Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 19 dicembre 2011

L’esercito degli “gnoccoloni” avanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Italiano: Torre Mediaset a Milano

Image via Wikipedia

La capacità delle istituzioni di prendere in giro gli italiani non sembra avere un limite. Cito solo un esempio per dare la misura di quanto affermo, ma non credo che sarà l’ultimo in ordine di tempo né che non ve ne siano stati altri a mia insaputa, come ne sono stati numerosi in passato e che sono giunti alle mie orecchie a volte per caso, a volte per mie distrazioni, a volte senza che me ne sia reso conto del tutto. Questo per indicare una dimensione del “fenomeno” che è tanto ricorrente che occorrerebbe un super vigile per regolarne il traffico. Questa volta si tratta delle concessioni per le frequenze televisive. Giorni fa, presso la competente commissione della Camera dei deputati, il partito di Antonio di Pietro presentò una proposta per inserire nella manovra la possibilità di bandire una gara per le assegnazioni delle frequenze, contrariamente a quanto aveva deciso il precedente governo per permettere a Mediaset di accedervi gratuitamente, che avrebbe potuto portare nelle casse dello stato non meno di quattro miliardi di euro. Tutti gli esponenti degli altri partiti votarono contro e il governo concordò sulla decisione. Dopo qualche giorno la maxi-manovra passa in aula e l’I.D.V., ci riprova con un ordine del giorno e, sorpresa delle sorprese, passa a maggioranza con il voto favorevole del Pd e della Lega. Non solo. Il governo si dichiara favorevole. Tutto bene? Un salutare ripensamento? Tutt’altro. Come si sa l’ordine del giorno è uno stratagemma parlamentare per attenuare le tensioni, ma il suo valore è nullo se non si inserisce la proposta nel maxiemendamento e si sa che non è stato fatto. Ma la ragione di tutto questo? Solo per far scrivere sui giornali la notizia, ovvero un fumus creato ad arte per attenuare le tensioni e per tacitare la commissione europea che aveva invitato il governo italiano ad indire la gara sulle frequenze. E altri motivi ce ne sarebbero. Ne prendiamo solo uno. I pensionati sono stati penalizzati per consentire al governo di fare cassa realizzando 4 miliardi. Guarda caso proprio quelli corrispondenti alla frequenze televisive. Così che non si possa dire che per accontentare Berlusconi si tolgono i soldi dalle tasche dei pensionati. E’ così che la storia degli italiani “gnoccoloni” continua come per dimostrare che i più furbi sono altrove ovvero come volevasi dimostrare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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I nuovi simboli delle sostanze chimiche pericolose

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

In Italia, ogni anno, vengono riconosciuti circa 2000 casi di malattie professionali e tra questi circa 900 sono neoplasie da asbesto, 700 sono i casi di tumori dell’apparato respiratorio e della vescica connessi all’esposizione a sostanze presenti nei luoghi di lavoro. Un recente Regolamento Europeo (n. 1272/2008) ha cambiato i criteri per la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche. Le disposizioni si attuano progressivamente nel tempo. La normativa che regolamenta la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e dei preparati, infatti, obbliga i produttori a indicare i pericoli per la salute tramite delle figure (dette “pittogrammi”) da riportare sull’etichetta.Inoltre, una delle novità di questo Regolamento è l’uso di nuovi simboli di pericolo delle sostanze e dei preparati classificati come pericolosi. Sulle etichette presenti sui contenitori non si troveranno più i simboli quadrati con sfondo arancio, ma “pittogrammi” a rombo con sfondo bianco con nuove figure, accompagnati da indicazioni di rischio e di prudenza.
Particolare attenzione dovrà essere posta al pittogramma (riportato sotto) che caratterizza le sostanze che possono arrecare danni a lungo termine alla salute, cioè anche dopo anni dall’esposizione, come le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione.

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Giudici e giuristi del Bangladesh partecipano a un convegno sulla legge baha’i

