Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 16 dicembre 2011

Editoriale: Il crac del sistema Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Statue of Metastasio in Rome, Piazza della Chi...

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Editoriale Fidest.Oggi con il voto di fiducia alla Camera del governo Monti si chiude un ciclo della storia politica italiana, e non è certo esaltante. La situazione è degenerata dopo le elezioni politiche del 2008 allorché con una maggioranza senza precedenti il Pdl entra nel Parlamento italiano e si pensa possa mettere mano alle grandi riforme strutturali che da anni il paese attende. Pia illusione. Nel giro di tre anni la solita mielina: promesse, ripromesse, ricerca affannosa di pretesti, di intrighi di palazzo e alla fine il 14 dicembre del 2010 la grande maggioranza berlusconiana si sfalda e solo il soccorso di un piccolo gruppo di transfughi la salva dal tracollo. Siamo, tuttavia, alla fine ma per convincersi dell’inevitabile il presidente del consiglio ci mette dieci mesi. Incominciano a colpire duro i processi che lo attendono, le manovre economiche sono sottoposte a continui rinvii e ad interventi parziali, subentrano i mercati con lo spread che va alle stelle, ci mette lo zampino la comunità Europea e i sorrisetti ironici di capi di Stato e ancora Mediaset che perde in borsa. E ora che il parlamento, nella sua quasi totalità, ha gettato la spugna ci accorgiamo di quanto siamo scesi in basso: non riesce ad esprimere un governo politico, deve ricorrere ai tecnici. Non si chiede lo scioglimento delle camere per andare a votare, come sarebbe naturale, per le solite resistenze corporative. Ora gli stessi deputati “osano criticare” quella manovra inducendo Monti ad un rimbrotto: “non dimenticate signori parlamentari che noi tecnici siamo qui perché voi siete stati incapaci di fare il vostro mestiere”. Chiunque sarebbe sprofondato dalla vergogna ma non gli intrepidi politici che hanno dato alla pelle il color del bronzo. E così si vota la fiducia ma non senza negarne la paternità come se l’atto fosse un figlio di nessuno. E ora ci si mette anche il presidente della Repubblica asserendo che il momento è grave tanto che pure i poveri devono dare il loro apporto come se il tributo chiesto ai poveri valga quanto quello dei ricchi. Dimentica che c’è chi si priva del necessario per dare a chi non si priva del superfluo. Come dire chiosando i versi del Metastasio: Non è ver che sia la morte il peggior di tutti i mali… (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Nasce “Roma Reciproca”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Français : Clochard parisien au milieu du boul...

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“Una voce comune, per continuare a rispondere ai problemi sociali, per reagire a questo stato di crisi che sta colpendo la nostra città, per comprendere le nuove emergenze sociali, in uno spirito di collaborazione rispettoso della storia e della vocazione di ciascun aderente”. Così il direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, ha presentato questa mattina in una conferenza stampa il manifesto “Roma città Reciproca”, un documento di intenti per contrastare la povertà e l’esclusione sociale promosso dalle quattordici maggiori organizzazioni sociali di ispirazione cattolica della Diocesi di Roma.“Roma reciproca” promuoverà iniziative ed interventi in tre direzioni: l’animazione alla carità della comunità cristiana attraverso momenti formativi e spirituali; la riflessione e la verifica sulle attività di promozione per meglio interpretare le trasformazioni sociali che avvengono nella città e per meglio coordinare gli interventi; l’interlocuzione con le istituzioni per una tutela dei più deboli attraverso adeguate politiche di accompagnamento e presa in carico.Le organizzazioni, coordinate dalla Caritas diocesana, che hanno promosso il manifesto sono: Comunità di Sant’Egidio, Acli, Opera Don Guanella, Opera Don Calabria, Unitalsi Roma, Compagnia delle Opere di Roma e Lazio, Centro Astalli, Borgo Ragazzi Don Bosco, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Don Luigi Di Liegro, Movimento dei Focolari, Comunità di Capodarco di Roma, Associazione Società San Vincenzo de’ Paoli. Il manifesto è una proposta aperta a chiunque vorrà aderire. “Il sogno – ha spiegato monsignor Feroci – è che chiunque operi a Roma, nel nome del Signore, possa trovare un luogo per riflettere, comprendere e ripartire nell’azione di aiuto alle persone che stentano a trovare una loro integrazione”.

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Convivere nel rispetto e nella sicurezza per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

I tragici fatti di Firenze, con l’assassinio di due senegalesi e il ferimento di altri tre, e pochi giorni prima quelli di Torino, dove un campo Rom è stato incendiato dalla folla, segnalano che la crisi italiana non é solo economica, ma più profonda. La tenuta stessa della nostra società è a rischio. La Comunità di Sant’Egidio esprime la sua partecipazione e il suo dolore alle vittime di questi fatti criminali, condanna questi gesti e richiama tutti gli italiani a un maggior senso di responsabilità. E’ urgente una riflessione sulla qualità del nostro tessuto sociale, così come una reazione forte e condivisa a questa violenza assurda e razzista. Italiani, immigrati e Rom: siamo tutti nello stesso Paese e legati a un comune destino. Ogni spirito di cieco antagonismo è distruttivo e sterile e mina le basi stesse della comunità nazionale. Non si pensi che in questo momento difficile la ricerca del capro espiatorio possa essere una soluzione: ci si salva solo insieme. Razzismo e antigitanismo sono malattie che deturpano l’immagine dell’Italia e la rendono più brutta e più invivibile per tutti. L’immagine di una folla urlante e insensata che brucia un campo di Rom, fa tornare in mente tempi bui della nostra storia che portarono solo dolore e distruzione.Ciò di cui ha bisogno il nostro Paese è di una nuova cultura del dialogo, non del disprezzo. Nessuno deve cedere alla rabbia, allo spirito di vendetta o a ulteriore violenza. Occorre soprattutto una rinuncia totale alla violenza verbale: troppo spesso in questi ultimi anni le parole hanno contribuito a creare quella cultura del disprezzo che ha prodotto l’attuale clima sociale contaminato e pesante. In questo momento di grave crisi del Paese la presenza dei cittadini stranieri in Italia è fondamentale: essi partecipano pienamente allo sviluppo economico e lo sostengono. Le comunità straniere in Italia sono laboriose e impegnate ad integrarsi nel tessuto sociale, non solo con il lavoro, ma con il loro contributo umano, culturale e di valori. La Comunità di Sant’Egidio rinnova il proprio impegno per un dialogo costruttivo e pacificatore, e rivolge un appello affinché si realizzi nel nostro Paese una cultura del vivere insieme, nel rispetto e nella sicurezza per tutti.

