Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 5 gennaio 2012

Politici: privilegi di casta

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Italiano: Antonio Di Pietro a Savona giovedì 5...

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Dopo la pubblicazione del rapporto Giovannini, che indica i parlamentari italiani in cima alla classifica europea per quanto riguarda la retribuzione, noi dell’Italia dei Valori non ci siamo stupiti: sono cose che andiamo dicendo da tempo, una situazione di privilegio che combattiamo con proposte di legge e ordini del giorno in Parlamento da sempre.
“L’Italia dei Valori – ha ricordato il presidente Antonio Di Pietro – in tempi non sospetti, ha presentato alla Camera una proposta per abolire i vitalizi. Gli unici che hanno votato a favore sono stati i ventidue deputati dell’IdV. Occorre effettuare seri tagli ai costi della politica, partendo dalla riduzione degli stipendi e del numero dei parlamentari, dall’abolizione delle province e dai tanti sprechi rappresentati dagli Enti inutili, per arrivare ad una drastica scure al settore delle armi.”n “L’Italia dei Valori continuerà la sua battaglia, anche se in solitudine, e chiede al governo Monti – conclude Di Pietro – di prendere in considerazione le proposte che ha presentato in Parlamento per l’abbattimento dei costi della casta. ssurde, per l’IdV, le critiche che si sono levate dall’interno dei palazzi del potere contro i risultati della Commissione. “Chi oggi contesta i risultati della commissione Giovannini – ironizza Niccolò Rinaldi, capodelegazione IdV al Parlamento europeo – potrebbe accettare di fare a cambio con un parlamentare europeo, oppure, se ha paura di prendere l’aereo, anche con quanto percepisce il sindaco di una grande città, anziché continuare a operare con due pesi e due misure quando si tratta di intervenire per tagliare i propri appannaggi, creando in questo modo la vera antipolitica che travolge la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
“Si è addirittura scomodata una Commissione condotta dal presidente dell’Istat – ha aggiunto – per stabilire il segreto di Pulcinella: che i parlamentari italiani sono i più cari d’Europa. Ma a Bruxelles il fatto era risaputo da tempo”. “Peraltro, di studi comparativi ne furono fatti già all’epoca, quando a Bruxelles fu discusso l’attuale Statuto unico del parlamentare europeo che uniformava il trattamento di tutti gli eurodeputati – ha proseguito Rinaldi -: a fare resistenza contro quel provvedimento in vigore dal 2009 furono soprattutto italiani, che erano proprio quelli che abbandonando il regime nazionale ci perdevano di più”. Secondo l’europarlamentare Idv, “la dimostrazione si ebbe alle elezioni del 2009, quando contrariamente alle elezioni precedenti, nessuno degli onorevoli nazionali optò per un posto a Bruxelles, trovando anche il ruolo di consigliere regionale spesso di maggiore soddisfazione economica”. (Antonio Di Pietro)

