia

Dal 2008 ad oggi esiste un’Italia a due visioni della sua realtà. La prima ci fu ammannita dal governo Berlusconi in cui si diceva che tutto procedeva per il meglio e ribadita ancora pochi giorni fa dallo stesso personaggio, diventato ex nel frattempo, che ci informava, bontà sua, che l’Italia è un paese di benestanti e si sa che tale genere di posizione sociale non fa correre il rischio di fallire. In tempi più recenti un altro signore, assurto agli onori di presidente del consiglio, ci informa che la situazione è gravissima e che ci troviamo, addirittura, con un piede penzoloni su un baratro. Questo pericoloso gioco di equilibrismo ci impone di non adeguare le pensioni al costo della vita, di aumentare le tasse e le imposte e lasciare tranquilli i “benestanti di Berlusconi”. Davanti a tutto questo spettacolo tragico-comico gli italiani sembrano poco recettivi per non dire quasi imbambolati dietro questo rincorrersi di pericoli e di blandizie. E’ un atteggiamento che mi ricorda un racconto di Michel De Montaigne in cui cita il comportamento del re d’Egitto Psammerico “che sconfitto e catturato da Gambise, re di Persia, vedendosi passare d’avanti la figlia prigioniera che, vestita da serva, era stata mandata ad attinger acqua, mentre tutti i suoi amici intorno a lui piangevano e si lamentavano, rimase muto, senza far parola, gli occhi fissi a terra; e vedendo anche subito dopo, che suo figlio era condotto a morte, mantenne lo stesso contegno; ma avendo scorto uno dei suoi che veniva condotto fra i prigionieri, cominciò a darsi pugni in testa e a dare segni di uno straordinario dolore.” La spiegazione ce la dà lo stesso Montaigne asserendo che “non è quando la fiamma dell’acceso è più viva e cocente che siamo in grado di dispiegare i nostri gemiti”, ma siamo più portati a portarci il magone di là del fatto grave per poi esplodere per quello minore e in tale circostanza dando sfogo pieno a tutta la repressa rabbia. E’ questo che vuole Monti? A farci caricare di rabbia? O nella inconsapevolezza della natura umana ci prova e ci riprova convinto che se gli va bene una volta tanto vale continuare? Di certo questa manovra nel voler pretendere la salvezza non è certo un assicurante segnale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Più libri più liberi

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

English: The Palazzo dei Congressi in Rome. It...

Image via Wikipedia

«Esprimo grande soddisfazione per la riuscita della decima edizione di Più libri più liberi, che si è conclusa oggi al Palazzo dei Congressi. Le 56 mila presenze rappresentano un ottimo risultato e la conferma che le iniziative e gli eventi legati alla cultura rimangono un’ottima risposta alla crisi economica. A fronte infatti dei numeri in calo per l’ editoria, questa manifestazione in 10 anni ha visto crescere le presenze dell’ 88%, a conferma che non è un’iniziativa pensata solo per agli addetti ai lavori ma rivolta ad un pubblico eterogeneo e in gran parte, come emerge dall’ identikit del visitatore tipo, costituito da giovani. Con gli organizzatori c’è stata una proficua collaborazione e domani convocherò un tavolo interistituzionale anche con gli altri partner per iniziare a pensare all’ edizione 2012». È quanto sostiene in una nota l’assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico Dino Gasperini.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il nuovo ruolo dei sindacati

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

A rally of the trade union UNISON in Oxford du...

