Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Barack Obama: l’uomo del sistema

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Barack Obama and Michelle Obama

Image via Wikipedia

Siamo oramai vicini ai 4 anni del mandato presidenziale di Barack Obama. Molto ricorderanno gli entusiasmi suscitati entro e fuori gli U.S.A., per l’elezione di quest’uomo così diverso dal clichet che ci eravamo fatti sulla classe politica americana tanto che sull’onda di questo forte spirito innovativo gli fu anche assegnato, dalla vecchia Europa, il premio Nobel per la pace. Ora alle luci fanno posto non poche ombre. Dovremmo, forse, gridare al tradimento, ma non lo facciamo per il semplice motivo che a spiegarci la ragione è la real politik. Obama, per quanto “liberal” è pur sempre l’uomo del sistema, alias capitalismo e dove vi è una cultura dell’apartheid tra chi ha e chi è molto forte e tanto ben radicata che le stesse vittime si sentono portate ad esaltare il ruolo dei carnefici. Non si può spiegare altrimenti la circostanza che vi siano milioni di statunitensi senza una copertura sanitaria decente e che, in chiave politica, non facciano nulla per un cambiamento di rotta. Un popolo che da decenni rincorre il “sogno americano” della ricchezza mentre si impoverisce sempre di più. Ed è un sogno che è stato esportato per ogni dove con gli effetti deleteri che ha imposto alle culture dei popoli e alle loro tradizioni. Se vogliamo limitarci al caso Italia posso dire che gli allievi, per certi versi, hanno superato il maestro. Stiamo distruggendo sistematicamente quanto di buono abbiamo costruito negli anni passati con dure lotte e sacrifici di ogni genere per affermare il diritto al lavoro, all’assistenza e alla previdenza. Questi tre capisaldi sono ora messi in discussione perchè lo stato intende rinunciare a proteggerli. Lo fa perchè la salute è diventato un business e il lavoro è un optional. Di certo questi tre diritti hanno bisogno d’essere revisionati ma a distruggerli ce ne corre. Non diciamo nemmeno che il servizio pubblico è eccellente ma sosteniamo, semplicemente, che se non lo valorizziamo e gli offriamo gli strumenti adeguati per farlo funzionare, non possiamo nemmeno affermare che è obsoleto. Ed è qui semmai che devono essere esaltati i due diritti fondamentali ovvero quelli della vita e del vivere. Dentro di essi dobbiamo costruire ed esaltare lo strumento che motiva la ragione dell’essere società, stato, comunità per garantire ad ogni nascituro la possibilità di vedersi garantita l’assistenza, l’alimentazione, l’istruzione, il lavoro e una serena vecchiaia. Sono aspetti che non possono e non devono essere delegati ad altri per poi tradurli in interessi mercantilistici. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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