Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Contratti ingannevoli e falsi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2011

Energías Renovables

Image by Jumanji Solar via Flickr

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha emesso sanzioni per quasi un milione di euro ad Acea Energia ed Edison Energia, che operano nel cosiddetto mercato libero. Queste società sono state multate per aver attivato contratti “in assenza di sottoscrizione o in virtù di firme falsificate”, e di aver fornito agli utenti “informazioni ingannevoli per indurli a firmare”. Al centro di questi contratti falsi o estorti con l’inganno sono gli agenti che questi gestori inviano porta a porta, agenti che vengono retribuiti e premiati in base al numero di contratti che riescono a far sottoscrivere. Il comportamento di Acea e Edison è purtroppo molto diffuso, e negli ultimi tempi sembra ormai diventato prassi. Dalle migliaia di segnalazioni che riceviamo, sappiamo che sono molti i gestori che agiscono in modo identico. Sappiamo di agenti porta a porta che negli ultimi giorni hanno addirittura invocato il decreto Monti o fantomatiche direttive europee per intrufolarsi nelle abitazioni e proporre contratti con false promesse di risparmio.
Se le azioni dell’Antitrust sono certamente commendevoli, esse sono del tutto insufficienti. I gestori sanno bene che rispettare la normativa a tutela dei consumatori non conviene: l’occasionale sanzione è poca cosa rispetto ai guadagni fatti grazie all’inganno. Se poi si considera che il sistema giustizia è ormai paralizzato, e che nessun utente è così folle da imbarcarsi in una causa giudiziaria per far valere i propri diritti, si comprende come queste società si sentano immuni da qualsiasi conseguenza per i propri comportamenti scorretti. Facciamo un appello al Governo, guidato peraltro da due illustri ex garanti della concorrenza in Italia e in Europa, affiché riveda urgentemente i poteri sanzionatori dell’Antritrust. Le sanzioni, che oggi sono soggette al limite massimo di 500.000 euro, dovrebbero essere calcolate in percentuale al fatturato delle aziende condannate. Fino a quando questo non avverrà, le aziende più grandi continueranno a mettere in bilancio le sanzioni dell’Antitrust come un piccolo scotto da pagare per poter continuare a ingannare i consumatori.

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