Image via Wikipedia

E’ molto probabile che ancora non risulti chiaro come l’attuale crisi segni la fine irreversibile del capitalismo liberista. ormai giunto alla massima espressione dell’egoismo di classe. Ci furono periodi in cui il capitalismo esercitò un ruolo nel processo dello sviluppo e del progresso; accadde quando le figure di banchieri del calibro di Rotschild e Morgan e capitani d’industria come Carnegie, Rockfeller, Ford, interpretarono la natura creativa del capitalismo. Anche in Italia non mancarono gli esempi, primo fra tutti Olivetti, che fu padre della sociologia dell’industria. Oggi i tempi sono profondamente cambiati; due guerre hanno cambiato la geografia del pianeta e la guerra fredda ha cambiato i termini del confronto e dello scontro, non più ideologico ma economico.
Perché meravigliarsi se oggi capitalisti, imprenditori, manager, finanzieri non sono più quelli di una volta?
In realtà, Tanzi, Cragnotti, Fiorani, Consorte, Ricucci, sono il frutto di una logica sistemica. Rappresentano un capitalismo in declino, entrato nella sua Terza Età. Ma non possiamo trascurare di aggiungere, buon ultimo ma solo per ricordarlo meglio, lo stesso Silvio Berlusconi, fallito come politico e statista, sull’orlo del fallimento come imprenditore.La natura creativa del capitalismo, con imprenditori di tal genere ha capovolto la sua tendenza per diventare esclusivamente manageriale e speculativo. Due guerre mondiali, l’abbraccio dello stato, la paura di nuovi crolli (come nel 1929) faranno il resto: il capitalista da attivo e creativo, è diventato parassita, verso lo Stato, verso il popolo, verso il mercato; produce ciò che rende e non privilegia ciò che serve. L’evoluzione del capitalismo può essere riassunto in tre fasi; la prima quando si affermano i capitani d’industria, le cui attività portano alla formazione delle grandi imprese; la seconda dove gli eredi dei grandi imprenditori, passano la mano a manager e proprietari azionisti; la terza fase, quella speculativa (giunta in questi tempi a completa maturazione, generando la crisi in atto) dove i principale azionisti, non confidando nei manager, iniziano, a differenziare gli investimenti per distribuire i rischi . Così la terza fase produce la figura, fin ora inesistente, del manager di portafoglio: venditori istituzionali, intermediari, ma sempre più spesso, imprenditori privi di scrupoli, animati solo dallo sfrenato desiderio di guadagno,non importa se lecito, illecito o anche criminale. Il “gioco” finisce così per riguardare solo chi decide di offrire capitale e chi decide come investirlo; il lavoro diventa un optional che non fa guadagnare abbastanza. E quel che conta per entrambi, non è più la bandiera o il carisma imprenditoriale, ma la redditività di un capitale investito, che diventa sempre più speculativo. E’, perciò, ovvio che in tale situazione proliferino avventurieri di ogni genere.
Come tutte le istituzioni sociali, anche il capitalismo è “mortale”, anche se a coloro che vi sono nati e vissuti, può apparire eterno. Non si capisce allora perché anche il capitalismo, come sistema politico, economico e sociale, non possa subire la stessa sorte di altre grandi istituzioni come l’Impero Romano, giudicato altrettanto eterno dai suoi contemporanei. Sembra un ritorno alle origini piratesche del capitalismo; non per nulla furono capitalisti d’assalto, ma anche pirati pericolosi, Drake e Morgan, che hanno, però, rischiato la pelle; personaggi come Tanzi, Cragnotti, Fiorani, Consorte, Ricucci e Berlusconi, appaiono patetici, da capitalismo in disarmo.In questa atmosfera da resa dei conti emerge il nuovo ruolo dei sindacati, non più arbitri di una lotta di classe, schierati dalla parte della classe lavoratrice, ma promotori del confronto tra i detentori del capitale-denaro e i detentori del capitale-lavoro.
Il capitalismo in fase terminale sta divorando ciò che resta del sistema politico ormai bloccato e privo di riferimenti: non esiste più destra, sinistra o centro, con la dialettica ideologica, ma uno stando confronto tra le parti per discutere solo di tasse, spesa sociale, pensioni, trascurando l’impostazione squisitamente politica dell’indirizzo da dare al progresso e allo sviluppo. Il ruolo dei sindaci sarà quello di riproporre la democrazia, diventata un fantasma che non incute paura, bensì noia, e viene, perciò, spesso rimosso da chi riesce a imporre la propria dimensione, dopo avere vanificato il senso stesso della democrazia, che sta nel libero esercizio, da parte del popolo elettore, della scelta dei propri rappresentanti, secondo coscienza e non per imposizione del potente di turno. Se la democrazia sarebbe “macchina che fabbrica cittadini”, nel senso che il voto rappresenta l’esercizio di una libera scelta attraverso cui l’elettore può “cambiare le cose”, allora la democrazia italiana non “fabbrica” più cittadini dal 1994, cioè dalla discesa in campo politico di Berlusconi; situazione aggravata irrimediabilmente con la legge elettorale universalmente chiamata porcellum. Nessuno meglio dell’apparato sindacale può farsi carico di un rilancio della democrazia ipnotizzata dalla promessa di facili guadagni e addomesticata da false visioni di chi ha tutto l’interesse di farci credere che siamo “una nazione di benestanti” che non deve preoccuparsi di nulla, neanche se si dovesse andare a elezioni anticipate; questo il succo delle affermazioni di Berlusconi che, ancora, crede di poter tornare nella stanza dei bottoni, trasformata nella “stanza dei bottini”. La promozione del confronto: questo il nuovo ruolo dei sindacati, perché non c’è democrazia se il confronto fra le parti viene sostituito dallo scontro. (Rosario Amico Roxas)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

150° Riflessioni sull’identità nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Italiano: Veduta della città di Urbino dalla c...

Parma 15 e venerdì 16 dicembre 2011 Aula Magna – Palazzo centrale – via Università, 12 Programma:
Giovedì 15 dicembre ore 9.00 – 13.00 Saluti delle Autorità Introduzione del Magnifico Rettore dell’Università di Parma Prof. Gino Ferretti Apertura dei lavori Presiede: Camillo Brezzi – Università di Siena 150°. Riflessioni sull’identità nazionale. Presentazione > Piergiovanni Genovesi – Università di Parma Un’identità nazionale? > Alberto Mario Banti – Università di Pisa Memorie divise/memorie frammentate > John Foot – University College London – Gran Bretagna
Più stato, più mercato. Economia e politica nei 150 anni di unità nazionale > Gianluca Podestà – Università di Parma
Chiesa e Stato in Italia > Agostino Giovagnoli – Università Cattolica di Milano La storiografia tedesca sul Risorgimento > Werner Daum – Fernuniversität Hagen Germania Dibattito
ore 15.00 – 19.00 Presiede: Daniele Marchesini – Università di Parma Le immagini dell’identità nazionale > Gloria Dolores Bianchino – Università di Parma Le bandiere degli Italiani > Giorgio Vecchio – Università di Parma Le sonorità nazionali > Stefano Pivato – Università di Urbino dentità italiana e passione sportiva > Paul Dietschy – Université de Franche-Comté – Francia Gli italiani che si battono: una questione di identità militare > Dino Mengozzi – Università di Urbino Le identità nascoste. Film per l’unità > Michele Guerra – Università di Parma Dibattito
Venerdì 16 dicembre ore 9.30 – 13.00 Presiede: Alba Mora – Università di Parma Le celebrazioni dell’Unità: 1911, 1961, 2011 > Maurizio Ridolfi – Università della Tuscia La nazione a sinistra > Maurizio Degl’Innocenti – Università di Siena
L’altra metà del cielo: identità nazionale al femminile > Fiorenza Tarozzi – Università di Bologna La rappresentazione dell’antitaliano > Angelo Ventrone – Università di Macerata L’altra Italia. Identità nazionale, culture di opposizione ed emigrazione politica > Eva Cecchinato – Università di Venezia Dibattito e chiusura dei lavori

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Carcinoma mammario metastatico

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Squamous carcinoma of the cervix

