Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Le cene “fatali” sulla via di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Silvio Berlusconi

Image by rogimmi via Flickr

Da qualche anno a questa parte l’attenzione popolare e la curiosità dei media sono riposte al rituale delle cene di “lavoro” che da quel di Arcore, passando da palazzo Chigi, il fu già presidente Berlusconi ci ha resi adusi con tanto di strascico mediatico. E tutte le volte i commensali hanno mostrato di gradire le portate nella casa dell’anfitrione se sono, regolarmente, passati dalle preannunciate contrarietà al plauso politico del poi. Ricordiamo, infatti, come tuonavano le parole di Bossi contro l’andazzo politico del momento, ma bastava un cena conviviale per trasformarlo in acquiescente sostenitore. La stessa cosa si è ripetuta qualche giorno fa con un’altra colazione di lavoro che i soliti ben informati ci hanno confidato sia avvenuta tra Berlusconi e Bossi e che si dice verificatosi nella notte, probabilmente a lume di candela per rendere meglio l’atmosfera, e il risultato si è notato allorchè i leghisti il giorno dopo si sono astenuti in commissione giustizia per la richiesta di arresto dell’on.le Cosentino, deus ex machina del pdl campano, da parte della procura di Napoli. E sempre parlando d’inviti mangerecci un altro campanello ha suonato allorché a palazzo Chigi il rituale si è ripetuto anche se con il cambio dei ruoli: l’invito di Monti al duo Berlusconi-Letta. Ora sarà da vedere se in posizioni invertite l’effetto colazione continuerà a sortire le sue magie. Basta seguire i movimenti del governo e i punti sensibili sono noti a tutti: frequenze televisive e guai giudiziari dell’ex-premier. Sta di fatto che continuiamo a subire il fascino perverso di un potere che si nutre di alchimie culinarie e mediatiche tra le più raffinate per ammannirci una cultura della sottomissione e del lavaggio del cervello incessante e tambureggiante. Non sarebbe altrimenti spiegabile se milioni di italiani si compiacciono d’essere chiamati dei gaudenti che spendono e gozzovigliano a più non posso mentre sono costretti a farsi fare altri buchi alla loro cintola per il dimagrimento forzato imposto dall’alto. Forse si sentono belli e fortunati per la dieta imposta e si sa che chi si contenta… gode. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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