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

DHAKA, Bangladesh, (BWNS) – Quasi 180 professionisti della legge provenienti da tutto il paese si sono riuniti in un convegno sulla Fede baha’i e le leggi della persona e della famiglia ai quali i suoi membri devono attenersi. Questo evento, che non ha precedenti e che si è svolto nell’auditorium della Corte suprema del paese, intendeva preparare avvocati e giudici ai quali potesse essere chiesto di assistere baha’i su temi legali relativi al matrimonio e all’eredità. Nel Bangladesh, c’è una divisione fra le leggi pubbliche e quelle private o personali e le questioni familiari ricadono sotto la legislazione religiosa. Circa il 90 per cento della popolazione è musulmana e le leggi islamiche della persona e della famiglia sono ben note nel paese.«La cosa è significativa perché se sorgono problemi fra baha’i, i giudici devono giudicare in base alle leggi personali baha’i», ha detto Jabbar Eidelkhani, membro del Corpo continentale dei Consiglieri che ha parlato durante il convegno. «E ora gli avvocati e i giudici che hanno partecipato a questo convegno e alle sessioni di formazione che l’hanno preceduto sono meglio informati sulle leggi che riguardano i baha’i», ha detto. Il convegno durato un giorno, il 3 dicembre, è stato aperto da Mizanur Rahman, presidente della commissione del Bangladesh per i diritti umani. «Se la religione serve ad assicurare la dignità della persona, la legge baha’i della persona si occupa di questo tema. Sotto questo aspetto la Fede baha’i non è diversa da altre religioni», ha detto il dottor Rahman. Hanno parlato anche il giudice Delwar Hossain, che ha presentato un documento programmatico sull’origine e il background delle leggi baha’i della persona e l’avvocato Samarendra Nath Goswami, il principale organizzatore dell’evento, che ha discusso il significato delle leggi baha’i per i professionisti della legge. Prima del convegno il signor Goswami ha condotto piccole sessioni di formazione sul tema. I baha’i sono presenti nel Bangladesh sin dagli anni 1920. La prima Assemblea Spirituale Locale si è formata a Dhaka nel 1952. L’Assemblea Spirituale Nazionale dei Baha’i del Bangladesh è stata formata nel 1972, poco dopo la dichiarazione d’indipendenza del paese. In questo momento si calcola che nel paese vivano circa 13 mila baha’i.

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Tumore dell’ovaio: “uno sconosciuto” che si può sconfiggere

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Napoli Arriva senza farsi sentire e spesso lo si scopre casualmente. Tra i fattori di rischio l’età, la maggior parte dei casi viene identificata dopo l’ingresso in menopausa, la menopausa tardiva e il non aver avuto figli ma anche la predisposizione familiare. Il carcinoma ovarico è un tumore che colpisce le ovaie. In Italia ogni anno si registrano 5.000 casi, ossia 1 donna su 97. È al nono posto tra le forme tumorali e costituisce il 2,9% di tutte le diagnosi di tumore. Si tratta di uno dei tumori femminili più pericolosi: circa il 70% delle diagnosi avviene in fase avanzata, perché rimane asintomatico per un lungo periodo. Eppure le italiane lo conoscono poco e fanno ancora meno per prevenirlo: 7 su 10 non ne conoscono i segnali e solo l’11% sa che l’ecografia transvaginale è fondamentale per la diagnosi. I sintomi di esordio della malattia sono spesso di lieve intensità, tali da essere confusi con le più banali e frequenti alterazioni dell’apparato gastrointestinale: sensazione di gonfiore addominale, difficoltà digestive, nausea, aumento della circonferenza addominale. “Questa è una delle malattie più difficili da controllare poiché non sono stati identificati strumenti efficaci di screening e di diagnosi precoce” spiega il dottor Sandro Pignata, direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica, Dipartimento Uroginecologico dell’Istituto Nazionale Tumori – IRCCS “Fondazione Pascale” di Napoli. “Per quanto concerne lo screening, a differenza di quanto accade con il pap-test nei confronti del tumore del collo dell’utero, oggi non è disponibile un valido metodo di screening per una diagnosi precoce di carcinoma ovarico. Per questo motivo, le pazienti spesso arrivano in reparto quando la neoplasia è già in stato avanzato. Una visita ginecologica accurata ed effettuata con regolarità rimane il metodo migliore per lo screening del carcinoma ovarico”. L’Istituto Nazionale Tumori di Napoli è uno dei centri all’avanguardia e tra i più qualificati a livello nazionale per il trattamento del tumore dell’ovaio. Il dipartimento ha sviluppato un percorso di cura specializzato per questa patologia, poiché la collaborazione stretta tra la struttura di Oncologia Medica e quella di Ginecologia permette una gestione della malattia completa e tempestiva. A causa della mancanza di avvisaglie chiare, solo in 1 caso su 4 questa neoplasia viene diagnosticata in una fase precoce, quando con un intervento chirurgico le possibilità di guarigione sono intorno al 80-90%. “Il primo passo è l’intervento chirurgico per la riduzione della massa tumorale, un aspetto fondamentale dal quale dipende l’intero percorso di cura” chiarisce il dott. Pignata. “L’intervento chirurgico viene eseguito dagli specialisti dell’Unità di Oncologia ginecologica, mentre la chemioterapia viene gestita dalla mia équipe”.
In circa il 70% delle pazienti però il tumore si ripresenta dopo un certo periodo: capire il meccanismo che genera le recidive e individuare le pazienti a rischio di ricaduta è uno degli obiettivi dei ricercatori. “Le strutture funzionali del Dipartimento Uroginecologico collaborano con i ricercatori del nostro istituto per condurre protocolli di ricerca di tipo traslazionale. Questo tipo di collaborazione, oltre a sviluppare ricerca, offre vantaggi ai pazienti poiché permette di garantire un elevato standard di cura con l’uso di farmaci innovativi. Il nostro dipartimento coordina il Gruppo Mito, (Multicenter Italian Traials in Ovarian cancer), impegnato a sviluppare una collaborazione di ricerca in ambito di ginecologia oncologica. Secondo Pignata si può spostare in avanti la frontiera della qualità della vita attraverso terapie sempre più personalizzate, tecniche chirurgiche poco invasive e farmaci meno tossici. “Oggi in oncologia si parla molto di farmaci biologici, che rappresentano la nuova frontiera contro i tumori. Per la neoplasia dell’ovaio sono arrivati più tardi” conclude Pignata, “ma molti sono in via di sviluppo. Nel nostro centro diversi sono in fase di sperimentazione”.