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Scilipoti: fuori dall’euro e dall’Europa delle banche

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Credito Italiano

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“Se è vero quanto affermato dal Ministro Passera che siamo in Recessione e che il Pil 2012 scenderà a -1,6%, ciò significa che, nel 2013, si perderanno ancora posti di lavoro, all’incirca più di Ottocentomila, per cui gli anni che verranno saranno durissimi sotto il profilo occupazionale in generale ed estremamente critici per la sopravvivenza delle famiglie e per le speranze dei giovani”. Così l’On. Scilipoti, segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale, durante la riunione dell’Esecutivo Nazionale MRN tenutasi a Roma presso l’Hotel “La Griffe”, in riferimento alla difficile situazione economica della Nazione e della inefficacia del DDL proposto dal Governo Monti. “E’ evidente che i contenuti della manovra “Salva-Italia” non sono idonei per rilanciare il nostro Paese; essa serve soltanto a far rientrare le banche delle esposizioni attuali, riducendo i rischi delle stesse”. “Visto che non solo l’Italia, ma anche l’Olanda è in recessione e che la Germania e la Francia sono ferme – continua il leader del MRN – che senso ha rimanere ancora in questo euro essere umiliati e impoveriti? Meglio uscirne subito senza perdere altro tempo”. “Condivido il gesto del premier britannico Cameron che è andato fuori dall’euro restando in Europa, e appoggio in pieno anche quello del francese Le Pen e, tenendo conto che risulterebbe in Germania uno studio su come uscire dall’euro in poche mosse, ritengo a questo punto che, se sacrifici debbono essere fatti dal popolo italiano, spiazzando tutti – conclude l’On. Scilipoti – anticipiamo almeno le mosse a vantaggio dei popoli ridisegnando una nuova Europa più sovrana e solidale”.

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Edwards Lifesciences Corporation: crescita fatturato

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

View of Irvine Spectrum and Interstate 5 from ...

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E’ leader mondiale nel settore delle valvole cardiache e del monitoraggio emodinamico, ha presentato, nel corso dell’annuale incontro con gli investitori e gli analisti finanziari svoltosi ieri a New York, i piani e i nuovi prodotti 2012. Nel prossimo anno fiscale, l’azienda di Irvine, California, prevede un aumento a due cifre del fatturato e la conseguente crescita dei profitti. “Ci aspettiamo che il 2012 sarà un anno di grande valore per Edwards Lifesciences dato che immetteremo sul mercato nuove tecnologie salvavita per i pazienti di tutto il mondo”, ha detto Michael A. Mussallem, Presidente e CEO. “Stiamo investendo molto nel settore delle valvole cardiache, per rafforzare la nostra posizione di leader di mercato e di punto di riferimento per i medici e i malati. Prevediamo un aumento delle vendite tra il 18 e il 22%, grazie al lancio della valvola transcatetere SAPIEN negli Stati Uniti. Le vendite del settore valvole transcatere dovrebbero crescere tra i 560 e i 630 milioni di dollari nel 2012”. Il fatturato globale di Edwards per il 2012 dovrebbe attestarsi tra 1,95 e 2,05 miliardi di dollari, con margine lordo tra il 73 e il 75% e reddito netto in crescita del 35-40%. “La nostra forza finanziaria e la leadership mondiale ci dovrebbero permettere di incrementare i nostri investimenti in ricerca e sviluppo di circa il 14%”, ha detto ancora Mussallem.

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Inaugurazione museo cantieristica

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

English: Italy - Monfalcone - locovaz canal It...

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Monfalcone 17 dicembre, alle ore 11.00, inaugurazione del Centro Visite del Mu.Ca. Museo della Cantieristica Monfalcone, primo tassello di una struttura museale all’avanguardia nel campo dell’Archeologia industriale, che si svilupperà in uno spazio espositivo di oltre 1.400 metri quadrati e in un vero e proprio «rione museo» all’aperto, ovvero quello di Panzano (Monfalcone), tra gli ultimi esempi di quartiere operaio rimasti in Italia. Da diversi anni infatti l’Amministrazione comunale di Monfalcone si è posta l’obiettivo di conservare, valorizzare e dove possibile rifunzionalizzare il patrimonio di archeologia industriale presente sul suo territorio, in particolare quello sviluppatosi intorno all’attività cantieristica che trasformò profondamente la piccola città di Monfalcone, recuperandone la memoria non solo come forte valore identitario della comunità, ma anche come strumento di valorizzazione territoriale. Primo passo sarà, come detto, l’apertura del Centro Visite, in una recuperata ex-bottega di via Pisani, al civico 28: in esso verranno proposte le attività programmate nell’ambito della valorizzazione della storia e delle caratteristiche del villaggio operaio di Panzano e da esso potranno svilupparsi gli itinerari di visita tematici urbani e territoriali. Inoltre è previsto che esso costituisca uno spazio utilizzabile per accedere a tutte le informazioni relative alla sua funzione di punto IAT di Monfalcone –informazione e accoglienza turistica.
«Nel prossimo futuro, attraverso la fruizione del percorso espositivo all’interno del Museo della Cantieristica di Monfalcone o degli itinerari di visita predisposti nel quartiere, in città e nel mandamento – spiega l’assessore alla Cultura Paola Benes – il Polo museale offrirà ad ogni tipo di pubblico la possibilità di sperimentare una propria esperienza individuale, e di accedere anche attraverso la tecnologia a una personale rielaborazione e partecipazione emotivamente intensa sia del passato che della contemporaneità». L’acquisto dello stabile che ospita il Museo, ovvero l’ex-Albergo Operai, è stato possibile con l’apertura di un mutuo ventennale di 3 milioni di euro, sostenuto da un contributo regionale annuo di 240mila euro che di fatto copre interamente il costo del mutuo. L’allestimento del museo vede un finanziamento di 1.766.522,00 euro, di cui però solo 440mila a carico del Comune: i restanti 1.300.000,00 sono infatti stati finanziati dai fondi comunitari del programma Por/Fesr 2007/2013 a valere sul Bando per la valorizzazione dei siti di archeologia industriale nel Friuli Venezia Giulia che prevedeva la partecipazione al 25% dell’ente vincitore del bando (ovvero appunto i 440mila euro citati). Fondi destinati appunto alla realizzazione del “Polo museale della cantieristica di Monfalcone”, articolata in cinque interventi, che avranno il momento culminante e conclusivo nell’inaugurazione del Museo della Cantieristica nel 2014. L’inaugurazione sarà salutata con l’allestimento “Faccia a Faccia – storie da riconoscere” realizzata in collaborazione con il Consorzio Culturale del Monfalconese nel quadro del progetto ecomuseale “Territori”. L’obiettivo è quello di raccogliere informazioni e documenti ed arricchire con le testimonianze un già significativo Archivio della memoria. Il centro visite diventerà infatti punto di raccolta di racconti e testimonianze, che potranno essere videoregistrate o trasmesse in forma scritta, e luogo di conferimento di foto, documenti, oggetti che i cittadini vorranno mettere a disposizione per l’allestimento del Museo della Cantieristica.

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Cambursano lascia Idv

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

English: Antonio Di Pietro Italiano: Antonio D...