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Ippica: declino settore

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Banker horses

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Rendere più alta la percentuale destinata alle vincite dei giocatori, innalzare il livello qualitativo delle corse ippiche e riportare ad unità il sistema di totalizzazione delle scommesse. E’ la soluzione prospettata dal Ministero dell’Economia per il rilancio del settore, come si legge nella bozza di risposta ad una interrogazione parlamentare presentata dal deputato Giuseppe Marinello (Pdl), che verrà pubblicata nei prossimi giorni, e che Agipronews è in grado di anticipare. Nella risposta fornita a Marinello – che chiedeva un intervento diretto del Governo per salvare l’ippica italiana – si sottolinea come la situazione attuale è critica, ma ha radici lontane: già dal 1999 il settore mostrava segni di declino, sia in termini di raccolta gioco che di presenze negli ippodromi. Un declino che poco ha a che fare con la gestione delle scommesse dei Monopoli di Stato, che non possono decidere quali tipologie di scommessa ippica offrire, né garantire la qualità tecnico agonistica delle corse: entrambi gli aspetti sono di stretta ed esclusiva competenza dell’Unire, oggi Assi. Già dal 2005, peraltro, ricorda Agipronews, il ministero dell’Economia ha proposto modelli di finanziamento diversi dal presente, formulando proposte di disciplina dell’intero settore, nella logica di superare le situazioni critiche, senza però trovare la necessaria condivisione dell’Autorità tecnica preposta.La crisi deriva dal fatto che le corse dei cavali non sono, per la loro eccessiva numerosità e scarsa caratura tecnica, un evento ritenuto degno di scommessa, visto che garantiscono basse possibilità di vincita per i giocatori a causa della eccessiva onerosità della filiera. Gli stessi Monopoli in passato hanno proposto modelli alternativi di distribuzione del montepremi, con una rimodulazione del prelievo che – incidendo sulla quota per Assi e concessionari – potesse elevare le vincite dei giocatori. Proposte già presentate ai tempi del tavolo aperto dal ministro Zaia e successivamente portato avanti dagli altri responsabili pro-tempore del dicastero. Inoltre, si legge ancora, non c’è alcun privilegio concesso allo sviluppo di alcune tipologie di gioco, l’azione e le scelte dei Monopoli derivano da apposite e specifiche disposizioni di legge: non si comprende come l’Amministrazione da un lato sia efficiente ed assicuri standard elevati per altri settori del gioco e dall’altro operi contro quello ippico.

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La casta si difende

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Italiano: L'interno del Palazzo di Montecitori...

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Invece di tacere, la posizione espressa della Camera dei Deputati, ha quale unico scopo quello di alimentare ulteriori polemiche cercando di giustificare emolumenti e vitalizi, punta di diamante dei privilegi della politica italiana. Se confrontati con gli altri paesi, per indennità, diaria, portaborse, benefit, vitalizi ecc… Deputati e Senatori si mettono in tasca 60% in più rispetto alla media europea. Quanto poi al riferimento “al lordo” dell’indennità parlamentare ed ai differenti regimi fiscali, corre l’obbligo ricordare alla Presidenza della Camera che lo stesso metro non è stato utilizzato nei confronti degli assegni pensionistici. Sono infatti diversi milioni i pensionati che, con la manovra salva-italia del Professore SuperMario, hanno subito e/o subiranno, per ben ed almeno due anni, il blocco della perequazione della propria misera pensione avendo un reddito “lordo” di poco superiore a tre volte il minimo Inps. Dati inconfutabili che parlano chiaro, ma che vengono utilizzati a proprio piacimento. Se Fini e Schifani provvederanno autonomamente per Camera e Senato, perché mai tutti gli altri cittadini debbono subire le decisioni del palazzo? Non è forse anche questo CONFLITTO D’INTERESSE??? (fonte: Forum dei Pensionati C/O S.A.Pens. – Or.S.A. Via di Porta S. Lorenzo 8/15 Roma)

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Lazio: Liberalizzazione orari negozi

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

English: Renata Polverini, italian trade union...

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L’Aduc ha rivolto un appello alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini affinche’ non ricorra alla Corte Costituzionale contro la recente legge che liberalizza gli orari degli esercizi commerciali.
La legge, infatti:
* rende un miglior servizio ai consumatori;
* consente ai commercianti di ampliare il proprio fatturato;
* puo’ aumentare il numero di occupati.
Non e’ vero che l’incremento della grande distribuzione comporta una diminuzione dei negozi tradizionali che, invece, nel periodo 2000-2010, sono aumentati del 6,1%. Tra l’altro questa legge non costringe ad aprire per più ore, ma semplicemente lo consente e, semmai, proprio la mancanza di liberta’ per i più piccoli rappresenta una restrizione ai loro danni. La flessibilita’ degli orari e delle paghe e’ un elemento a favore proprio della piccola distribuzione che potra’ assumere ulteriore personale per rispondere alle esigenze del mercato e accrescere il giro di affari. La possibilita’ di acquistare in orari diversi e prolungati offrira’, inoltre, un ulteriore servizio al consumatore, specialmente nelle citta’ a vocazione turistica. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Chi colpire? i pensionati sopravissuti all’Euro!!