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Livelli di Vegf predicono efficacia degli antidepressivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

English: 2D structure of SSRI-class antidepres...

I livelli alti di Vegf, fattore di crescita per lo sviluppo dei vasi sanguigni, predicono una buona risposta alla terapia con antidepressivi inibitori dell’assorbimento della serotonina (Ssri). Il dosaggio si esegue su campione di sangue, e l’esame messo a punto l’equipe di Angelos Halaris dell’università di Lodola, potrebbe diventare un elemento predittivo dell’esito, di per sé incerto e variabile, delle cure contro la depressione. Il test è concettualmente molto semplice: i ricercatori si sono accorti che usando gli antidepressivi più comuni, come gli Ssri, l’85% dei pazienti con alti livelli del fattore di crescita nel sangue risponde ai farmaci; al contrario meno del 10% dei soggetti con bassa concentrazione trae giovamento da questi farmaci. La misura di questo fattore di crescita, dunque, può essere un buon metodo predittivo per capire in anticipo chi ne trarrà giovamento significa fare un passo avanti enorme nella personalizzazione del trattamento di questo disturbo, ricorrendo alla classe di farmaci che sembra più utile per ciascun paziente.

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New Company Strives to Change the World One Business at a Time

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

When you think of Corporate Responsibility what do you think of? It could be the oil spill from BP, Occupy Wall Street, Tom’s Shoes or Ben & Jerry’s, the company that pioneered the concept. From now on, think of Socially Good Business.
Socially Good Business is the first Corporate Social Responsibility (CSR) firm in its region, a business dedicated to helping other for-profit businesses become more socially and environmentally responsible – from strategies and implementation to marketing, social media and PR. The company was founded by Liz Brenna of Rochester, NY, who spent the last 4 years working at Ben & Jerry’s Headquarters in Burlington, VT, bringing the company’s Social Mission to life.
“We had the pleasure and good fortune to work with Liz at Ben & Jerry’s. She is not only a delight but also talented, motivated and knowledgeable. She is committed to bringing social responsibility to life in a creative and meaningful way,” said Ben Cohen and Jerry Greenfield, Co-founders of Ben & Jerry’s.“Values-led business is the next generation of business,” Brenna said. “I’ve always been passionate about CSR and after receiving phone calls at Ben & Jerry’s from companies that wanted to do the right thing and embrace CSR, but had no idea how, I realized there really weren’t a lot of resources out there to help for-profit companies implement CSR strategies and consumer communication. I knew this was my calling.” Socially Good Business started in September of 2011 and plans to stay and expand in Rochester, NY, aspiring to create jobs in the area.
Brenna has seen the market reward companies that get out in front of emerging trends. “Eight years ago, nobody knew what ‘organic’ meant, nobody knew how to use social media,” said Brenna. “It was the companies that believed in it, who said, ‘You know what, I don’t need to see the data, I’m going to do this because I believe in it.’ They’re the ones that were the trailblazers – and everybody followed them.” Brenna added, “Companies are realizing that they can be socially responsible AND thrive from it and are recognizing that consumers are demanding it.”
Socially Good Business works with companies to become more socially & environmentally responsible to better their business and the community. Initiatives such as responsible sourcing, community involvement, sustainability, or cause marketing, are just a few things they handle. They help with every step along the way: creating concepts and strategies, managing implementation, and using CSR as an advantage in the marketplace through integrated marketing, PR & social media.

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Dozens of Monroe County Head Start Families “Adopted”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Monroe County Courthouse