Presentati, in occasione del 34º San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) CTRC-AACR che si tiene dal 6 al 10 dicembre 2011, i risultati di CLEOPATRA, il primo studio randomizzato di fase III con il farmaco “target” rivolto verso HER2, pertuzumab. Lo studio ha posto a confronto la combinazione di pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia a base di docetaxel con trastuzumab e docetaxel in pazienti con carcinoma mammario metastatico (mBC) HER2-positivo non precedentemente trattato. I pazienti trattati con pertuzumab in combinazione con trastuzumab e chemioterapia hanno ottenuto una riduzione pari al 38% del rischio di peggioramento della malattia o di mortalità (sopravvivenza libera da progressione, o PFS), (HR=0,62; valore p=<0,0001). La PFS mediana è migliorata di 6,1 mesi (da 12,4 mesi per trastuzumab e chemioterapia a 18,5 mesi per pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia). I dati sulla sopravvivenza globale (OS) sono attualmente immaturi, con una tendenza a favore della combinazione con pertuzumab.Non si sono osservati nuovi segnali sulla sicurezza della terapia e gli eventi avversi sono stati in linea con quelli verificatisi in studi precedenti con pertuzumab e trastuzumab, in associazione o in monoterapia.I risultati saranno inseriti nel programma stampa ufficiale del SABCS.I dati sono stati pubblicati nell’edizione online del New England Journal of Medicine. Genentech ha presentato alla FDA la Biologics License Application (richiesta di licenza per il commercio dei farmaci) per pertuzumab per le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo non precedentemente trattato e Roche ha presentato, all’Agenzia Europea, la domanda per l’autorizzazione al commercio per pertuzumab nella stessa indicazione.“Studiamo la via di trasduzione del segnale dell’HER2 da 30 anni con l’obiettivo di offrire farmaci personalizzati alle pazienti affette da carcinoma mammario HER2-positivo”, ha dichiarato Hal Barron, M.D., Chief Medical Officer e Head, Global Product Development. “Questi risultati mostrano che presto saremo in grado di migliorare l’attuale standard terapeutico, costituito da trastuzumab più chemioterapia, in modo da aiutare le pazienti affette da questa forma avanzata di cancro”. Si ritiene che i meccanismi di azione di pertuzumab e trastuzumab siano complementari tra loro, poiché entrambi si legano al recettore HER2, ma in regioni differenti del recettore stesso, potendo così fornire un blocco più completo delle vie di trasduzione del segnale di HER.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Crisi e nuovo modello di civiltà

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

English: Nicola Zingaretti Italiano: Nicola Zi...

Image via Wikipedia

Roma 13 dicembre, dalle 9 alle 19, presso la Sala San Pio X in Via della Conciliazione 5 l’associazione Greenaccord Onlus e la Provincia di Roma organizzano una giornata di studio per approfondire le cause dell’attuale crisi economica e per avanzare soluzioni in grado di porre le basi per un modello economico nuovo e capace di rispondere alle sfide sociali e ambientali. Presenti anche esperti stranieri.La crisi come occasione per ricostruire il nostro modello di sviluppo su presupposti nuovi, capaci di ridurre il divario tra ricchi e poveri, di riavvicinare la finanza all’economia reale, di ridare alle nuove generazioni fiducia e speranza, di costruire una nuova idea di città. È la premessa alla base della giornata di studio “Verso un Nuovo Umanesimo – Economia e Sostenibilità sociale”, organizzata dall’associazione culturale Greenaccord Onlus in collaborazione con la Provincia di Roma. Al convegno interverranno: il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti; il segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Mons. Mario Toso; l’assessore provinciale alle Politiche finanziarie e di Bilancio, Antonio Rosati; il vice-direttore generale della Fao, Alexander Müller; Domenico De Masi, docente di Sociologia – Università La Sapienza di Roma; Giuseppe Ciccarone, preside della facoltà di Economia – Università La Sapienza di Roma; Maurizio Franzini, docente di Economia – Università La Sapienza di Roma; Laura Castellucci, docente Economia – Politica Università di Roma Tor Vergata; Andrea Masullo, presidente comitato scientifico Greenaccord. Presiede Tiziana Ferrario. La partecipazione agli incontri è aperta al pubblico ma si prega di accreditarsi presso la segreteria organizzativa di Greenaccord. Il programma completo dell’incontro è disponibile all’indirizzo http://www.versounnuovoumanesimo.org

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 2 Comments »

Editoriale di www.camaldoli.org

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Europa and the Bull (#1)

