Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 21 dicembre 2011

Nasce LEO Pharma Italia guidata da Paolo Cionini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Dopo aver ricoperto la carica di Direttore della Divisione Primary Care in Abbott e con oltre 20 anni di esperienza nel settore farmaceutico, Paolo Cionini è il General Manager di LEO Pharma Italia, società danese leader nel settore dermatologico ed in particolare nella cura della psoriasi. Dal primo gennaio 2012 l’azienda, che ha sede a Roma e che potrà contare su circa 70 collaboratori, commercializzerà direttamente i propri farmaci, ad oggi proposti da Grunenthal e Intendis, sul territorio italiano.
Nel 2010 il fatturato globale di LEO Pharma, nata più di cent’anni fa in Danimarca e che occupa oltre 4.500 persone in 59 paesi, si è attestato intorno a 1 miliardo di euro. Il capitale e il controllo dell’azienda farmaceutica danese è totalmente detenuto dalla LEO Pharma Foundation.

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Ischemia cerebrale: così funziona la proteina salva-cervello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

heart attack anatomy

Image by gandhiji40 via Flickr

Un team internazionale ha dimostrato le proprietà neuroprotettive della fractalchina contro la morte delle cellule cerebrali. Lo studio su Journal of Neuroscience. Agire tempestivamente sui pazienti colpiti da ischemia cerebrale è fondamentale per contenere i danni provocati dal blocco dell’apporto di sangue alle cellule del cervello.
La somministrazione di una proteina di origine immunitaria, la fractalchina, prodotta dalle stesse cellule cerebrali sarebbe, secondo un recente studio, in grado di ridurre la morte neuronale indotta dall’ischemia, perpetuando i suoi effetti protettivi fino a 50 giorni dal danno. A dimostrarlo sono stati i ricercatori del dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza, dell’Istituto Mario Negri di Milano e del Karolinska Institutet di Stoccolma in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience.
L’ischemia è una malattia grave, spesso origine di ictus, che può causare nei pazienti colpiti un’invalidità permanente e, nei casi più complicati, la morte. L’ictus in particolare colpisce ogni giorno in Italia circa 660 persone ed è la seconda causa di morte per le persone oltre ai 60 anni e la quinta nelle persone tra i 15 e i 59 anni, ma può riguardare anche i bambini e i neonati. In pratica l’esperimento che ha svelato il ruolo della fractalchina nelle patologie neuronali come l’ischemia è stato condotto su topi e ratti ai quali è stata somministrata la proteina immediatamente dopo aver indotto l’infarto cerebrale. I ricercatori hanno quindi sottoposto gli animali a una serie di test per valutare la loro capacità di integrare le informazioni sensoriali con comandi motori specifici; il volume di cervello interessato al danno a breve termine e 50 giorni dopo l’ischemia, gli enzimi coinvolti nella morte neuronale.
Contemporaneamente sono state isolate nelle cavie alcune cellule microgliali, ossia le cellule preposte alla difesa immunitaria, per studiare l’effetto del trattamento con fractalchina, in condizioni di ischemia, sulle risposte caratteristiche di queste cellule, come la produzione di molecole infiammatorie e la capacità di “mangiare” cellule danneggiate, detriti cellulari o agenti potenzialmente tossici presenti nel cervello.
I ricercatori hanno così dimostrato che l’effetto indotto dalla fractalchina richiede la presenza di un recettore per l’adenosina (molecola estremamente importante nella omeostasi cellulare ed in diversi processi fisiologici anche nel cervello) che media in vivo la sua attività neuroprotettiva.
I risultati di questo studio suggeriscono un possibile sviluppo terapeutico per l’uso della fractalchina come farmaco neuroprotettore in casi di ischemia cerebrale acuta, ma anche durante le operazioni neurochirurgiche all’encefalo in caso di blocco della irrorazione locale del tessuto nervoso. A questo proposito Cristina Limatola, coordinatrice dello studio dichiara: “Prima di pensare di poter utilizzare la fractalchina a scopo terapeutico nel trattamento dell’ischemia cerebrale dell’uomo o in generale come agente neuro protettivo andranno effettuati ulteriori studi per definire con maggiori dettagli il meccanismo d’azione della fractalchina e l’eventuale coinvolgimento di altri tipi cellulari molto importanti come gli astrociti ma, soprattutto, capire come si possa somministrare questa molecola o suoi analoghi in modo che questi possano esercitare la loro azione nel sistema nervoso centrale limitando gli effetti periferici.”Lo studio CX3CL1 Is Neuroprotective in Permanent Focal Cerebral Ischemia in Rodents è disponibile su: http://www.jneurosci.org/content/31/45/16327.full.pdf+html

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Napoli: nuova dirigenza rifondazione comunista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Paolo Ferrero

Image by funadium via Flickr

Il Comitato Politico Federale del Partito della Rifondazione Comunista della Federazione di Napoli, ieri sera, ha votato a larghissima maggioranza la segreteria provinciale ed attribuite le relative cariche politiche.
Affiancheranno Antonio D’Alessandro, di recente eletto segretario provinciale dal congresso della Federazione napoletana, Gabriele Gesso (organizzazione), Giuliano Pennacchio (Partito sociale), Fabio Matteo (Ambiente), Ussi Arianna (luoghi di lavoro, precarietà e conoscenza), Raffaele Carotenuto (enti locali e coordinamento degli eletti di Napoli) e Marina Paparo (lavoro e sviluppo produttivo). Il nuovo quadro dirigente locale è stato eletto dal 90% degli appartenenti allo stesso, formato da 90 compagne e compagni dell’intera Provincia di Napoli.Questa ritrovata unità darà slancio all’azione dei comunisti in città, a partire dalle questioni che riguardano l’amministrazione De Magistris di cui fanno parte.