Image by StevenW. via Flickr

Today, Sanofi Pasteur employees continued the company’s 17-year tradition of collecting and hand-delivering gifts, non-perishable food items, and supermarket gift cards to Pocono Services for Families and Children (PSFC). These items were donated through the company’s “Adopt-A-Family” drive, which will benefit 34 Monroe County Head Start families.
Company employees’ steadfast commitment to this drive has consistently brightened the holidays of low-income families in Monroe County. But this year, their generous donations were even more critical, as recent census data revealed the number of local children living below the poverty level has grown substantially.“At PSFC, we see the growing need firsthand with many new faces coming to us for help. During challenging times like these, with stretched resources and budgets, we couldn’t be more grateful for generous partners like the ones at Sanofi Pasteur,” said Jackie Lapping, Family/Health manager at PSFC.“Sanofi Pasteur employees have always proudly embraced a sense of corporate responsibility for our fellow community members,” said Ellyn Schindler, director of Community Relations, Sanofi Pasteur US. “This commitment is demonstrated in many ways, whether through significant employee donations to the annual United Way campaign, their participation in Sanofi’s National Volunteer Week, or the many causes receiving support through the company’s Community Relations Team, which includes dozens of employee volunteers.”The commitment Sanofi Pasteur employees have shown toward the “Adopt-a-Family” drive marks only one of the many ways the company has given back to Head Start this year. Last month, employees and contractors delivered 197 pairs of winter boots, plus clothes and food, to Monroe County Head Start families as part of the company’s Thanksgiving holiday drive. Sanofi Pasteur also donates significant annual funding toward Pocono Services for Families and Children. In 2011 alone Sanofi Pasteur provided this organization with $56,000 in donations, earmarked for classroom programs, scholarships, and an emergency fund for Head Start families to cover heating and food costs.
Head Start is a child development program that has served low-income children and their families since 1965. The Head Start program is administered by the Head Start Bureau; the Administration on Children, Youth and Families; Administration for Children and Families; and the Department of Health and Human Services.
Those interested in providing a donation to help local families and children in need can contact Monroe County Head Start representative Jackie Lapping at 570-421-2711 x230.
Sanofi Pasteur, the vaccines division of Sanofi, provides more than 1 billion doses of vaccine each year, making it possible to immunize more than 500 million people across the globe. A world leader in the vaccine industry, Sanofi Pasteur offers the broadest range of vaccines protecting against 20 infectious diseases. The company’s heritage, to create vaccines that protect life, dates back more than a century. Sanofi Pasteur is the largest company entirely dedicated to vaccines. Every day, the company invests more than EUR 1 million in research and development. For more information, please visit: http://www.sanofipasteur.com or http://www.sanofipasteur.us

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ABM and Banorte – IXE United for the Financial Education of Mexico

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

English: Colima Volcanoes seen from Carrizalil...

Image via Wikipedia

Reaffirming the commitment that the institution is in financial education issues with our country- Grupo Financiero Banorte-IXE, joins sectoral efforts coordinated by the Association of Banks of Mexico. The deep interest that the People Banorte-Ixe shows to contribute to building a stronger Mexico, was used in this day where volunteer force was the best tool. The enthusiasm of 42 volunteers (27 in Colima and 15 in Querétaro) impacted hundreds of children who attended with great interest the workshop given by our representatives, that among the basic concepts fun and dynamic, able to sow the seed of the importance of saving, same as according to children’s comments will be forwarded to the parents. Happy with the result the participants completed their work, eager to participate in other activities, since according to their comments. “It’s a great opportunity to share their knowledge with children who represent our future.” Gloria Rodriguez.
Willing to redouble efforts to help strengthen that culture in our country’s financial health, design and participate in activities that can contribute our grain of sand.We invite you to keep an eye on the calls, you are a cornerstone in all efforts to benefit the communities where we operate. Thanks to all those volunteers, who shared their vast experience and their strong desire to encourage those who need us!

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Assobiotec chiede a Passera tavolo di confronto per sviluppo

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Italiano: Il Presidente Giorgio Napolitano con...

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«Invitiamo il ministro Passera a convocare subito un Tavolo dove si possa affrontare il tema dello sviluppo dell’industria innovativa in Italia. E, di concerto con il ministro Balduzzi si affrontino anche gli aspetti della manovra di luglio che interessano la spesa farmaceutica ospedaliera». Lo chiede Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica – commentando positivamente le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, per il rilancio dell’industria farmaceutica innovativa in Italia. «Il Tavolo deve coinvolgere» precisa il presidente Assobiotec «il governo, le regioni e tutte le componenti delle diverse filiere per trovare soluzioni condivise che salvaguardino il futuro dell’industria innovativa, tra cui certamente quella farmaceutica, dove le biotecnologie giocano un ruolo sempre più fondamentale». Al centro del confronto, spiega Sidoli, ci saranno tre punti: «l’introduzione di un credito d’imposta sulla ricerca che favorisca gli investimenti per l’innovazione industriale; il sostegno alle Pmi innovative riconoscendone la peculiarità e rafforzandone la struttura patrimoniale con la creazione di fondi di venture specializzati; e il finanziamento del piano Scienze della vita di Industria 2015. Inoltre riteniamo essenziale la modifica di quell’art. 17 della manovra di luglio che, concentrandosi sul taglio della spesa farmaceutica ospedaliera, ha colpito il settore dove confluisce tutta l’innovazione che sempre di più è rappresentata da prodotti derivati dalla ricerca biotecnologica”, visto che lo sfondamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera è inevitabile con un tetto del 2,4% totalmente irrealistico. è una situazione insostenibile, ancora più se si considera che la spesa farmaceutica ospedaliera rappresenta il capitolo più controllato dell’intera spesa sanitaria».

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L’influenza: sintomi e rimedi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

A diagram of influenza viral cell invasion and...

