Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Crescita e fonti di rischio

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2012

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Image by kevindean via Flickr

Tutti gli occhi sono puntati sulle varie previsioni che in queste ore si fanno, da vari punti di osservazione come l’Ocse, la Banca Mondiale ecc., per cercare di capire cosa ci attende il futuro. Il dato che ci sembra incontrovertibile è che, tra le grandi economie mondiali, gli U.S.A. si sono trovati sull’orlo della bancarotta per il semplice fatto che da tempo stanno spendendo al di sopra delle loro risorse. La causa principale di questo rischio di default deriva dal fatto che la sua vocazione da grandeur o se vogliamo di “guardiano” degli eventi mondiali l’ha spinta a dotarsi di uno dei più sofisticati armamenti e di una presenza militare un po’ ovunque. Non solo. Le sue guerre l’hanno portata ad interferire pesantemente e immotivatamente sugli stati sovrani per il solo sospetto che congiurassero ai danni degli Stati uniti d’America. La ragione, purtroppo, è un’altra, ovvero l’interesse è quello dei voler controllare le fonti energetiche e le aree di interesse strategico per i suoi commerci. Il caso ha voluto che nella buriana ci è finita anche l’Italia con il suo debito sovrano che a differenza degli U.S.A. non ha coperture autorevoli, difensori di prestigio e connivenze internazionali. D’altra parte vi è un fronte di paesi emergenti che è in movimento come il Brasile, la Cina, la Russia, l’India e la Corea del Sud che tendono, sempre più, ad oscurare la dinamica economica degli Usa e dell’area dell’euro. Se dovessimo riscrivere i paesi che avrebbero diritto ad entrare nel club del G8 non esiteremmo ad indicare questi cinque con gli Usa e tutti insieme i paesi dell’area dell’euro e la Gran Bretagna. Ciò vorrebbe dire, per quanto ci riguarda, che l’Eurolandia o ancor più tutti i 26 paesi (ad esclusione della Gran Bretagna) sono appena bastevoli per competere alla pari con gli altri paesi del mondo.
Ma vi è qualcosa di più e di diverso che va annotato. L’attuale crisi potrebbe essere di sistema e ciò significa che si stanno sperimentando nuovi scenari geopolitici ed economici quali potrebbero essere configurabili in questa misura per aree d’influenza: Cina-India-Brasile, Giappone-Corea del Sud-Stati Uniti-Canada-Australia, Ue-Russia-Africa-vicino oriente. Per quest’ultimo aspetto la possibilità che si possa, per l’Europa, giocare un ruolo da leadership sulla scena mondiale se consideriamo la ricchezza dell’area in quanto a materie prime e a risorse energetiche, le premesse vi sono tutte, ma salterebbero gli assoli non più comprensibili come quelli mostrati dalla Francia e dalla Germania in questi giorni. La locomotiva dell’Europa dovrebbe spostarsi più ad Est ed essere rappresentata dalla Federazione russa con tutta l’Ue (eurolandia e non) e i paesi del Nord Africa e quelli della penisola arabica e il vicino oriente. Un’idea politica ed economica che già solo a pensarla diventerebbe “esplosiva” e condizionerebbe l’esistenza degli altri paesi del mondo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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