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

English: Palazzo Madama in Rome, seat of the I...

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Con nuovi tagli alle pensioni, prelievi sulla casa, aumenti e rincari di tutto quanto necessario per vivere, facendo finta di non sapere che gli anziani, i nonni, i pensionati sono quelli che regalano la propria liquidazione a figli e nipoti, proteggono con il proprio reddito i giovani dalla disoccupazione e dalla situazione di precarietà, entriamo nel 2012 con una evidente recessione, e come non bastasse salgono le bollette di luce (+4,9%), gas (+2,7%), generi alimentari (+3,4%), benzina (nessun limite), addizionali irpef regionali e comunali con recuperi dei periodi precedenti fino al 9%, trasporti pubblici (+50%), autostrade (dallo 0,11 al 14,17%), canone Rai (vergognoso), rendite catastali, ici, imu, imposte dirette iva (+ 1 o 2 punti) su generi di prima necessità e con l’incredibile e ridicolo obbligo per i pensionati, che superano di poco i 1.000 euro lordi mensili, di dotarsi di un conto corrente postale o bancario, oppure di un libretto postale o di carta ricaricabile entro il mese di febbraio, pena non poter riscuotere la pensione di marzo.La manovra contro i più deboli ma i più numerosi, a detta del Governo dei Professori è ATTO DOVUTO per rassicurare FRANCIA e GERMANIA.
MA LA CASTA ?? Politici, manager pubblici e privati, banchieri, magistrati, giornalisti, monopolisti, lobbisti vari, alti dirigenti di enti pubblici, Camera, Senato, Presidenza della Repubblica STATE TRANQUILLI. Tutto rinviato a data da destinarsi. Nessuna riforma del fisco a misura di famiglia, per proteggere la stessa dal rischio di povertà troppo spesso legato alla presenza di figli, è stata annunciata neppure dal Presidente Napolitano che, nel discorso di fine anno, ha rivolto l’invito ad essere OTTIMISTI !!!(fonte: Forum dei Pensionati C/O S.A.Pens. – Or.S.A. Via di Porta S. Lorenzo 8/15 Roma)

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Congresso: Allergologia e immunologia pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Empoli 27 e 28 gennaio 2012. Iscrizioni entro il 16 gennaio Medici, infermieri e specializzandi hanno tempo fino al 16 gennaio prossimo per iscriversi alla terza edizione del congresso pediatrico empolese e congresso regionale della Siaip (Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica), che si svolgerà il 27 e il 28 gennaio 2012, nel Centro Congressi Vittoria, via Guido Baccelli n. 2 a Montecatini Terme. Quest’anno l’evento, che verterà sul tema “Dal territorio all’ospedale e dall’ospedale al territorio”, ospiterà anche la prima edizione del congresso infermieristico pediatrico empolese. Fra gli argomenti trattati vi saranno gli aggiornamenti in ambito allergologico e broncopneumologico e gli aspetti organizzativi, di management e legislativi in pediatria. La segreteria scientifica è affidata all’unità operativa di pediatria dell’ospedale “San Giuseppe” di Empoli, diretta dal dottor Roberto Bernardini, e al consiglio direttivo della Siaip.

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Occhiali da sole in montagna. Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

English: Sunglasses Italiano: Occhiali da sole...