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“Lascio l’Italia dei Valori e vado al Gruppo Misto. E poi mi dimetto da deputato”. Così Renato Cambursano, deputato dell’Italia dei Valori alla Zanzara su Radio 24. “Voterò sì alla fiducia al governo Monti anche se alcune cose della manovra non mi piacciono – dice alla Zanzara Cambursano – ma è l’unica governo possibile, quello che ci ha consentito di cacciare Berlusconi. Di Pietro in questo momento pensa di più agli elettori e meno al Paese. E’ una scelta gravissima”. “Per questo, essendo stato nominato e non eletto – aggiunge Cambursano – mi sembra sia coerente dimettermi anche da deputato.”. “La maggioranza dei gruppi – conclude alla Zanzara – ha deciso di votare no alla fiducia, ma questo non è un voto qualunque. Dunque esco dall’Italia dei Valori”. (maria Luisa Chioda)

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Acquisizione di Emptoris da parte di IBM

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

IBM Somers complex

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IBM ha annunciato oggi un accordo definitivo per l’acquisizione di Emptoris Inc., fornitore leader di software di business analytics cloud e on-premise, che rende più intelligenti le attività di procurement e di supply chain, insieme alla gestione della spesa, dei fornitori e dei contratti per lo Smarter Commerce. Non sono stati resi noti i termini finanziari. Con più di 350 clienti in 75 paesi, Emptoris ha sede a Burlington, Massachusetts e uffici negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, Germania, Australia, India, Brasile e Cina. I clienti globali di Emptoris spaziano tra diversi settori, tra cui prodotti di consumo, servizi finanziari, sanità, telecomunicazioni, chimica/petrolio/gas, servizi di pubblica utilità, edilizia e produzione industriale. L’acquisizione si inserisce nell’ambito dell’iniziativa Smarter Commerce di IBM, lanciata nel marzo 2011 con l’obiettivo di aiutare le aziende a rispondere all’evoluzione dei modelli di acquisto dei clienti. Emptoris aggiunge allo Smarter Commerce IBM una serie di nuove soluzioni flessibili e integrate, che gestiscono l’approvvigionamento di beni e materiali nell’ambito della gestione della supply chain. La supply chain intelligence con l’uso di queste soluzioni consente una migliore gestione del magazzino e la creazione di grandi opportunità di risparmio. Ad esempio, una grande azienda globale del settore petrolifero e del gas ha costituito una rete di approvvigionamento centralizzata a livello dell’intera impresa, operante in più di 80 paesi, che ha consentito la focalizzazione sugli articoli più strategici, di più alto costo e acquistati con maggiore frequenza. Ciò ha portato velocità, trasparenza e semplificazione al processo di approvvigionamento. Di conseguenza, l’azienda esegue migliaia di eventi di approvvigionamento ogni anno, gestendo più di 15.000 fornitori in 10 lingue e conseguendo una riduzione di oltre il 9% sulle categorie di beni gestite. IBM ha stimato l’opportunità di mercato per l’iniziativa Smarter Commerce in 20 miliardi di dollari, solo nel software. Lo Smarter Commerce aiuta le organizzazioni che hanno difficoltà a rispondere alle esigenze di modelli di acquisto dei clienti in rapida evoluzione, nell’era dei dispositivi mobili e dei social network. Questo nuovo mercato digitale richiede alle aziende di rispondere rapidamente alle domande dei clienti, automatizzando i processi di acquisto, marketing, vendita e assistenza. Sviluppare la giusta strategia di approvvigionamento e una catena di fornitura adattiva sono elementi chiave per avere successo in questo ambiente in evoluzione. Secondo gli analisti del settore[1], IBM è leader riconosciuta in diverse categorie all’interno dello Smarter Commerce. Con questa acquisizione, IBM rafforza le sue capacità nell’ambito della fase di “acquisto” dello Smarter Commerce rivolgendosi a una nuova linea di dirigenti di vertice, i Chief Procurement Officer. L’elenco sempre più lungo di decisori comprende chief information officer, chief financial officer, chief supply chain officer e chief marketing officer. I professionisti degli approvvigionamenti necessitano sempre più di soluzioni migliori per la gestione dei fornitori, l’analisi della spesa e la gestione dei contratti, al fine di ridurre i costi e rischi del processo di sourcing. Emptoris è leader nella fornitura di questi vantaggi, grazie all’automazione della selezione, negoziazione, gestione e conformità dei fornitori. Le soluzioni di gestione della spesa di Emptoris rappresentano un complemento delle esistenti funzionalità di integrazione B2B e gestione della supply chain, acquisite da IBM con Sterling Commerce nel 2010. L’acquisizione di Emptoris consentirà a IBM di fornire soluzioni più focalizzate sulle esigenze dei professionisti degli approvvigionamenti. “IBM continua a fornire soluzioni innovative per aiutare le organizzazioni a porre il cliente al centro delle sue attività operative”, spiega Craig Hayman, General Manager di Industry Solutions in IBM. “Alle divisioni procurement si chiede di dimostrare la capacità di fornire valore all’organizzazione. Emptoris rafforza le funzionalità complessive da noi fornite e consente a IBM di soddisfare le esigenze specifiche dei Chief Procurement Officer”. “La leadership di Emptoris nelle funzionalità di ‘acquisto’ ovvero della catena di fornitura dello Smarter Commerce consente ai clienti migliore approvvigionamento, ottimizzazione e controllo della spesa aziendale”, spiega Patrick Quirk, CEO di Emptoris. “I direttori degli approvvigionamenti devono gestire l’intero incarico, integrando i fornitori con i sistemi interni chiave, e devono avere la capacità e la visibilità per gestire la conformità e mitigare il rischio di fornitura. È questo il valore che apportiamo all’organizzazione degli approvvigionamenti”. L’acquisizione di Emptoris integrerà inoltre le funzionalità di Business Process Outsourcing per il Supply Chain Management (SCM) di IBM, all’interno della sua organizzazione Global Process Services. La competenza e la tecnologia di Emptoris potenziano i servizi di Procurement e Supply Chain di IBM, inclusa la capacità di applicare esperienza settoriale e attività operative globali per aiutare i clienti a snellire e automatizzare le interazioni con i fornitori, con il risultato di migliorare il sourcing strategico, ridurre i costi di assistenza e conseguire maggiori risparmi dalla spesa con i fornitori.
Fondata nel 1999, Emptoris ha oltre 725 dipendenti in tutto il mondo. La conclusione dell’acquisizione è prevista per il primo trimestre 2012, fatto salvo l’adempimento delle consuete condizioni di closing e le revisioni delle autorità di regolamentazione competenti.