Image by cliff1066™ via Flickr

Conclusasi (forse) una settimana storica per l’Italia, segnata dal cambiamento di Governo, si apre un’altra settimana storica per l’Europa, con la riunione dei Paesi aderenti all’Euro e la successiva riunione di tutti i membri della comunità per prendere le decisioni che scongiurino l’esplodere della crisi. L’attenzione è centrata sui due consoli che reggono l’Europa: la Signora Cancelliera Merkel ed il Presidente Sarkozy. La prima profondamente convinta della autorità tedesca nel determinare la soluzione giusta, il secondo, erede di una riluttanza francese a cedere il bastone dell’egemonia, consolantesi del suo compito di secondo console. Come sono cambiati i modi dell’intendere l’Europa della Francia e della Germania! Ho conosciuto Helmut Kohl nel 1947 a Berlino, prima che Rossellini girasse “Berlino Anno Zero”. Nella città distrutta aveva organizzato una riunione europea di giovani democratici cristiani per testimoniare l’appartenenza di Berlino, occupata da quattro eserciti, all’Europa. Fu un’esperienza formativa memorabile, in cui tutti comprendemmo che Berlino si sarebbe salvata solo se l’Europa fosse stata unita. Molti anni dopo, negli anni ’60, andai con il mio amico Pino Ferrarini a trovare Helmut Kohl nella sede del Parlamento tedesco a Bonn. Avevano vinto i social-democratici ed egli era il capo dell’opposizione. Era un pomeriggio con le nubi basse ed il tramonto livido sul Reno: sarebbe potuto essere lo scenario di una tragedia di Wagner. Helmut ci confidò la sua esperienza di giovane cattolico, alla nascita del nazismo, la rude repressione dei sindacati e del Partito di Centro da parte di Hitler, della follia che si era impossessata della Germania che per la terza volta cercava di dominare con la forza l’Europa. E ci confidò che così si era formata la sua idea che la Germania potesse essere grande e svolgere una funzione di guida, solo se fosse stata fortemente e severamente integrata nell’ordine europeo. E ci disse che queste sarebbero state la motivazione e la giustificazione per la riunificazione che lui avrebbe realizzato. Questa seconda parte ci colpì molto perché in quegli anni, in cui era ancora forte la presenza sovietica, poteva sembrare follia sperarlo. Eppure Kohl, tenendo fermo il timone nella direzione europea portò a termine l’unificazione senza un revanscismo nazionalista, ma invocando il diritto all’unità europea della Germania orientale liberata dai comunisti. Diverso è l’atteggiamento della Merkel, di colei che ha abbattuto senza pentimenti Kohl, che non era renana, ma prussiana, che non era cattolica, ma protestante. Democratico-cristiana a pieno titolo, si è lasciata sedurre dall’idea che l’autonomia tedesca e le sue regole fossero sufficienti a garantire la moneta europea senza la necessità di sviluppare gli organismi che reggono la politica europea. E dietro questa illusione si è rifatta strada l’idea di una Germania arbitra dell’Europa.
Come ha potuto la Francia acconsentire a questo? Perché a sua volta la Francia ha pensato di assumere una compartecipazione al ruolo principale come collega nel consolato, ottenendo un posto onorifico in una guida politica dissennata. Nel recente incontro all’istituto Sturzo, Mauro Magatti ha ricordato che la crisi economica europea è soprattutto una crisi di civiltà. Com’è possibile che la radice storicamente importante che ha promosso l’unità abbia prodotto dopo venti anni di crescita continua solo una montagna di debiti? È un fallimento spirituale prima che un fallimento economico. Che cosa non ha funzionato nei valori di questo continente che sono stati così abbondantemente traditi dai risultati? Ma è responsabilità dell’Italia questo imbarbarimento nella concezione di un consolato europeo. L’Italia è venuta a mancare nel momento più difficile nel suo compito e nella sua vocazione di Paese fondatore dell’Europa, attento a pretendere una organizzazione unitaria, vera, costituzionalmente forte, senza la necessità di direttori o di consolati. La mancanza dell’Italia, obnubilata dal provincialismo berlusconiano e dall’ignoranza leghista, ha fatto fallire il tentativo di Prodi di dare una Costituzione all’Europa, che avrebbe permesso di difendere meglio l’euro e l’economia europea. Questa sarà una settimana storica per l’Europa. Si tratta di decidere a proposito di un Governo europeo efficace contro la crisi o di ritirarsi in disordine al grido di “si salvi chi può”.(Bartolo Ciccardini)

Posted in Editoriali/Editorials, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 2 Comments »

I.C.E. sotto mentite spoglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

In questi mesi imprese e associazioni imprenditoriali hanno chiesto a gran voce che si ponesse rimedio al danno fatto nel luglio scorso con la frettolosa soppressione dell’ICE A seguito di quanto affermato dal Ministro Passera e di quanto contenuto nel decreto firmato dal Presidente Monti, la stampa può oggi titolare “la rinascita dell’ICE”.Niente è più distante dalla realtà! Dalle spoglie di un ente che solo nel 2010 ha organizzato 717 iniziative promozionali in 74 paesi e 80 settori merceologici, 86 corsi di formazione con 8.000 ore di aula, fornito 12.911 servizi di assistenza e consulenza, organizzato 40.382 incontri tra aziende italiane e controparti estere, con il decreto Monti si prevede di far nascere un’agenzia con un ruolo, delle funzioni, delle risorse assolutamente insufficienti a garantire al Sistema Paese un efficiente strumento pubblico di sostegno all’internazionalizzazione.Se è con questo che si pensa di far fronte ai danni prodotti con la legge di soppressione voluta dal governo Berlusconi, si sta per compiere l’ennesimo madornale errore.Si vuole convincere l’opinione pubblica, le imprese, la politica e i media che si sta per costituire un’agenzia snella e flessibile.La verità è che, mentre gli altri paesi rafforzano le loro Trade Promotion Organization, riconoscendo appieno il ruolo anticiclico dell’internazionalizzazione, in un momento economico in cui le poche speranze di aumento del PIL sono quasi esclusivamente collegate alla crescita della componente estera della domanda, in Italia si prevede l’istituzione di una nuova struttura senza funzioni importanti, come formazione e studi, e più che ridotta nel personale e nelle reti.Una struttura che si rivelerà non efficiente e non efficace nella sua azione. A vantaggio di chi? Non certo delle imprese e del Paese.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Grande crescita dell’ITAL e della UIM in Paraguay

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

English: Photo montage of Asunción, Paraguay.