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È una patologia respiratoria causata da virus che appartengono alla famiglia Orthomyxoviridae, di cui si riconosco tre tipi: A, B e C. I virus A e B sono quelli di maggior interesse anche da un punto di vista pandemico per l’uomo. Il virus A viene distinto in 16 sottotipi in base alle caratteristiche antigeniche della nucleoproteina (sottotipo H) e della matrice proteica (sottotipo N). Il virus penetra nella cellula tramite endocitosi formando un endosoma. La neuroaminidasi degrada il recettore e gioca un ruolo essenziale sia per la replicazione virale che la liberazione del virus dalle cellule infettate. La risposta immunitaria più importante che sviluppiamo è quella contro l’antigene H, quella contro l’N permette solo di limitare la diffusione. Le più estese e gravi pandemie sono state provocate dal virus A, in parte dovute ad un riarrangiamento degli antigeni H e N. Le epidemie di influenza A iniziano bruscamente nel periodo invernale per raggiungere il picco endemico in 3 settimane e una durata complessiva di 2-3 mesi. I sintomi principali comprendono: stato febbrile improvviso (38° sino 41°C), cefalea, malessere, mialgia, tosse e faringodinia. Nelle forme non complicate la fase acuta si risolve in 5-7 giorni, sebbene la tosse possa persistere per alcune settimane. Negli anziani, bambini e persone a rischio la complicanza principale è la polmonite.

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Ora sulle frequenze facciamo sul serio

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Italiano: L'On. Antonio Di Pietro, Presidente ...

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Alla fine, dopo essersi arrampicato per molti giorni sugli specchi, dopo aver confessato in diretta tv che non può toccare gli interessi di Berlusconi sennò il PdL lo manda a casa, il governo si è impegnato a mettere all’asta le frequenze televisive invece di regalarle a Rai e Mediaset.
E’ merito dell’Italia dei Valori. Siamo stati gli unici a martellare contro questa ingiustizia quando tutti gli altri cercavano di farla passare sottobanco. Siamo stati i soli a denunciare lo scambio tra frequenze regalate e voto di fiducia al governo da parte del PdL, e per aver detto la verità ci siamo anche presi un sacco di insulti da parte del Pd e dello stesso governo. Della Lega poi non parliamo proprio: quelli cambiano idea e voto a seconda che stiano al governo oppure all’opposizione. Per dieci anni hanno votato tutte le leggi ad personam di Berlusconi, gli hanno fatto ogni sorta di regali. Per rifarsi la verginità di oppositori è un po’ tardi. Però io confesso che a questo impegno del governo ci credo poco. Se davvero hanno deciso di smettere di pagare il pizzo a Berlusconi, perché hanno bocciato in commissione le nostre mozioni e le nostre proposte? Se vogliono fare l’asta sul serio e non solo farsi belli a parole, perché non varano un provvedimento e ci mettono la fiducia sopra come hanno fatto con i pensionati, invece di essere forti con i deboli e deboli con in forti? Di solito, nel Parlamento italiano il modo migliore per non fare un cosa è impegnarsi a farla e promettere che la si farà appena possibile, cioè mai. Non vorrei che questo impegno che abbiamo dovuto strappare con le tenaglie al governo fosse proprio di quel tipo lì. Per questo noi insisteremo e controlleremo, e siamo disponibili a votare il provvedimento che blocca il Beauty Contest e lancia l’asta per le frequenze televisive anche prima di Natale. Perché se il Parlamento è riuscito a fare le ore piccole per tartassare i pensionati, può approfittare dello spirito natalizio, magari rinunciando a qualche giorno di festa, per recuperare dai ricchi quel che si vuole togliere ai poveri. (Antonio Di Pietro)

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Appello degli ergastolani al Papa Benedetto XVI

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

English: Oreste Benzi (1925–2007), photo by Ri...

