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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

La Consulta dice no ai quesiti su legge elettorali: sconforto nell’ambiente universitario

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2012

È all’ordine del giorno la bocciatura, da parte della Consulta, dei due quesiti sulla legge elettorale proposti dai promotori referendari. Quesiti entrambi volti a chiedere l’abolizione della legge elettorale attualmente in corso.
Molti i malumori sulla controversa decisione anche nell’ambiente universitario. A pronunciarsi al riguardo, il vice presidente nazionale di Azione Universitaria Dario Moscato « A differenza di quanto deciso dalla Consulta, riteniamo fondamentale l’importanza dell’introduzione delle preferenze all’interno delle liste elettorali e, soprattutto, di un codice etico che vada a regolamentare all’insegna della legalità la politica, salvaguardandola dalle varie ingerenze esterne».Anche il capogruppo di Studenti per le Libertà-Azione Universitaria al CNSU Erio Buceti, ha dichiarato: « Visto il no della Consulta ad oggi pressoché impossibile cercare di introdurre una nuova legge elettorale prima che si rinnovi la prossima legislatura. E questo è paradossale, dal momento che dovrebbero essere i cittadini a scegliere da chi farsi rappresentare e non subire le decisioni di chi sta in Parlamento solo perché rappresenta un lobby finanziaria o perché rappresentato dai partiti, senza alcuna legittimazione dal popolo.Per quanto riguarda l’istituzione del tanto discusso codice deontologico, anche Buceti condivide la necessità dell’istituzione di questo strumento in quanto «sia i partiti che qualsiasi soggetto operante nel settore pubblico, dovrebbero attenersi al rispetto di un codice etico riconosciuto e sottoscritto da tutti, tenendo come caposaldo del vivere quotidiano l’esperienza di vita trasmessa dai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ancora oggi, esempi di massima onestà. Dobbiamo proprio a Paolo Borsellino una delle più importanti frasi che dovrebbero ispirare la politica attuale: “Un politico in odor di mafia anche se non condannato non va candidato”.

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