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Ritardati pagamenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Un tetto a 730 giorni, quando va “di lusso” nove mesi – un anno, tra mille solleciti e acrobazie finanziarie per far quadrare i bilanci e tamponare le esposizioni con le banche. Sono i tragici tempi medi che un’azienda artigiana veneta deve attendere per poter incassare le fatture emesse alla Pubblica Amministrazione. Va un po’ meglio con i committenti privati, che onorano i pagamenti in un arco di tempo che va dai 30 giorni (ma sono pochissimi) ai 6 mesi, con sforamenti fino a un anno. Senza considerare chi invece paga solo un piccolo anticipo per i lavori e poi non salda più il resto, a volte scomparendo nel nulla. È la cruda realtà che emerge da un’indagine condotta da Cofidi Veneziano su un campione di 200 aziende socie, interpellate sui tempi di incasso per lavori svolti a favore di clienti della Pubblica Amministrazione e di privati. Tutti o quasi hanno denotato come le tempistiche dei pagamenti si siano dilatate a dismisura negli ultimi due anni, fino a raggiungere ritardi insostenibili per le aziende, già strette nella morsa della crisi economica e zavorrate dal nuovo credit crunch. “La nostra clientela è esclusivamente privata – racconta il titolare di una ditta di impianti elettrici di Camponogara – e le modalità di pagamento generalmente concesse alle aziende sono Ri.Ba. a 60 giorni: purtroppo, a scadenza, spesso ci ritorna l’insoluto e questo ci impedisce di continuare a lavorare con le stesse aziende e di presentare nuovamente Ri.Ba. a fine mese in Banca, in quanto questi diventano clienti non solvibili”. “I tempi di incasso da alcuni clienti della Pubblica Amministrazione sono inconcepibili – testimonia invece il proprietario di un’azienda di serramenti e infissi metallici di Cavallino Treporti -: sei bravo se te la cavi in 300-400 giorni. Per questo tendiamo a lavorarci il meno possibile. Per quanto riguarda i tempi di incasso da clienti privati, spesso sei fortunato se riesci in qualche modo a portare a casa i soldi; quando invece la ditta che deve pagarti fallisce, a volte anche volutamente, ti rimane un credito inesigibile. Questo ci spinge a fare debiti per sopravvivere: non si può continuare così”. Per Enrico Chiuso, titolare di Chiuso Impianti snc di Salzano, azienda produttrice di impianti idraulici e termoidraulici, i tempi di pagamento dei clienti privati “variano a seconda dell’importo dei lavori: più è basso, prima pagano. Quando gli importi sono di decine di migliaia di euro, però, l’ultima tranche, di solito equivalente al 10%-20% del totale, non viene mai saldata. Se poi parliamo di aziende, il termine di 60-90 giorni è ormai la prassi, con due alternative: la prima con Ri.Ba., che mediamente va insoluta; la seconda con bonifico che, quando, e se, viene fatto, slitta di altri 15-30 giorni rispetto alla data effettiva. Gli anticipi fattura diventano quantomeno indispensabili e talvolta son dovuto persino ricorrere a cessioni del credito pro-solvendo a garanzia”. Ricorrere legalmente per ottenere i pagamenti è invece quasi impossibile come spiega la proprietà di Elettrica Service sas, azienda che a Cavallino Treporti si occupa di impianti elettrici industriali e civili: “succede che alcune fatture rimangano insolute per più di sei mesi per mancanza di liquidità, mentre altre non verranno mai saldate perché vi sono ancora in circolazione ditte fantasma che ti commissionano il lavoro; tu lo esegui, loro incassano e fanno fallire la ditta. Poi riaprono sotto altro nome e non sono perseguibili per legge”.
Che il problema dei pagamenti raggiunga livelli paradossali lo sottolinea anche Lorenzo Ballarin, proprietario a Cavallino Treporti della Carrozzeria Ballarin snc: “di questi tempi è sempre più difficile lavorare e avere la sicurezza di essere pagati: tra acconti vari a volte passano due, tre anni prima di riscuotere tutti i soldi, sempre ammesso che ciò avvenga. Un’azienda come la nostra, che deve sostenere dei costi e pagare il personale, a queste condizioni non può più andare avanti”.
Con tempi di attesa per l’incasso così lunghi, un’azienda rischia dunque di sparire, strozzata dagli interessi sui debiti contratti per tirare avanti. Per questo, il presidente di Cofidi Veneziano Sandro Ravenna lancia un appello al Governo Monti: “Chiediamo che venga recepita al più presto la direttiva europea che impone tempi certi di pagamento, da 30 ad un massimo di 60 giorni, dal pubblico verso il privato e tra privati, dal grande verso il piccolo. Una soluzione che si rivela indispensabile per cercare di arginare la situazione gravissima in cui versano le nostre aziende. Anche a causa dei ritardi nei pagamenti, siamo infatti giunti al punto in cui una realtà media è ormai costretta ad accendere un mutuo, qualora venga concesso, per pagare tasse o contributi”.