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Upgrade della centrale elettrica di Trapani

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Torre Colombaia, Trapani, Sicilia, Italia

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GE (NYSE: GE) ha annunciato un importante progetto di upgrade della centrale elettrica di Trapani di proprietà di E.ON Produzione S.p.A. Si tratta di un impianto che svolge un ruolo determinante nella stabilizzazione della rete elettrica tra la regione Sicilia e il resto d’Italia. Le due turbine a gas 9B, ormai trentennali, saranno ammodernate con i modelli GE 9E dotati di tecnologia Dry Low NOx (DLN) in un’ottica di riduzione delle emissioni e miglioramento dei livelli di efficienza. Il progetto di upgrade è stato annunciato oggi durante un evento a Milano a cui sono intervenuti rappresentanti di GE ed E.ON e il VicePresidente e Assessore all’Industria, artigianato, edilizia e cooperazione della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, che è stato accolto da Sandro De Poli, presidente e Amministratore Delegato di GE in Italia e da Miguel Antoñanzas, Presidente e Amministratore Delegato di E.ON Italia. L’upgrade effettuato da GE permetterà di aumentare dai rispettivi 85 e 89 megawatt di potenza attuali ai 107,8 megawatt per singola unità, con una temperatura di fiamma superiore, nuove caratteristiche di tenuta, nuovi alloggiamenti per lo statore del compressore e nuovi rotori, generatori e un innovativo sistema di combustione DLN 1. E.ON si è rivolta alla divisione Power Generation Services di GE alla ricerca di una soluzione che assicurasse una capacità operativa in linea con i nuovi1 limiti regionali in tema di emissioni. Una volta completato, il progetto posizionerà la centrale di Trapani quale punto di riferimento e collegamento per la continuità della rete elettrica regionale, promuovendo opportunità di sviluppo industriale locale. “Questo progetto consentirà il rinnovo delle due unità alimentate a gas, sostituendo alcuni componenti primari delle turbine della centrale di Trapani”, ha spiegato Miguel Antoñanzas, Presidente e Amministratore Delegato di E.ON Italia. “Una volta completati i lavori, la nostra struttura beneficerà di capacità superiori, di maggiore efficienza e di minor impatto sull’ambiente.” Gibelli ha enfatizzato l’importanza per le utility di operare in conformità2 con i sempre più stringenti requisiti ambientali regionali, affermando: “La ricerca e l’innovazione in ambito energetico è considerata da Regione Lombardia essenziale per integrare uno sviluppo sostenibile ad un miglioramento della competitività del sistema produttivo lombardo.Infatti, il settore “Energia, fonti rinnovabili ed assimilate” è stato inserito tra i 10 settori strategici individuati in accordo col MIUR per il bando di ricerca industriale ed innovazione sperimentale. Contemporaneamente la Regione sta dando seguito alla fase 3 del Progetto TREND ((Tecnologia e innovazione per il Risparmio e l’efficienza ENergetica Diffusa): un’azione d’accompagnamento alle PMI, al fine di individuare, incentivare e sostenere interventi volti al risparmio energetico e alla produzione di energia tramite il ricorso a fonti energetiche alternative. Accanto a tali misure, è altrettanto importante il ruolo di aziende, come GE che investono in tecnologie flessibilie ed efficienti per ridurre le emissioni.” “Nell’attuale mercato energetico italiano, le utility sono alla ricerca di soluzioni capaci di fornire più efficienza, flessibilità operativa in modo economicamente conveniente”, ha evidenziato Mario Cincotta, GM Sales – West Europe, Power Generation Services . “Le utility operano in un mercato elettrico e in uno scenario normnativo tra i più avanzati d’Europa in termini di salvaguardia ambientale e limiti di emissioni. Considerata la complessità e la portata del progetto, E.ON ha riposto tutta la sua fiducia nelle competenze tecnologiche di GE e nel consolidato rapporto di collaborazione per il suo sviluppo e la sua esecuzione”. La tecnologia DLN messa a punto da GE aiuta gli operatori di turbine a gas a rispettare le limitazioni di emissioni in Europa e in tutto il mondo. Le soluzioni DLN consentono alle turbine a gas di funzionare a livelli di potenza inferiore durante i periodi di bassa richiesta energetica, consumando meno combustibile e aiutando a ridurre i costi operativi degli impianti. Questa tecnologia si basa su decenni di innovazione GE nelle tecnologie di combustione, con oltre 700 combustori DLN di GE hanno totalizzato più di 23 milioni di ore operative su circa 800 unità installate in tutto il mondo. Il progetto sarà avviato nel terzo trimestre del 2012 e concluso, secondo le previsioni, entro il 2013.

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Viaggi tutto compreso: Vademecum dell’Aduc

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Tour operator

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Viaggi e vacanze in vista per Natale. I viaggi organizzati sono comodi, basta una firma e tutto e’ a posto o quasi.Abbiamo predisposto un elenco di consigli per i turisti che si affidano alle agenzie:
* Leggere attentamente il depliant: oltre alla pubblicita’ ci devono essere scritte le condizioni generali del contratto. Se non ci sono, eliminate quel tour operator o agenzia di viaggi.
* Farsi rilasciare copia del contratto con timbro e firma. Se l’agenzia vuole rilasciare solo la ricevuta della caparra, non firmate il contratto.
L’anticipo o caparra non puo’ superare il 25% del prezzo totale. Se vi chiedono di piu’ lasciate stare. Il saldo va effettuato 30 giorni prima della partenza, non prima. Nei casi invece in cui sia inadempiente il tour operator, il consumatore puo’ recedere e pretere il doppio della cifra.
* Controllare le ipotesi di aumenti previste dal contratto o dal depliant (variazioni del costo di trasporto, delle tasse aeroportuali e del cambio). Se non sono scritte, diffidate. In ogni caso gli aumenti non possono superare il 10% del valore del viaggio.
* Se improvvisamente non si puo’ partire e’ possibile essere sostituiti, almeno quattro giorni prima del viaggio, o si puo’ pagare la penalita’. La penalita’ per i voli di linea e’ diversa dai voli speciali.
* L’agenzia o il tour operator devono avere un’assicurazione per la responsabilita’ civile verso l’utente, che deve essere indicata nel contratto.
* Se, prima del viaggio, ci sono delle variazioni significative della vacanza (es:cambio della categoria dell’albergo, slittamento di piu’ giorni della partenza, ecc.), il contratto puo’ essere annullato dal turista o si puo’ scegliere una altra vacanza, anche piu’ costosa, senza che questo comporti un aumento di prezzo. Se le variazioni avvengono durante il viaggio il tour operator deve rifondere la differenza di costo.
* In caso di contestazione documentare tutto e, al ritorno, inviare all’agenzia e al tour operator, entro 10 giorni, una lettera di protesta (raccomandata con ricevuta di ritorno), chiedendo il rimborso o il risarcimento dei danni. In caso di risposta insoddisfacente si puo’ ricorrere al giudice di pace.
Nella sezione http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40182 c’e’ un modulo predisposto per la richiesta di rimborso e risarcimento.Per ulteriori informazioni si veda la scheda di approfondimento: http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=40738 (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Nato and CMF Commanders Meet At Sea

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

The VMF Admiral Vinogradov of the Udaloy class...