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Parlare di occhiali da sole in pieno inverno sembrerebbe un controsenso ma coloro che frequentano la montagna, e quindi la neve, sono particolarmente coinvolti considerato che la neve riflette i raggi del sole 4 volte piu’ della sabbia (+400%) e l’uso di occhiali da sole, il cui scopo, e’ bene ricordarlo, e’ quello di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari, diventa necessario. La tentazione di rivolgersi alla prima bancarella per un acquisto e’ forte, vista la differenza tra i prezzi praticati dal tradizionale negozio di ottica e quelli del venditore ambulante. A differenza della falsa borsetta griffata, il cui acquisto non provoca un danno alla salute, gli occhiali da sole, quando non sono conformi alle prescrizione di legge (1), possono causare danni alla vista, cioe’ cataratta, degenerazione maculare e congiuntiviti. Gli occhiali da sole fuori legge sono proprio quelli messi in vendita sulle bancarelle da improvvisati venditori. Come scegliere
dunque un buon paio di occhiali? Gli occhiali da sole devono essere accompagnati dalla nota informativa, prevista tra l’altro dalla legge, dove sono indicati:
* il fabbricante o mandatario;
* il grado di protezione, la categoria (da 0 a 4, dal piu’ chiaro al piu’ scuro);
* i limiti di impiego;
* le istruzioni d’uso;
* la marchiatura CE (conformita’ europea).
Certo tutto questo non basta, perche’ la nota informativa puo’ essere allegata anche ad un paio di occhiali fasulli. Allora? Non rimane che rivolgersi ad un ottico di fiducia ricordando che, a parita’ di prestazioni, spesso e’ la marca che fa lievitare il prezzo. (fonte aduc)

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Banca d’Italia statale?

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

“Le Banche stanno, letteralmente, soffocando il credito e l’unico vento di cambiamento in questo clima di crisi appare quello di restituire la Banca d’Italia al totale controllo dello Stato Italiano ”. Così l’Onorevole Domenico Scilipoti, Segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale, in merito all’attuale situazione di declino in cui versa il Paese. “ Il problema principale degli Italiani, allo stato attuale delle cose – continua il Deputato MRN – dovuto alla mancata erogazione di prestiti da parte delle Banche, spesso a tassi usurari, troverebbe soluzione qualora lo Stato Italiano si riappropriasse della Banca d’Italia provvedendo, direttamente, a coprire la richiesta di credito da parte dei cittadini, degli imprenditori e delle PMI, con tassi proporzionati alla crisi attuale, agevolando così la ripresa economica del Paese”.

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Ferrovie: tratte soppresse

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

English: Trains of the "Ferrovie Nord Mil...

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“Aspetteremo ancora qualche giorno per vedere se nei provvedimenti per lo sviluppo il Governo inserirà ai primi posti il ripristino delle tratte ferroviarie a lunga percorrenza soppresse che collegano il Sud con il resto d’Italia e il loro potenziamento, non soltanto sull’asse Nord-Sud, ma anche a livello interregionale. Se così non sarà daremo vita a forme di protesta che riguarderanno tutti i servizi pubblici al Sud, invitando gli utenti alla rivolta fiscale”. E’ quanto afferma la senatrice Adriana Poli Bortone, cofondatrice, con Gianfranco Miccichè, di Grande Sud. “Un principio – ha aggiunto – deve essere chiaro: a uguali tasse devono corrispondere uguali servizi. Ci auguriamo che a questo principio voglia attenersi almeno il Governo dei tecnici”.

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Il packaging si ricicla con la sovrastampa per battere la crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

