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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Napolitano: un discorso che non ascolterò

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

English: President Giorgio Napolitano with Gia...

Image via Wikipedia

Il Presidente della Repubblica in queste ore, di certo, sta limando il suo discorso alla nazione. Posso già pensare, se non altro perché le sue esternazioni le ha in qualche modo rese note con i suoi recenti interventi sia attraverso la carta stampata sia televisivi, che esalterà il sacrificio degli italiani e avvalorerà la tesi della ineluttabilità della manovra di recente approvata dal Parlamento. Poi ci darà una spolverata di ottimismo dichiarando che il nostro futuro sarà più sereno.
Da parte mia ho già deciso di non ascoltarlo. Lo faccio per solidarietà per quanti sono le vittime di una manovra tanto sbilanciata nei confronti delle classi più deboli e che ha trovato proprio nel Presidente della Repubblica il sostenitore più convinto.
Ma sia chiaro. Non dico che non occorresse fare qualcosa a fronte di una situazione resa critica dalla pessima gestione di un esecutivo inetto e pasticcione e che alla fine, per quanto troppo tardi, è stato costretto a gettare la spugna. Dico soltanto che tutto il dispositivo del provvedimento è stato orientato verso soluzioni più facili come quella di colpire i percettori di redditi da lavoro il cui prelievo fiscale è alla fonte. Ma si sono chiesti Monti e lo stesso Napolitano cosa significa per gli italiani che hanno un reddito inferiore a 1500 euro al mese (e si calcola che siano ben 30 milioni) vedere un’addizionale irpef dei comuni che, con effetto dal primo gennaio del 2011, li costringerà a pagare mediamente oltre 300 euro annue in aggiunta alla precedente imposizione? Che per i possessori di una modesta abitazione ci sarà un’aggiunta di 480 euro annui e che tutte le altre tasse saliranno di conseguenza: immondizia, luce, gas, telefono e persino il canone Rai.
Sarebbe credibile se coloro che si preparano a fare i loro annunci televisivi esordissero dicendo: “italiani ci vergogniamo di ciò che abbiamo fatto e nel fare ammenda abbiamo già pronto un provvedimento che inasprendo le leggi ci permette di combattere seriamente la corruzione per recuperarne almeno il 70% e per recuperare un altrettanto 70% delle evasioni e per colpire i capitali degli italiani depositati in Svizzera e di quelli scudati portando il recupero fino al 10%. E vi promettiamo che da questo ricavato il 50% servirà per ridurre l’imposizione fiscale e il restante per stimolare la ripresa economica”. Ma queste cose non sono state dette nella conferenza Monti né lo saranno da Napolitano perché in Italia per chi vive modestamente vale il detto: “cornuti e mazziati” (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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