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On 14th December Rear Admiral Sinan Azmi TOSUN Commander of NATO’s Counter Piracy Force, hosted the Task Force Commander of the Combined Maritime Forces (CMF) Rear Admiral (UH) Kaleem SHAUKAT SI (Pakistan Navy).
The two Commanders met on board the NATO flagship, TCG GIRESUN, in the Gulf of Aden to discuss matters of mutual concerns such as cooperation in the most effective deployment of ships and aircraft in the Gulf of Aden and Somali Basin. Rear Admiral TOSUN emphasized the importance of meeting with other actors in the counter piracy missions: “Personal relations have proven one of the keys to success in maritime cooperation. I am very pleased to host Rear Admiral Kaleem SHAUKAT SI on my flagship. It was extremely useful to meet face-to-face and share our thoughts on how to tackle piracy in the most effective way through coordination of the assets we have. As the main actors in this vast area, these kinds of constructive meetings help us to enhance the level of coordination.” Both CMF and NATO are undertaking operations to deter and disrupt piracy activities in the Gulf of Aden and Somali Basin. Due to the huge size of the operating area, counter piracy is a joint and combined effort. Besides CMF, NATO works in partnership with the European Union Naval Force (EUNAVFOR) and independent navies such as China, India, Japan, the Republic of Korea and the Russian Federation. As maritime forces and the commercial maritime community have worked together we have seen the pirates’ success rate decrease significantly. In 2009, 45 ships were hijacked in the region; so far in 2011, only 21 ships have been hijacked effectively halving the number of ships taken. This is a tangible result of the work that NATO and its partners have been involved in for the past three years in the region. Pirates should not be under the illusion that the Christmas season is a good time to launch pirate attacks – NATO ships will be patrolling just as they have done throughout the year.

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Libia-Italia: patto anti-immigrazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Il Governo italiano ha rinnovato, senza alcun clamore mediatico, il Trattato di amicizia Italia-Libia, con la stessa forma di cooperazione nella lotta all’immigrazione clandestina che faceva parte del precedente Trattato, stipulato dall’ex premier Silvio Berlusconi con Gheddafi nel 2008. “Nonostante le proteste contro il primo Trattato da parte dei più importanti organismi internazionali che tutelano i diritti dei profughi e gli articoli della Convenzione di Ginevra, il presidente del Consiglio nazionale transitorio della Libia (Cnt) Mustafa Abdel Jalil e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti hanno sottoscritto lo stesso patto anti-immigrazione” affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione umanitaria EveryOne. “Nella sostanza,” spiegano gli attivisti, “il Trattato assicura la cooperazione nella lotta contro l’immigrazione clandestina, attraverso strettissimi controlli lungo le coste libiche, oltre che gli investimenti italiani in Libia e ciò che prevedeva il patto precedente. Quello che sconcerta è che, dopo le tante denunce emerse a livello internazionale sulla condizione dei migranti detenuti nelle carceri libiche e sul trattenimento di profughi in fuga da crisi umanitarie, nessuna garanzia viene richiesta alle autorità libiche per quanto concerne la tutela dei migranti aventi diritto allo status di rifugiati o ad altra protezione internazionale in quanto vittime di persecuzione”. Dopo aver incontrato Monti, Jalil è stato ricevuto dal presidente Giorgio Napolitano, dal ministro degli Esteri Giulio Terzi e dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il Gruppo EveryOne, insieme ad altre ONG, ha inviato un appello urgente al Governo italiano, al presidente Napolitano, al presidente Fini, all’Alto Commissario ONU per i Rifugiati Antonio Guterres, all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Navi Pillay e al Commissario europeo per i Diritti Umani Thomas Hammarberg affinché Italia e Libia sottoscrivano nell’immediato un impegno al rispetto tassativo, nelle politiche sull’immigrazione, di quanto prevedono la Convenzione di Ginevra sui Rifugiati e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. “Chiediamo alle Nazioni Unite e alle istituzioni dell’Unione” concludono i co-presidenti del Gruppo EveryOne, “di aiutarci in questa richiesta, intercedendo con i due Governi affinché non si profili una nuova era di violazioni dei diritti fondamentali dell’individuo che ha già lasciato scie di morti e perseguitati che non ha certamente reso onore all’Europa”.

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Assistenza domiciliare malati oncologici

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Grafica: Medicina, Epidemiologia, Patologia, M...

