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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Elezioni Balcani e Russia

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2011

English: THE KREMLIN, MOSCOW. With President-E...

Image via Wikipedia

Il 4 dicembre si sono svolte in Russia le elezioni parlamentari. Il partito di maggioranza Russia Unita del primo ministro Putin, ha registrato un forte calo di consensi ottenendo circa il 49% delle preferenze rispetto al 60% delle precedenti consultazioni. I partiti di opposizione (comunista e partito liberal-democratico) hanno registrato un incremento di voti superando la quota del 10% delle preferenze. Nonostante la flessione, Russia Unita mantiene la maggioranza relativa alla Duma pertanto il sostegno parlamentare al programma politico di Putin non è in dubbio.
1 Il sospetto di brogli elettorali ha scatenato aspre proteste. Mosca e San Pietroburgo sono state teatro di manifestazioni e proteste contro il governo, accusato di aver alterato i risultati delle elezioni a favore del partito di maggioranza. Conferme sulla possibilità di brogli vengono anche dagli osservatori internazionali. Gli Stati Uniti, tramite una dichiarazione del segretario di Stato Clinton, hanno sollevato interrogativi sulla effettiva trasparenza della tornata elettorale, generando una forte polemica con il premier russo, che accusa gli USA di fomentare le proteste nel paese.
2 La reazione delle autorità non è chiara. Il premier infatti ha inizialmente sottovalutato il peso delle proteste e, solo in un secondo momento ha deciso di affrontare l’argomento con i media. Putin tuttavia non ha fornito risposte chiare su come il governo gestirà la richiesta della popolazione di verificare brogli e di tenere nuove elezioni, diversamente dal presidente Medvedev che si è detto intenzionato a chiarire le presunte irregolarità ordinando un’inchiesta giudiziaria sulla questione. Una nuova manifestazione è prevista per il 24 dicembre nelle principali città russe e vedrà una partecipazione eterogenea: i rappresentanti dei partiti di opposizione, esponenti politici come Kudrin, l’ex ministro delle finanze rimosso da Putin dopo la critica al piano di spesa pubblica del premier e la società civile. Dopo questa data è atteso un calo della partecipazione al movimento legato a vari fattori (festività, fattori climatici, attesa dei risultati dell’inchiesta).
3 In sintesi. Nonostante il risultato delle elezioni, la stabilità del governo di Putin e la sua candidatura a presidente alle elezioni di marzo 2012 non sembrano in discussione, così come appare quasi certa la sua elezione. Molto probabilmente le elezioni presidenziali comporteranno un turno di ballottaggio, dato il crescente consenso che gli altri candidati stanno guadagnano. Al fine di ridurre il livello di tensione sociale e guadagnare consensi tra la classe media si attende che il governa introduca riforme di stampo liberale (ad es. finalizzate al potenziamento dei settori non-oil, al miglioramento del contesto operativo) senza tuttavia stravolgere la propria politica. La persistenza di instabilità politica potrebbe deteriorare il market sentiment e avere un impatto negativo sugli investimenti esteri nel paese. Dall’inizio dell’anno la Russia sta sperimentando un deflusso di capitali (secondo la banca centrale russa nei primi nove mesi dell’anno si è registrato un saldo netto pari a -40 miliardi di dollari) in parte riconducibile alla fase di incertezza vissuta dall’area euro, ma si teme che un peggioramento della percezione del rischio Russia possa accentuare ulteriormente questa tendenza.
4 Slovenia. Contrariamente alle previsioni le consultazioni elettorali hanno decretato la vittoria del partito della sinistra liberale, guidato da Zoran Jankovic, sulla coalizione di centro destra che guidava il paese. Jankovic, imprenditore e sindaco di Lubiana, ha fondato il partito “Slovenia Positiva” lo scorso novembre raccogliendo in meno di un mese consensi in particolare tra la classe media slovena grazie ad un programma di rilancio dell’economia e di riforma liberale dello stato. Il nuovo esecutivo dovrà includere necessariamente esponenti di una coalizione di centro sinistra dato che il partito SP non dispone di un’ampia maggioranza.
5 In sintesi. Il risultato elettorale conferma il desiderio di cambiamento della popolazione slovena di cui il leader di SP dovrà tenere conto. La mancanza di una maggioranza parlamentare e la necessità di includere nella compagine governativa partiti minori di orientamento social democratico toglieranno forza al piano riformatore di Jankovic. E’ probabile che questo rallenti l’iter di adozione delle riforme in programma (in particolare riforma della spesa pubblica e del sistema pensionistico) e un sostanziale stallo parlamentare nel corso del 2012.
6 Croazia Il partito di centro sinistra ha riportato una schiacciante vittoria elettorale dopo 8 anni di governo di centro destra nel paese. La coalizione social-democratica guidata da Zoran Milanovic ha ottenuto il 44% dei seggi anche grazie al calo dei consensi del partito avversario di centro destra, coinvolto in pesanti scandali di corruzione nei mesi scorsi. Il programma della sinistra croata è mirato ad una maggiore trasparenza ed efficienza del sistema politico e ad una migliore integrazione commerciale e politica con l’area europea, elemento chiave per il rilancio dell’economia croata al momento in stallo (PIL a -1,2% nel 2010 e 0,7% nel 2011). L’agenda di Milanovic non esclude tuttavia tagli alla spesa pubblica necessari per risanare i conti del paese.
7 In sintesi. La coalizione guidata da Milanovic gode di un’ampia maggioranza parlamentare, di una buona coesione tra i partiti membri e può avvantaggiarsi della scarsa credibilità dei partiti dello schieramento opposto, travolti da scandali legati ad episodi di corruzione. Questa situazione dovrebbe garantire al futuro premier una generale stabilità e l’adozione delle riforme presenti nel programma, alcune necessarie per l’ingresso nella UE previsto per il 2013).

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