Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Editoriale: Il crac del sistema Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Statue of Metastasio in Rome, Piazza della Chi...

Image via Wikipedia

Editoriale Fidest.Oggi con il voto di fiducia alla Camera del governo Monti si chiude un ciclo della storia politica italiana, e non è certo esaltante. La situazione è degenerata dopo le elezioni politiche del 2008 allorché con una maggioranza senza precedenti il Pdl entra nel Parlamento italiano e si pensa possa mettere mano alle grandi riforme strutturali che da anni il paese attende. Pia illusione. Nel giro di tre anni la solita mielina: promesse, ripromesse, ricerca affannosa di pretesti, di intrighi di palazzo e alla fine il 14 dicembre del 2010 la grande maggioranza berlusconiana si sfalda e solo il soccorso di un piccolo gruppo di transfughi la salva dal tracollo. Siamo, tuttavia, alla fine ma per convincersi dell’inevitabile il presidente del consiglio ci mette dieci mesi. Incominciano a colpire duro i processi che lo attendono, le manovre economiche sono sottoposte a continui rinvii e ad interventi parziali, subentrano i mercati con lo spread che va alle stelle, ci mette lo zampino la comunità Europea e i sorrisetti ironici di capi di Stato e ancora Mediaset che perde in borsa. E ora che il parlamento, nella sua quasi totalità, ha gettato la spugna ci accorgiamo di quanto siamo scesi in basso: non riesce ad esprimere un governo politico, deve ricorrere ai tecnici. Non si chiede lo scioglimento delle camere per andare a votare, come sarebbe naturale, per le solite resistenze corporative. Ora gli stessi deputati “osano criticare” quella manovra inducendo Monti ad un rimbrotto: “non dimenticate signori parlamentari che noi tecnici siamo qui perché voi siete stati incapaci di fare il vostro mestiere”. Chiunque sarebbe sprofondato dalla vergogna ma non gli intrepidi politici che hanno dato alla pelle il color del bronzo. E così si vota la fiducia ma non senza negarne la paternità come se l’atto fosse un figlio di nessuno. E ora ci si mette anche il presidente della Repubblica asserendo che il momento è grave tanto che pure i poveri devono dare il loro apporto come se il tributo chiesto ai poveri valga quanto quello dei ricchi. Dimentica che c’è chi si priva del necessario per dare a chi non si priva del superfluo. Come dire chiosando i versi del Metastasio: Non è ver che sia la morte il peggior di tutti i mali… (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta a “Editoriale: Il crac del sistema Italia”

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