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Santo Padre,siamo degli ergastolani, dei condannati a essere colpevoli e prigionieri per sempre, ergastolani con l’ergastolo ostativo ad ogni beneficio.
Santo Padre, molti di noi sono in carcere da 20, 30 anni, altri di più, senza mai essere usciti un solo giorno, senza mai un giorno di permesso con la propria famiglia.
Molti di noi sono entrati da ragazzi adolescenti e ora sono quarantenni destinati ad invecchiare in carcere, altri erano giovani padri e ora sono nonni con i capelli bianchi.
Santo Padre, noi e la Comunità Papa Giovanni XXIII, Le vogliamo dire che la pena dell’ergastolo è una pena che si sconta senza vita; che avere l’ergastolo è come essere morti, ma sentirsi vivi; che la pena dell’ergastolo è una pena del diavolo perché ti ammazza lasciandoti vivo; che la pena dell’ergastolo tradisce la vita; che subire la condanna dell’ergastolo è come perdere la vita prima ancora di morire; che la pena dell’ergastolo ti mangia l’amore, il cuore, e a volte anche l’anima; che la vita senza promessa di libertà non potrà mai essere una vita.
Santo Padre a cosa serve e a chi serve il carcere a vita? Si diventa non viventi. A che serve vendicarsi in questo modo? Non vediamo giustizia nella pena dell’ergastolo, ma solo una grande ingiustizia perché si reagisce al male con altro male aumentando il male complessivo. Una società giusta non dovrebbe avere né la pena di morte, né la pena dell’ergastolo. Non è giustizia far soffrire e togliere la speranza per sempre per riparare al male che ha fatto una persona. Il male dovrebbe essere sconfitto con il bene e non con altro male. Il riscatto umano non è possibile con una pena che non potrà mai finire. La nostra vita è di una inutilità totale, è aberrazione, sofferenza infinita. L’ergastolo è una pena che rende il nostro presente uguale al passato, un passato che schiaccia il presente e toglie speranza al futuro.Santo Padre, 310 ergastolani tempo fa si sono rivolti al Presidente della Repubblica dicendogli di preferire la morte al carcere a vita.
Nell’anno 2007 un migliaio di ergastolani, sostenuti da 10.000 persone fra amici e parenti, hanno fatto lo sciopero della fame ad oltranza per l’abolizione dell’ergastolo.
Nell’anno 2008 quasi ottocento ergastolani hanno inoltrato un ricorso alla Corte europea per chiedere l’abolizione dell’ergastolo perché in Europa solo in Italia esiste l’ergastolo ostativo.
Sempre nell’anno 2008 un migliaio di ergastolani hanno fatto uno sciopero della fame a staffetta per l’abolizione dell’ergastolo.
Santo Padre, i mass media dicono che l’ergastolo in realtà non esiste, ma allora, se non esiste, perché non lo tolgono?
Vogliamo scontare la nostra pena, ma chiediamo una speranza, una sola, chiediamo un fine pena certo.
Santo Padre ci sentiamo abbandonati da tutti, dagli uomini, dalla Chiesa e a volte persino da Dio, perché non si può essere contro la guerra, contro l’eutanasia, contro l’aborto e non essere contro la pena dell’ergastolo.
Santo Padre, non abbiamo voce: ci dia la Sua per fare sapere che in Italia esiste l’ergastolo ostativo, una pena disumana che realmente non avrà mai termine e ci farà uscire solo morti dal carcere.
Don Oreste Benzi, Fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII ha sempre appoggiato il superamento dell’ergastolo e qualche giorno prima della sua morte, alle Settimane Sociali del 2007 ha detto: “Adesso inizia lo sciopero della fame a Spoleto, nel supercarcere, per l’abolizione dell’ergastolo. Hanno ragione. Che senso ha dire che le carceri sono uno spazio dove si recupera la persona se è scritta la data di entrata e la data di uscita mai? È una contraddizione in termini. Perché non devono aver il diritto di dare prova che sono cambiati? Non è giusto questo.”

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Si chiude l’8a Ministeriale Wto a Ginevra

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

English: United Nations Framework Convention o...

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Ginevra/Wto Nulla di fatto sulla chiusura del Doha Round, il ciclo negoziale della Wto lanciato 10 anni fa in Qatar e finalizzato ad una progressiva liberalizzazione dei mercati globali, dietro alla retorica dello “sviluppo” che, come denunciato anche dai Governi di alcuni Paesi emergenti e del Sud del mondo, non è mai diventato il vero centro del Round negoziale. Una ministeriale che è stata caratterizzata dall’entrata di alcuni Paesi, tra cui la Russia, nella grande famiglia della Wto, ma anche da un nuovo approccio che, per superare il riconosciuto fallimento dell’Agenda di Doha, vede “coalizioni dei volenterosi” limitate a pochi Paesi trovare accordi su specifici settori, com’è accaduto sul tema degli appalti pubblici tra Usa, Unione europea ed altri 22 Paesi. Un plurilateralismo che dimostra l’inadeguatezza della Wto di tenere assieme molti temi su un’! agenda così ampia. Così si conferma l’incapacità dei Governi del G20 a costruire una reale governance globale aldilà dei roboanti impegni assunti nel recente vertice di Cannes.
Un approccio, quello della Wto, ideologico e senza una vera e propria valutazione d’impatto della propria agenda.
“La liberalizzazione dei mercati e la loro progressiva deregolementazione”, dichiara Leopoldo Tartaglia, responsabile dipartimento politiche globali della CGIL “stanno alla base della crescita delle disuguaglianze e della crisi economica che stiamo vivendo. Evitare ogni analisi di impatto di queste politiche mostra un atteggiamento che sconfina nell’ideologico, perchè non ne considera le conseguenze sulla vita delle persone e sugli ecosistemi, negando proprio quello sviluppo sostenibile che si afferma di voler perseguire”.
Nonostante le difficoltà, l’agenda liberalizzatrice procede, facendo apparire all’orizzonte anche dei nuovi temi (New issues) come la sovranità alimentare e la lotta al cambiamento climatico, che hanno portato ad una dura contrapposizione tra il rapporteur Onu De Schutter ed il direttore Wto Pascal Lamy sulla legittimità o meno della Wto di toccare tali temi. “I New Issues sono un aspetto molto delicato” dichiara Monica Di Sisto, vicepresidente di Fair presente a Ginevra come organizzazione accreditata e parte della rete internazionale OWINFS, “perchè rischiano di mettere sotto un’ottica economicista e liberista questioni che attengono ai diritti dell’uomo e del pianeta che proprio per questo devono essere esclusi dai negoziati”.
Per CGIL e Fair c’è il rischio che la Wto voglia mettere le mani su aspetti come la sovranità alimentare, la lotta al cambiamento climatico ed i diritti ad un lavoro dignitoso che sono argomenti che dovrebbero essere affrontati in sedi più appropriate, come la Fao per la questione della sovranità alimentare, l’UNFCCC sul cambiamento climatico e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, per l’occupazione ed il lavoro dignitoso e, nonostante alcune affermazioni contenute nella dichiarazione finale, ha dimostrato ancora una volta di non voler affrontare coerentemente i problemi posti dai Paesi del Sud del mondo, a cominciare dalla questione del cotone.