Image via Wikipedia

L’Unione Italiani nel Mondo (UIM) è presente in Paraguay dal 2009. Grazie alla firma della convenzione con l’ITAL UIL, allo scopo di offrire assistenza e tutela in materia previdenziale e di cittadinanza, la UIM Paraguay riveste oggi una grande importanza nella collettività. Un forte interesse è dimostrato dalla crescente affluenza di pubblico di origine italiana che si reca all’ufficio di Patronato per chiedere aiuto. L’apertura di una sede più ampia nel centro della città di Asunción offre alla collettività un’amplia gamma di servizi e informazioni in grado di diramare i molti dubbi e le molte inquietudini nei confronti delle istituzioni italiane. Tra i temi di maggior importanza le pensioni INPS, le campagne di verifica dell’esistenza in vita portate avanti dagli istituti bancari e la preparazione della documentazione richiesta dalla legge per il riconoscimento della cittadinanza ai discendenti di Italiani.Più di cinquanta dirigenti della comunità italo-paraguaiana si sono presentati alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede alla presenza dell’Ambasciatore italiano Dott. Piero Porcarelli, il Vicepresidente dell’ITAL UIL Mario Castellengo, il Coordinatore per l’America Latina dell’ITAL UIL Cav. Josè Tucci e il Presidente della Uim Paraguay Ing. Enrique Omar Mendieta Farina.L’Ing. Farina ha iniziato la cerimonia dando il benvenuto alle autorità presenti e ringraziandoli del loro interesse e partecipazione e si è messo al servizio della collettività. Il Cav. Tucci, nel salutare la nutrita classe dirigente, ha sottolineato che “Non siamo qui per competere con le associazioni costituite, siamo un’organizzazione che tutela i diritti dei lavoratori italiani sparsi per il mondo”. Il Vicepresidente ITAL UIL, Castellengo, a sua volta, ha espresso grande soddisfazione nel constatare la presenza di tante autorità e ha raddoppiato la scommessa realizzata nel 2009. Ha affermato che: “La comunità italo-paraguaiana può sentirsi sicura sul fatto che i propri diritti verranno rispettati e voglio esprimere all’Ambasciatore Porcarelli la nostra più completa disposizione”.L’Ambasciatore Porcarelli ha preso la parola per salutare con entusiasmo l’iniziativa altamente positiva di questa crescita, dato che la presenza del Patronato è in questo momento una grande risorsa per affrontare le necessità della comunità in un momento di grande e delicata crisi economica dell’Italia che, come sappiamo, sta riducendo drasticamente il numero delle varie sedi diplomatiche a seguito del tentativo di risanamento che sta realizzando il Governo. L’Ambasciatore Porcarelli ha affermato: “Sono io a mettere a disposizione l’Ambasciata e sono assolutamente convinto che con il vostro aiuto potremo offrire alla comunità un servizio come realmente merita. Sono al vostro servizio”.
Nella Foto: Coordinatore ITAL Josè Tucci, Vice Presidente ITAL Mario Castellengo, Ambasciatore Piero Porcarelli e Presidente UIM Paraguay Enrique Omar Mendieta Farina. (tucci)

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Climate Crises deepen with UN talks ending amidst acrimony

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Climate justice and water justice

Image by Toban Black via Flickr

All attributable to Kumi Naidoo, Greenpeace International Executive Director, who following a peaceful protest out side the main plenary hall yesterday has been barred from the Climate Conference in Durban.“Many governments departing the UN talks in Durban tonight should be ashamed. When they return home we wonder how they will be able to look into the eyes of their children and grandchildren. The failure here will be measured in the lives of the poor, the most vulnerable and least responsible for the global climate crises,” said Kumi Naidoo, Executive Director of Greenpeace International.
“The UN climate talks in Durban, were supposed to both reinforce and agree new global rules for tackling climate change – from the outset the objectives were in stark contrast with what the reality of climate change demands. They have been about creating a base for a climate deal that is already many years overdue. “As the talks began they were about trying to close the massive gap between what climate science says needs to be done and what governments are currently committed to. Yet, they are not in Durban to close that gap, all they have to do is decide on a new deadline for agreeing, and they can’t even do that. “Two years ago in Copenhagen we were promised a 100 billion USD fund would be set up to help the poorest adapt to and mitigate climate change. In Durban they only planned to design a way to collect and distribute the money. They could not even do that. Now, not only do we not have a bank to put it in, the money remains as illusive as an I.O.U from Bernie Madoff. Today, vulnerable people are dying because of climate related impacts, they cannot wait, they need help now. “While the talks may be complex, the truth is simple. We are nowhere near where we need to be to avert catastrophic climate change. There is no real political capital on the table in Durban, big countries may be bullying the small ones into submission through aid programmes and trade. With the fate of hundreds of millions of people at stake, progressive countries need to get serious about reigning in the blockers like the US, they need to start talking sanctions, there must be repercussions. “Time has all but run out and a serious crisis requires serious political action on behalf of the willing. “Chief among the blockers by far is the US, which is clearly operating at the bidding of the carbon cartels. Its negotiators have no place in the room. Other powerful governments and blocs, like the EU, China, and India should have outmaneuvered them by joining together to side with the most vulnerable to make real progress rather than being forced to dance to the tune of the carbon corporations. “While the diplomats, lawyers, pundits, NGOs rake over the tepid embers of the full document in search of good news, any good news, the carbon cartels will once more be drinking champagne and dancing in the streets of Durban tonight – job done, business as usual.” Greenpeace will provide a brief on the details of the final agreement in the coming hours.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Durban climate talks ending: Polluters won, people lost

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

border|22x20px South Africa, Durban beach

Image via Wikipedia

Durban On the closing of the latest round of UN climate talks in Durban Greenpeace today declared that it was clear that our Governments this past two weeks listened to the carbon-intensive polluting corporations instead of listening to the people who want an end to our dependence on fossil fuels and real and immediate action on climate change.“The grim news is that the blockers lead by the US have succeeded in inserting a vital get-out clause that could easily prevent the next big climate deal being legally binding. If that loophole is exploited it could be a disaster. And the deal is due to be implemented ‘from 2020’ leaving almost no room for increasing the depth of carbon cuts in this decade when scientists say we need emissions to peak,” said Kumi Naidoo, Greenpeace International Executive Director.“Right now the global climate regime amounts to nothing more than a voluntary deal that’s put off for a decade. This could take us over the two degree threshold where we pass from danger to potential catastrophe.” “Our atmosphere has been loaded with a carbon debt and the bill, carrying a Durban postmark, has been posted to the world’s poorest countries. The chance of averting catastrophic climate change is slipping through our hands with every passing year that nations fail to agree on a rescue plan for the planet.”

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Le due italie si allontanano sempre più

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Italiano: Il Presidente Giorgio Napolitano con...