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Robin tax

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

The Robin Tax.

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Consapevoli del difficile momento che il Paese sta attraversando (con la conseguente necessità che anche le Imprese elettriche forniscano il loro sostanziale contributo), non possiamo fare a meno di rilevare che il sistema di regolazione (in assenza di chiari indirizzi strategici e politici) diventa insufficiente a tutelare, attraverso le tariffe, Famiglie e Imprese e a sostenere la crescita. Il binomio Energia/Ambiente che tanto potrebbe dare al Paese in termini di sviluppo e occupazione, a partire dalle reti, rischia di restare al palo con grave nocumento anche per la Green economy. La FLAEI-CISL ritiene necessario, da parte del Governo, correggere interventi che producono il solo risultato di deprimere ulteriormente l’economia italiana, alimentando dinamiche recessive: una soluzione praticabile (e in grado di produrre effetti immediati) è quella di rimodulare la Robin Hood Tax, per le Aziende che eserciscono le Reti, da finalizzare a investimenti infrastrutturali. Questa opzione potrebbe svolgere una funzione anticiclica che, oltre a dare nuovo impulso al Settore elettro/energetico, produrrebbe benefici effetti sull’economia italiana e sull’occupazione diretta e indotta.

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Salumificio Pedrazzoli: nuovo look

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

italian food

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Salumificio Pedrazzoli, azienda italiana di origini mantovane leader nella produzione di salumi biologici e tradizionali, nel 2012 si rifà il look, con un intervento sulla storica linea tradizionale. Ultimo step nel processo di ridefinizione dell’immagine coordinata di Salumificio Pedrazzoli è proprio la revisione del packaging della linea tradizionale. Da sempre di rosso vestita, si presenta nel 2012 con un nuovo look più moderno e più vicino alle etichette delle altre due linee: la linea biologica Primavera, dalle ricercate note di verde ispirate alla natura, e la linea di salumi extra-selezionati Q+, elegantemente minimal in total black.Per il restyling della linea tradizionale grande rilievo è stato dato alla valutazione delle nuance, scegliendo il Rosso Ferrari come colore istituzionale. Un tono deciso che racconta la solidità di un’azienda familiare che dal 1951 produce ottimi salumi, in costante fermento e innovazione. Un’immagine di design, ricercata nella sua semplicità. Uno degli interventi principali, oltre il colore, è stato quello alzare le dimensioni dell’etichetta, affinché potesse avvolgere il prodotto, come un vestito sartoriale. Ciò che ne esce è un’etichetta dal sapore moderno, lineare e pulito. Come a dire che per essere deliziosi non servono fronzoli, quello su cui Salumificio Pedrazzoli punta da 60 anni è la sostanza…accompagnata da un’elegante forma!Il packaging anche in questo caso diventa il biglietto da visita della qualità del Salumificio Pedrazzoli, è un elemento di comunicazione e di valorizzazione dell’azienda e contribuisce a trasmetterne in maniera chiara e coerente il suo posizionamento.
Questo restyling si inserisce in un processo più ampio di ridefinizione dell’immagine aziendale, dopo la reinterpretazione in chiave sobria e ricercata dell’immagine della linea primavera, con un packaging che evidenzia l’origine controllata e la grande qualità dei prodotti biologici. ll packaging della linea biologica, infatti, si ispira ad un linguaggio grafico ricercato per rispondere alle esigenze di un consumatore evoluto e particolarmente attento. La grafica attinge direttamente dalla natura, con la rappresentazione di un giardino e la scelta del colore verde, impreziosito qui con inserti dorati che testimoniano la preziosità e l’eccellenza dei prodotti bio. Completano la gamma i prodotti della linea Q+ dedicata ai salumi extra selezionati, la cui immagine optando sempre per un linguaggio immediato, ha debuttato scegliendo l’essenzialità di una lettera in argento in campo nero, una scelta ispirata alla moda, con un effetto minimal che enfatizza la genuinità delle forme, reinterpretando in modo dinamico e giovane, con la confezione trasparente, i prodotti della ricca tradizione italiana.