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La Regione Lazio, su proposta dell’Assessorato Politiche sociali e Famiglia, ha approvato con delibera n. 518 del 4 novembre 2011 un finanziamento di 1 milione e mezzo di euro finalizzato alla prosecuzione e allargamento a tutte le province del Lazio del modello di continuità assistenziale ai pazienti seguiti da strutture ospedaliere romane coinvolte nella gestione dei pazienti ematologici. Nella Città di Roma, dai primi anni 90, presso il Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia dell’Università “La Sapienza” – UOC Ematologia Policlinico Umberto I – e presso l’UOC di Ematologia dell’Ospedale S. Eugenio, sono state condotte esperienze significative di cure domiciliari. Tale pratica – grandemente anticipatoria dell’evoluzione cui il Sistema Sanitario è attualmente giunto – è stata avviata e sostenuta anche economicamente dalla Sezione di Roma dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma (RomAIL). Attualmente sono attivi servizi di cure domiciliari ematologiche con il sostegno di AIL presso le seguenti strutture ospedaliere del Lazio: Policlinico Umberto I, Sant’Eugenio, Azienda San Camillo Forlanini, Azienda San Giovanni Addolorata (Provincia di Roma); ASL Viterbo (UOC Ematologia, Ronciglione); ASL Frosinone. Sono inoltre in via di implementazione servizi analoghi presso le strutture ematologiche della Provincia di Latina. Il progetto intende creare una Rete regionale di Cure Domiciliari Specialistiche Ematologiche, erogate da specifiche équipe multi-professionali, che operano in continuità assistenziale con le Unità Operative Complesse di ematologia della Regione Lazio.  La durata del progetto è prevista in 12 mesi con data inizio 1° gennaio 2012 e data finale 31 dicembre  2012, estendibile a 5 anni.  Il Policlinico Umberto I, l’Università Sapienza e l’AIL Nazionale svolgeranno il ruolo di Centro Coordinatore del Progetto, riservando la competenza/responsabilità clinica assistenziale al Policlinico, la competenza/responsabilità scientifica/formativa all’Università, la competenza/responsabilità di collegamento gestionale e monitoraggio/osservatorio all’AIL Nazionale. In particolare AIL redigerà report periodici sull’andamento delle cure, sul numero dei pazienti assistiti nei vari Centri della Regione, eseguendo il monitoraggio degli interventi, anche tramite il Centro raccolta dati provenienti dalle cartelle. L’AIL inoltre, sosterrà i costi dell’assistenza ai pazienti non coperti dal co-finanziamento regionale.
Il progetto è rivolto a pazienti che non sono in grado di accedere autonomamente alle prestazioni offerte dalle strutture ambulatoriali e di Day Hospital della U.O.C. di Ematologia a causa dell’età avanzata, di invalidità o di impedimenti sociali. La terapia trasfusionale è erogata a domicilio, garantendo al paziente un “percorso protetto” (richiesta preliminare delle unità di globuli rossi da trasfondere, comunicazione al paziente della loro l’acquisizione e trasfusione domiciliare un orario preciso): in tal modo la prestazione viene erogata senza attese, direttamente a domicilio con notevoli benefici anche per la famiglia. Si realizza in tal senso un modello a rete, basato sulla reversibilità in cui il servizio di cure domiciliari rimane collegato funzionalmente alle altre articolazioni dell’Ematologia (Ambulatori, Day Hospital, Reparto di Degenza), consentendo le soluzioni organizzative più appropriate e funzionali alle esigenze assistenziali del paziente nelle diverse fasi evolutive dell’emopatia neoplastica.
I pazienti beneficiano presso il proprio domicilio di un programma di cure palliative specialistiche ematologiche. L’obiettivo è di migliorare la qualità di vita e di accompagnare la progressione irreversibile della patologia e delle complicanze quali infezioni ed emorragie. Al paziente ematologico in fase terminale viene assicurato un monitoraggio continuo dei sintomi con interventi programmati e d’urgenza nelle 24 ore, garantiti da una pronta reperibilità medica e infermieristica. Non tutti i pazienti con malattia in fase avanzata o terminale possono beneficiare di un programma di cure a domicilio, a causa di impedimenti sociali o problemi clinici. Per tale motivo, è previsto un coordinamento con le strutture residenziali (Hospice) della rete regionale delle cure palliative.
Questa modalità  assistenziale è rivolta a:
1. Pazienti sottoposti a chemioterapia di induzione e di consolidamento della remissione, dimessi precocemente in fase di citopenia;
2. Pazienti sottoposti ad alte dosi di chemioterapia e trapianto di cellule staminali, dimessi precocemente in fase di citopenia;
3. Pazienti temporaneamente non autosufficienti che ricevono a domicilio trattamenti non intensivi (antiblastici per via orale e/o combinazioni terapeutiche comprendenti anche antiblastici per via endovenosa il cui impiego sia consentito a domicilio);
4. Pazienti clinicamente stabili che necessitano di terapie di supporto, quali terapie antibiotiche, antivirali ed antifungine, somministrazione di emocomponenti, terapia nutritiva e di idratazione ecc., per complicanze da trattamento (infezioni, mucositi, citopenie).
Il team di cure domiciliari esegue in questa fase controlli clinici e di laboratorio, con cadenza periodica, erogando prestazioni secondo protocolli definiti. Gli obiettivi sono rappresentati dal miglioramento della qualità di vita, dalla prevedibile riduzione sia delle complicanze infettive sia del numero delle giornate di degenza non strettamente necessarie al conseguimento dell’obiettivo terapeutico, in strutture ospedaliere ad alta specializzazione. Per tali pazienti è assicurata una reperibilità infermieristica e medica nelle 24 ore, integrata da un necessario rapporto di collaborazione continua con le strutture di degenza del Centro per la gestione condivisa delle problematiche e per una pronta ospedalizzazione in caso di complicanze non gestibili con le stesse garanzie di sicurezza e di efficacia in ambito domiciliare.

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Strutture ecclesiastiche: esenzione ici

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Marco Cappato in una conferenza stampa

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Nell’articolo di Umberto Folena su Avvenire di ieri si afferma che una delle strutture ricettive oggetto della nostra video inchiesta dello scorso settembre, la Casa del clero San Tommaso, paga l’Ici e si mostra una ricevuta di pagamento. Come sanno ad Avvenire, perché pubblicato online nelle settimane passate dal Consigliere milanese Marco Cappato, il Comune di Milano con nota del 30 agosto 2011 prot n. 5274900 ha risposto alla specifica richiesta di Cappato certificando che la Casa del clero risulta esente Ici, così come altre 39 strutture. Questa mattina Cappato ha chiesto agli uffici comunali di verificare quanto risposto in agosto con le ricevute pubblicate da Avvenire.
In attesa di avere chiarimenti dal Comune, ricordo a Folena e a chi vi si accoda, che sono stati proprio Bagnasco e Bertone – non solo preti “di strada” come don Gallo e don Farinella – ad aver ammesso che sull’esenzione ICI qualcosa non funziona. Per quanto ci riguarda, non saremo certo noi ad avere paura della verità. Anzi, faccio una proposta: così come noi pubblichiamo i risultati delle nostre ricerche, proprio per consentirne la confutazione, perché non fanno lo stesso anche le migliaia di enti ecclesiastici con il loro immenso patrimonio immobiliare?

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2012 will bring Danish culture to all Europeans

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Denmark 2011

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When Denmark assumes the EU Presidency in 2012, everyone in Europe will get a little taste of Danish culture. An ambitious cultural program with more than 150 unique events will be revealed today – with a particular focus on Danish film and Danish cultural heritage.When the Danish government assumes the EU Presidency on January 1, 2012, everyone in the 27 EU member states will have a chance to participate in more than 150 unique cultural events that will take place in European capitals everywhere during the first half of 2012. Slovakian scholars will dissect Kierkegaard, innovative Danish bicycle designs will be unveiled in Berlin, the National Museum in Warsaw will display the art of Danish jewelry, the Royal Danish Ballet will capture Paris, while Czech school children will pursue their zest for reading in the company of Hans Christian Andersen. The best string quartet in Greece will interpret a selection of Carl Nielsen’s works in Athens, while the mobile Danish film studio Film-Y will provide hundreds of Belgian school children the opportunity to produce their own films.The Danish Minister for Culture, Uffe Elbaek says:“I am very proud of this cultural celebration of Denmark’s EU Presidency. It shows that art and culture can help create a new common future for European democracies, because all the citizens of Europe are invited to participate. The cultural celebration during Denmark’s EU Presidency – and culture in a general sense – creates an elegant platform to provide us with new inspiration and ideas for the further development of Europe.”As a part of the cultural celebration of the EU Presidency, the Danish Film Institute has put together a powerful focus on Danish film. 20 Danish films in the children’s film, feature-length film, documentary, and classic film genres will be distributed in all 27 EU member states through Danish embassies and cultural institutes. There will also be a special Danish focus at selected European film festivals, and master classes for promising talent in European film will be offered in Denmark.The Heritage Agency of Denmark has developed ’European Stories’, an interactive cultural heritage site that shows the European influence on Danish cultural heritage. People from all over Europe are invited to contribute stories and tales. The site is a refinement of the popular site ‘1001 Stories of Denmark’.This cultural celebration during Denmark’s EU Presidency is a part of the International Cultural Panel’s strategic action plan for 2012 and has approximately DKK 6 million in funding from the Danish Ministry of Foreign Affairs and the Danish Ministry of Culture. The Danish Arts Agency, together with the Danish Film Institute, the Heritage Agency of Denmark and the Danish Ministry of Foreign Affairs, has the responsibility for its development and implementation. Danish embassies and cultural institutes throughout Europe will be responsible for the implementation of local cultural activities.