Image via Wikipedia

Il ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera affonda il dito nella piaga delle due italie e dichiara pubblicamente in sede parlamentare nel corso di un’audizione alla Camera sulle linee programmatiche del suo dicastero, parlando dei fondi comunitari europei per il Sud: Entro l’anno rischiamo di perdere una quantità di miliardi pazzesca. In un momento di scarsità di risorse questo fatto sarebbe mortificante, colpevole e vergognoso. Ancora una volta, il dito indice si punta ad indicare il mortificante stato neuro-vegetativo del sud italia, declassato a cassetta per le elemosine del resto del paese, base logistica per le infiltrazioni mafiose al nord, mortificazione continua e deprimente di tutto il paese. Ma guai a dire che esiste una questione meridionale ovvero una conseguente questione settentrionale, o peggio, guai a dire che esiste una emergenza della monnezza napoletana (ma anche campana, siciliana, calabrese e romana) che non si è praticamente mai estinta negli ultimi decenni: tali verità eterne verrebbero offerte al giudizio di un tribunale …. L’insensibilità con cui si muove la classe dirigente meridionale spaventa ancor più delle mafie e del parassitismo fannullone nel sud. Sempre alla caccia di deresponsabilizzazioni totali, mai nel governo effettivo dei territori che si è candidata a governare, mai all’attacco a tesata bassa dei fenomeni mortali della corruzione politica e burocratica e della invadenza mafiosa.
Al danno di un meridione completamente degradato e fallito, si aggiunge la beffa di un non-governo o di un mal-governo delle classi dominanti meridionali, le uniche responsabili di ciò che accade quotidianamente.E per carità, guai a parlar di secessione con un capo dello stato napoletano convinto, meridionalista indefesso ed anti-nord affermato. La cosa peggiore di questa maligna condizione che impone al nord del paese una “convivenza della sudditanza e della schiavitù” è l’ignoranza estrema che la anima, l’arroganza e la presunzione impunita di politici meridionali che, con questi atteggiamenti e comportamenti falso-unitari ed avverso-secessionistici, dimostrano di non capir nulla di politica, di economia e di finanza. La considerazione che sfugge assolutamente a tanta ignoranza è che, specie in un momento storico congiunturale come questo, sarebbe il meridione italiano a beneficiare maggiormente di una divisione del paese, di una sua separazione consensuale fra nord e sud. Sarebbe il sud ad attirare ingenti finanziamenti dall’estero e non il nord, a causa dei differenti stili, livelli e costi di vita, che vedono primeggiare il sud sotto il profilo dei più bassi costi economici, finanziari e del lavoro. La capacità di intercettazione di momenti importanti dello sviluppo economico di paesi come gli USA, la Cina e l’India nel mondo europeo si sposerebbe alla perfezione con il modello meridionale, piuttosto economico e con dinamiche perfette per investitori che volessero mettere un piede in Europa con finanziamenti davvero interessanti. Molto probabilmente un sud così, attirerebbe importanti finanziatori anche dal nord Italia come dal nord Europa. Ma per avviare questo straordinario volano industriale nel sud, bisognerebbe abbandonare il troppo condiviso parassitismo scansafatiche e fannullone, buono solo a spendere, sprecare e ladrocinare i danari che questo sud pretende dal nord, senza fornire in cambio alcunché. E questa sarebbe la solidarietà meridionale, questa la coesione sociale sulla quale si fonda l’unità nazionale? Beh, con questi presupposti non si va da nessuna parte e non si difende alcuna dignità nazionale unitaria, ma la si offende invece, opprimendo territori e popoli produttivi e laboriosi in favore di territori e popoli pigri e svogliati, fannulloni e sfaticati. Molto meglio per i meridionali un bel posto di lavoro pubblico sotto casa che un posto di lavoro in una fabbrica a 40 chilometri di distanza, non è vero? E certo, perché i settentrionali che lavorano invece a queste condizioni cosa sarebbero: degli schiavi e dei succubi innocenti della mentalità mafiosa meridionale? No, non ci siamo.
Siamo ancora molto lontani da una presa d’atto della classe dirigente meridionale del fallimento dello stile di vita meridionale, impagabile da chiunque, specie da un nord con l’acqua della crisi alla gola. O la classe dirigente meridionale fa un passo indietro ed avvia una seria ed approfondita considerazione dell’analisi offerta in questo post, oppure la spaccatura fra nord e sud emergerà in modo purtroppo assai violento, suffragato dalla disperazione delle famiglie e delle aziende in crisi, oppresse e dissanguate da eserciti di connazionali che impongono un diktat irricevibile:
fratelli d’italia, schiavi del sud, dovrete spezzare la vostra schiena in un lavoro duro e faticoso per produrre quella ricchezza di cui noi abbiamo diritto (questa poi: siamo alle comiche solidaristiche) e che dobbiamo sprecare senza alcun controllo, critica o rivendicazione. E se non vorrete stare a questo gioco, allora noi vi chiameremo razzisti.Se non è estorsione questa, se non è oppressione questa … L’Italia naviga verso un destino atroce, denso di sacrifici che una parte del paese si rifiuta di affrontare in prima persona, mentre la politica non vuole offrire vie d’uscita a questa situazione molto pericolosa, che può essere esemplificata in una pentola a pressione che, avendo raggiunto e superato la soglia massima di pressione sopportabile, venga mandata ugualmente mandata al massimo della pressione consentita e venga privata di ogni valvola di sicurezza, di ogni uscita di sicurezza all’aumento indiscriminato e costante della pressione interna. E allora sarà meglio che affondi questa Italia, che bruci, che si smaterializzi nella povertà d’animo di quei connazionali che si comportano da schiavisti, violenti oppressori, anche se nelle falsi vesti di democratici totali.Della democrazia questi signori han capito poco e male. E della questione morale, ancor meno. Soprattutto male. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Piu equa una manovra iniqua

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

English: From left: the MP Massimo Donadi, mem...

