Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Di “sovranità” si muore

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2012

Quanto resisterai

Image via Wikipedia

Il concetto di sovranità andrebbe rivisto alla luce di quanto accade nel mondo e all’idea che sta lentamente prendendo piede l’apolidismo delle genti, per via della permeabilità dei confini nazionali, della circolazione delle merci e dei capitali. Una sovranità in sé alquanto discutibile se la consideriamo sul piano personale. Si può essere “sovrani” in casa propria e in profilo più ampio se ci riconosciamo in una identità cittadina, provinciale, regionale, nazionale o continentale. Alla fine può accadere il contrario e scoprire che la nostra sovranità individuale o collettiva che fosse è solo un artificio giuridico di scarso valore pratico. Noi in quanto appartenenti ad una società composita deleghiamo necessariamente la nostra sovranità agli altri anche se non ce ne accorgiamo. Pensiamo all’euro. In pratica abbiamo perso la nostra sovranità monetaria e con il parlamento europeo dovremmo aver abbandonato anche quella politica se gli strateghi dell’Ue non fossero riusciti ad addolcire la “pillola” creando una struttura acefala. Ma nel farlo hanno provocato un pateracchio in quanto non si può governare la finanza comunitaria senza una ferma e riconosciuta guida politica. La sola che può mediare tra gli opposti interessi che oltre a quelli tradizionali di matrice lobbistica, corporativa e clientelare vi aggiungono i nazionali. Ecco perché l’Europa non funziona e siamo di continuo esposti alla speculazione internazionale che oggi, ad esempio, tiene alto lo spread (ovvero il differenziale tra i titoli pubblici tedeschi di riferimento e quelli italiani) per spuntare nell’acquisto delle emissioni di titoli italiani un interesse il più alto possibile. Questo non accadrebbe se l’economia fosse scorporata dalle “sovranità nazionali” e si affidasse ad un gestore unico. Sappiamo bene quale potrebbe essere il rimedio ma ciò equivarrebbe alla perdita non solo della sovranità economico-finanziaria sulla formazione del bilancio pubblico italiano ma anche di quello tedesco e francese, ad esempio. E qui casca l’asino perché se gli italiano sono disposti a farlo diversamente lo pensano i francesi, i tedeschi e gli inglesi. E la sovranità a senso unico non ha diritto di sussistere in una comunità come quella europea, se al nome vogliamo darle dei contenuti. In caso contrario dovremmo riprenderci anche quella nostra. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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