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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Collaborazioni parlamentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Italiano: L'interno del Palazzo di Montecitori...

Image via Wikipedia

“Accogliamo con soddisfazione l’impegno assunto oggi dal presidente Fini di intervenire entro fine gennaio anche sulla questione dei collaboratori parlamentari”. È quanto dichiarano in una nota i Collaboratori Parlamentari di Camera e Senato. “L’assenza di un qualsiasi tipo di riconoscimento professionale e, soprattutto, la mancanza di una regolamentazione del rapporto tra parlamentare e collaboratore, ha fatto sì che potessero svilupparsi negli anni fenomeni di irregolarità lavorativa tali da essere oggetto di campagne denigratorie verso l’istituzione parlamentare.
Come da tempo auspicato, e come recentemente richiesto da numerosi parlamentari, chiediamo che anche il nostro Paese proceda ad una regolamentazione del rapporto fra parlamentare e collaboratore attraverso l’adozione del cosiddetto ‘modello europeo’. Si tratta di vincolare l’erogazione del fondo per gli staff, attualmente disposizione forfettaria di ciascun parlamentare, all’effettivo instaurarsi di un rapporto di lavoro regolare con i collaboratori e far sì che questo rapporto, che resta di natura fiduciaria, sia amministrato direttamente dal Parlamento, come del resto avviene nelle principali assemblee elettive d’Europa. Secondo i dati forniti dalla Camera dei deputati, nel 2010 i contratti regolarmente registrati erano circa 230 per quel solo ramo del Parlamento. Ciò significa che circa 400 deputati non utilizzavano per la stipula di un contratto con il collaboratore il fondo a ciò destinato, che attualmente ammonta a 3690 euro mensili. In questa situazione, che ad oggi non risulta essersi modificata sostanzialmente, l’adozione del modello europeo porterebbe ad un risparmio per la sola Camera di circa 17.712.000 euro l’anno (3690 euro per 400 deputati moltiplicati per 12 mensilità) e costituirebbe, comunque, un incentivo formidabile alla regolarizzazione dei rapporto di lavoro. È di tutta evidenza che una riforma di questo genere avrebbe un immediato impatto sui costi e un innegabile vantaggio in termini di trasparenza e prestigio dell’istituzione parlamentare, rimuovendo alla radice ogni dubbio che, proprio nel cuore delle istituzioni, possano sussistere rapporti lavorativi poco nitidi e poco equi”.

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