Image via Wikipedia

Se Monti non vuole fare orecchie da mercante deve accettare le modifiche presentate negli emendamenti dell’Italia dei Valori alla sua manovra.Proposte di merito, per ridurre le spese militari, far pagare l’ICI agli immobili commerciali della Chiesa, ridurre gli sprechi e i costi della Casta, combattere l’evasione fiscale, riavviare lo sviluppo del Paese. Misure per rendere più equa una manovra iniqua. Correzioni indispensabili per far sì che i costi non pesino solo sulla povera gente, sui lavoratori e sui pensionati ma vengano ripartiti proporzionalmente: chi più ha più paghi, compresi coloro che vivono dei privilegi della politica. Non andremo da nessuna parte se non ci convinciamo che abbiamo una possibilità unica al mondo: ridurre le spese statali inutili (senza toccare il welfare) e consentire di ripartire con maggior impulso verso una nuova fase della società italiana. E’ bene che Monti ascolti le istanze dei cittadini, piuttosto che farsi tirare per la giacchetta dai Terminator ancora presenti in Parlamento. Berluscones che hanno portato il Paese alla rovina e che adesso vorrebbero terminare l’opera.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Una manovra fatta per gli ignoranti?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

English: Bust of Cicero, Musei Capitolini, Rom...

Image via Wikipedia

Se riconosco l’enfasi adottata dal prof. Mario Monti nel presentare la manovra economica che in queste ore si discute in Parlamento e la sua buona fede, mi giunge difficile spiluccare tra le sue note per riconoscere quei tratti che non gli rendono giustizia. Sono portato, semmai, a dargli ragione anche se la perplessità non mi manca e trovo arduo contenerla. Alla fine mi chiedo, prendendo a prestito le parole di Cicerone “neminem id agere ut ex alterius praedetur inscitia” (che nessuno cerchi di trarre profitto dell’ignoranza altrui). E credo sia proprio questo il punto. L’Italia è un paese nel quale la cultura ha un suo indiscusso valore e di conseguenza siamo in gran parte propensi nell’affermare: se lo dice lui… ovvero il professorone, il cattedratico. Ma se un giorno ci accorgiamo che da quel “pozzo di scienza” il suo onnisciente giudizio presenta qualche crepa, siamo pronti a trovare qualche giustificazione per lasciare sul piedistallo il nostro idolo. Ma in tutto questo vi è un limite. E’ il nostro caso. Pur non competendo alla pari negli affari economici dell’illustre personaggio, mi sono rimesso al giudizio di coloro che nel ramo ne sanno qualcosa per sostenere quanto nella mia ignoranza già ne avverto la discrasia. E mi chiedo: se questa manovra è sbagliata perchè non si cerca di assegnarle un versus diverso? Dopo tutto l’economista non è un notaio. Non può prendere per oro colato un suggerimento che gli viene da parti interessate e che non hanno, di certo, a cuore gli interessi italiani ma pensano solo a quelli che li riguardano. Qui non si tratta di tamponare un buco ma di cercare una soluzione che ci consenta un rilancio della nostra economia sia pure facendo dei sacrifici e uno sarebbe quello di fermare, ad esempio, l’acquisto degli armamenti che ci permetterebbero di recuperare diversi miliardi di euro. E invece che si fa? Si deprimono i consumi riducendo la liquidità con le tasse, con le accise sui carburanti, con le addizionali irpef, con i ticket sulla salute, ecc. Queste cose le poteva fare anche un governo che definiamo “politico”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Una manovra per il cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Monti, tremonti o anarchia?

Image by Michele Ficara Manganelli via Flickr

(parte seconda) Mario Monti ci ha presentato una manovra che non convince. Non lo è per le ragioni che ritengo banali, anche se per i diretti interessati sono importanti e riguardano le pensioni e taluni inasprimenti fiscali. Ciò che delude riguarda la mancanza di una politica economica in grado di rilanciare la domanda, lo sviluppo e l’occupazione. Mi limito a questo riguardo a riprendere le parole contenute in una petizione rivolta ai parlamentari italiani da un gruppo di economisti e docenti universitari da quasi tutte le università italiane. Dopo una doverosa premessa nella quale senza mezzi termini si richiama la classe politica nazionale alle sue responsabilità, non avendo saputo attuare “politiche che favorissero lo sviluppo del paese” si rileva, come conseguenza, “la stagnazione dell’economia domestica”. Ma le ragioni vanno anche oltre nell’indicare “l’assenza, nella costruzione dell’Unione Monetaria, di un quadro di politiche fiscali e monetarie coordinate volte alla crescita, alla piena occupazione, all’equilibrio commerciale fra gli stati membri, e a una maggiore equità distributiva nei paesi e fra i paesi”. E si soggiunge: “La crisi europea e il suo aggravamento, in particolare con l’attacco ai titoli del debito pubblico italiano, trovano la loro origine in questa assenza e sono solo parzialmente riconducibili alla progressiva caduta di credibilità del governo sinora in carica. La mancata iscrizione tra i compiti della Banca Centrale Europea del tradizionale ruolo di prestatore di ultima istanza nei confronti dei debiti sovrani ha contribuito ad esporre all’attacco i titoli del debito italiano e di altri paesi europei. Le misure intraprese dai paesi dell’Eurozona per sostenere i debiti sovrani, e in primo luogo il cosiddetto Fondo Salva-Stati, risultano del tutto insufficienti anche per i debiti delle economie più piccole, e a maggior ragione per quelli dei paesi più grandi. Per di più le misure di restrizione dei bilanci pubblici che vengono richieste in cambio di quegli aiuti hanno aggravato la recessione e la stessa crisi finanziaria nei paesi beneficiari. Attualmente l’Eurozona è senza una bussola”. Manca quindi una politica europea che consenta “un più pieno coordinamento delle politiche fiscali, monetarie e salariali in Europa, che includa a pieno titolo la piena occupazione fra gli obiettivi”. Sta quindi al governo Monti “ottenere una garanzia ferma e illimitata della BCE sul debito sovrano italiano e degli altri paesi dell’Eurozona, volto a ricondurre i tassi di interesse ai livelli pre-crisi -intervento da tempo sostenuto anche dall’Amministrazione americana e da molti autorevoli economisti di diverso orientamento teorico”. Per contro: “Un nuovo esecutivo, tecnico o politico, che si configurasse invece come mero esecutore delle richieste europee, quali espresse nelle scorse settimane, determinerebbe un aggravamento della crisi economica e finanziaria in Italia e in Europa, con devastanti conseguenze sociali e l’insostenibilità degli attuali accordi, monetari e commerciali,nell’UE.” Ecco perchè la manovra presentata da Monti non ci convince più ancora dei tagli che preannuncia e dei sacrifici che richiede. Un paese non si deprime per accontentare qualcuno oltr’Alpe ma per ridargli fiducia riaccendendo i motori della crescita e riconciliandolo con le istituzioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)  per la parte prima clicca qui

