Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

I costi della politica e non solo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2012

Italiano: L'interno del Palazzo di Montecitori...

Image via Wikipedia

Editoriale fidest. La recente polemica che è montata in questi giorni sui costi della politica e che hanno riguardato in primo luogo le indennità dei parlamentari e, in decrescendo, quelle degli amministratori locali con i casi “limite” della Regione Sicilia dove sembra che i compensi siano superiori ai parlamentari nazionali, ci rende consapevoli di un qualcosa di anormale che nel tempo si è incancrenito. Di certo l’abilità dei “contabili” italiani è imbattibile nel mondo. Noi riusciamo ad assegnare una indennità base mensile ai parlamentari di 5.500 euro, mentre sotto altre forme si arriva sino a 20 mila euro mensili e restando fermi sulla prima cifra si grida ai quattro venti che tali compensi sono addirittura inferiori alla media dei colleghi parlamentari europei. Ma è anche vero che hanno ragione i nostri deputati quanto dicono di non essere soli se si pensa che un usciere della Camera dei deputati dopo 20 anni di servizio può raggiungere una retribuzione lorda di 150mila euro mentre il suo omologo ministeriale può contare solo su 25.000. Ma l’usciere della Camera ci fa subito notare che lui ha una preparazione ben superiore a quella del Ministeriale e svolge, tra l’altro, funzioni molto delicate. Se pure diamo atto di questa diversità ci sembra, tuttavia, esagerata la differenza di trattamento, dal punto di vista economico, tanto è vero che non ha pari nemmeno confrontandola con un direttivo ministeriale. Ma non finisce qui. Se si sale di livello entriamo in fasce retributive che ci portano da 200 a 450 mila euro annui e in taluni casi superano di gran lunga l’indennità parlamentare. Lo stesso dicasi per i funzionari e gli esecutivi della Presidenza della Repubblica e degli altri Palazzi del Governo.
Questa “anomalia” fu fatta notare a più riprese in passato e si scrissero numerosi articoli in proposito ma alla fine tutto finì come dicono i toscani in “brodo di giuggiole”. Ora si riprende e siamo certi che passata la buriana il tutto sarà messo nuovamente a tacere. Eppure vorremmo tenere, in qualche modo, desta l’attenzione degli italiani al riguardo perché ci pare oggi, più che in passato, ingiusto vedere tanti quattrini spesi indebitamente e in modo così palesemente sperequativo a vantaggio di una pur sempre categoria di lavoratori. E la circostanza stride ancora di più se si pensa ai milioni di italiani costretti a vivere con pensioni da fame, a giovani disoccupati, ai cassa integrati e alle famiglie monoreddito composte di 3-4 persone che sono costrette a vivere con una retribuzione di chi lavora che spesso non va oltre i 1400 euro mensili e che il solo fitto dell’abitazione ne assorbe, se va bene, il 60%. Ma la vergogna è anche un’altra: per fare la oramai famosa manovra “lacrime e sangue” con la benedizione del Presidente della Repubblica, ci hanno messo poco meno di una settimana mentre per ridurre il costo della politica si calcola che ci vorranno non meno di due anni. E questi dovrebbero essere i rappresentanti eletti dal cosiddetto popolo sovrano. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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