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Presentazione del libro “Il manifesto umano” di Loris Facchinetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Assemblea dei Radicali in Calabria con Marco P...

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Roma 19 dicembre ore 17.30 via di Torre Argentina, 76 sede del partito radicale partecipa Marco Pannella“Il Manifesto Umano –  La destra invisibile” di Loris Facchinetti, fondatore del gruppo cattolico di destra Europa Civiltà. Interverranno, oltre all’autore Loris Facchinetti:
Marco Pannella, Sergio D’Elia, Valerio Fioravanti, Elisabetta Rampelli. E’ un libro che testimonia la passione per le idee che possono muovere il mondo, anche se quasi nulla di ciò che viene raccontato e testimoniato in queste pagine potrà essere ritrovato nei libri di storia.Un libro che racconta anche di carcere preventivo, di isolamento, soprusi e abusi. Di innocenti che non hanno commesso illeciti, ma hanno avuto la malasorte di essere incappati nella macchina della Colonia Penale di memoria Kafkiana, di una giustizia ingiusta, che incide nella carne l’ordine violato e chiude la bocca al condannato perché nessuno possa sentire le sue grida. Ma anche lo strano caso delle vite parallele di Marco Pannella e Loris Facchinetti, entrambi nonviolenti, impegnati in battaglie simili ai quattro angoli del mondo, ed entrambi destinati a pagare con il proprio corpo le durezze dell’imperfetta democrazia italiana.

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Parafarmacie, manifestazione per liberare la professione

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Titolari di parafarmacia, dipendenti di farmacia, ma anche cittadini, rappresentanti della società civile e di altre professioni. Insomma «chiunque senta stretti i limiti posti e voglia liberare la professione dalle rendite di posizione». È a loro che Mnlf, Anpi, Fef e Forum nazionale parafarmacie rivolgono l’invito a partecipare alla manifestazione per «la libertà della professione» che si terrà a Roma mercoledì o giovedì. Il casus belli è noto: «la retromarcia governativa sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, emblema dello strapoterere corporativo». Una scelta che, secondo una nota del presidente del Forum italiano delle parafarmacie, Giuseppe Scioscia, è costata al nostro Paese la perdita di «diecimila nuovi posti di lavoro, 600 milioni di investimenti, 3500 ulteriori esercizi». Con conseguenze sulle le tasche dei cittadini, come sottolinea una nota di Altroconsumo: «Da una nostra inchiesta sugli effetti della liberalizzazione del 2006 per i farmaci Sop e Otc risulta che chi, oggi, compra tali farmaci nei corner salute dei supermercati risparmia sino al 18%. Proiettando questi benefici sul mercato di fascia C con ricetta, senza limiti sul territorio, si arriverebbe a un risparmio di 500 milioni di euro all’anno». E la posizione è confermata anche da Scioscia: «Mediamente i nostri sconti si aggirano intorno al 10-20%, e arrivano fino al 27% nei corner della Grande distribuzione, ma è chiaro che una volta liberalizzato il mercato dei farmaci di fascia C, ci saremmo potuto permettere il lusso di scontare maggiormente i farmaci di banco».(fonte farmacista33)

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Farmacie: Fofi, la liberalizzazione è in prezzi e pianta organica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

English: LED pharmacy cross in full color Fran...

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Se si vuole parlare di risparmio il primo passo è liberalizzare i prezzi, così come per potenziare la rete di farmacie e generare concorrenza basterebbe abbassare il quorum ed eliminare la pianta organica, pur mantenendo un criterio di distanza. Così interviene nel dibattito sulla liberalizzazione della fascia C Andrea Mandelli, presidente Fofi, che rilancia la richiesta di avviare al più presto un tavolo di confronto sull’argomento. «Se si vuole avviare un percorso di reale ammodernamento del settore la Federazione è pronta a discutere senza tabu tutti gli aspetti in questione». D’altra parte, spiega Mandelli, «l’intervento inizialmente disegnato dal Governo avrebbe portato a una situazione in cui il cittadino si sarebbe dovuto recare nell’esercizio di vicinato o al supermercato per comprare il farmaco non rimborsato al minor prezzo e poi alla farmacia per ottenere i farmaci rimborsati dal Servizio sanitario nazionale». Invece intervenire su quorum e pianta organica, «darebbe maggiori prospettive ai farmacisti, soprattutto i giovani, che aspirano a essere titolari di una farmacia a tutto tondo, che oggi hanno trovato nella parafarmacia una soluzione di ripiego evidentemente insoddisfacente, per non parlare dei colleghi che hanno trovato lavoro nei corner con un trattamento contrattuale e un mansionario del tutto inadeguati». Ma attenzione, ammonisce Mandelli: «Ci opporremo sempre a misure che mettano sullo stesso piano il farmaco e i beni di consumo, un servizio legato alla salute con un’attività puramente commerciale. Che è rispettabilissima, ma è un’altra cosa. Noi chiediamo di aumentare in maniera sostenibile la capillarità a vantaggio dei cittadini».(fonte farmacista33)