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I fantasmi del XX secolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Germania

Image by elycefeliz via Flickr

Lo strappo della Gran Bretagna al recente summit europeo dove appare chiaro il ruolo egemone della cancelliera tedesca Angela Merkel e quello dell’attaché Sarkozy, suscita, per l’immediato, più apprensioni per ciò che possa significare per l’uomo della strada in termini di perdita di potere d’acquisto che timori di altro genere. Ma la storia è tiranna. Scriveva Pierre Renouvin su “Le crisi del secolo XX (1929-1945) Vallecchi editore, “La caratteristica dominante dei rapporti internazionali all’indomani della prima guerra mondiale è data dal “declino della potenza europea”. Un declino tamponato in qualche modo negli anni successivi alla seconda guerra mondiale e che oggi si riverbera al cospetto di un rinnovato decadimento economico europeo. Non è facile, osservava Renouvin “portare l’attenzione sotto gli aspetti più importanti e darne una interpretazione critica” eppure oggi ci prova Paolo Barnard commentando proprio quel vertice europeo che ha escluso dal suo club la Gran Bretagna. Secondo Barnard la mossa della Merkel è ispirata ad una sorta di revanscismo tedesco che non riesce ancora a digerire le brucianti sconfitte nelle due guerre mondiali dello scorso secolo. E soggiunge: “Giovedì notte abbiamo visto la Germania finalizzare, con la piena complicità di Mario Draghi, il suo terzo tentativo di distruggere l’Europa in un secolo. Ora siamo al terzo tentativo. Per questo usa l’economia, la Banca Centrale Europea, i Trattati sovranazionali capestro, e questa volta ce la sta facendo. E come nel 1939, l’Inghilterra si tira fuori, per poi combattere più tardi. Sarkozy, a sua volta, non ha capito che la Merkel si sta portando la Francia a braccetto come un cagnolino solo per affondarla. Questa per i francesi è una nemesi ben meritata: furono loro che ricattarono la Germania dicendole “o ci fai fare la BCE e l’unione monetaria come vogliamo noi, oppure ti scordi i prestiti per l’unificazione con la Germania dell’Est”. Berlino accettò, ma i tedeschi sono micidiali e ora Parigi la pagherà cara.” Uno scenario a dir poco inquietante e che sembra trovare un riscontro con la realtà di queste ore se pensiamo ad una Italia letteralmente schiacciata da una manovra capace solo d’impoverirla, senza sviluppo e umiliando la nostra sovranità con un diktat economico senza precedenti. L’accordo, infatti, prevede che ” i parlamenti nazionali potranno esaminare le rispettive finanziarie solo dopo che esse saranno state esaminate e approvate dalla Commissione Europea di tecnocrati neoliberisti non eletti, e che rispondono direttamente alle lobby finanziarie internazionali”. Cioè, precisa Barnard: quelle che a voi dicono essere state decisioni prese da Monti, Zapatero, Sarkozy e soci oggi, sono invece ordini impartiti da lobby private neoliberiste tempo fa”. E il disegno egemonico si può così sintetizzare con le stesse parole di Barnard: “L’Europa collassata, l’esplosione del sistema Euro, il crollo di tutte le economie più deboli come Italia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Grecia, Francia, Belgio, riporteranno il Vecchio Continente alla situazione precedente il 1999, ma a condizioni da sogno per la Germania. Essa, con un Euro a due velocità o anche col suo ritorno al Marco, sarà vista dai mercati come l’unica scialuppa di salvezza su cui saltare con tutti i suoi soldi, mentre noi rimarremo a secco e agonizzanti. In più, i veri manovratori della Merkel, e cioè le mega industrie dell’export Neomercantile della Germania, si troveranno con decine di milioni di lavoratori europei a due passi da casa disposti a lavorare a ritmi da lager e a stipendi da Cina per loro. E l’impero germanico dell’export si presenterà al mondo dei grandi mercati del domani, Brasile, Cina, India, Est asiatico, con prodotti a prezzi competitivi.” E conclude: “Ma c’è una mina che può essere inserita nei cingoli del Panzer tedesco. Si chiama MMT, Modern Money Theory, cioè l’impianto di economia che prescrive il ritorno dell’Italia alla sua sovranità monetaria, la decisione del futuro governo di spendere la nuova Lira sovrana a deficit (più soldi per i cittadini che tasse prelevate dai cittadini) per creare piena occupazione, pieno Stato Sociale, piena istruzione, pieni alloggi, piena produzione delle aziende e piene infrastrutture. La MMT ha permesso all’Argentina fallita di inserire quella mina nei cingoli di una macchina da guerra ben più micidiale della Germania, gli Stati Uniti del Washington Consensus Neoliberista. E gli americani sono saltati. L’Argentina oggi sta bene”. (fine prima parte) Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »