Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

La kermesse leghista al Senato

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Cropped picture of Joseph Stiglitz, U.S. econo...

Editoriale Fidest. Oggi abbiamo assistito ad una protesta dai “toni alti e dalle… parolacce” nell’aula del Senato mentre il Presidente del Consiglio si accingeva al suo intervento per erudire i senatori sulla sua trasferta europea. Questo scenario non ci preoccupa per l’immagine che dà quanto per i contenuti della protesta, che fa riflettere. Più passa il tempo, infatti, e maggiore diventa la consapevolezza degli italiani che la tagliola di Monti non avrà scampo e riuscirà a catturare quella maggioranza che gli serve per continuare l’opera di demolizione del sistema paese. Già il giornalista Agostino Spataro si interroga se “La via imboccata è quella giusta o si stanno commettendo nuovi errori?” Il suo articolo “non scaturisce da una paura che in questo periodo un po’ tutti avvertiamo, e che non osiamo esternare in pubblico, ma dall’analisi, libera e schietta, fatta da un economista Usa, Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, nel corso di un’intervista pubblicata su un importante quotidiano argentino,” “Ovviamente – scrive Spataro – sto parlando di grandi opzioni, di scelte strutturali non delle quisquilie cui ricorrono le varie “compagnie di giro” per tenere aperto il baraccone degli scandaletti a buon mercato e deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri malanni che affliggono l’Italia e l’Europa”. E soggiunge: ““Il principale problema è quello di avere creato un contesto economico a partire dal quale la democrazia è rimasta subordinata ai mercati finanziari. E questo la Merkel lo sa bene. La gente vota, però si sente ricattata. Si dovrebbe riformulare il quadro economico, affinché le conseguenze di non seguire i mercati non siano tanto severe”. Gli fa eco in un altro contesto un broker inglese. “Il nostro lavoro – ci dice – è di fare soldi da questa situazione. Io vado a letto tutte le notti sognando – e lo faccio da tre anni – un’alta recessione e un momento come questo. E’ la depressione degli anni ’30 che si riaffaccia. Allora non è stato solo la depressione dei Mercati, c’era gente che era preparata a quella caduta del mercato. E’ una opportunità, quando il mercato cade, quando l’euro cade se sa, ovviamente, cosa fare, ed è in grado di stabilire un giusto piano. In questo caso si possono fare tanti soldi”. E l’Italia e con essa l’Europa diventano le vittime designate di un imponente trasferimento di ricchezze dagli Stati alla speculazione. Quindi i pensionati, i lavoratori, i piccoli risparmiatori, le famiglie monoreddito o con redditi medio-bassi e tutta l’area che richiama, per lo meno all’80% della popolazione europea, stanno per essere irrimediabilmente impoverite da un sistema che è o dentro la speculazione o è fuori di essa e in entrambi i casi cercano di attrarre capitali o di difendersi servendosi dei soldi di chi ha e ne vuole sempre di più. In questa misura l’uomo della strada, il lavoratore medio o il disoccupato, il cassa integrato non hanno più dei protettori. Non lo è, per l’Italia: il Parlamento, che si accinge a votare la manovra capestro di Monti, non lo è “la Bce perchè rappresenta gli interessi delle banche e non è quindi in grado di regolare il sistema finanziario in maniera adeguata e ha un’attitudine di stimolo ai CDS (Credit Default Swaps) che sono strumenti molto dannosi. Questo dimostra anche che le banche centrali non sono indipendenti…” E il dramma nel dramma sta nel fatto che proprio i partiti che si richiamano ai valori della sinistra, a quelli della dottrina cristiana e della legalità hanno gettato la spugna militando nello schieramento opposto. Sono diventati i mercenari della nuova dottrina. E tutto questo non lo affermo a titolo personale ma mi richiamo, al già citato premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz e poi agli altri economisti accademici di riferimento quali: i Prof. L. Randall Wray, Stephanie Kelton, Warren Mosler, Marshall Auerback, William Black, Michael Hudson. Una sensibilità che hanno mostrato anche gli economisti italiani nel loro appello rivolto ai parlamentari italiani, in queste ore. Essi, in pratica hanno richiamato l’attenzione all’Argentina che ha spezzato il patto iugulatorio con la finanza Usa e ora gode ottima salute e che noi dovremmo seguire uscendo dal pantano dell’Euro e dal ricatto dei patentati europei. Ora, però, traditi da tutti tranne che dai leghisti non ci resta che stare a guardare che ill dramma si compia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta a “La kermesse leghista al Senato”

  1. Penso che le banche americane creino questo scompiglio economico per colpire l’ euro e la sua concorrenza al dollaro.Bisogna quindi difendere la nostra moneta comune, anche se con grossi sacrifici.Il male è però che i sacrifici si fanno fare solo a chi li ha sempre fatti. Il presidente Monti stà mica facendo gli interessi delle lobbies,che rappresentano solo una piccola parte dei cittadini?Gli altri che si sacrificano sono mica considerati stranieri da sfruttare?

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