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Sofradir scores hat trick in space mission contract wins in 2011

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

English: Sofradir company logo

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Paris, France, Sofradir, a leading developer and manufacturer of advanced infrared detectors for military, space and industrial applications, announced today that it has been awarded a contract in the value of tens of millions of euros to manufacture Infrared (IR) detectors for the engineering and flight model phases for the next generation of European meteorological satellites, MTG. A total of six satellites will be launched under the MTG program. The two other major space contract wins Sofradir was awarded in 2011 to supply IR detectors were MUSIS/CSO, a military imaging system, and the Sentinel-5-Precursor satellite mission.Within the scope of the five-year MTG contract headed by European Space Agency (ESA), Sofradir will deliver to Thales Alenia Space France (TAS-F), a leading worldwide manufacturer of satellite and space equipment, custom designed IR detectors. The IR detectors will be integrated in two payloads: the Flexible Combined Imager (FCI) to take IR images of clouds and the InfraRed Sounder (IRS) to analyze the chemical composition of the atmosphere versus altitude. They will operate wavelengths that extend from Short Wave Infrared (SWIR) to Very Long Wave Infrared (VLWIR), in order to better identify and measure various types of clouds and chemical elements.In total, Sofradir will develop six different types of detectors. It will deliver up to 22 flight models for the MTG program.
The ESA contract represents the culmination of several years of work Sofradir has carried out on the MTG program. It enables Sofradir to progress to the final phase. Sofradir’s first involvement began in 2007, when it participated in the feasibility study in collaboration with CEA/LETI. Sofradir then advanced to the preliminary phase, where it developed IR detectors based on its Mercury Cadmium Telluride (MCT) for testing. One of the significant characteristics that sets Sofradir’s MCT IR technology apart from competing technologies is its capacity to be applicable in all wavelengths from the Visible to Very Long Wave IR (above 15 micro). With this technology, it can use a single production line to manufacture IR detectors in different wavelengths. Thus, it can supply highly reliable cutting-edge technology IR detectors both in large volume production and customized designs more efficiently.
Sofradir develops and manufactures advanced infrared (IR) detectors for military, space and commercial applications. It specializes in cooled IR detectors based on a sophisticated high performance technology, Mercury Cadmium Telluride (MCT), and its vast product portfolio of scanning and staring arrays covers the entire infrared spectrum. Sofradir also offers QWIP detectors developed in cooperation with Thales. Sofradir’s headquarters are located in Châtenay-Malabry, near Paris, France. Its manufacturing facilities and those of ULIS, its subsidiary that manufactures low-cost uncooled IR detectors, are located in Veurey-Voroize, near Grenoble, France. Sofradir EC, the company’s US subsidiary, operates in Fairfield, NJ. Sofradir, ULIS and Sofradir EC employ more than 540 people. For more information, visit http://www.sofradir.com

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Commentary: Tribes Lead Efforts to Implement UN Declaration

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Declaration of Independence Plate

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By Robert T. Coulter It has been just a year since President Obama announced the Administration’s support for the UN Declaration on the Rights of Indigenous Peoples and promised action to implement at least some of those rights. Across the country, tribal governments are seizing the Declaration and using it creatively to protect their lands and resources, and especially their rights to cultural and sacred sites. For example, the Navajo Nation has used the Declaration in its efforts to protect the San Francisco Peaks, and the Seneca Nation has pointed out Article 37 (“Indigenous peoples have the right to the recognition, observance and enforcement of treaties”) in its efforts to resolve a 60-year occupation of Seneca territory by the New York State Thruway that violates the 1794 Treaty of Canandaigua.Not surprisingly, other Indian and Alaska Native nations are using the Declaration to seek changes in federal laws and regulations, re-establish tribal jurisdiction to address violence against Native women and other crimes, regain control over Native lands and resources, and promote economic development.The President and Interior Department officials have repeatedly pledged to consult with tribes about measures to implement the Declaration and protect the rights it proclaims. In response to this much-needed opportunity, tribes have reportedly made more requests for consultations than the Administration has been able to meet. This failure to meet the calls for consultation is disappointing, but the determination of tribes to use the Declaration and seek changes in federal laws, regulations, and practices is great news. At the urging of a number of Indian nations, the National Congress of American Indians (NCAI) asked the President last summer to appoint a Commission to develop recommendations and a plan of action for putting the Declaration into effect. At the Tribal Nations Conference hosted by President Obama earlier this month, tribal leaders repeatedly called for federal action to recognize or re-affirm the major rights in the Declaration, especially the rights of self-determination and jurisdiction over tribal lands, treaty rights, and rights to sacred sites, to name a few.The federal government’s response to tribes has been positive but not nearly enough. Very recently, the Interior Department proposed new regulations to reduce the impediments to leasing certain tribal lands, with the intention of supporting self-determination and economic development. The Department also instituted a new policy concerning consultations with tribes. But the Interior Department’s own plans fimplementing the Declaration have not been revealed, and the promised consultations with tribes about how the Department will implement the Declaration have not begun. NCAI’s proposal for a Commission has not been answered so far as we know. That proposal deserves a positive response. The President this month also appointed an Indian Trust Reform Commission with the task of evaluating the Interior Department’s trust management. This Commission of respected and well-qualified Indian leaders is arguably a step toward implementing the Declaration, but it merely calls for study and recommendations rather than concrete action or change. The President did issue an Executive Order on Indian and Alaska Native Education and Tribal Colleges and Universities, which will hopefully implement aspects of the Declaration.Apart from these small steps, virtually nothing has been done to change the actual functioning and activities of the Interior Department, the Justice Department, and other federal departments and agencies that have such a great impact in Indian Country. Practically all the problems, abuses, and inadequacies of the past continue today. Obviously, tribes want to see real, concrete changes in federal laws, regulations, and policies – changes that will improve the lives of their citizens or members and assure the well-being of each tribe or nation. It is going to take a strong, national campaign by tribes to get serious, concrete changes made. Tribes will need to come together behind specific proposals for changes in administrative regulations and policies and for corrective legislation.The UN Declaration is a very useful guide for what changes are necessary. It contains dozens upon dozens of rights covering nearly every conceivable topic. Tribes are studying these detailed provisions, making strategies, and deciding what changes are most important – what elements of the Declaration to implement first. In order to see how the Declaration can be used to address the major concerns that tribes face, one must bore in and look closely at the details of the Declaration. For example, a top concern almost everywhere is environmentally safe and sustainable economic development. The Declaration contains many provisions that could help tribes to gain real control of their lands and resources and overcome some of the worst barriers to development in Indian Country. The provisions in the Declaration that acknowledge tribes’ rights to self-governance, to manage their own lands and resources, and to protect their subsistence economic activities, and that prohibit discrimination against tribes and their members, will all contribute to creating a positive climate for business, investment, and economic development in Indian Country. A number of important proposals for changing federal law to give tribes a fair chance for development have been drafted by the Indian Law Resource Center with the support of the Indian Land Tenure Foundation. These are available on our website at http://www.indianlaw.org.Another top priority is the protection and restoration of tribal governmental jurisdiction in order to increase the ability of tribes to prosper and survive, and especially to increase tribes’ ability to deal with the problem of violence against Native women. The UN Declaration contains more than 15 articles spelling out and protecting many aspects of tribal self-government and jurisdiction. These detailed provisions, along with the Administration’s support for them, could stop excessive interference and change the way the federal government deals with tribal governments. This could give tribal governments a greater chance for success and increase safety in all Native communities.Treaty rights is another top priority for many tribes, and the Declaration contains remarkable and ground-breaking principles about Indian treaties. Article 37 provides that tribes “have the right to the recognition, observance and enforcement of treaties,” and Article 40 says that disputes that tribes have with countries about treaties or other matters must be resolved through just and fair procedures. Implementation of these articles would mark a very important change for tribes, many of whom are not able to enforce their treaty rights because of the limitations in present law.The protection of and access to sacred sites is yet another set of issues often raised by tribes. The Declaration acknowledges that tribes have “the right to maintain, protect, and have access in privacy to their religious and cultural sites; the right to the use and control of their ceremonial objects; and the right to the repatriation of their human remains.” These provisions call for serious changes in federal law and policy. In July, the Yocha Dehe Wintun Nation and the Cortina Band of Wintun Indians used the Declaration to successfully negotiate a cultural easement on a municipal park in California. The easement, which will be permanently associated with the park, allowed the tribes to cancel the construction of bathrooms on a sacred site, and to relocate and resize a planned new parking lot so that visitor traffic will be diverted from sacred sites.
My colleagues and I are preparing a series of articles to be published in the coming months that will look more closely at these elements of the Declaration and possible proposals for putting them into effect. In the meantime, further information and materials about the Declaration and what tribes can do to implement it are available through our website at http://www.indianlaw.org.
*Robert T. Coulter is Executive Director of the Indian Law Resource Center. He is a member of the Citizen Potawatomi Nation and has more than 30 years of experience in the field of Indian law. Photo available upon request.
The Indian Law Resource Center is a non-profit law and advocacy organization established and directed by American Indians. The Center is based in Helena, Montana and also has an office in Washington, DC. We provide legal assistance without charge to Indian and Alaska Native nations who are working to protect their lands, resources, human rights, environment and cultural heritage. Our principal goal is the preservation and well-being of Indian and other Native nations and tribes. For more information, please visit us online at http://www.indianlaw.org or http://www.facebook.com/indianlawresourcecenter. (robert)