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AVG fa scuola di sicurezza alle PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Wi-Fi Signal logo

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Amsterdam. AVG Technologies, consolidata società produttrice di software per la sicurezza Internet e mobile, ha annunciato oggi la pubblicazione di The Common Sense Guide to Working on the Move, un decalogo sulla sicurezza riservato ai professionisti delle piccole e medie imprese che svolgono la propria attività grazie al mobile working. Questo manuale, frutto delle conoscenze ed esperienze dei professionisti AVG, nasce dall’approfondita indagine di scenario SMB Market Landscape report*: l’analisi condotta dall’azienda sull’incremento dell’utilizzo, da parte delle PMI, di dispositivi mobile per scopi lavorativi. Queste linee guida rappresentano il continuo impegno di AVG volto ad accompagnare le imprese nella transizione tecnologica verso il lavoro in mobilità, aiutandole a difendersi da gravi perdite o da furti di dati. Oggi è sempre più frequente accedere alle proprie e-mail e ad altri dati personali da più di un dispositivo. Questo fenomeno dà luogo a due effetti contrapposti: i contenuti sono sempre più concepiti per un utilizzo in mobilità e le applicazioni veicolate tramite cloud server; mentre i criteri per mettere i dati in sicurezza aumentano a vista d’occhio, creando confusione tra gli utenti. A questo proposito, si rileva come la maggior parte degli utenti abbiano familiarità con l’uso dei software anti-virus. Tuttavia per la maggior parte delle persone risulta ancora difficile riconoscere gli attacchi di phishing o di altri file malware. Infatti, i criminali informatici, spesso indisturbati, accedono a segreti commerciali, piani di lancio, letterature operative, strategie di mercato e dati riservati. Appare evidente altresì che anche chi dovrebbe conoscere meglio questi rischi smarrisce documenti, computer portatili e dossier in luoghi pubblici. In questo modo, i cyber criminali tengono saldamente sotto controllo le PMI entrando in possesso di elementi di valore come roadmap dei prodotti, dati sui prezzi, informazioni aziendali o su conti bancari. La guida assume particolare importanza proprio in vista delle imminenti vacanze natalizie, periodo nel quale notoriamente aumentano i flussi di informazione e l’uso di dati sensibili. Questa tendenza è stata anche riscontrata da AVG Technologies attraverso “Lost in Transit” un’indagine, su un campione di 5.620 intervistati, che rivela come ben il 35 per cento dei dispositivi portatili e il 38 per cento dei telefoni cellulari vengano persi o rubati durante i viaggi e che, in maniera allarmante, l’82 per cento di essi siano destinati a non essere mai recuperati. “Sempre più persone svolgono il proprio lavoro attraverso il mobile working”, ha affermato Robert Gorby, global head of small business propositions di AVG Technologies. “Questo indica che le PMI devono dotare i propri dipendenti di strumenti adeguati per la sicurezza informatica, perché è sufficiente lasciare aperta una piccola breccia per mettere in pericolo l’intero sistema. La nostra guida The Common Sense Guide to Working on the Move racchiude 20 anni di storia in tema di sicurezza Internet e fornisce alle PMI diversi consigli per mantenere le informazioni al sicuro, anche in mobilità.” Tra le altre informazioni, la guida The Common Sense Guide to Working on the Move da agli utenti 10 consigli pratici:
1. Contare il numero degli oggetti che portano con sé durante i viaggi.
2. Scegliere il luogo giusto dove sedersi per evitare occhi indiscreti sul proprio schermo.
3. Fare attenzione alle reti Wi-Fi libere, se non provengono da fonti conosciute.
4. Disattivare il Bluetooth in pubblico per evitare Bluejacking o Bluesnarfing.
5. Non accedere ai propri dati bancari, non fare acquisti o inserire informazioni personali tramite computer pubblici.
6. Attivare i filtri e altre barriere di protezione per gli smartphone connessi a Internet.
7. Non lasciare in custodia a sconosciuti il proprio dispositivo.
8. Proteggere con password il proprio computer portatile e smartphone.
9. Conoscere il modo di bloccare il proprio telefonino in caso di furto o perdita.
10. Assicurarsi di avere installato un software antivirus aggiornato sui vari supporti.
AVG Technologies – AVG è un produttore di software per la sicurezza su Internet che protegge più di 110 milioni di consumatori ed aziende in 167 nazioni dall’incidenza sempre crescente di minacce Web, virus, spam, truffe e cyber-hacker su Internet. AVG ha un’esperienza quasi ventennale nel combattere i crimini informatici e dispone di uno dei più avanzati laboratori per prevenire, individuare, ed eliminare le minacce Web in tutto il mondo. La versione gratuita di AVG, scaricabile on-line, permette ai meno esperti di avere una protezione anti-virus di base, facilmente aggiornabile al software completo per ottenere un più elevato livello di difesa e sicurezza. AVG ha circa 6.000 rivenditori, partner e distributori a livello mondiale tra cui Amazon.com, CNET, Cisco, Ingram Micro, Play.com, Wal-Mart, e Yahoo!

