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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Federfarma Lazio: no alle liberalizzazioni, sì all’ammodernamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

Le liberalizzazioni si facciano, ma in quei comparti dove c’è più bisogno come i servizi pubblici locali, le assicurazioni o i carburanti. Alla farmacia serve soltanto un ammodernamento, che deve necessariamente passare da un confronto ragionato tra Governo, forze politiche e sigle della professione. E’ in sostanza questo il messaggio che arriva dal convegno organizzato ieri a Roma da Federfarma Lazio per parlare di liberalizzazioni e sviluppo, ospiti diversi rappresentanti di centrodestra e centrosinistra e i vertici nazionali di Fofi e Federfarma. «Qui non ci sono né lobby né monopoli» ha ricordato in apertura il presidente del sindacato regionale, Franco Caprino (foto) «le farmacie hanno perso il monopolio del farmaco con la legge 405 del 2001». «La liberalizzazione dei farmaci di fascia C» ha ricordato dal canto suo il presidente dell’Ordine, Andrea Mandelli «non crea sviluppo, sposta soltanto una quota di fatturato da un canale a un altro. Siamo stati i primi a parlare della necessità di un ammodernamento della farmacia, ma ne va salvaguardata la sostenibilità perché possa garantire posti di lavoro sostenibili». Anche dai politici, in netta prevalenza di centrodestra, sono state espresse forti perplessità sui progetti del Governo in tema di farmaci. «E’ vero, la farmacia è una rete di distribuzione costosa» ha detto Chiara Moroni, deputato del Fli e farmacista «ma supplisce in modo impareggiabile alle carenze e alle inadeguatezze dell’assistenza sul territorio. Con le liberalizzazioni le farmacie non saranno più in grado di erogare i servizi». «Su questi temi» ha rincarato Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato «il Governo sbaglia a chiedere la decretazione d’urgenza. Vogliamo capire quali liberalizzazioni hanno senso e quali non ce l’hanno e chiederemo che sugli interventi per lo sviluppo l’esecutivo proceda ascoltando tutti». Sulla concertazione si sono soffermati anche i rappresentanti del centrosinistra: «Questo Governo» ha detto Mariapia Garavaglia, senatrice Pd «ha già dimostrato di fare quello che dice, ma può essere aiutato a fare meglio. I farmacisti chiedano con urgenza un incontro a Catricalà ma si preparino a fare proposte che restituiscano alla farmacia la sua vera vocazione. E se è vero che la titolarità viene data per concessione, prima o poi questa concessione deve tornare indietro». Un tema ripreso anche dal Pd Gero Grassi, vicepresidente della commissione Affari sociali. E allora, su quali punti impostare un confronto tra farmacie e Governo in cui suk tavolo non ci siano più le liberalizzazioni ma l’ammodernamento del servizio? Una lista ha provato a compilarla Luigi D’Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Fofi e senatore Pdl: «Si può ragionare su un incremento delle farmacie sul territorio, su un allungamento degli orari, sull’introduzione di strumenti che generino competizione nel sistema, così come sulle soluzioni con cui dare più spazio ai giovani, perché le difficoltà di accesso che si registrano in una professione sono una patologia. Ma la farmacia è un valore che va difeso». I titolari hanno dieci giorni di tempo per convincere Monti e colleghi.(fonte farmacista33)

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