I prezzi di petrolio e materie prime aumentano e le aziende non possono permettersi sprechi Rotoprint recupera imballaggi vecchi o sbagliati e nel 2010 ha salvato 18mila km di materiale Chilometri e chilometri di imballaggi nuovi ma inutilizzabili. È con questa realtà che devono fare i conti moltissime aziende, alle prese con errori di stampa, normative che impongono aggiornamenti sulle etichette, grafiche da rinnovare continuamente. «Un tempo, forse, si buttavano via più a cuor leggero: gli imballaggi in magazzino non vanno più bene? Al macero, e produciamone di nuovi. Ma oggi, con la crisi che morde e l’attenzione all’ambiente che per fortuna si sta diffondendo, sarebbe follia». Parola di Gian Carlo Arici, titolare di Rotoprint Sovrastampa, azienda di Lainate (MI) che grazie a un procedimento unico in Italia si è specializzata nel dare una nuova vita agli imballaggi già stampati. «Con l’aumento dei prezzi di petrolio, materie prime, trasporto e smaltimento, le aziende devono stare sempre più attente alla gestione delle scorte -continua Arici-. Ma nel mondo dell’imballaggio una nuova legge o un cambio di strategia di marketing imposto dall’azienda possono far sì che metri e metri di materiale nuovo e perfettamente utilizzabile diventino improvvisamente obsoleti. Per non parlare degli errori di stampa, a cui è difficile rimediare». Difficile, ma non impossibile. È un’esclusiva di Rotoprint lo speciale sistema di sovrastampa a registro in Rotocalco che consente di intervenire con precisione millimetrica su ogni tipo di packaging. Una tecnologia frutto dell’ingegno del fondatore Gian Carlo Arici, che oltre quarant’anni fa ha modificato le macchine rotative per venire incontro ai clienti alle prese con materiale difettoso o non più adeguato alle loro esigenze. «Allungare il ciclo di vita degli imballaggi porta alle aziende un risparmio significativo -continua Arici-. Non sono costrette a produrre nuovo materiale ed evitano i costi di stoccaggio e di smaltimento in discarica. Inutile dire che questo ha effetti positivi anche sull’ambiente, soprattutto in termini di risparmio di emissioni di CO2». Basti pensare che solo nel 2010 sono arrivati a Rotoprint, pronti a iniziare la loro nuova vita, oltre 18mila chilometri di materiali accoppiati in bobina, come dire un viaggio di andata e ritorno fra Milano e Rio de Janeiro. «Forse la crisi economica -conclude Arici- sarà anche l’occasione per pensare a quanti sprechi inutili si potrebbero evitare con un po’ di attenzione e di creatività». Un impegno per l’ambiente riconosciuto anche dalla E.R.A (European Rotogravure Association), che ha conferito a Rotoprint Sovrastampa l’Innovation Award 2011.
Rotoprint Sovrastampa S.r.l. Nata nel 1978 a Lainate (MI), Rotoprint Sovrastampa è specializzata nel modificare imballaggi già stampati, siano essi in formati (tetrarex, combiblok, elopak, scatole microonda, astucci, blister, cluster) o in bobina con supporto mono o pluristrato (alluminio, carta, poliammide, polietilene, polipropilene, poliestere, sleeves, tetrapak). Rotoprint Sovrastampa è una Società con Sistema di Gestione Qualità Certificato UNI EN ISO 9001: 2008 e per il suo Procedimento Brevettato ha vinto l’Oscar dell’Imballaggio 1993 (conferito dall’Istituto Italiano Imballaggio). http://www.rotoprint.com

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Multone dell’Antitrust: tenera alta la guardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

L’Antitrust ha finito la sua istruttoria ed ha multato il sito Italia-programmi.net per un milione e mezzo di euro (1), trasmettendo il provvedimento alla Procura della Repubblica. Finito l’incubo? Non proprio. Il sito che carpisce illecitamente indirizzi mail di chi sta cercando in rete un programma di free-software, tartassandoli poi di intimazioni di pagamento per presunte adesioni dei malcapitati ai loro “servizi”, e’ ancora in piedi: centinaia di telefonate e lettere ogni giorno ci pervengono per chiederci consigli, per cui l’onda lunga e’ ancora all’inizio e ci vorra’ tempo prima che smettano.Certamente questo dell’Antitrust di oggi e’ un passo importante, ma e’ la Procura della Repubblica che potrebbe dare un altro colpo piu’ duro con il sequestro del loro sito, cosi’ come chiesto da noi e centinaia di migliaia di navigatori che, sollecitati dall’Aduc, hanno inviato esposti alle varie Procure della Repubblica in tutta Italia.Per questo invitiamo tutti alla massima allerta, si’ da aiutare coloro che potrebbero ancora cedere alle loro minacce e pagare: parlarne ovunque il piu’ possibile, fare esposti in procura (cosi come da nostro facsmile in Rete). Il problema non e’ solo salvarsi individualmente da questa truffa, ma anche aiutare chi potrebbe cascarci e, soprattutto, dare a Internet il valore piu’ alto che ha: luogo di interscambio solidale in cui dimostrare che la Rete e’ piu’ che altro un bene per la nostra vita economica e sociale e non solo veicolo di truffe.