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Padri separati in difficoltà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Conosciuti e non, padri soli, padri in difficoltà, padri con una separazione dolorosa sulle spalle. Scrivo per spronarvi a resistere, a curarvi di voi, della vostra vicenda, in modo da poterne uscire sani e salvi un giorno, anche se questo giorno è spostato molto in la nella vostra vita. Voglio dirvi che si può ricominciare una nuova esistenza senza dimenticare quella vecchia. Noi possiamo della nostra storia fare un prezioso uso: raccontarla. E per raccontare bisogna ricordare, fatti, dettagli, sensazioni, sofferenze, insegnamenti. Dobbiamo raccontare a tutti, dal passante al dirigente, accettando anche quella brutta indifferenza che troveremo spesso e so che fa male riceverla dopo essere stati espulsi e tolti dei nostri diritti essenziali di padri, figli, esseri umani, cittadini.Dobbiamo raccontare e condividere, in questo modo faremo due cose eccezionali: la prima, potremo imparare da queste esperienze di sofferenza, diventare migliori e ricostruire la nostra autostima; la seconda, importantissima, lasciare un segno nella società, una ferita ed un vaccino perché queste cose possano non accadere mai più ad altri esseri umani, padri e figli. Se noi non racconteremo il nostro apartheid, altri milioni di innocenti persone soffriranno come noi o peggio di noi.Vi incoraggio ad usare tutto ciò che avete per comunicare, raccontare, e sempre, farvi rispettare per ciò che siete e per ciò che di ignobile vi è successo; sul lavoro, in politica, per strada, sui giornali o in Tv, sul nostro portale http://www.paternita.info dove forniamo orientamento ed aiuto ad elaborare il lutto, il dolore; ma la voglia, la scelta di volere.. dovrete mettercela voi, dal vostro cuore e con la vostra intelligenza e capacità di scommettere ancora e sempre sul futuro e sulla vita. (Fabio Barzagli)

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Manovra: costi della politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Sulla polemica sul taglio dei costi della politica – interviene Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum. Fermo restando che la professionalità e le capacità personali vanno premiate, è necessario in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversiamo – per equità e per buon esempio – che chi più guadagna più deve contribuire. Non è possibile che mentre i lavoratori dipendenti ed i pensionati pagano un alto contributo per l’uscita dalla crisi, chi guadagna da 500mila euro in su all’anno, non versi il 10% come contributo straordinario, siano essi manager di Stato o di Aziende private.” Adiconsum – prosegue Giordano – ha stilato un Vademecum di buon governo da sottoporre all’Esecutivo di Monti in cui devono trovare posto le seguenti riforme:
• equiparazione dei trattamenti economici e normativi dei parlamentari e del Governo a quelli vigenti nel Parlamento e nella Commissione Europea;
• consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento;
• tagliare i contributi a quei partiti che non raggiungono il 4% del consenso elettorale;
• abbassare il contributo elettorale a 3 euro, anziché agli attuali 4 euro per voto ricevuto, e favoriscano la dimensione associativa dei partiti, non solo quella elettoralistica;
• tagliare i troppi benefici di cui i parlamentari ed i senatori godono;
• impedire la formazione, nel corso della legislatura, di formazioni politiche troppo spesso costituite per fini economici o a sostegni politici di convenienza personale e di gruppo.

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Adozioni internazionali: costi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Italia

Image by Y♥YNTL via Flickr

I costi che le famiglie adottive sostengono in Italia per i servizi resi dagli enti autorizzati che si occupano di seguire il percorso pre e post adozione, oggi superano i 4 mila euro. Ma gli Enti stessi, per ogni adozione, affrontano costi per circa 7.500 Euro. Questi i dati più eclatanti emersi da una ricerca realizzata dal Cergas Bocconi in collaborazione con gli Enti Autorizzati. “Questa disparità – fa notare Paola Crestani, presidente del CIAI, l’Ente che per primo ha introdotto in Italia l’adozione internazionale nel 1968 e che fa parte del Coordinamento Oltre l’Adozione- deriva principalmente dal fatto che i costi sono stati fissati nel 2003 dalla CAI, e da allora mai più aggiornati”. “E tutto ciò a fronte di adozioni -prosegue Paola Crestani- che sono sempre più complesse perché bambini che vengono segnalati sono frequentemente grandi o con problemi di salute, i cosiddetti ‘special needs’”. Adozioni come queste richiedono una maggiore professionalità da parte degli enti per dare alle famiglie il più corretto supporto non solo nella fase pre adozione ma anche e soprattutto nel post adozione. La sostenibilità economica di un ente che lavori seriamente – in Italia e all’estero- con personale qualificato, è quindi a rischio e da anni pesa negativamente sui Bilanci degli Enti che spesso evidenziano risultati in perdita. “Chi, come il CIAI- sottolinea Paola Crestani- non intende assolutamente abbassare gli standard qualitativi è costretta a chiedere grandi sacrifici ai propri operatori e a cercare forme di autosostentamento”. L’unico modo per evitare un aumento nei costi a carico delle coppie, secondo il CIAI potrebbe essere l’istituzione di un contributo pubblico diretto agli Enti. A ciò si aggiunga una drastica riduzione del numero di Enti autorizzati.

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Italia: emergenza casa e nuova povertà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Vecchie Case a via della Lungaretta in Rome (r...