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Sito del giorno

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

WordPress.com

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WordPress è una delle più famose, se non la più famosa in assoluto, piattaforma open source per il blogging. Attraverso WordPress.com è disponibile anche il servizio che ti permette di creare in modo semplice il tuo blog gratis anche se non hai esperienze tecniche, ti basta un nome ed un indirizzo email. Il blog chiaramente sarà basato su piattaforma WordPress, installata ed hostata direttamente su wordpress.com. Avrai a disposizione molti template tra i quali scegliere per l’aspetto del tuo blog, tema che potrai personalizzare con tue foto, tue impostazioni, ma non modificando il codice o il CSS (queste opzioni sono sulla versione a pagamento dello stesso servizio). Tra le altre caratteristiche importanti segnaliamo la possibilità di importare i vecchi post da altre piattaforme, qualora questo non sia il tuo primo blog e non vuoi perdere i vecchi scritti. Il blog sarà già predisposto per essere in piena linea col Web 2.0, grazie a widget ad hod per lo sharing e la socializzazione di vario tipo. L’indirizzo offerto gratis sarà del tipo tuonome.wordpress.com a meno che tu non voglia associare un tuo nome a dominio personale, chiaramente a pagamento però. Per foto e contenuti avrai ben 3 GB di spazio. Ed ancora Spell-check, Previews, Autosave, statistiche ed altro… Servizio disponibile anche in lingua italiana. http://www.freeonline.org/sitogratis/wordpress-com.html

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Council Leadership Team First to Follow Up on FTAs

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Grain

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An elite U.S. Grains Council delegation was the first group to meet with key officials in Panama and Colombia since U.S. passage of the Colombia and Panama free trade agreements (FTA). USGC Chairman Wendell Shauman, National Corn Growers Association Chairman Bart Schott, were accompanied by Council staff, Floyd Gaibler, director of trade policy, Chris Corry, director of international operations, and Kirk Schultz, regional director in Latin America. The team explored the outlook for FTA implementation with government officials in both countries, with private sector grain customers, and with U.S. ambassadors and USDA staff. Schott, who spent much of his year as NCGA president working for U.S. ratification of the agreements, said, “Our purpose was to see how far those folks have gone on implementing the FTAs,” said Schott, who spent much of his year as NCGA president working for U.S. ratification of the agreements. The delegation also used the opportunity to answer questions about the availability and quality of U.S. feed grains, reconciling concerns about high levels of dust and foreign material in some shipments. Both countries are currently sourcing corn from Argentina, and it’s very good quality, according to Shauman. However, excitement about the shipping advantage with U.S. feed grains is clear. Panamanian customers, for example, can place an order and receive their shipment within five days.Once fully implemented, the Colombian FTA is expected to increase all U.S. agricultural exports by an additional $370 million per year. In Panama, the pact is projected to produce an additional $46 million in annual sales.U.S. Corn Mission Sees Potential in VietnamThe rapidly increasing entrepreneurial spirit witnessed in Vietnam encouraged participants of the U.S. Grains Council’s Corn Mission about future opportunities for U.S. agricultural products.Nine U.S. producers and corn organization staff traveled to Japan, China and Vietnam Nov. 28-Dec. 9 for a firsthand look at the challenges of developing and defending export markets and to share insights on the U.S. 2011 crop supply and quality. Participants met with international customers, key foreign government officials and the Council’s foreign-based international staff.Vietnam is the fastest growing feed market in Asia. Although Vietnam mostly fills its corn needs with domestic and nearby country imports, the group still felt encouraged by the market potential. The group had the opportunity to see a Council program in action at the local feed mill where USGC Consultant Dr. Budi Tangendjaja was conducting a seminar on the use and application of U.S. distiller’s dried grains with solubles (DDGS). Paul Herringshaw, mission participant and vice chairman of the Ohio Corn Marketing Program, said, “Vietnam has agile users of U.S. DDGS. It’s a good product that helps every diet. It’s a great way to move protein at a lower moisture, and it’s replacing Indian soybean meal and other competitive ingredients. We need to continue market education to increase the product moving into the country.” In 2010, Vietnam became the 15th largest market for U.S. agricultural products. U.S. agricultural exports to Vietnam grew fivefold from a mere $216 million in 2006 to $1.3 billion in 2010. Vietnam is the 8th largest market for U.S. feedstuffs, doubling over the past two years and valued at $151 million in 2010.

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