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Se sei innocente peggio per te

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Asinara Island, view from Stintino beach

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Il racconto del pentito Spatuzza: ecco come preparammo l’auto con il tritolo (…) Via d’Amelio, così abbiamo ucciso Borsellino. E tornano in libertà gli ergastolani condannati nel vecchio processo. (Fonte: La Repubblica, ottobre 2011). Uno di questi ergastolani, Cosimo, condannato per quella strage è uscito dal carcere di Spoleto.
Prima di uscire è passato a salutarmi. Sedici anni fa eravamo nella stessa stanza del carcere dell’Asinara (l’Isola del Diavolo, come la chiamavamo noi prigionieri) sottoposti al regime di tortura del 41 bis. L’avevo visto entrare che era un ragazzino, con i capelli neri come il carbone e con il sorriso sempre stampato sulle labbra.
E l’ho visto uscire l’altro giorno anziano, senza nessun sorriso e con tutti i capelli bianchi.
Cosimo un paio di anni fa, sapendo dei miei studi universitari di giurisprudenza, mi chiese di fargli una richiesta di permesso premio.
Dopo un paio di mesi il magistrato di sorveglianza gli rispose in questo modo:
-(…) Si dichiara inammissibile la richiesta perché il detenuto è stato condannato per reati esclusi da qualsiasi beneficio penitenziario se non collabora con la giustizia (…).
Cosimo mi venne a trovare nella mia cella e mi chiese cosa volevano dire quelle parole, ed io gli risposi in maniera semplice come ormai faccio da anni con tutti gli ergastolani ostativi:
-Vuole dire che sei destinato a morire in carcere se non metti in cella un altro al posto tuo.
Dalla sua espressione del viso notai che forse non aveva capito il concetto e allora glielo spiegai ancora meglio:
-Lo vuoi capire o no? Per uscire devi confessare i reati e fare i nomi di altri e farli condannare, solo facendo arrestare loro potrai uscire tu.
Cosimo per un attimo mi guardò con i suoi occhi da lupo bastonato, poi li abbassò e mi rispose:
-Carmelo, io per uscire farei qualsiasi cosa, ma sono innocente e quindi come faccio a confessare un reato che non ho mai commesso?
Incredulo gli replicai:
-Abbi pazienza, non è che non ti voglio credere, ma in carcere tutti dicono che sono innocenti.
Cosimo mi guardò per un lungo istante quasi con vergogna, poi sbottò:
-Carmelo, ma io sono innocente davvero.
Rassegnato scrollai le spalle e gli risposi:
-Mi dispiace Cosimo, ma non posso fare nulla! Purtroppo se sei innocente è peggio per te.
L’altro giorno quando ci siamo salutati e abbracciati, gli ho augurato di rifarsi una vita, quella poca che lo Stato italiano e le sue medievali leggi gli hanno lasciato ancora da vivere. (Carmelo Musumeci Carcere Spoleto)