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65.000 sfratti, 56.000 per morosità: 220.000 famiglie italiane hanno già perso la loro casa negli ultimi dieci anni. Mario Marazziti nella presentazione della nuova edizione, la Ventiduesima, della Guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, la cosiddetta “Guida Michelin per i poveri” (500 indirizzi della solidarietà, un vero e proprio vademecum della sopravvivenza nella Capitale, che esce anche in altre città, da Buenos Aires a Barcellona) ha segnalato una specificità italiana e un grande rischio nell’attuale difficoltà economica del Paese: che 2.000 nuove famiglie a Roma possano perdere la casa entro il 2012 e che più di 50.000 nuove famiglie possano andare ad ingrossare le file dei “nuovi poveri”, poveri strutturali, senza casa e senza lavoro. La Comunità di sant’Egidio ha lanciato la proposta di creare tavoli presso le Prefetture per sospendere temporaneamente gli sfratti per morosità rinegoziando debiti e affitti.
Moratoria per gli affitti e per gli sfratti è il centro della proposta della Comunità di Sant’Egidio sul tipo di quanto è avvenuto per la rinegoziazione dei mutui e la sospensione dei pagamenti nella grande crisi bancaria degli anni scorsi.

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Mark Barrenechea nominato Presidente e CEO di OpenText

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

High Tech High

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OpenText™ (NASDAQ: OTEX, TSX: OTC) ha annunciato che dal 2 Gennaio 2012 Mark Barrenechea assumerà la carica di Presidente e Chief Executive Officer di OpenText Corporation. L’attuale Presidente e Chief Executive Officer, John Shackleton, si ritirerà dal suo ruolo esecutivo e dal Consiglio di Amministrazione di OpenText dal prossimo 2 Gennaio 2012 Mark Barrenechea: un affermato manager dell’High-Tech Con oltre 20 anni di esperienza in executive management e leadership nel settore high-tech, nel 2006 Mark Barrenechea è entrato nel Consiglio di Amministrazione di Rackable Systems, dove ha anche ricoperto il ruolo di Presidente e CEO e contribuito all’acquisizione di Silicon Graphics, Inc. (NASDAQ: SGI). A Maggio 2009 è stato nominato Presidente e CEO di SGI, posizione ricoperta fino a Dicembre 2011. Precedentemente, Mark Barrenechea è stato Executive Vice President e Chief Technology Officer di Computer Associates. Ancor prima in Oracle Corporation con la carica di Senior Vice President of Applications Development. Sempre in Oracle, ha fatto parte dell’Executive Management Committee, guidando un team globale di migliaia di persone e coordinando il lancio di 11i di Oracle Applications.Mark Barrenechea ha 46 anni. A Maggio 2011 è stato eletto “2011 Best Large Company CEO” dal San Francisco Business Times, per la sua leadership e per aver contribuito alla crescita dell’azienda. Inoltre, Mark Barrenechea farà parte del Consiglio di Amministrazione di OpenText Corporation e opererà dalla sede di Waterloo, in Ontario. John Shackleton e il Consiglio di Amministrazione hanno elaborato un piano di successione per individuare la persona più adatta a ricoprire il ruolo di CEO e Presidente, dopo il pensionamento di Shackleton. John manterrà un ruolo di consulenza fino al termine dell’anno fiscale, supportando Mark Barrenechea nel processo di transizione.

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The high diving air-volution continues

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

 

NBL Camera Diving

Image by davidagalvan via Flickr

The best high divers in the world versus gravity. Twisting and flipping 27 metres through the air and hitting the water after three seconds at 85kph. Three years after its inception, the Red Bull Cliff Diving World Series is established as the pinnacle of high diving competition. In 2012 this unique championship will once more be the platform for the world’s most dizzying dives in seven stops between June and September in Europe, North America and the Middle East. Eleven athletes will compete head-to-head for the prestigious World Series title and spread the spirit of cliff diving all over the globe.2011’s top seven divers, including two-time champion Gary Hunt and his predecessor, Orlando Duque, have all qualified automatically for the fourth edition. 15 others – among them five pre-qualified from last season – will fight for one of four available slots at the qualification competition in February in Australia so that they too can be a part of the 2012 World Series. The field of eleven permanent participants will be added to with up to three wildcard divers per event who will for the first time get awarded points for the overall rankings and might have a say in the final results.In a sport where three seconds can be an eternity and even the smallest mistake could cost you victory, a head-to-head battle will spice things up even further. Only the top seven divers after three rounds and one lucky loser will make it to the final heat. Five international jurors who award scores from 0 to 10 for each dive judge the whole competition which consists of two required and two optional dives. US diving icon Greg Louganis, a four-time Olympic gold medallist, will again be part of the eleven-person jury pool, whose eagle eyes will view take-off, position in the air and water entry.Natural and urban, remote and iconic – six of the seven selected locations are new to the calendar and promise challenging competition. Kicking off in mid June in France, the World Series goes north to Grimstad (NOR) and will touch Portuguese soil for the very first time on the volcanic islands of the Azores one month later. The mid-season stop is hosted by Ireland, and after a touchdown in the sports-mad city of Boston (USA) – the only unchanged location for 2012 – Wales (GBR) welcomes the divers in early September. Only three weeks later the grand final takes place in the Sultanate of Oman, in the picturesque Wadi Shab.In its fourth year, the 2012 Red Bull Cliff Diving World Series will deliver a series of innovations that will put the world’s high diving elite to the test. Only the best of the best can win the title!

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“Just Say No” to Greenpeace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

The Greenpeace ship "Esperanza" in t...

