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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

I fantasmi del XX secolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Germania

Image by elycefeliz via Flickr

Lo strappo della Gran Bretagna al recente summit europeo dove appare chiaro il ruolo egemone della cancelliera tedesca Angela Merkel e quello dell’attaché Sarkozy, suscita, per l’immediato, più apprensioni per ciò che possa significare per l’uomo della strada in termini di perdita di potere d’acquisto che timori di altro genere. Ma la storia è tiranna. Scriveva Pierre Renouvin su “Le crisi del secolo XX (1929-1945) Vallecchi editore, “La caratteristica dominante dei rapporti internazionali all’indomani della prima guerra mondiale è data dal “declino della potenza europea”. Un declino tamponato in qualche modo negli anni successivi alla seconda guerra mondiale e che oggi si riverbera al cospetto di un rinnovato decadimento economico europeo. Non è facile, osservava Renouvin “portare l’attenzione sotto gli aspetti più importanti e darne una interpretazione critica” eppure oggi ci prova Paolo Barnard commentando proprio quel vertice europeo che ha escluso dal suo club la Gran Bretagna. Secondo Barnard la mossa della Merkel è ispirata ad una sorta di revanscismo tedesco che non riesce ancora a digerire le brucianti sconfitte nelle due guerre mondiali dello scorso secolo. E soggiunge: “Giovedì notte abbiamo visto la Germania finalizzare, con la piena complicità di Mario Draghi, il suo terzo tentativo di distruggere l’Europa in un secolo. Ora siamo al terzo tentativo. Per questo usa l’economia, la Banca Centrale Europea, i Trattati sovranazionali capestro, e questa volta ce la sta facendo. E come nel 1939, l’Inghilterra si tira fuori, per poi combattere più tardi. Sarkozy, a sua volta, non ha capito che la Merkel si sta portando la Francia a braccetto come un cagnolino solo per affondarla. Questa per i francesi è una nemesi ben meritata: furono loro che ricattarono la Germania dicendole “o ci fai fare la BCE e l’unione monetaria come vogliamo noi, oppure ti scordi i prestiti per l’unificazione con la Germania dell’Est”. Berlino accettò, ma i tedeschi sono micidiali e ora Parigi la pagherà cara.” Uno scenario a dir poco inquietante e che sembra trovare un riscontro con la realtà di queste ore se pensiamo ad una Italia letteralmente schiacciata da una manovra capace solo d’impoverirla, senza sviluppo e umiliando la nostra sovranità con un diktat economico senza precedenti. L’accordo, infatti, prevede che ” i parlamenti nazionali potranno esaminare le rispettive finanziarie solo dopo che esse saranno state esaminate e approvate dalla Commissione Europea di tecnocrati neoliberisti non eletti, e che rispondono direttamente alle lobby finanziarie internazionali”. Cioè, precisa Barnard: quelle che a voi dicono essere state decisioni prese da Monti, Zapatero, Sarkozy e soci oggi, sono invece ordini impartiti da lobby private neoliberiste tempo fa”. E il disegno egemonico si può così sintetizzare con le stesse parole di Barnard: “L’Europa collassata, l’esplosione del sistema Euro, il crollo di tutte le economie più deboli come Italia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Grecia, Francia, Belgio, riporteranno il Vecchio Continente alla situazione precedente il 1999, ma a condizioni da sogno per la Germania. Essa, con un Euro a due velocità o anche col suo ritorno al Marco, sarà vista dai mercati come l’unica scialuppa di salvezza su cui saltare con tutti i suoi soldi, mentre noi rimarremo a secco e agonizzanti. In più, i veri manovratori della Merkel, e cioè le mega industrie dell’export Neomercantile della Germania, si troveranno con decine di milioni di lavoratori europei a due passi da casa disposti a lavorare a ritmi da lager e a stipendi da Cina per loro. E l’impero germanico dell’export si presenterà al mondo dei grandi mercati del domani, Brasile, Cina, India, Est asiatico, con prodotti a prezzi competitivi.” E conclude: “Ma c’è una mina che può essere inserita nei cingoli del Panzer tedesco. Si chiama MMT, Modern Money Theory, cioè l’impianto di economia che prescrive il ritorno dell’Italia alla sua sovranità monetaria, la decisione del futuro governo di spendere la nuova Lira sovrana a deficit (più soldi per i cittadini che tasse prelevate dai cittadini) per creare piena occupazione, pieno Stato Sociale, piena istruzione, pieni alloggi, piena produzione delle aziende e piene infrastrutture. La MMT ha permesso all’Argentina fallita di inserire quella mina nei cingoli di una macchina da guerra ben più micidiale della Germania, gli Stati Uniti del Washington Consensus Neoliberista. E gli americani sono saltati. L’Argentina oggi sta bene”. (fine prima parte) Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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