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Cimiteri bambini non nati

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

“L’inaugurazione presso il cimitero Laurentino del “Giardino degli Angeli” per i bambini non nati è un grande gesto di civiltà, e il fatto che anche le istituzioni si stiano muovendo per risvegliare la coscienza comune su un dramma quale l’ aborto, non può passare inosservato.” Così in una nota Andrea Roncella, responsabile del Movimento RES (ROMA EUROPA SOCIALE). “L’iniziativa darà la possibilità a quanti ne faranno richiesta, di valorizzare, attraverso la sepoltura, quei feti, altrimenti considerati rifiuti ospedalieri.” “Il Movimento RES oltre a cogliere l’occasione per ricordare i tanti aborti spontanei, pensa che sia doveroso tornare a riflettere sul crimine dell’aborto volontario che altro non può definirsi che l’uccisione di un essere umano innocente. In una società che dovrebbe difendere i più deboli, questa iniziativa va nella direzione esatta per ricordare ai tanti progressisti che la vita è un dono e come tale va accolto, sempre. Il vero scandalo dell’aborto volontario non è che una donna possa essere tentata di abortire; infatti ogni giorno, ogni ora, ogni minuto un uomo è tentato di uccidere, violentare, rubare, sfruttare, uccidersi; e tantissime possono essere le situazioni personali che inducano una donna a prendere questa decisione.
Lo scandalo è che una società e uno Stato possano essere complici con quella donna, piuttosto che aiutarla a salvare la sua vita e quella dell’ essere umano che porta con sé. L’idea che condanna la legalizzazione dell’ aborto” continua Roncella “è formulabile dalla retta ragione di ogni uomo ben intenzionato, ed è per questo motivo che vogliamo sottolineare nuovamente la sua aconfessionalità. L’aborto è un tema che tocca innanzitutto il diritto alla vita, e come tale non merita di essere ridotto a una visione clericale del problema. Ci auguriamo che l’inaugurazione del Giardino degli Angeli possa essere un primo passo verso una più concreta opera dello Stato a difesa dei suoi figli più deboli.

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Il mondo lo possiamo cambiare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Un cambiamento reso necessario ma che ha il difetto di non essere colto nella sua interezza da coloro che ne devono essere i protagonisti: i popoli di questo pianeta. Non è una questione che può interessare una nazione o un continente, ma è globale. E’ il capitalismo e le sue storture che devono essere mondate perché genera mostri di crudeltà e di cinismo di elevata raffinatezza. E’ nel suo trasformismo, per sfruttare le nostre debolezze, che risiede la sua forza.
Una società che vogliamo evoluta non può cibarsi di miserie come quella di condannare a morte per stenti e mancanze di cure milioni di bambini ogni anno. Una società che ha poco rispetto per la dignità umana e che lo esalta al suo avere e non al suo essere. Una società che specula sulla salute per una comunità che si suole malata cronica per favorire le logiche del profitto. Una società che fa del culto della forza la sua arma letale per opprimere i più deboli.
Una società che esalta la vita e penalizza chi la vive perché non offre a tutti il diritto all’assistenza, all’istruzione, al lavoro, al vitto e ad una vecchiaia serena. Condiziona questo diritto solo ad una classe di privilegiati, ovvero un centinaio di milioni contro i restanti sette miliardi. Per questi pochi si offre loro l’80% delle risorse e si relegano gli altri al restante 20%. Uscire da questa trappola mortale si può, anzi si deve perché la vita è sacra così com’è sacro il viverla nella sua interezza.
Spetta a tutti sostenere questi principi e soprattutto da parte di quanti sono preposti per l’ordine morale che rappresentano quali i rappresentanti religiosi e dell’etica laica. Deve emergere lo spirito francescano rispetto a quello curiale non tanto per avere un popolo di poveri, quanto quello di giusti nel rapporto con se stessi e con i propri simili. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il “Bolscevico” su Napolitano