Washington Thousands of citizen activists across the country have just taken a vigorous stand against Greenpeace and its campaign to destroy American jobs. The Consumers Alliance completed a petition campaign that mobilized over 120,000 consumer letters to America’s largest retailers: stand up against Greenpeace’s latest smear campaign and support American jobs.
· Over 120,000 letters were sent to the CEOs of: Sears, Sam’s Club, Kroger, Target, Safeway, Costco, Walmart, and Food Lion.
This strong response is a forceful reminder that American consumers have grown tired of the same old actions of left-wing environmental crusaders like Greenpeace and their allies Rainforest Action Network, Forest Ethics and WWF in their zeal to destroy jobs, increase the costs of everyday household goods, and put Americans on a low-carbon, anti-prosperity path that will put it on par with Europe.

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Latest Research and Practical Applications for Increasing Engagement and Followers

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

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Tens of thousands of marketers blindly use Facebook for PR purposes, but do you know the latest research and metrics that reveal exactly how millions of consumers use Facebook every day? Most marketers don’t—but new research into the “science of Facebook” can actually turn your friendly Facebook experience into a highly directed and profitable one.
You’ve certainly heard about the amazing success stories that companies like Coca-Cola and Starbucks have achieved on Facebook—Starbuck’s has 16 million fans! By studying the secrets of the most successful Facebook practitioners, you can rapidly accelerate your visibility and influence on this powerful social network.Why rely on just “a wing and a prayer”? This webinar features the freshest new findings from social media scientist Dan Zarrella of Hubspot, who will unveil proven techniques for using Facebook most effectively in the corporate setting. In just 90 minutes, you’ll learn how to use keywords that attract maximum attention, which are the best days and times to run your campaign—and how to implement a campaign that uses all of Dan’s tested techniques. Make sure to join us for all the timely and actionable information you’ll learn during this fast-paced 90-minute session. This is one PR University training session that you won’t want to miss.

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Pack-Track’s Innovation of the Month: Easy-open and reclose TUC biscuits

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Wrights Biscuits Packaging

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Efficient easy-opening and recloseability are two of the best ways to make a pack more consumer friendly, but they are scarcely seen on flexible packs in the biscuit sector, where tear-strips in roll-wraps fail all too often and the most reliable way of maintaining freshness is to store your biscuits in a tin. That’s why Kraft Foods’ LU TUC from Italy has been selected as Pack-Track Innovation of the Month.The familiar flow-wrap format has been modified via laser cutting the film in a wavy pattern to produce a very neat opening as the consumer peels back the self-adhesive film label that is positioned over the top. The dispensing aperture extends the full width of the pack and is large enough to allow the biscuits to be taken out easily. The consumer returns the label to its original position to reclose the pack and both the flow-wrap film and the label withstand repeated use without tearing or loss of quality.“What impressed me about this pack was the practicality of the solution created to add significant functionality to a packet of biscuits,” commented Andrew Streeter, Packaging Innovations Director of Pack-Track. “I like the simplicity of approach, coupled with excellence in execution – often a difficult trick to perform. For the consumer it is a clear beneficial differentiator, the TUC production team have retained the existing pack format and enhanced their skill base, plus the branding team have a stronger brand offering, no doubt IP protected too.” Streeter continues, “This is another example of laser technology with flexibles. The opening and reclosing performs well but the concept starts to degrade a little as the product is consumed and the ‘foundation of biscuits’ that helps the pack keep its shape is reduced. Still, I would say that is an acceptable price to pay for a significant step forward. Using a self-adhesive label adds cost but I am not sure the consumer sees it that way given the benefits it brings. I wonder if this and other laser cut or etched flexible packs are the start of a new format modification, in which case we will be capturing more of these applications on Pack-Track in the New Year,” concludes Andrew Streeter.

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Who Rome office closes at the end of 2011

