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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Il caso di QUI! Group: 500mil di fatturato nel 2011

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2012

English: A Trenitalia train powered by a Diese...

Image via Wikipedia

Le stime sono quelle, i numeri parlano chiaro, da tempo il nostro paese non cresce e vede una crisi generalizzata del sistema, con un crescita del pil che nel secondo trimestre 2011 si assestava allo 0,3% anche se per molti le stime dell’Istat sono ancora sopravvalutate. Anche le parole pronunciate dal ministro Passera che parla di recessione ed occupazione ai limiti della sostenibilità, confermano il termometro del quadro clinico in cui si muove il paese, dove a soffrire sono le tante piccole e medie imprese che compongono il nostro paese. Nell’ambito delle pmi, ad aver ancora risorse e voglia di investire in ricerca e sviluppo tanto da riuscire a crescere, non ve ne sono moltissime, c’è però chi ha trovato la strada giusta. E’ il caso della società di servizi QUI! Group spa, che ha saputo reinventarsi nel tempo, adeguandosi alle sfide e riuscendo a garantire ai suoi quasi 1000 tra dipendenti e collaboratori la sicurezza di una realtà consolidata e perfino in continua crescita. Dai report di fine anno della società genovese, si evincono aspetti e numeri piuttosto rari a livello regionale – in Liguria dove ha la sede oltre alle filiali in tutta Italia- e forse anche a livello nazionale. Ha chiuso il 2009 con 360 milioni di euro di fatturato, il 2010 con 440 milioni e conferma i previsti 500 milioni per il 2011. La crescita media degli ultimi 5 anni è stata del 23%, con all’attivo 7000 clienti fra aziende private ed enti pubblici, grandi appalti vinti e partnership siglate negli ultimi anni ed una rete di oltre 150 mila pubblici esercizi affiliati ai propri servizi. Il dato è interessante anche a livello di compagine interna del gruppo: dei quasi 1000 fra dipendenti e collaboratori oltre il 60% sono donne, quote rosa in grande preponderanza quindi. L’età media è di 33 anni, un gruppo giovane in tutti i sensi, oltre che dinamico. A livello produttivo e di occupazione, si parla di un tasso di assenteismo dell’1,5 % contro una media del 7% e dall’inizio del 2011 l’azienda ha assunto 60 persone. Non solo, la percentuale di contratti a tempo indeterminato è del 74 %. Sicuramente un caso significativo, testimonianza anche di un clima positivo in cui lavorare, stimolante poiché dinamico ed in continua espansione sia come numeri che come attività di business, infatti il gruppo ha negli anni raggiunto posizioni di leadership non solo nel settore dei buoni pasto (dove è la prima azienda a capitale interamente italiano e seconda in assoluto nel mercato nazionale dominato da multinazionali straniere) ma anche in quello della loyalty, del convenzionamento di merchant sul territorio, dei pagamenti e della monetica. La forte propensione all’innovazione ha consentito l’ideazione e gestione di piattaforme tecnologiche capaci di offrire molteplici servizi integrati, su diversi supporti ed aperti ulteriori potenzialità di sviluppo.E’ quanto afferma con orgoglio il presidente del gruppo Greogrio Fogliani che definisce un’autostrada dei servizi il sistema messo a punto per tutta la rete di esercizi affiliati che si basa su un pos e una card multifunzione in grado di sostituire il badge aziendale e il carnet cartaceo di buoni pasto, con la possibilità di integrarvi numerose altre funzionalità (sistema di pagamento attivo su circuito Mastercard, programma di fidelizzazione con sconti nel circuito di esercizi convenzionati, rilevamento presenze, ecc).
Hanno infatti intuito il potenziale delle soluzioni di QUI! Group, realtà come Poste Italiane (che ha scelto il gruppo anche come partner per lo sviluppo del programma di fidelizzazione di Sconti BancoPosta), Cisl (partner del circuito NoiCisl) la Presidenza del Consiglio, Enel, Trenitalia, e molte altre. A completare il tutto, l’impegno solidale del gruppo svolto tramite la fondazione QUI Foundation, attiva in ambito socio-umanitario per fornire sostegno ai più bisognosi, il cui principale progetto Pasto Buono contro la fame e lo spreco alimentare, nel 2011 ha distribuito circa 50 mila pasti a favore di tante famiglie di “nuovi poveri” e persone in stato di bisogno e senza tetto.

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