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

“Il Bolscevico”, organo del PMLI ha scritto un commento al discorso di fine anno del presidente della repubblica molto critico che non condividiamo nella forma e in alcuni suoi passi dove l’ideologia trascende nell’aggressione, ma comprendiamo la sostanza. In altri termini si rimprovera al Presidente della Repubblica di aver voluto sacrificare i lavoratori “per far uscire il capitalismo della crisi”. In effetti non si può difendere ad oltranza una manovra così palesemente sbilanciata che penalizza i redditi medio-bassi e tutela quelli alti anche se, tanto per gradire, si da ad essi una certa “spolveratina”. E’, come dire, che se togliere 100 euro al mese ad un pensionato o ad un lavoratore dipendente o autonomo che percepiscono 1000/1200 vuol dire qualcosa non lo è di certo per coloro che incassano cifre di gran lunga superiori. E si percepisce nello stesso invito del Presidente ai sindacati di “essere responsabili” un tentativo di coinvolgerli in misure inique con l’alibi della ragione di Stato. Ma vi è anche un altro timore è che, ad un certo punto, la “rabbia popolare” si faccia sentire e allora tutto il sistema andrebbe in crisi, ma questa volta sarebbero i ceti benestanti e ricchi a subirne le conseguenze maggiori. E la situazione diventa ancora più odiosa se si pensa che siamo al cospetto di 70 miliardi di sprechi annuali (secondo i dati della Corte dei conti) e il governo non fa nulla. Si acquistano aerei militari da combattimento come se il paese fosse minacciato da una guerra imminente e si spendono 13 miliardi di euro, non si fa nulla per contenere i costi della politica e perdiamo altri 9 miliardi di euro, abbiamo un’evasione fiscale che viaggia sui 200 miliardi di euro e quel che sappiamo fare di meglio è mandare 80 ispettori del fisco a Capodanno a Cortina d’Ampezzo per scoprire i ricchi italiani come se da tempo non li conoscessimo. E allora mi chiedo se il Presidente della Repubblica queste cose le conosce o no. Se le conosce avrebbe dovuto evitare di parlare di sacrifici doverosi dato che i soli sprechi recuperati avrebbero potuto evitare i salassi in atto. Se non li conosce è davvero una triste cosa. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il sonno dei giusti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Corso Italia, Cortina d'Ampezzo, Belluno, Vene...

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Da anni gli italiani sembrano in letargo. Le passioni, le lotte, le rivendicazioni li hanno coinvolti ma da persone comodamente sedute in poltrona davanti ad un monitor televisivo o, al più, con quello del computer. Sta di fatto che se non dormono di certo sono imbambolati su quanto accade loro mentre sulle loro teste si addensa la cultura della rinuncia, della rassegnazione, del fatalismo, della disinformazione. E’ che in un certo senso si sentono in trappola. Il tutto è iniziato nel lontano 1989 con la caduta del muro di Berlino. Da quel momento l’Italia perse la centralità degli interessi occidentali e dei loro timori per l’avvento dei comunisti al governo del Paese, essendo il più forte partito di opposizione. Fu lasciata a se stessa e ben pochi se ne accorsero o, peggio ancora, finsero di non accorgersene, per lucrarvi. Nemmeno la giustizia di “mani pulite” servì a rinsavire i tediati italiani. Si lasciarono in questo modo trascinare nel sogno berlusconiano come se tutto si potesse risolvere con la bacchetta magica dell’imbonitore di turno. Del resto un’alternativa non sembrava a portata di mano. E ora un po’ tutti si chiedono sconsolati: che possiamo fare se non dormire? Almeno il sonno non ci è stato ancora tassato. Siamo stati, del resto, traditi da tutti. Persino il presidente della Repubblica osannando il sacrificio dei poveri italiani ha mostrato le sue preferenze in quanto ha escluso quelli che i soldi, e tanti, li hanno per davvero. Ora persino i sindacati sembrano propensi a cedere per quello che si vuol far passare per la salvezza del paese. Significa lasciare inalterati i costi della politica, la possibilità di spendere oltre 13 miliardi di euro per acquistare aerei di prestigio ma non di necessità, la possibilità di continuare gli sprechi che secondo la corte dei conti ci costano ben 70 miliardi di euro all’anno, significa prenderci in giro con il blitz del fisco a Cortina d’Ampezzo per cercare i “ricchi italiani” come se non li conoscessero, mentre aumentano le evasioni raggiungendo la cifra record di 200 miliardi di euro. E poi si negano 50 euro mensili ai pensionati per il riallineamento delle loro rendite all’ultima inflazione che ha portato ad una riduzione complessiva del potere d’acquisto del 40% e si umiliano le famiglie monoreddito aumentando tutto: dalla benzina, alla luce, al gas, con l’addizionale irpef, ecc. A questo punto non ci resta che continuare a dormire. L’alternativa sarebbe drammatica anche se salutare per tutti tranne, ovviamente, per il 10% della popolazione italiana che non dorme perché è troppo intenta a succhiare il sangue della povera gente, come una sanguisuga. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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