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

The Rome office of the WHO European Centre for Environment and Health is due to close at the end of December 2011. WHO’s work on environment and health in Europe remains a priority and is being consolidated in Bonn, Germany and Copenhagen, Denmark. This will allow the WHO Regional Office for Europe to maintain and strengthen its technical capacities in this area for the benefit of the 53 Member States of the European Region.The presence of the Rome office in Italy was regulated by an agreement between the Italian Government and WHO/Europe. The agreement was renewed in 2007 by the Italian ministers of health and environment on behalf of the Italian Government. In spring 2011, however, the former Italian Government informed WHO/Europe that owing to changes in its priorities, it would no longer be in a position to continue its support.“While we regret the closure of the WHO Rome office, we would like to express our gratitude for the critical support provided by Italy during the 20 years of activity of the office, since its opening in 1991. The excellent collaboration that exists with numerous Italian institutions will continue under the new arrangements,” said Ms Zsuzsanna Jakab, WHO Regional Director for Europe. “We also highly appreciate the additional support that the German Government has provided, recognizing that this is a valuable opportunity to consolidate WHO/Europe’s work on environment and health.”The Italian support has contributed to WHO’s achieving its goals of helping European countries to address the challenges of environmental factors to health. The Rome office has been instrumental in bringing the importance of environmental determinants of health to the forefront of the public health agenda in collaboration with many countries over the past decades.
Since the late 1980s, when the First European Ministerial Conference on Environment and Health took place, there has been a need to facilitate dialogue between the health and environment ministers and other sectors. This dialogue, discussion and policy-making led to what is known as the European environment and health process (EEHP), which has been in place for over 20 years.In 1991, recognizing the need for more of an evidence base for the EEHP, WHO/Europe accepted the Italian Government’s offer to set up the European Centre for Environment and Health (ECEH) in Rome. Since then the ECEH in Rome has operated as a centre of scientific excellence, providing European Member States with the latest evidence on the nature and magnitude of existing and emerging environmental health risks, and assisting them in identifying and implementing policies to address these risks. Ten years later, and with the generous support of the German Government, another ECEH office was opened in Bonn, expanding the Centre’s technical capacity. Over its 20 years of existence, the ECEH has had offices also in Nancy, France and Bilthoven, the Netherlands.
Five ministerial conferences have taken place to date to ensure political commitment from all European countries at the highest level to address environmental hazards and to lead policy development and action. The last ministerial conference took place in Parma, Italy in 2010 and was hosted by the Italian Government. Through the ECEH, WHO/Europe provides scientific and organizational support to this process. This includes developing and compiling the scientific evidence underpinning the political agenda of the conferences and coordinating the participation and contributions of all key partners.
The Rome office of the ECEH addressed specific environmental hazards to health, such as through water quality or food safety, the prevention of violence and injuries, and the health dimension of policy decisions in other sectors such as transport or energy that influence environmental quality, and emerging threats such as climate change. It also supported countries in building up and implementing methods for the integrated assessment of the health effects of policy interventions, so as to identify potential risks to health from different options, as well as to manage and mitigate their effects. It paid particular attention to communication, both through traditional media and Internet-based platforms, and assisted countries in addressing numerous environment and health emergencies.This work will now continue in the ECEH’s Bonn office, with managerial and strategic support provided by WHO/Europe’s head office in Copenhagen.

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I sondaggi elettorali di La7

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Enrico Mentana

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Ogni lunedì sera il direttore di La7 Enrico Mentana ci delizia, tra l’altro, nel ragguagliarci sui sondaggi d’opinione sui i partiti e il loro saliscendi nei gradimenti popolari. E’ una nota, senza dubbio interessante. Lo è in quanto mostra quanto gli italiani siano duri d’orecchi ed anche di qualcosa d’altro nell’essere reattivi ad un andazzo, dei partiti, alquanto discutibile. Ma forse sono io troppo “ideologicamente impegnato” per non comprendere tale comportamento. Forse. Eppure se mi limito ai fatti ritengo che i più tartassati da questa manovra “montiana” sono tutti i lavoratori che percepiscono redditi medio bassi. E mi chiedo: quanti sono in Italia? Penso non meno di 40 milioni, con le loro famiglie e figli e nonni, ovvero tre quarti della popolazione. Tutti costoro, o la loro gran parte, sembrano essere contenti della cura che è stata prescritta dal cattedratico Monti e a pensarci bene mi sembra che in tutto ciò si stia facendo del masochismo. Ma sia ben chiaro. La crisi è grave e ognuno di noi è chiamato a fare il suo dovere, indubbiamente. Ma per noi italiani il discorso è diverso. Vi è a chi, all’idea di dare un contributo, gli si rivolta lo stomaco. Lo sono indubbiamente Berlusconi e compagni che, si dice, nella trattativa segreta tra pd e pdl e terzo polo, si sono fatti assicurare che non sarebbero state trattate, ad esempio, le frequenze Tv e altre cosucce del genere. E qui parliamo di benefici dell’ordine di svariati miliardi di euro. E gli addetti ai lavori ci dicono che non finisce qui. Nel mazzo ci sono anche centinaia di collaboratori ministeriali superpagati presi in carica dal precedente governo, ma a spese dello Stato, ovviamente. C’è chi da certosino ha tentato di fare qualche conto sull’allegra amministrazione del passato governo ed è venuto fuori una cifra alquanto ragguardevole, diciamo intorno ai 10 miliardi di euro. Tutto questo, e molto altro, il governo Monti si è guardato bene di recuperarlo, pena la caduta del suo esecutivo, se ci avesse provato. Un discorso che avrebbe dovuto spingere gli elettori a lanciare, attraverso tali sondaggi, un segnale inequivocabile sfiduciando quei partiti che continuano a farsi beffa dei “poveri italiani” facendoli passare per dei gaudenti che affollano i ristoranti e tengono la barca da 20 metri ancorata nei porti turistici italiani e stranieri. Avremmo dovuto dire a Monti: la nostra fiducia è al 10%, ovvero l’equivalente di tutta la cerchia degli amici e dei finti “nemici” del berlusconismo e al Pd, al Pdl e al terzo polo: non vi meritate più del 5% ciascuno. Per contro dare credito all’Italia dei Valori portandolo al 30% dei consensi e un altro 20% a tutti coloro che, come Grillo, mostrano una maggiore sensibilità verso una politica meno ingessata sui valori del capitalismo e delle sue logiche perverse. Se così fosse sono certo che i signori che oggi ci tartassano sarebbero capaci d’inventarsi un modo per non andare più a votare. Ma come si vede, non ne hanno bisogno. In Italia ci sono gli “gnoccoloni” a salvarli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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