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Anziani: alternativa possibile

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Anziani giocano a patruni e sutta

In alcuni miei libri ho parlato a lungo della questione degli anziani sotto i due più importanti aspetti: la previdenza e l’assistenza. Ho, innanzitutto, posto l’accento sull’evoluzione dell’età che ha fatto registrare un importante cambiamento nella sua condizione. Non molti anni fa, infatti, si entrava nell’età adulta più tardi di oggi così come si consideravano “vecchi” i sessantenni. Si vuole quindi valutare più ampliato lo spettro della vita attiva-lavorativa dai 16 ai 60 di allora ai 15 – 77 di oggi. In pratica siamo passati dai 44 anni agli attuali 62. Ma non finisce qui. Tutto l’arco della nostra esistenza si avvale di due fondamentali variabili dettate una dai passaggi formativi-professionali (scuola, master, specializzazioni, ecc.) e l’altra dallo stato di salute che potrebbe permettere ad esempio ad un ottantenne, e anche oltre, d’avere una “mente attiva” ma in un corpo fragile. Questo allungamento della speranza di vita congiunto ad una migliore qualità dell’esistenza si scontra inevitabilmente con altri due aspetti, cioè quello dell’evoluzione tecnologica e scientifica che, tra l’altro, riduce l’impiego di manodopera nelle imprese e l’aumento esponenziale della popolazione mondiale che oggi ha superato i 7 miliardi di persone. E dentro tali componenti ruota l’inevitabile disparità di natalità tra i paesi cosiddetti avanzati e quelli del terzo mondo notoriamente più poveri, o per meglio dire composti da una maggiore e più diffusa povertà. Ciò provoca un flusso migratorio in cerca di regioni più ospitali. Siffatto insieme di cose ci rende consapevoli della necessità di ricercare un modello di società diverso che nel prendere atto dei mutamenti esistenti e della loro evoluzione, in prospettiva, si faccia carico di trovare una risposta adeguata che contemperi sia il contingente sia la possibilità di mettere mano ai necessari correttivi futuri. Ecco perché se ci limitiamo al caso italiano, con una fascia di una popolazione considerata anziana e che va dai sessanta anni in poi e che si può quantificare in oltre 15 milioni di persone ovvero un quarto della popolazione totale, dobbiamo farci carico di iniziative adeguate ed anche prevederne di originali. Consideriamone alcune estratte da un progetto dei Centri studi della Fidest di qualche anno fa:
1) – trasformare la previdenza in assicurazione e stabilire contributi che permettessero ogni dieci anni di ottenere una rendita pari al 20% della media dei corrispettivi retributivi percepiti;
2) – eliminare i limiti di età sia per l’accesso al lavoro sia per lasciarlo pur stabilendo opportuni vincoli soprattutto per evitare il lavoro minorile sostitutivo della scuola;
3) – consentire la mobilità lavorativa per fasce di età considerando che si possono fare dei lavori ad una certa età ma non in altre. L’esempio tipico è dato dal giocatore di calcio professionista che, intorno a 35 anni, appende gli scarpini al chiodo, ma non per questo si considera un pensionato. Si cerca, semplicemente un altro lavoro;
4) – in caso di disoccupazione, diciamo di un cinquantenne, e le difficoltà a trovare un altro impiego, le rendite assicurative nel frattempo accumulate (pensiamo a tre cicli da 10 anni e quindi il 60% della sua media retributiva complessiva) possono evitargli un più cocente disagio economico.
5) – agli “anziani” verrebbe riservata un’altra opportunità che è quella di vivere in una “comunità mista” chiamata dagli ideatori “cittadella del sapere” dove l’esperienza e la conoscenza degli uni si combina con talune prestazioni assistenziali degli altri. E queste condizioni rese operabili nei paesi del terzo mondo permetterebbero, tra l’altro agli autoctoni di acquisire maggiori conoscenze e conseguenti possibilità lavorative in loco o altrove.
Per quanto riguarda l’assistenza il principio guida deve essere quello della “universalità” ma nella prevenzione: meglio prevenire che curare un male avanzato. E per farlo tutta la filiera assistenziale va rivista. Il risultato ci offre un migliore sistema assistenziale e sensibili economie di gestione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
Ulteriori informazioni possono essere attinte dai seguenti link:
http://fidestnews.blog.com/archives/6647/
http://fidestnews.blog.com/archives/6645/
http://fidestnews.blog.com/archives/6068/
http://fidestnews.blog.com/archives/4941/
http://fidestnews.blog.com/archives/3060/
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